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Milano Hi-End 2009 di Igor
Zamberlan
Forse Zaini,
in un momento come questo, ha ragione: fare
fiere un po’ “fatte in casa” (nel senso dell’artigianato o della buona
cucina della nonna, non nel senso del pasticcio, spero si capisca), in
cui le pressioni sono poche e ci si può rilassare, è un
modo per far affluire pubblico. Non ho idea di quale sia stata
l’affluenza (mi pare che Zaini abbia parlato di operatori soddisfatti
delle vendite, non ho chiesto in giro, anche perché me ne sono
andato nel pomeriggio di sabato e forse era presto per un consuntivo),
ma si respirava un’aria gradevole, fra i corridoi della fiera. Forse le
facce non erano proprio nuove, ma ne traspariva – parlo di quelle dei
visitatori – una certa soddisfazione, un po’ per la piacevolezza della
mostra, un po’ magari anche per una forma di sollievo (“visto? Siamo
ancora qua, nonostante la crisi”). La fiera, come sempre, accostava
cose decisamente interessanti ad altre la cui presenza era un po’ meno
comprensibile. Anche questa è una gradevole conferma: questo
settore continua ad attirare, a far sognare, appassionati e operatori,
ruoli intercomunicanti e spesso sovrapponibili – per fortuna.
In ogni caso, anche dal punto di vista dei contenuti c’erano cose
interessanti.
Mi preme ricordare, prima della rassegna di foto, in nessun ordine
particolare:
- Hi
Fi Di Prinzio, che aveva portato, in una delle sale più
grandi, uno dei suoi sistemi custom ad alta efficienza,
multiamplificati. Il risultato non ha mancato di suscitare qualche
controversia.
- Olimpia
Audio, in team con la Kenwood Italia e con Labirinti
Acustici/Exedra, che, in una stanza acusticamente molto curata,
presentava le sue amplificazioni ibride collegate a delle JBL e a delle
Infinity, queste ultime in anteprima italiana, che potrebbero segnare
il ritorno del glorioso marchio della grande scuola americana a
qualcosa di significativo
- Acme
Biella che esponeva con Audiomondo (altrove su questo numero la
recensione del DAC WBE) aveva un interessante (per chi ama il genere)
diffusore multivia basato su un altoparlante piuttosto speciale in
anteprima assoluta
- Nova,
che esponeva con Beduschi, aveva i prototipi (spenti, ancora: ma
manca poco) del lettore e dell’amplificatore di fascia superiore
- Docet
aveva parecchie cose interessanti (sempre a prezzi umani e col
solito inesauribile entusiasmo) ed esponeva con Bernardi, che aveva
delle grosse Swan, in una sala molto interessante
- In
un angolo si sono viste le meravigliose creature di Dyssanayake, una
delle quali è sotto le mani e le orecchie del direttore in
questo numero
- Lorenzo
Betti di Estroarmonico, nella sua prima uscita ufficiale ad una
fiera italiana, impressionava anche staticamente con delle elettroniche
costruite in modo tale da fare invidia ai “maestri” di tutto il mondo,
occhi all’insù o meno (e i prezzi sono assolutamente
ragionevoli, vista la qualità)
- Tangerine
Tech con il DAC Jakob Ludwig, in esposizione statica, ma
notevole
- Le
nuove Blumenhofer, proprio appena finalizzate, in anteprima
assoluta, ancora senza nome, nella sala di Mad for Music, dove c’erano
anche le elettroniche Emillé
- Il
pazzesco sistema con altoparlanti ALE, nella sala di Nonsolomusica
- Il
furbissimo Duplex di Systems and Magic, un duplicatore di presa
elettrica a prova di bomba e multiconfigurabile
- Il nostro disco test,
presentato dal suo principale autore, Marco
Lincetto, che andava a ruba (il disco, non Lincetto, che avete capito…)
Vi lascio con le foto, alla prossima!
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