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numero 32
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Anteprima Dissanayake Kamasashtra Limited Edition di Bebo Moroni



Il pre phono "oltre non c'è"?





Due telai interamente a valvole, rosso fuoco, con finiture cromate, ecco il pre-phono fuoriserie, per chi nell’analogico non conosce mezze misure.


Poche note d’introduzione a una prova, che verrà pubblicata per esteso sul prossimo numero, e che già so farà discutere. Farà discutere, spero non in maniera peregrina e prevenuta, soprattutto rispetto al prezzo di questo oggetto. Ma se la discussione sul prezzo non sarà fine a se stessa, ma mirata a comprendere (o a contestare) le caratteristiche di un oggetto del genere, non sarà fiato sprecato, tanto meno lo sarà se servirà a fare un quadro del mercato di altissimo livello attuale dell’alta fedeltà e delle sue molte particolarità.
Il Kamasashtra è un pre phono “no compromise”, decisamente “no compromise”, fratello gemello del pre linea Kamasutra ( il riferimento ai due grandi storici testi sull’amore e sul piacere della tradizione indiana ( il Kamasashtra è in un certo senso il progenitore del Kamasutra) non è una strizzatine d’occhio maliziosa e compiacente, bensì, viste le origini del costruttore, un’affermazione piuttosto concreta rispetto all’assoluto della sua produzione, e al piacere che essa deve saper offrire al suo utilizzatore.
Non è pubblicità, è dichiarazione d’intenti.
Il Pre Phono Kamasashtra, progettato e costruito senza risparmio, esiste nella versione, diciamo così “normale”, con super-alimentazione a stato solido, e in questa versione “Limited” con alimentazione separata a valvole.
Oggetto di maniacale perfezione sua nel progetto che nella costruzione, il Kamasashtra è realizzato interamente a mano, da una sola persona ( Sarat Dissanayake) che seleziona a mano ognuno delle molte componenti che affollano questa Riia semi-passiva di qualità assoluta. Partendo da un quartetto di ottime E80CC Telefunken, il costruttore italo-bengalese, costruisce una vera e propria cattedrale del suono analogico. Sono stato testimone sul campo della complessità, della precisione, della maniacalità della scelta di ciascuna delle componenti, della sua selezione a tolleranze praticamente nulle, dell’accuratezza del montaggio di ciascun particolare, delle ripetute prove in ogni stadio della realizzazione. Già perché anche quello in prova, come ogni componente della serie Reference, è stato costruito su ordinazione.
Questo pre-phono in due telai, tanto per dare un’idea grossolana della sua complessità e della sua qualità di costruzione, pesa quanto un ottimo amplificatore di buona potenza.

Quando inizierà l’inevitabile discussione sul costo finale di questa meraviglia, occorrerà ricordarsi che ogni esemplare del Kamasashtra richiede un impegno di costruzione, a tempo pieno, di un mese e mezzo e anche qualcosa di più. A questo tempo, che ovviamente costa ( e che offre risultati che non sarebbero possibili altrimenti) vanno aggiunti i costi dei componenti, che non sono poca cosa, i costi fissi, i costi, seppur minimizzati, di commercializzazione, e non ultima certo, la prestazione tecnica e sonora dell’apparecchio.
Insomma, il Kamasashtra è una fuoriserie, e ha costi da fuoriserie. Una Mercedes di serie costa un tot, una Mercedes AMG, o Brabus costa assai, ma assai di più, partendo peraltro dal grosso di un progetto pre-esistente.
Alla luce di quanto detto, alla luce dei prezzi di certi cavi, ma anche di molti apparecchi di produzione più o meno seriale e di prestazioni nemmeno lontanamente paragonabili, ecco che i 25.000 EU del Kamasashtra rimangono una grossa cifra ma non un’impossibile follia, soprattutto non un’ingiustificata follia.
Ma ve ne parlerò in dettaglio. Per ora vi dico che per scelta indifferibile del progettista-costruttore, il Kamasashtra è un pre-phono solo MM, e ciò non significa un’attribuzione di preferenza, ma più semplicemente che Dissanayake non ritiene che alcun phono MC in circolazione possa raggiungere le prestazioni di una Riaa MM portata alla perfezione, e che chi intende usare testine MC dovrà, assecondando la qualità del pre-phono, impiegare un trasformatore all’altezza, e per molti versi non fa una piega.
Vi dico anche che sto utilizzando questo pre-phono da un paio di mesi, che continuo ad apprezzate altri pre-phono di prezzo più umano, ma anche che mai, e intendo mai, ho sentito suonare i miei svariati sistemi di lettura analogica a questi livelli di purezza, spazialità, concretezza plastica e dinamica.
Se non fosse che sono decisamente restio a credere nella miracolistica, potrei dire che in casa Moroni sta avvenendo un miracolo: testine, bracci, giradischi che già consideravo il non puls ultra, hanno preso nuova e insospettabile vita.

Forse è per questo che sto allungando a dismisura i termini della prova? Credetemi, non mi capita spesso di temere il termine di un test, no, niente affatto.



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