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OLIMPIA AUDIO ALFONSO di Domenico Pizzamiglio
www.olimpiaudio.com
Prezzo: 1.500,00 Euro
Alfonso
strano nome per un finale. Certo, affonda le sue origini nellopera dalla quale molti apparecchi di Olimpia Audio traggono il proprio nome. Basta consultare il sito per averne conferma.
Olimpia Audio è il marchio artigianale dietro il quale opera Silvano Sivieri, noto esponente dellelettronica milanese. Generalmente Silvano Sivieri si occupa di amplificazioni valvolari e sistemi di altoparlanti ad alta efficienza, ma ora è disponibile la novità di questo finale a stato solido. Alfonso, appunto. Si tratti di un finale dual mono che dispone di una potenza di 50 W per canale su 8 Ohm e 90 W per canale su 4 Ohm. Lampli è privo di controreazione, ha una sensibilità dingresso di 1,2 V e permette la connessione di un solo sistema di altoparlanti. Il progettista sostiene che il suono di Alfonso, anche in virtù della circuitazione adottata, suonerebbe come un amplificatore a monotriodi: non ho la possibilità di fare confronti e quindi mi limito a riferire laffermazione.
Lapparecchio si presente piuttosto esteso in profondità, rigorosamente nero, con un frontale grigio in metallo spazzolato di buono spessore. Sul pannello frontale un pulsante circolare con led azzurro che segnala loperatività dellapparecchio. Sul pannello posteriore la presa IEC per lalimentazione con lalloggiamento per il fusibile di protezione sullalimentazione, una coppia di prese dingresso RCA e i morsetti per gli altoparlanti. La finitura è da prodotto artigianale; ben fatto, piacevole alla vista, pur se distante dalla perfezione di altrimenti ben più costosi finali.
Scalda parecchio durante luso ed un warm up di unora mi pare consigliabile.
Il costo è di 1.500,00 Euro.
Nulla posso dire dellimballo o di eventuali manuali perché lapparecchio mi è stato consegnato personalmente da Silvano Sivieri con consegna a domicilio per la prova.
Alfonso è stato inserito nel mio impianto che qui ricordo: giradischi Musical Life Basic 40 con braccio Morch DP6 e canna Precision, cavo braccio Cardas in argento, testina Transfiguration Aria, pre-fono American Hybrid Technology P Non Signature, lettore CD Astin-Trew AT 3500, preamplificatore Lavardin Pre 6.2, finale Bryston 2B-LP, altoparlanti Magneplanar MG 1.6, filtri di rete e multiprese Black Noise, cavi di alimentazione Black Noise ed Ecosse, cavi di segnale custom, Audio Note e altri.
Nei giorni scorsi mi sono fatto fare un nuovo mobile per contenere le elettroniche. Mentre il giradischi analogico poggia direttamente sulla doppia base di legno posta nel ripiano superiore, con accanto il pre-fono, il lettore CD ed il pre albergano su basette Clearlight. Il pesante e ingombrante alimentatore del pre-fono è posizionato sul piano inferiore, anchesso doppio, semplicemente poggiato sul legno. Alfonso ha trovato collocazione al piano inferiore, senza interposizione di alcunché tra di lui ed il piano di appoggio.
Iniziamo le note di ascolto.
Ho iniziato con lOiseau de Feu di Stavinskj su Decca, direzione Antal Dorati. Ho inizialmente rilevato una bassa grana del suono, piuttosto apprezzabile in un finale di questo costo. In questa registrazione mi hanno colpito due particolarità. La prima che, malgrado non abbia laltissimo fattore di smorzamento dei NuForce (anzi, Sivieri dice che proprio non cè smorzamento) la gamma più profonda non è mai ridondante; piena, semmai, ma mai eccessiva, mai oltre le righe. La riproposizione di tutte le frequenze appare piuttosto corretta; limmagine si presenta alta e profonda, ben svincolata dai pannelli ed infatti dopo un po inizio ad abbandonare queste prime analisi per concentrarmi sul timbro degli strumenti. Tutto è pervaso da una buona lucentezza che conferisce un suono "live". Alla fine della Danse de la suite de Katschei enchanté par loiseau de feu lo xilofono è di legno. Pare osservazione di poco pregio, ma così non è. Il discernimento timbrico permette di riconoscere chiaramente lessenza lignea dei tasti di quello strumento che peraltro viene suonato con intensità e forza, assumendo un ruolo primario, come previsto in partitura, pur se supportato dallorchestra che ad un certo punto va in crescendo per esplodere nella successiva Danse infernale de tous le sujets de Katschei. Qui mi attendo il cedimento di Alfonso, perché il livello è alto, ma devo dire che il volume che si riesce a raggiungere, malgrado la bassa efficienza delle Maggies e la potenza di Alfonso, è alto. La confusione latita. I suoni sono, dinamicamente ineccepibili, fino a che non intervengono i limiti di erogazione dellampli. Limmagine non collassa.
Passo alla Passio di Arvo Pårt. Sostituisco, però, la già citata (nella prova delle German Physiks) versione ECM per una versione Naxos acquistata per due soldi da Feltrinelli. Buona esecuzione, buoni cantanti, buona registrazione. Lorgano che sottolinea la declamazione Passio Domini nostri Jesum Christi secundum Johannem scende bene, ma con controllo. Nessuno sbrodolamento ma una credibile pedaliera. Le voci escono tutte bene, dotate di un credibile corpo (per capirci, non paiono ectoplasmi). A volte affiora un accenno di ruvidezza nel suono, ma tutto sommato me lo aspettavo anche, considerato il costo. La scena si apre in modo corretto, profonda, con una collocazione dei cantati credibile. Le Maggies non spariscono completamente come con i miei finali, ma la prestazione non è molto diversa da quella che offre il mio Bryston 2B-Lp che per potenza e costo è equiparabile ad Alfonso. Certo, una notazione alla registrazione mi sento di farla ma non ha nulla a che fare con lhi-end. Non comprendo perché il basso, ovvero il cantante, abbia un timbro così rugoso. Forse fumerà troppo. Comunque, se volete approcciare Pårt, questo economico CD insieme con quello che contiene il Fratres, sempre di Naxos, merita lattenzione dellacquisto. In questa registrazione è affiorata una sottolineature della porzione più alta dello spettro audio che, soprattutto se il volume non è regolato al livello giusto, può ingenerare qualche accenno di fatica dascolto.
Vinile Telefunken per lascolto successivo. Integrale delle Cantate di Bach, Harnoncourt/Leonhardt. Cantata BWV 132 Bereite die Wege, Bereite die Bahn. Il timbro della voce bianca che canta laria iniziale è credibile; giustamente "affaticante", con anche le inevitabili imprecisioni e piccole stonature perfettamente percepibili. Lorchestra è posizionata in modo corretto (anche se una foto della ripresa di registrazione direbbe qualcosa in più), con timbri lucidi e puliti. Eccellente il tenore, ottimo il basso e laccompagnamento nellaria Wer bist Du (lho cantata tante volte) con un violoncello congruo per dimensioni (non nella stanza, ma nello stage riproposto rigorosamente dietro le Maggies) ed altrettanto giustamente gutturale la voce di René Jacobs, controtenore. Una buona performance.
La foto della ripresa, però, aiuta nei Brandenburghesi di Bach nellesecuzione di Leonhardt su RCA-Seon (vinile). In particolare cè la foto della ripresa del concerto n. 4 che immantinente ascolto. Tutto sembra corrispondere e limmagine che si apre è sicuramente buona, credibile. A livello di timbro rilevo qualche asprezza su alcune note del violino e qualche soffio di troppo anche nei flauti, almeno rispetto a quanto sono solito ascoltare.
Ascolto la Toccata e Fuga in Re Minore di Johann Sebastian Bach nellesecuzione di Marie Claire Alain su Erato. La gamma bassa si presenta valida, per quanto possano scendere le Maggies, con una sensazione di spostamento daria decisamente credibile. I vari registri sono tutti ben riconoscibili; il suono dellinsieme è credibile con un organo ben posizionato e anche ben alto nello stage. A volte affiora qualche eccesso sulle canne più piccole che va a sporcare una prestazione che altrimenti sarebbe poco credibile in relazione al costo dellapparecchio in prova; questo eccesso porta ad individuare i due Quasi Ribbon con il conseguente posizionamento ad altezza orecchie di alcune canne.
Passo poi alla voce di Cecilia Bartoli in Italian Songbook con James Levine al pianoforte, CD della Decca. Nel brano iniziale, Mi lagnerò tacendo, ascolto una Bartoli in eccellente forma e ne seguo le evoluzioni sino ad un acuto finale in fortissimo che ha mandato in crisi alcuni amplificatori passati per casa; nulla di tutto questo con Alfonso che sciorina potenza senza difficoltà restituendo una Bartoli sufficientemente materica e ben credibile dal punto di vista timbrico.
Lascolto dei cd con lopera per liuto di Bach eseguita da Lindberg su BIS è foriera di ottima prestazione. Io strumento non pare mai meno che verosimile. Forse un po ampio nelle dimensioni, ma tutto sommato è un peccato da poco.
Nella Passione secondo San Matteo di Bach nellesecuzione di Herreweghe su Harmonia Mundi (questa è la registrazione dellanno 2000, ché Herreweghe ne aveva già licenziata una di una decina danni più vecchia) trovo un Jan Bostridge, evangelista in piena forma. Bella la voce, ricca di sfumature, ben collocata in un ambiente moderno carico di risonanze. Mi soffermo ad ascoltare la voce di Bostridge, le sue tante sfumature, il suo cantare che pur mantenendo il buon suono, la buona tecnica, piega la voce al testo. Bostridge non risulta mai asfittico; il suono espande bene, la voce è chiara, affaticante al punto giusto. Nessun "morbidume" fuori luogo. Gli interventi del coro soffrono di un leggero accenno di lateralizzazione alla quale non sono abituato; ma è vero che il solo aver spostato leggermente le Magneplanar (un paio di centimetri con orientamento verso lesterno) ha riportato la situazione in termini più normali.
A questo punto decido che vado sul cattivo. Sarah was ninety years old di Arvo Part su ECM. Non consiglio la partitura a tutti perché è piuttosto pesante ascoltare dei cantanti che si lanciano degli Oh-oh-oh-oh!! per una ventina di minuti, con interventi di percussione sola. Però dal punto di vista audiophilo si tratta di una registrazione di tutto rispetto (è sulla seconda facciata del vinile ECM che contiene il Miserere). Mi concentro proprio sugli interventi della percussione. Siamo in chiesa e si sente. Il suono, per mia esperienza provata su tanti impianti anche attraverso il CD nasce da sinistra, poi si percepisce una prima risonanza ambientale in centro, verso labside ed una seconda risonanze che cade a destra, in alto. Mi concentro, ma pare che non sia necessaria alcuna concentrazione perché Alfonso restituisce questa sensazione spaziale con semplicità. Dal punto di vista dinamico, posso solo riferire che ogni colpo è ben diverso dallaltro per intensità e che comunque la potenza di Alfonso si dimostra sufficiente anche con le Magneplanar 1.6 e nel mio ambiente.
Insomma, caro Alfonso, ti va di cedere prima o poi, o no?
Vediamo se con i Dire Straits ce la faccio. Metto sul piatto Tunnel of Love e dopo lorganetto iniziale dovrebbe arrivare lintero complesso. Ecco, qui i limiti di potenza di Alfonso si fanno sentire; pur tenendo un livello consono alla sua potenza, pare che la richiesta continua del basso profondo stenti ad essere soddisfatta. Certo, il basso cè, non è particolarmente corto, ma pare mancare di forza rispetto anche a quanto fa il Bryston. Tuttavia, nellambito delle possibilità di Alfonso, I tempi di attacco sono rapidi, la voce del cantante è giustamente ricca e carnosa, tutto suona corettamente. Le percussioni, restando entro volumi dascolto ragionevoli, sono giustamente secche e controllate. Ma è meglio passare a Romeo and Juliet ove la potenza pare essere più consona al mio ambiente.
Anche il tappeto di basso in Telegraph Road manda un po in crisi Alfonso. Fino a che si sta a volumi domestici, non ci sono problemi perché sia per estensione che per controllo la riproduzione è eccellente. Alzando il volume appare un accenno di confusione prima e di fiato corto poi. Forse una versione da 100 W per canale sarebbe più adatta "per tutti gli usi consentiti dalla legge (anzi, dallaudio)".
Insomma, potrà apparire che io sia stato troppo buono con questo amplificatore, ma posso garantire che non è così. Prima di tutto bisogna tenere comunque conto del fatto che vengono richiesti millecinquecento euro e che con quella cifra non è facile imbattersi in un amplificatore finale che possa apparire effettivamente una scelta audiofila evoluta. Forse mi è andata solo bene perché quellampli ben sposa il mio pre e le mie casse acustiche, oltre i cavi. Ma lho usato anche per la prova delle Audiosonica (e, pur se meno attentamente, con unaltra coppia di casse acustiche che resterà in casa il canonico mese per lascolto) e mi pare che le caratteristiche siano sovrapponibili a quanto ho ascoltato con le Magneplanar.
Come cavi di potenza, abortito il tentativo di usare un vecchio cavo in argento che ha come strozzato il suono in gamma acuta e abortito il tentativo di utilizzare un cavo in rame OFC che ha reso troppo morbida la gamma bassa, ho trovato la miglior soluzione con il cavo solid core che utilizzo con la mia amplificazione principale.
La scena riproposta da Alfonso è un po lateralizzata, poco però. Sarà sufficiente spostare leggermente i diffusori così da riequilibrare la situazione per portarla al livello più consono.
Per tirare le somme: veloce è veloce; il contrasto dinamico è buono a tutti i livelli; timbricamente appare ogni tanto un leggero accenno alleccessiva apertura dellalto che però si può correggere attraverso i cavi; limmagine è sufficientemente ampia e profonda; i timbri sono perlopiù rispettati. Un buon apparecchio senzaltro, meritevole di ascolto da parte di chi o non vuole o non può spendere cifre elevate.
Alcuni amici mi dicono che io tendo a non guardare troppo la provenienza degli apparecchi e che non mi lasci per forza affascinare dal grande nome; certo è che Alfonso rappresenta un acquisto consigliabile con un costo equo. Paga lo scotto di essere un prodotto artigianale, di non avere il nome altisonante e di non avere un alto valore nellambito del mercato dellusato. Ma passati questi scogli, consci della scelta perché "piace", si possono vivere sonni tranquilli anche perché in caso di problemi che possano insorgere, il progettista sta a Milano e non sarà difficile fargli avere lapparecchio per un controllo.
Suona veramente come un monotriodo? Non posso rispondere. Suona bene; e basta.
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