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INDICE
NUMERO 30


"Interamente Lector" - Impianto completo per cuffia Lector CDP 0.6 T + Lector ZUM di Francesco Pampanoni


Introduzione (semiseria)

Gli eventi stanno cambiando il mio modo di vivere la mia passione per l’ascolto musicale e, in seconda battuta (molto seconda…), la conseguente passione per gli oggetti di alta fedeltà.
Sto abituandomi a provare gruppi di apparecchi. Sto venendo meno al mio principio base di lasciare tutta la catena invariata e di introdurre un cambiamento alla volta. Ormai non si può più. E’ un tourbillon di cuffie e di apparecchi dedicati, molti miei, molti concessi in prova (assai pazientemente) da operatori che ringrazio per aver avuto la sensibilità di considerare il mondo dell’ascolto in cuffia come un universo parallelo e non come un trascurabile sottoinsieme.
Chi ha avuto la ventura e la pazienza di leggere la prova a confronto della intera linea di cuffie HFI  di Ultrasone e ne ha seguito origine ed evoluzione anche attraverso le discussioni sul nostro forum sa che assieme al pacco che conteneva le ottime cuffie della casa tedesca, ne arrivarono altri due contenenti rispettivamente il lettore integrato Lector CDP 0.6T e l’amplificatore per cuffie Lector ZUM.
Come scrissi già nell’articolo sulle Ultrasone sono sempre più convinto che Carlo Vicenzetto (il deus ex machina di Chario Synergetics che distribuisce Lector) oramai mi odi, come mi odia il popolo del forum cuffie di Videohifi, per i miei tempi biblici. Ma ormai ci siamo. Pronti a descrivere ancora una volta...


Lector in generale


Lector, come molti sapranno, è una presenza costante sul mercato italiano da più di un quarto di secolo.
Famosa per i suoi apparecchi digitali (l’accoppiata meccanica/ convertitore Digidrive/Digicode e l’integrato CDP giunto alla sua versione 7) Lector è stata fondata nel 1982 da Claudio Romagnoli assieme ad altri soci (se non erro il nome dell’azienda riprende quello dell’apparecchio decodificatore universale del film “007: Dalla Russia con amore”) ed inizia a progettare e costruire apparecchi per l'alta fedeltà.
Primo ad entrare in catalogo è un braccio per giradischi dedicato alle testine MC (assai lontano concettualmente dai successivi apparecchi digitali che hanno reso famosa nel mondo l’azienda di Albuzzano).
Seguono nel 1986 il primo amplificatore integrato ibrido valvole e mosfet (il VFI – 70, tutt’ora prodotto), nel 1989 il cd-player a valvole con convertitore corrente/tensione passivo e senza controreazione, nel 1995 il cd-player a valvole con filtro digitale a DSP, nel 1998 il primo DVD player audiophile italiano, nel 2001 il primo cd-player  sacd-dvd/a  a valvole.
Il resto è storia di oggi. Il catalogo è rimasto sostanzialmente immutato negli anni ed ogni apparecchio rappresenta un concetto che viene sviluppato nel tempo e al quale vengono apportati continui miglioramenti, nell’intenzione di fare tesoro dell’esperienza acquisita senza stravolgimenti con l’obiettivo dichiarato di produrre apparecchi ad lato contenuto tecnologico ma privi di orpelli e di funzioni inutili.
Nell’ultimo anno sono stai introdotti in coincidenza con l’affidamento nuovi interessanti modelli tra i quali lo ZUM oggetto del nostro articolo.


Lector CDP 0.6T e Lector Zum in particolare

cdp06t

Il CDP 06T (T sta per tube) è il piccolo della gamma dei lettori digitali.
La particolarità dell’apparecchio dichiaratamente progettato per ottenere prestazioni musicali d’eccezione, è costituita dal disporre di una particolare sezione analogica del filtro di uscita che fa uso di una coppia di doppi triodi (ECC81/14AT7) in Classe A pura. In sostanza vi è un solo stadio di filtro a configurazione passiva di 6 db/ottava e l’uscita del dac è collegata direttamente all’ingresso della valvola.

l'interno del cdp06t

Oltre a ciò l’alimentazione è suddivisa in cinque sezioni indipendenti, il DAC 24 bit/96Khz selezionato da Lector e vi è la possibilità di inversione della polarità del segnale elettrico in uscita mediante dip-switch,
E’ possibile inoltre, a richiesta, configurare la macchina aggiungendo ad esempio uscite digitali ottiche (Toslink / ST-II professionale) o elettriche (SPDIF / AES-EBU bilanciata 110 ohm).

schema a blocchi del cdp06t

La meccanica di lettura è di derivazione informatica. L’apparecchio dispone sul frontale del solo interruttore di accensione e del pulsante di apertura/chiusura del cassettino e del pulsante play/stop.
Tutte le altre funzioni sono attivabili tramite telecomando.
Il libretto d’uso e manutenzione è esaustivo fino all’improbabile e riporta persino accessori ed eventuali upgrades da apportare al lettore. Garanzia di 24 mesi.
Di seguito riporto (tradotta) la scheda tecnica dell’apparecchio:

Tipologia di apparecchio: CD Player integrato a caricamento frontale
Distorsione armonica totale: THD < 0.1 %
DAC e filtro: 24 bit / 96 Khz DSP Sampling Rate Converter sviluppato da Lector
Rapporto S/N: 100 dB ( pesato-A )
Valvole utilizzate: ECC81/12AT7 selezionate e accoppiate da Lector
Risposta in frequenza: 20 - 22 kHz +/- 1.5 dB
Ingressi ed uscite digitali: Uscita opzionale: elettrica S/PDIF & AES-EBU - Ottica Toslink o ST-II
Uscita analogica: RCA ( 2.3V / 250W )
Tensioni di alimentazione: 100/110/230/240 VAC - 50/60 Hz -50 VA
Dimensioni ( L x P x A ): 400 mm x 308 mm x 85 mm
Peso ( netto - lordo ): 7 kg - 8 kg


Il Lector Zum è un amplificatore per cuffie e preamplificatore passivo in un unico apparecchio.
Durante una conversazione telefonica con Claudio Romagnoli, riguardante gli apparecchi prodotti da Lector (e dalla alter ego Docet) è emerso che la circuitazione, come peraltro risulta dalle note di accompagnamento al prodotto, è interamente a stato solido e pilota le cuffie direttamente, senza adattatori resistivi o capacitivi. In questo modo è possibile, a detta del progettista, preservare ogni dettaglio ed informazione sonica ed è possibile, aggiungo io, tagliare alla radice tutte quelle disquisizioni sul suono dei condensatori di uscita che fanno tanto “audiophile-chic”.

lector zum

La circuitazione dello Zum nasce come un sostanzioso miglioramento di quella del Docet Cuffia Amp, un best buy che io possiedo nella sua Web Edtion nato per proporre un apparecchio di costo accessibile in grado di soddisfare le esigenze degli appassionati di ascolto in cuffia.
Nessuna evidente parentela invece con la circuitazione del Docet H2C, un amplificatore per cuffia che nasce in configurazione intrinsecamente bilanciata ed in grado di pilotare cuffie che adottano tale modalità di connessione dei driver.

schema a blocchi dello zum

Ovviamente lo Zum, oltre che dal punto di vista circuitale e delle prestazioni all’ascolto, presenta delle prerogative ulteriori rispetto al Docet Cuffia AMP che lo rendono preferibile in situazioni in cui debba essere inserito in impianti più complessi: la ampia dotazione di ingressi (cinque) e la funzionalità di preamplificatore passivo si fanno apprezzare particolarmente in quei casi in cui si dispone di una serie di sorgenti, non si vuole rinunciare all’ascolto in cuffia e non si può dedicare ad essa, come spesso accade, un secondo impianto.
Come per il CDP 06T i comando sono ridotti all’essenziale: interruttore di alimentazione, controllo di volume e selettore degli ingressi.
La scheda tecnica dell’apparecchio sintetizza benissimo le caratteristiche dell’apparecchio.

Tipologia di apparecchio: Amplificatore per cuffia a stato solido e preamplificatore passivo
Potenza di uscita: 4 Wrms /  30 W 1 Wrms / 300 W
Risposta in frequenza: 20 - 50 kHz +/- 1.5 dB
Sensibilità ed impedenza di ingresso: Line ( 5 ): 350mV
Distorsione armonica totale: THD < 0.01 %
Rapporto S/N: 100 dB ( pesato-A )
Uscite linea: 2 Rec Out 1 uscita linea con regolazione passiva del volume
Uscita  Cuffia: Jack standard 6,3 mm
Tensioni di alimentazione: 100/110/230/240 VAC - 50/60 Hz - 20 VA
Dimensioni ( L x P x A ): 400 mm x 300 mm x 85 mm
Peso ( netto - lordo ): 5 kg –  6 kg

Dal punto di vista puramente estetico (e non funzionale) mi sia permessa una piccola critica:
La costruzione dei due apparecchi è inappuntabile: ottima costruzione del contenitore, verniciatura a polvere eccellente, frontale in plexiglass ottimamente lavorato, serigrafie magistralmente eseguite, meccaniche precise e connessioni di pregio.
Tuttavia, pur essendo intimamente convinto che nella stragrande maggioranza dei casi valga il principio “Form Follows Function” (“La forma segue la funzione”, principio cardine del moderno industrial design), credo altrettanto fermamente che a volte sia necessario, oltreché dal punto di vista progettuale e industriale, essere più arditi sul piano formale: privi delle fiancatine in ciliegio opzionali, gli apparecchi rischiano di sembrare anonimi, simili ad altri per aspetto, cosa che è sicuramente  immeritata viste le ottime prerogative soniche, assolutamente dissimili dalla media.


Note di ascolto

I due apparecchi sono stati utilizzati per ascoltare praticamente ogni genere di musica.
Le cuffie che hanno pilotato sono praticamente tutte quelle che ho a disposizione:
Oltre alla “Collezione Ultrasone” già testata nel numero 29 di Videohifi ho utilizzato AKG K701, AKG K501, AKG K240 Monitor, una Alessandro MS2 (l’unica che ha manifestato segni di “incompatibilità fisica” con lo Zum, visto che ho avuto problemi ad innestare il jack standard della MS2 nella presa e sono dovuto ricorrere ad una breve prolunga), la mia sempiterna Beyerdynamic DT990 v. 2003 ed una immacolata Sony MDR-7509.
Come sorgenti alternative al CDP 06T ho utilizzato il mio Marantz CD16 e il mio Musical Fidelity X-RAY.
Come amplificazioni alternative al Lector Zum ho inserito il Musical Fidelity X-CAN V3, il Millett Hybrid (in sostanza l’antesignano del Millett commercializzato da Headroom) e il Docet Cuffia AMP Web Edition con alimentatore maggiorato.
Direi che ce n’è stato abbastanza per andarsene fuori di testa per un po’.
Alla fine di un tourbillon infinito di apparecchi e cuffie sono improvvisamente rinsavito e ho deciso di concentrarmi sull’accoppiata dei due Lector con le Ultrasone e su due miei abituali riferimenti: la Beyer DT990 e la K701 che andando molto (ma molto… ma molto… ma molto bene) con il Docet Cuffia Amp  poteva essere una pietra di paragone interessante per verificare per contrasto le caratteristiche del Lector Zum.
Considerando che il test ha avuto una durata immensa è difficile dettagliare ogni singolo abbinamento (Vicenzetto mi odia, ma la colpa è sua… Si possono mandare sei cuffie, un CDP e un ampli ad un poveretto di un appassionato che ha già tanta roba di suo???).
Mi limiterò pertanto a riportare prevalentemente le mie percezioni sui due apparecchi Lector abbinati, salvo subito menzionare un fatto interessante riguardante l’accoppiamento dello Zum con le tre sorgenti a disposizione. Ho trovato singolare in effetti il fatto che la migliore sinergia con lo Zum si sia verificata con le due sorgenti caratterizzate dal campionamento 24 bit / 96 Khz ovverosia CDP 06T e X-RAY. Non mi sono saputo dare una spiegazione ma so solo che con lo Zum mi è stato impossibile utilizzare il Marantz CD16 che pure tanto apprezzo.
In ogni caso non ho rimpianto il mio impianto titolare.
La rivelazione del duo, anche se fino ad un certo punto, dato che conoscevo il precedente modello, è il CDP 06T.
Posso definirlo sinteticamente con due aggettivi: spumeggiante ed entusiasmante.
Più diffusamente posso dire che fornisce una delle migliori riproduzioni della porzione grave della gamma udibile che mi sia capitato di ascoltare in un CDP di questa fascia di prezzo, articolata e profonda con qualunque cuffia. Al confronto diretto il Marantz viene percepito in modo palese come meno preciso e il MF X-RAY più leggerino, quasi affetto da un leggero roll-off.
Complessivamente è sostanzialmente equilibrato in tutta la gamma di frequenze salvo qualche raro eccesso in gamma bassa.
La gamma media è qualitativamente di livello molto buono così come la porzione alta dello spettro udibile. Il dettaglio è molto buono. Talmente buono che in unione alla magnifica Edition 9 quasi ogni incisione rivela nuovi particolari. Come qualcuno usa dire il suono del CDP 06T è assai poco digitale e molto analogico. Deciso ma vellutato.
Promosso a pieni voti.
Lo Zum è un apparecchio che quanto a caratteristiche funzionali incarna quasi il mio ideale di amplificatore per cuffie: per raggiungerlo gli manca uno stadio phono MM/MC integrato e la possibilità di scegliere tra un’uscita cuffia a stato solido ed una a tubi a vuoto.
Esagerazioni e sogni impossibili di chi scrive a parte, lo Zum è e rimane un apparecchio di interesse che si avvantaggia della progettazione da parte della stessa mente del CDP 06T e fornisce con quest’ultimo un risultato complessivamente migliore di tutti gli altri amplificatori che ho avuto a disposizione.
Le caratteristiche soniche sono complessivamente simili (in meglio) al mio Docet Cuffia Amp WE. Tuttavia i due apparecchi non sono esattamente sovrapponibili: lo Zum è più raffinato in gamma media del Cuffia Amp ma lascia qualcosa sul campo in termini di qualità complessiva della gamma bassa che appare più “rocky” nel Docet. La gamma alta è di buon livello anche se di per se non estremamente raffinata. Questa leggera mancanza di raffinatezza si compensa nell’utilizzo con il CDP 06T che sparando il segnale nel vuoto spinto delle sue ECC81 ne leviga qualche asprezza (e così con questa immagine che niente ha di tecnico mi odia pure Claudio Romagnoli…).
L’accoppiata CDP 06T + Zum si è trovata a proprio agio con tutti i generi musicali e la capacità di pilotare qualsiasi cuffia consente di provare gli abbinamenti più vari.
Delle AKG ho preferito l’accoppiamento con la K240M mentre con la Beyerdynamic DT990 ho avvertito qualche ovvio eccesso in gamma bassa, vista la risposta loudness di quest’ultima. Continuo a preferire con la AKG K701 il Docet Cuffia Amp WE. Picchiatemi, ma è così.
Ottimi con le Ultrasone i due Lector si sono rivelati molto trasparenti rispetto alle caratteristiche di ogni singolo modello della casa di Tutzing.
Con le Ultrasone (la HFI-700 e con la Edition 9 in particolare) il rock è una esperienza totalizzante.


Conclusione (seria, serissima)


Ricordavo abbastanza bene il suono del Lector CDP 05T e conoscevo il Docet Cuffia Amp WE, per cui mi aspettavo delle caratteristiche interessanti.
L’accoppiata di casa Lector che mi ha accompagnato per diversi mesi doveva essere una semplice conferma di terreni già noti ed è stata invece una piacevole sorpresa che consiglio di  ascoltare con estrema attenzione. Magari al prossimo Top Audio e Video 2008…

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