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NUMERO 30


Intervista a Paolo Beduschi di Emilio Paolo Forte

Paolo Beduschi mi accoglie nella sua villetta in quel di Torreglia, Padova, con il piglio imprenditoriale del nord-est unito ad una carica di simpatia che mette subito a proprio agio. Ci accomodiamo per uno spritz, e diamo il via alle chiacchiere.

In due parole, chi è Paolo Beduschi?

Paolo Beduschi è innanzitutto un vecchio appassionato di musica e di alta fedeltà, poi un tecnico sperimentatore e sognatore con tanti progetti originali nel cassetto e prototipi di diffusori realizzati nel corso degli anni.

Quando nasce la Paolo Beduschi Audio System?

Dopo un'esperienza ventennale in ambito artigianale e industriale in quel di Padova , ho incontrato l'architetto Serenella Bortoli e da lì è iniziata una collaborazione che ha portato alla nascita della Paolo Beduschi Design (www.paolobeduschidesign.com) per la realizzazione di complementi di arredo ed "oggetti per la musica" basati sul concetto essenziale di utilizzo esclusivo di poche componenti di estrema qualità completamente realizzate in Italia, unitamente ad un design rigoroso e innovativo. Ciò ha richiesto un grande sforzo di ricerca e progettazione, nonché di messa a punto di parti speciali, fino ad ottenere i risultati desiderati. Così è nata la Paolo Beduschi Audio System (www.paolo-beduschi.com), società dedicata esclusivamente alla produzione di oggetti hi-fi di qualità elevata, mantenendo l’attenzione al design che ha ispirato l’intero progetto.

Quando c’è stato il debutto col pubblico?

La prima apparizione del marchio ufficiale Beduschi è avvenuto al Top Audio di Milano del 1996. Ho presentato un mini diffusore, un diffusore da pavimento, un mobile porta elettroniche con piani in marmo sospesi su cavi d' acciaio e molle, un condizionatore di rete e cavi di segnale in argento.

Il tutto fu giudicato dalla critica originale e affascinante nelle forme e sonicamente dal risultato godibile e arioso.

Dopo alterne vicende, si sa, la strada dell’imprenditorialità strutturata è lunga è difficile, la svolta è avvenuta nel 2004 allorchè il distributore per l'Olanda della Sharkwire si propose per distribuire una nuova linea di diffusori dall’elegante design che fossero completamente made in Italy, e promuoverne il marchio in Europa.

Da questa intesa hanno visto finalmente la luce in produzione in serie i migliori progetti realizzati nel corso di questi anni, i diffusori Corelli, Scarlatti e Vivaldi. Questi diffusori sono progettati e costruiti interamente dalla Paolo Beduschi Audio System, lo posso affermare senza tema di smentite, sono davvero made in Italy, a partire dai trasduttori, fino all’ultima vite, e sono coperti da 5 anni di garanzia.

Quali obiettivi si propongono i suoi diffusori?

In primis, passami l’orgoglio patriottico, esprimono forse l’unico esempio di diffusore italiano per know-how, componentistica, tecnica e design. E di ciò vado fiero. Poi, e qui lungi da me ogni presunzione, ho concepito questi diffusori dopo anni di prototipi e piccole produzioni. Per me rappresentano il massimo risultato ottenibile secondo gli obiettivi che avevo in mente e, pertanto intendo tenerli in produzione per anni ed anni…

Intendi farne dei classici, insomma…

Questo lo dirà il mercato ed il pubblico, io ho fatto la mia parte e continuerò a farla, nel senso di assicurare continuità sia nella produzione che nell’assistenza, senza sostituire i modelli in produzione prima di almeno un decennio, cosa che, con i ritmi forsennati imposti dall’odierno marketing, rappresenta comunque una rassicurante certezza per l’acquirente.

A parte la bella livrea che ciascuno per il suo gusto potrà apprezzare, quali soluzioni tecniche hai pensato per i tuoi diffusori?

Parlando della Scarlatti, che è il diffusore che hai avuto modo di ascoltare e recensire, è un bass reflex a due vie in configurazione d' Appolito con impedenza di 4 omh e monta due woofers in fibra di carbonio da mm 130 con sospensioni in gomma e un tweeter da mm 25 a cupola morbida con magnete in neodimio senza ferrofluido montato su una tromba in alluminio con un profilo esponenziale molto dolce con diametro di mm 130 spessa mm 30. Le dimensioni del cabinet sono di mm: L 214 — H 532 — P 315 per un peso netto di kg 18 l'una. Il mobile è costruito in MDF da mm 25 rinforzato da traversi e nobilitato da essenze lignee di noce o ciliegio. La parte frontale è in alluminio fresato dal pieno e accoglie le griglie di protezione incastrate su anelli in gomma. La parte posteriore anch' essa in alluminio da mm 10 monta i morsetti per bi-wiring costruiti in rame con due micron di doratura e i due condotti reflex. Tutti gli altoparlanti sono avvitati su apposite bussole custom in ottone con guarnizioni di tenuta in gomma morbida spesse mm 2. Il filtro ha induttanze avvolte in aria, condensatori ad alto voltaggio e resistenze anti induttive. Il cablaggio è eseguito con cavo OFC da mm 2 con punti di contatto saldati. Particolare cura è stata posta nella disposizione dell' assorbente acustico per l' eliminazione di onde stazionarie.

Gli altoparlanti impiegati sono tutti costruiti su stringenti specifiche dalla RES, scelta fatta non solamente per completare l'immagine made in Italy del diffusore, ma per il loro livello tecnologicamente molto avanzato, per le loro doti dinamiche e per la linearità di risposta decisamente esemplare. Non da ultimo, sottolineo la facilità di pilotaggio, dalla 300B al muscoloso stato solido, il miei diffusori non deludono mai.

Come definiresti l’impostazione dei tuoi diffusori?

L' impostazione timbrica di questi diffusori è assolutamente… non impostata. Sono molto rigorosi e neutrali, ed al tempo stesso affascinanti proprio come appaiono. L'estrema disinvoltura infatti, con cui passano da un genere musicale all'altro, li fa divenire uno strumento che veicola emozioni prima ancora che musica.

La e-magazine Six Moons ha recensito entusiasticamente i tuoi prodotti e all’estero Beduschi è molto apprezzato. Come vedi il mercato italiano?

Sono fiducioso, il mercato italiano ha sempre mostrato attenzione per le realizzazioni di qualità e design, premiando marchi oggi famosi in tutto il mondo. Abbiamo una grande tradizione nei diffusori. Spero anch’io di riuscire a fare la mia parte. Dall' inizio del 2008 curerò la vendita diretta dei miei prodotti in Italia nonché l' assistenza post vendita, per poi espandere la rete di vendita compatibilmente con la disponibilità dei rivenditori specializzati e la richiesta di mercato, promuovendo il prodotto con un prezzo competitivo.

Quali sono a tuo avviso le maggiori difficoltà in Italia per imporre un prodotto hi-fi?

Innanzitutto il grosso investimento per fare il salto di qualità da produttore artigianale a produttore industriale. Quando cominci ad avere i magazzini pieni e il portafogli vuoto, capisci che non puoi più avere ripensamenti. La difficoltà maggiore comunque è nel vendere i prodotti, o meglio, per essere più precisi, nella distribuzione e nella vendita. Pochi sono i centri veramente specializzati e sono talmente affogati di prodotti nuovi e usati che hanno acquistato e che debbono vendere per far quadrare i bilanci, che ti propongono di prendere la tua roba solo in conto vendita. Il che significa che la tua roba te la venderanno solo quando avranno smaltito la loro, rifilandola al povero (o meglio, ricco?) appassionato, anche se va molto peggio della tua. A quel punto è meglio pensare di organizzare in proprio le demo e la vendita. Dal produttore al consumatore, oppure avvalersi di salotti privati presso appassionati, per organizzare le demo anche in luoghi geografici molto distanti.

Come vedi il futuro dell’alta fedeltà?

Secondo me il futuro premierà i sistemi di riproduzione eleganti, affidabili e prestazionali, fruibili senza problemi anche dal gentil sesso spesso spaventato dal "troppo tecnologico", dal "troppo invadente" e quindi dal difficile inserimento nel contesto domestico. Poi la grande risorsa dei giovani con l’MP3: il futuro è pensare sistemi per veicolare la cultura della musica di massa in cultura del buon ascolto, realizzando apparecchi che facciano da raccordo per traghettare l’utente MP3 in potenziale esoterico.

Sono moderatamente ottimista. D’altronde al punto in cui sono arrivato, mi conviene esserlo!

In bocca al lupo, Paolo!


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