 |
RESOLUTION AUDIO OPUS 21 CDP versus LECTOR 07T: dove osano le aquile....
di Francesco Bollorino

Jeff Kalt vive a San Francisco e ha il suo laboratorio nella zona nord orientale della metropoli californiana. La scorsa estate durante la mia permanenza in California dovevo andare a trovarlo ma i nostri tempi non si sono incrociati e mi è dispiaciuto molto perché credo sia sempre molto utile quando possibile un contatto umano diretto specie con persone come Jeff che da tanto tempo con coerenza operano nel mercato hi-end e si mostrano per email e per telefono così amabili.

Jeff Kalt “nasce” come progettista di CDP meccaniche e dac nel 1993 il progetto OPUS 21 nasce nel 2002 ed è rimasto negli anni praticamente immutato divenendo un sistema completo che in occasione dell'ultimo CES ha stupito la critica americana con una semplice e geniale interfaccia wifi che consente di gestire e ascoltare la propria biblioteca di files audio residenti sui proprio PC ascoltandoli tramite la decodifica del CDP oggetto della nostra prova.
Claudio Romagnoli vive a Albuzzano un paesino di 2500 anime alle porte di Pavia, sono stato spesso a trovarlo nella sua casa - laboratorio, è persona amabilissima ed è un piacere incontrarlo: si scoprono sempre cose nuove si impara ci si confronta. Da pù di ventenni Claudio opera nel mondo high end italiano, si è fatto un nome solido come progettista di elettroniche ma deve la sua fama un po' come Jeff all'eccellenza e alla originalità dei suoi progetti di lettori di CD.
Jeff e Claudio amano il loro lavoro, sono dei conservatori “illuminati” , non cambiano un progetto solo per il gusto della novità ma solo per convinzione tecnica di un reale miglioramento possibile.
Il CDP OPUS 21 è formato da due scatolotti di piccole dimensioni (la metà circa di un componente standard) uno contiene l'alimentazione l'altro la meccanica e i circuiti di decodifica, il display si trova nell'alimentazione, esiste anche un controllo del volume analogico consente di usare l'OPUS senza la frapposizione di un preamplificatore volendo.
L'OPUS 21 è costruito attorno a 4 BurrBrown PCM 1704, che nell'opinione del costruttore sono notevolmente superiori anche ai migliori DAC sigma delta presenti e dominanti oggi il mercato. I PCM 1704 sono anche piuttosto costosi ma costituiscono il “cuore” del progetto. In aggiunta Jeff usa un DSP della Motorola gestito da un suo software proprietario che genera l'oversampling 16X dei dati. La conversione corrente - voltaggio è passiva, seguita da un filtro passivo passa basso a bassa pendenza. IL segnale arriva allo stadio attivo, con una riduzione drastica delle immagine ultrasoniche fino a 700kHz: la riduzione dell'energia fuori banda è uno dei goal del progetto e lo differenzia dai progetti costruiti attorno ai DAC sigma delta.
La meccanica derivata da un lettore di CD-ROM, non silenziosissima nelle operazioni di apertura e chiusura è di origine orientale (Hitaci).

La sezione di alimentazione separata e connessa al trasporto-DAC con una presa mulipolare ha 4 sezioni dedicate separatamente al trasporto al dac ai circuiti analogici e al display, aver posizionato il display e l'alimentazione nello stesso chassis serve ad isolare da influenze potenzialmente negative e circuiti analogici che sono molto sensibili. Jeff dice che il suo obiettivo era quello di costruire una macchina che suonasse in maniera dettagliata ma senza alcuna fatica di ascolto e in maniera molto “analogica”.
Il CDP 07T rappresenta il topo di gamma per i CD Players integrati della gamma Lector è arrivato alla sua terza versione, per illustrarne le caratteristiche ho posto alcune domande a Claudio Romagnoli.
VIDEOHIFI: “Come nasce il progetto 07 e come evolve nel tempo fino alla attuale versione”
CLAUDIO ROMAGNOLI: “Il progetto originale nasce nel lontano 1992, a quel tempo i cd player a carica del disco dall'alto erono sicuramente pochissimi, e comunque nessun prodotto utilizzava tecnologia a valvole termoioniche per gli stadi di conversione corrente/tensione e filtro/amplificatore analogico d'uscita.
Il primo in assoluto fu il nostro cd-player che si chiamava CDP-1T, trasformatori integrati, chassis in alluminio avional, meccanica CDM-2 philips swing-arm modificata per trasformarla in top-loading, convertitore TDA 1541 S1 golden crown.
Dopo un paio d'anni dovemmo modificare pesantemente questo progetto perche' la Philips smise di produrre la CDM-2.
La successiva meccanica utilizzata era la CDM-4.
Il CDP era diventato CDP-3T, sempre ovviamente TOP-Loading, convertitore e telaio simili al CDP-1T, la novita' era l'adozione di un alimentatore separato che alloggiava due trasformatori separati per la sezione analogica e digitale.
L'obbiettivo e' sempre stato e lo e' ancora, quello di ridurre i campi magnetici e elettromagnetici interni allo chassis che alloggia la meccanica di lettura CDM ed il controllo totale delle vibrazioni, grazie alla nuova strumentazione acquisita per la rilevazione dei campi elettromagnetici e delle vibrazioni (accelerometri+spectrum analyzer ONO SOKKI) si capi' e sopratutto si misuro' quanto sono pericolosi questi fenomeni sulla stabilita' del pick-up laser della CDM.
Basta avvicinare un piccolo magnete permanente al laser per capire...
La Philips abbandonò la produzione delle CDM swing-arm e decreto' anche la fine della CDM-4, nacque contestualmente il progetto CDM-12 linear-arm (ora VAM-1202) che aprì anche a nuove tecnologie ed innovazioni digitali nella progettazione dei cd-player.
Infatti sino a circa la meta' degli anni 90, i servocomandi nonche' i chip-set dei cd player funzionavano completamenti asserviti in modalita' analogica, le funzioni digitali erono riservate solo al filtro sovracampionatore ed al convertitore.
La CDM-12 linear-arm introduceva un nuovo standard: gestione dei segnali provenienti dal laser completamente trattati da chip-set digitali, conversione A-D dei segnali provenienti dai fotodiodi, controllo del demodulatore da microprocessore ecc.
Cosi' si progetto' la prima versione del CDP-7T sulle basi delle precedenti esperienze: sempre telaio in alluminio avional, nuova neccanica di lettura,nuova scheda servo completamente gestita da software proprietario,convertitori BB PCM-63 ( i TDA-1541 non erono gia' piu' prodotti... peccato) e nuova scheda di uscita con alimentazioni locali indipendenti a 14 stadi.
La versione attuale del CDP7-III (MK-3) utilizza i PCM-1704 ( i PCM-63 non sono piu' prodotti) versione a 24 bit degni successori dei PCM-63.
L'alimentatore utilizza tre trasformatori anziche' due rispetto alla versione uno del CDP-7.
Sottolineo che la Lector ha sempre sviluppato e costruito in proprio la meccanica CDP utilizzando il solo laser della Philips, il blocco meccanico del CDP7 utilizza 37 parti in metallo tra alluminio avional, ottone, e rame nonche' materiali plastici speciali quali teflon, plexiglas, delrin.
VIDEOHIFI: “Come accade che una macchina riesca così bene da durare nel tempo? Quale alchimia vi e' dietro? Nulla accade per caso...”
CLAUDIO ROMAGNOLI: “L'alchimia e' in realta' il PROGETTO a 360 gradi che va avanti da 20 anni, studiato e modificato nel tempo anche sui minimi particolari, quello che daresti per scontato e funzionante e' in prima approsimazione modificabile e migliorabile, poi l'accoppiamento tra nuovi materiali meccanici di costruzione "morbida" e "rigida" ed infine la meccanica TOP LOADING che non e' assolutamente superabile da nessuna meccanica FRONT LOADING, non a caso i CD-player di riferimento nel mondo sono tutti a caricamento manuale del disco dall'alto.
Le soluzioni meccaniche anche se date come scelta secondaria da altri costruttori (vedi la moda dei CD-ROM che vengono utilizzate come cd-transport dall'uscita spdif con 20 ns di jitter!!!) sono di importanza fondamentale per l'ottima riuscita nel sistema vibrazionale laser-motori come lo sono i campi magnetici ed elettromagnetici che devono essere ridotti e possibilmente controllati da scelte "scomode" ad esempio l'alimentatore separato ecc.
Certo e' assodato che serve strumentazione (Jitter meter, analizzatori, laser light meter ecc.) e buoni componenti hi-fi per il controllo e la verifica che la qualita' della musica che stai ascoltando e' anche oltretutto misurabile ed infine una buona dose di pazienza e metodo per la sperimentazione.”
VIDEOHIFI: “Parlami delle differenze tra il CDP 06 e 07: le parti in comune e cio' che li distanzia cosi' marcatamente dal punto di vista sonoro? “
CLAUDIO ROMAGNOLI:" Sono due cd-player completamente differenti a partire dal telaio, il CDP06 in lamiera ed il CDP7 in alluminio, i dac sono diversi, sigma/delta nel 6 e multibit R2R nel 7, alimentazione separata nel 7 ed interna nel 6 anche se il trasformatore e' schermato pesantemente, gli unici punti di similitudine sono i filtri di uscita anche se utilizzano componentistica diversa e la scelta degli stadi di alimentazione locali. Rimane un punto fondamentale comune tra i due CDP: la qualita' del suono e' sempre e comunque elevata per la loro categoria di prezzo, ed infatti il prezzo e' il solo loro limite..."
USO E IMPRESSIONI DI ASCOLTO
Ho utilizzato i due CDP nei miei impianti casalinghi in associazione come casse alle GRADIENT LAURI SPECIAL alle QUAD 988 e alle PODIUM 1.0, come pre si sono alternati il Sonic Euphoria, il Lector Zoe e l'Antique Sound Lab Flora che hanno pilotato il finale Sanders ESL e gli OTL custom made.
Gli ascolti si sono prolungati per circa due mesi e non hanno generato alcun problema di utilizzo o affidabilità; unica osservazione utile per i possibili futuri possessori ambedue le macchine funzionano meglio se calde ma l'OPUS che può restare in stand-by beneficia in maniera assoluta dal suo non spegnimento con una differenza marcata nelle prestazioni che migliorano in maniera drammatica se non si accende e spegne dopo ogni sessione di ascolto.
 Passando alle note di ascolto va subito detto da un lato che ci troviamo di fronte a lettori che potrebbero facilmente divenire luminosi oggetti di desiderio per molti audiofili dall'altro, come si confà a qualunque macchina di classe elevata (ed è questo il caso), che si tratta di apparecchi con una loro ben precisa e caratterizzata impronta timbrica che non li rende “universali” in rapporto al gusto di chi ascolta.. ma vorrei proprio sapere se esiste un apparecchio “universale” buono per tutte le stagioni e per tutte le catene, se ci fosse temo sarebbe un po' anonimo e senza anima ma soprattutto senza personalità sonora.
Quando ci si trova a confrontare macchine di alta qualità e ben suonanti occorre fare molta attenzione alle parole che si usano per descrivere le differenze e le peculiarità dei rispettivi suoni dal momento che si tratta più di sfumature che di diversità macroscopiche e che pur suonando diversamente come detto e pur dando in maniera decisa un'impronta udibile alla catena in cui sono inseriti si tratta di CDP che presi da soli credo potrebbero soddisfare moltissimi audiofili in cerca della pace rispetto alla ricerca del suono ideale nella fascia compresa tra 2500 e 5000 euro, ma è proprio dal confronto che possono nascere quelle osservazioni che aiutano il recensore a meglio caratterizzare la descrizione del suono di un componente e in questa logica io mi muoverò per le note che seguono.
Cominciamo dal soundstage: ambedue i CDP offrono un prestazione di notevole rilievo il Lector si segnala per una leggera maggiore profondità della scena virtuale mentre l'OPUS risulta leggermente superiore nella dimensione orizzontale proponendo un palcoscenico più grande. La definizione e la separazione dei piani sonori sono simili si nota una maggiore definizione dei contorni degli interpreti, maggiormente a fuoco, da parte del Lector non per una maggiore informazione ma per la maggiore brillantezza generale della riproduzione rispetto all'americano che si propone in maniera più morbida.
Passando alla riproduzione delle varie frequenze il medio e la voce del Lector restano per me insuperabili e magici ma il Resolution non è molto distante dalle prestazione dell'italiano. Le basse frequenze sono più secche con lo 07 mentre risultano più trattenute nell 'OPUS che però mostra una migliore definizione di questa gamma di frequenze. La gamma alta è più brillante nel Lector mentre l'americano mostra un piacevole roll-off molto molto tubelike ed e' singolare come in questa regione il comportamento risulti inverito rispetto alle aspettative viste le ECC 81 gloriosamente poste strategicamente all'uscita del Lector, per fare un esempio il triangolo nella “Gazza Ladra” si avverte di più con il Lector ma la minore “presenza” non significa minor definizione nell'OPUS: si potrebbe definire più spettacolare l'italiano, più realistico l'americano.
Straordinaria in ambedue è la resa dei transienti e la riproduzione dei messaggi complessi e questi aspetti si rilevano in maniera molto evidente negli ascolti a basso livello di pressione acustica: ambedue conservano una ammirevole risoluzione e un diverso ma molto profondo coinvolgimento emozionale, da vere macchine da musica più che da apparecchi hifi.
SINERGIE
In realtà due macchine da musica di questa classe meritano una attenta sinergia per dare il meglio di sé, tra le varie configurazioni che ho provato debbo dire che se possedessi le PODIUM , casse molto brillanti e con una risposta molto estesa sugli estremi della banda audio non avrei dubbi a scegliere l'OPUS come CDP e il FLORA come Preamplificatore in alternativa eventuale al SONIC EUPHORIA, con le Quad la mia preferenza va al LECTOR in accoppiata con lo ZOE, ma, attenzione, la somma non da risultati uguali ma un maggiore equilibrio timbrico, all'interno di suoni diversi in qualche maniera “condotti” dalla sorgente digitale che rappresenta l'elemento più caratterizante il suono globale, dove la maggiore neutralità dell'OPUS e del FLORA ben si sposa con la sontuosa aggressività delle planari inglesi, dove l'analiticità delle QUAD esalta le doti dei Lector senza enfatizzarle
CONCLUSIONI
Ci troviamo di fronte a due veri campioni della riproduzione digitale, che offrono prestazioni di livello per me assoluto, ma, come detto, non adatte a tutti i gusti musicali: cercate un suono morbido, ma dettagliato, un sound stage sontuoso un medio naturale un basso preciso profondo ma non profondissimo?
Credo che l'OPUS 21 faccia per voi e possa dare del filo da torcere ad apparecchi molto più costosi e blasonati almeno in Italia.
Cercate il più bel medio del reame, un scena acustica dettagliatissima e profondissima e una messa a fuoco spettacolare?
Il Lector 07T credo possa e debba rientrare nella lista dei vostri ascolti prima di qualunque acquisto a qualunque livello di prezzo partendo dal Lector a salire.. e credo di molto davvero.
Stiamo parlando di due apparecchi “emozionali” che posso veramente far innamorare costruiti da persone esperte che al di là degli aspetti ingegneristici avevano ben in mente un “suono” da ricercare e proporre agli audiofili attenti più alla sostanza che alle mode.
Stiamo parlando di due apparecchi diversi ma di grande classe che è stato un piacere poter provare e confrontare, due aquile che volano alte nel cielo dell'hiend, ma tra un' Aquila adalberti e un'Aquila heliaca non credo sia facile ad occhio nudo riconoscere da lontano le differenze e decidere di colpo quale sarà il simbolo da inserire nel nostro gonfalone audiofilo....
Il Rapporto qualità prezzo pende indubitabilmente a favore dell'italiano sarebbe però obiettivamente alla pari se il prezzo europeo si avvicinasse a quello molto più competitivo, visto il cambio attuale, che spuntano gli appassionati americani.
|  |