Gita da Kuzma
Qualche giorno fa, grazie al distributore italiano Marco
Magrini di Audio Lyric (http://www.audio-lyric.eu)
sono stato a Preddvor, nella casa/laboratorio/sede di Kuzma, il costruttore
sloveno di giradischi che avevo intervistato qualche tempo fa via mail e di cui
possiedo (e prima o poi ve ne parlerò più diffusamente) il prodotto classico,
lo Stabi Reference.
L’occasione era la possibilità di fotografare in anteprima
da vicino la versione definitiva del nuovo braccio che si chiama 4 point, e di
fare anche qualche foto “hard” dei suoi dettagli più originali.
Il braccio era presente in due esemplari, uno montato su uno
Stabi XL a quattro motori (noto anche col nome non ufficiale XXL, per distinguerlo dall’XL standard a due motori), l’altro montato su un Reference. Era operativo
l’XL, sul 4 point c’era una Zyx top, con il cantilever in diamante. Si tratta
di un giocattolino da una decina di migliaia di Euro... il braccio, invece,
dovrebbe costare circa 5000 Euro.
Alcune foto del braccio:
il portatestina
la torre del VTA che permette una regolazione micrometrica e
ripetibile
l’articolazione (su cui tornerò dopo)
il sistema di contrappesi (uno per il bilanciamento e la
forza di tracciamento in prima approssimazione, l’altro per le regolazioni
fini)
una panoramica
lo smorzamento orizzontale
lo smorzamento verticale
Si notano già dalle foto sopra una serie di finezze. Andiamo
maggiormente nel dettaglio. La prima cosa, che direi senza precedenti, è
l’articolazione: il braccio è su quattro pivot. Due sono sotto l’articolazione
e sono per il movimento verticale. Per il movimento orizzontale, vediamo questo
spaccato:
Le punte sono due, una sopra e una laterale. La regolazione
di quella superiore (fatta in fabbrica) e la posizione di quella laterale vanno
a bilanciare dinamicamente il braccio e ad ottenere un’articolazione che, nel
complesso, è estremamente rigida, a bassissimo attrito e priva di gioco
meccanico. L’ho trovata estremamente brillante.
L’antiskating, come si può intravvedere da una delle
immagini sopra, è a filo, classico. L’azimuth si regola come negli altri bracci
Kuzma non unipivot che prevedono questa regolazione.
I due sistemi di smorzamento separati possono essere rimossi
dal braccio se non utilizzati.
Il portatestina è estraibile: per mantenere la comodità e al
contempo preservare la rigidità, si innesta nel braccio attraverso una
sagomatura esagonale, molto lunga, e poi si assicura ad esso con una chiave a
brugola. E’ comunque necessario ricollegare i pin alla testina e rifare il
peso, oltre al VTA (in questo senso, gli unipivot classici con canna
intercambiabile mantengono una comodità maggiore per chi ha molte testine;
tuttavia, se un utente ha la versione stereo e quella mono della stessa
testina, può passare da una all’altra in modo estremamente rapido).
Un ulteriore tocco è quello che si può notare qui:
Da ciascun pin partono due cavi interni al braccio...
Uno termina nella scatola di giunzione, saldato al polo
corretto di un RCA femmina, l’altro prosegue fino agli RCA da collegare al pre
phono. L’utente può così scegliere se collegare il braccio col cavo in
dotazione o provare a sperimentare con cavi alternativi, senza nessuna
penalizzazione dal punto di vista del suono in entrambi i casi. Il cablaggio è
realizzato con una lega d’argento.
Ho ascoltato il braccio nel sistema di Kuzma, costituito
appunto da uno Stabi XL a quattro motori, pre phono e pre linea Zanden, finali monofonici Karan
(penso da un migliaio di watt) e diffusori Nola Pegasus. Ora, non mi lancio
certo in un giudizio sul suono di un braccio in un sistema di cui non conoscevo
nulla in una stanza ignota; quel che vi posso dire è che sono rimasto decisamente
impressionato dalla sicurezza di tracciamento anche degli ultimi solchi e dalla
stabilità della scena acustica. Credo che approfondirò, appena il braccio sarà
disponibile (parliamo di inizio maggio, credo, per le consegne, a proposito, la
massa effettiva è di 13 grammi e la lunghezza effettiva di 280mm; tuttavia, il
braccio si monta, grazie alla geometria della torre e della base, alla distanza
standard Kuzma di 212 millimetri).
Ci siamo poi fatti un giro per il laboratorio di Kuzma, ne
ho approfittato per farmi spiegare come lavora l’azienda.
In pratica, tutte le lavorazioni principali, esclusi i
montaggi, sono effettuate da contrattisti esterni, sotto lo stretto controllo
di collaboratori di Franc. Kuzma acquista le materie prime o i semilavorati,
per esempio l’alluminio per i piatti o il bronzo per le basi dello Stabi S o
dell’XL; il materiale viene inviato fuori, tagliato o tornito, torna alla base,
dove viene controllato; a quel punto viene pulito e inviato alla fase
successiva (lucidatura, verniciatura); ritorna, viene ricontrollato ed
eventualmente accoppiato (ad esempio, ciò succede per gli strati dei piatti,
composti di alluminio e acrilico); viene rispedito per la fase successiva e
così via.
Alla fine, il prodotto, se è un giradischi, viene montato
nel laboratorio e fatto funzionare per almeno 12 ore consecutive, dopodiché
viene smontato e imballato, pronto per la consegna.
Qui vediamo alcuni Reference e alcuni XL in “collaudo”; dato
che era venerdì pomeriggio, questi sarebbero rimasti a lavorare per l’intero
fine settimana. Non c’è di che preoccuparsi, Kuzma mi ha spiegato che ha già
provato anche a far girare a lungo uno dei suoi giradischi a 78 giri, senza
nessuna conseguenza di alcun tipo per il perno.
Questo nella foto è il semilavorato del cavo Kuzma:
Quello che si vede qui è il cavo in via di “chiusura”, dopo
l’inserimento dei conduttori veri e propri:
Il laboratorio è ordinatissimo, con tutti i pezzi
classificati e pronti all’uso in cassetti o si scafffali. Ci sono ancora i
vetri per la cappa dell’unico giradischi uscito di catalogo, lo Stabi standard.
Questa è la canna del 4point, prima del trattamento di
anodizzazione:
Questa la base dell’articolazione:
Il corridoio che porta dal laboratorio alla sala d’ascolto è
pieno di “scarti”, ad esempio la prima spedizione ricevuta dall’Africa per i
clamp in ebano, che si sono tutti fessurati. Mi spiegava Franc che dall’ordine
(con pagamento...) alla ricezione dall’Africa passa un intero anno; la
difettosità ha, per fortuna, comportato un ritardo di un solo mese nella
consegna, perché erano stati fatti due ordini a distanza di un mese...
Ah, e c’è - non lo sapevo – anche questo clamp con
stroboscopio:
Più tardi abbiamo chiacchierato, davanti ad una buona cena,
dei progetti futuri e delle priorità. Kuzma sostiene che lo Stabi S è il suo
progetti più brillante e che forse si potrebbe ricavarne qualcos’altro di
superiore, se le idee che ha in testa funzioneranno e quel che ne uscirà avrà
un senso commerciale. Intanto sta lavorando su due fronti in particolare,
considerando per il momento, con la presentazione del 4Point e la permanenza in
catalogo del top Air Line, dello Stabi S unipivot e delle varianti a 9 e a 12”
dello Stogi Reference, il capitolo bracci abbastanza chiuso. Uno è quello delle
testine, con l’accordo, già noto, con Zyx; l’altro è quello delle
alimentazioni. A proposito delle testine, il discorso cade sulla R1000 Sigma
montata sul 4Point che ho ascoltato nella sua sede. Gli chiedo se h intenzione
di farne una versione Kuzma, mi dice che l’idea ci sarebbe, ma Zyx ha chiesto
che ne ordini “una quantità” – gli manifesto ironicamente la mia
perplessità sul concetto di “quantità” per una testina che, a listino, da noi
sta a quasi 13.000 Euro e lui mi sorride un po’ fatalista... Le alimentazioni:
sta lavorando, e dovrebbe essere pronta per l’XL a due e quattro motori, su una nuova
alimentazione con controllo digitale della velocità (niente più dip-switch). Le
alimentazioni esterne Kuzma sono dei veri e propri rigeneratori della sinusoide
e della tensione, degli amplificatori di potenza che amplificano una sinusoide.
Nella nuova alimentazione cambia soprattutto il modo di generare il segnale, che
richiede una minore filtratura in uscita per essere trasformato da onda quadra
(ciò che esce dal cristallo di riferimento) a sinusoide (quel che ci vuole per
i motori). Tuttavia, mi spiega che ne parla spesso coi potenziali clienti, e
che dice loro che, prima di pensare all’alimentazione, cerchino di procurarsi
la miglior testina e il miglior pre phono. Io ribatto che sì, la miglior
testina che si possano permettere, e lui dice no, proprio la miglior testina.
Ribatto che allora potrebbe essere un piano per avere ordini in quantità per
quella Zyx... e ci facciamo una risata. Insomma, una giornata e una serata
estremamente piacevoli, con un costruttore che è consapevole dei propri mezzi,
ma non per questo pensa di aver risolto i problemi del mondo. Nessun dogmatismo,
nessun tipo di preclusione e di volontà di prevaricare. Ma questo l’avevo già
intuito. E il braccio è proprio notevole.
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