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ANTIQUE SOUND LAB FLORA... ho visto cinesi, buoni, volare
di Francesco Bollorino

Non è la prima volta che mi occupo di elettroniche della ANTIQUE SOUND LAB, per la prova comparata dei Pre Passivi pubblicata nel numero 18 della Rivista avevo ricevuto dal simpatico e appassionato importatore italiano, il Signor Crucci di Battipaglia il modello T1 - DT a trasformatori che nella recensione aveva dato buona prova di sé con un suono morbido e molto “valvolare” come c'era da apsettarsi da un produttore che da sempre ha incentrato la sua produzione sull'uso di tubi.
L'Antique Sound Lab direi assieme alla Opera Audio si distacca marcatamente dalla folla dei produttori- fassonisti cinesi per la qualità e spesso per l'originalità dei suoi progetti.
 Il preamplificatore Flora oggetto della prova rientra a pieno titolo nel novero dei progetti innovativi e particolari e credo meriti di essere conosciuto dagli appassionati italiani anche se la piccola ma agguerrita equipe che lo importa non ha certo la “visibilità” mediatica e fieristica che forse marchi di tal fatta meriterebbero.
Ne avevo letto in rete e l'oggetto mi aveva incuriosito principalmente per la sua tipologia circuitale che mi intrigava essendo un misto di apparecchio a valvole a apparecchio a trasformatori.. sintesi intrigante delle mie passioni in campo hifi.... non potevo esimermi da sottoporlo ad una prova su strada.
Vediamolo un po' nel dettaglio: il Flora di presenta come un robusto e pesante parallelepipedo la versione che ho provato è circuitamene identica all'ultima versione che ha in più il telecomando per il volume e il cambio della sorgente e un ulteriore interruttore oltre a quello per il cambio di guadagno per l'inversione di fase, per il resto la macchina che ho provato è uguale a quella attualmente in produzione.. se debbo dire preferisco questa versione alla nuova e crucci mi ha confermato non essere il solo a preferire questa versione “manuale” del preamplificatore made in Hong Kong.
Si tratta di un progetto unico credo nel suo genere: non vi sono resistenze sul percorso del segnale, il volume è regolato come sul SONIC EUPHORIA da due trasformatori che inviano il segnale ad una coppia di 6SN7 di produzione cinese come stadio di guadagno, l'uscita è accoppiata a trasformatori... una meraviglia in teoria per la purezza del disegno che va verificata in fase di ascolto.
Aggiungo che l'importatore americano mi aveva consigliato caldamente la sostituzione delle valvole di serie con altre possibilmente NOS per un incremento esponenziale delle prestazioni, altra modifica consigliata è quella di sostituire le induttanze di serie con altre di pari valore prodotte dalla MURDORF per un ulteriore deciso miglioramento del suono.
Non ho potuto effettuare tali upgrade e le mie note di ascolto si riferiscono alla versione di serie ma posso dire di essere convinto che siano interventi meritevoli di considerazione da parte degli acquirente del FLORA... la macchina come vedremo lo merita infatti... ma andiamo con ordine.
Ho provato il FLORA nel mio impianto di riferimento in alternativa allo ZOE e al SONIC EUPHORIA, sorgenti l'OPUS 21 e il Lector 07T oggetto di prova in questo numero, come amplificatore ho usato il SANDERS ESL, le casse erano le PODIUM 1.0 e le QUAD 988.
A PROPOSITO DELLE MISURE DELLO ZOE....
Prima di iniziare a riferire i risulttai dei confronti e le sinergie degli accoppiamenti credo valga la pena ritornare brevemente a parlare del LECTOR ZOE: a seguito di un articolo pubblicato su altra rivista in cui venivano riportati dati di prove strumentali in cui si evidenziavano livelli di rumore piuttosto elevati (65 Db) e altrettanto elevati livelli di distorsione si è sollevata nel nostro Forum una vivace discussione nella quale chi ha provato o possiede lo ZOE segnalava di non avere rilevato “ad orecchio” i difetti che tali misure avrebbero dovuto far prevedere.
Debbo dire che avendo da tempo in casa lo Zoe per questa e altre prove a cui l'ho sottoposto non ho mai rilevato problemi riconducibili ad un apparecchio “rumoroso”; per altro sul sito della Lector sono stati pubblicati i dati rilevati al banco di misura che mi pare confermino le mie impressioni ad orecchio.
Ecco i risultati:
il rapporto segnale rumore è - 97,473 Db.
La distorsione varia dallo 0, 5% massimo allo 0,02% minimo.
Come dire...i dati di laboratorio corrispondono a ciò che ho avvertito ad orecchio e aggiungo che tra il FLORA e lo ZOE appoggiando il padiglione sul tessuto delle QUAD il fruscio lievissimo era, appariva assolutamente sovrapponibile.
LA PROVA DI ASCOLTO
Il Flora è una splendida macchina da musica questo lo voglio dire subito, aggiungendo e ribadendo il consiglio a tutti i lettori di provare ad ascoltarlo.. ne vale assolutamente la pena.
Ciò che colpisce al primo ascolto è la profondità della scena acustica che appare leggermente più arretrata rispetto allo Zoe, che però forse grazie alla maggior brillantezza nella resa degli acuti mostra una maggiore definizione dei contorni di strumenti ed interpreti.
Il Flora ha un suono morbido con un evidente roll-off sull'estremo acuto (più marcato del Sonic Euphoria), ma con una capacità di risoluzione a bassi livelli di pressione sonora veramente straordinaria molto superiore sia al SONIC che allo ZOE.
La velocità di risposta ai transienti è inferiore all'italiano e il guadagno appare leggermente inferiore al non certo eccelso, in questo ambito, SONIC (come dire: per sentire forte occorre alzare notevolmente il volume).
Un'altra caratteristica peculiare del Flora che lo accosta al Sonic è la trasparenza e la neutralità veramente da primato, se voglio essere cattivo potrei dire che forse il Flora ha meno”anima” dello ZOE ma questo nulla toglie ad una prestazione che credo potrebbe trovare entusiastici consensi in molti dei nostri lettori (mi ha ricordato per fare un esempio un po' il Bryston B26 e tra i due preamplificatori mi resta difficile dire quale preferirei da questo punto di vista e non mi pare poco visti i giudizi molto lusinghieri sull'apparecchio canadese pubblicati anche su queste pagine).
Il medio è leggermente più freddo rispetto ai due pre usati come confronto, è una questione di ricchezza del mediobasso più lineare nel Flora più rotondo negli altri ha determinare questa sensazione all'ascolto.
Il coinvolgimento emozionale, l'essenza dell'ascolto, è pari ma diversa: i riferimenti in particolare lo Zoe hanno un suono più brillante di impatto immediato, il basso profondo è più presente nello Zoe ancorché meno controllato; il Flora ha un'impostazione più “hifi”, che ha nella linearità della risposta e nella neutralità cristallina i suoi punti di forza, come dire? Suoni diversi per palati diversi con impostazione timbrica diversa.
Rispetto all'interfacciamento con il resto della catena non ho notato differenze significative passando dallo stato solido del SANDERS ai tubi dei miei OTL, interazione era sempre ottimale e la grande linearità di risposta del Flora ha lasciato emergere le caratteristiche proprie dei due finali.
Diverso il discorso con le casse: il Flora si fa nettamente preferire ai concorrenti con le PODIUM, un po' come era accaduto usando l'OPUS 21 nella misura in cui attenua leggermente l'eccessiva brillantezza dell'estremo superiore donando al tempo stesso un maggiore controllo del basso profondo. Con le Quad lo Zoe dona un pizzico di brillantezza in più, il Sonic magnifica il loro leggendario medio mentre il Flora sottolinea la trasparenza e la neutralità con una resa del soundstage che mai mi era capitato di ascoltare in termini di profondità e ambienza nei miei ascolti domestici.
CONCLUSIONI
Summing up... il Flora mi è piaciuto un sacco, la sua tipologia circuitale mi aveva intrigato nel momento in cui lo avevo richiesto e mi ha deliziato durante il periodo in cui l'ho avuto in casa: se cercate la trasparenza assoluta, se la tridimensionalità della riproduzione stereofonica vi fa battere il cuore, se cercate una macchina da musica che scompaia “essendoci e molto” ebbene credo che nella vostra wishing list non possa non essere inserito questo apparecchio made in China che vola in alto nel cielo del buon suono mantenendosi terreste nella cifra da pagare per portarselo a casa e conviverci a lungo e con grande soddisfazione.
Il Flora vale fino all'ultimo centesimo i soldi che costa e come tale nel giudizio complessivo supera i riferimenti che restano per altro a loro volta dei vincitori nelle rispettive classi di prezzo e possono essere preferiti in determinate catene per maggiore sinergia rispetto al gusto dell'ascoltatore.. per quanto mi riguarda sono stato molto a lungo tentato dall'acquisto e credo che questo la dica lunga sul mio giudizio complessivo.
Per meno di 3000 Euro il Flora rappresenta un vero best buy e probabilmente con un po' di lavoro su valvole e condensatori può divenire un ammazzagiganti.. e va bene l'ho detto e non lo nego.....
I prodotti Antique Sound Lab sono importati in Italia da HIFI CARUCCI.
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