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CATEGORIA DISCO: Joni Mitchell, Shine

Dopo cinque anni di silenzio, come un piccolo ripensamento alla sua guerra privata contro l’industria discografica ( “"Abbandono la latrina corrotta della discografia"). quasi per caso (il disco è stato scritto , mentre la grande cantautrice canadese lavorava alla compilazione di un album di brani jazz per la catena di caffetterie americana Starbuck, ed è la Starbuck con la sua piccola etichetta a basso prezzo Hear a produrre il disco) anzi, una piccola pausa in una guerra mai abbandonata, è arrivato questo piccolo incantevole gioiello. Un disco “intimista” dirà qualcuno. Un disco bellissimo e basta, diremo noi, fatto di atmosfere lievi, dolcemente chiaroscurate, di versi intensi e insieme delicatissimi, di sonorità semplici quanto straordinariamente significative.
Forse uno degli album più belli in una produzione in cui indicare un solo passo falso, un solo brano non all’altezza dell’eccellenza sarebbe assai complicato.
Differente, molto differente da Mingus ( per citare il suo album forse più complesso e maturo) ma probabilmente altrettanto bello.
Un piccolo inatteso capolavoro che ha reso un po’ meno cupo un anno non esaltante per la grande musica, come il 2007.
Registrazione splendida, senza artifici, senza lucidature forzate, senza effetti speciali. Puro nutrimento per le orecchie e per l’anima.
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