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Preamplificatore Threshold T/POD
di Emilio Paolo Forte
 Non mi vergogno ad ammetterlo, sono un felice possessore di uno dei primi modelli di iPod da 60 GB messi in commercio dalla Apple. Il pensiero di non dover più affrontare difficili compromessi per portarmi in vacanza o in treno quella ventina di CD (quanti ne accetta la custodia in poliuretano) per tutte le occasioni e tutti gli umori, è stato per me un autentico sollievo. Per non parlare poi delle ciclettate primaverili o le corsette mattutine (della serie via la t-shirt in spiaggia almeno a ferragosto): sbagliare CD era un po' come sbagliare allenatore o uscire con le scarpette "ancora da rodare".
Da appassionato e divoratore di musica, l'iPod mi ha cambiato la vita. Non me l'ha cambiata, invece, da audiofilo, ma se è per questo, anche il walkman, il CD portatile e il Minidisc furono altrettanto inefficaci. Allora ben venga l'iPod per quello che sa fare e vi assicuro che non è poco e lo fa davvero bene.
Per gli irriducibili detrattori aggiungo che con le cuffiette (quelle, per intenderci, da "en plein air", uniche che riescono ad esprimersi con la limitata energia erogata dall'uscita cuffia dell'apparecchio) o sull'impianto buono di casa che fa da sottofondo alle faccende domestiche, chi riesce a percepire differenze con i formati non compressi sta sicuramente bleffando
(quanto meno nel senso che fa finta di fare le faccende domestiche!).
Dalla Threshold arriva un prodotto, sull'onda lunga del successo dell'iPod, che sembra andare un po' controcorrente. Un preamplificatore con dichiarate velleità audiofile dedicato al successone di casa Apple.
Ma se abbiamo appena detto che l'iPod è un impagabile e instancabile lettore di file musicali, ma che con l'alta fedeltà ha ben poco da spartire?
Evidentemente alla Threshold non la pensano così, o meglio, considerando l'enorme diffusione dei formati compressi e dei relativi lettori, hanno ritenuto di mettere sul mercato un preamplificatore per facilitare e ottimizzare la resa d'ascolto degli mp3.
L'idea di fondo è quella di realizzare un preamplificatore minimale, con due soli ingressi linea, rispettivamente bilanciato e sbilanciato, posti sul retro dello chassis, mentre sul frontale c'è un ingresso (mini-jack stereo) dedicato all'iPod (ovviamente compatibile con qualunque altro lettore portatile). Due sono le coppie di uscite dirette all'amplificatore finale, bilanciata e sbilanciata, situate sul retro. Completano la dotazione, una vaschetta IEC che consente l'utilizzo di cavi di alimentazione di qualità, nonchè l'uscita cuffia (mini-jack stereo) sul frontale.
Basta una prima occhiata al prezzo di listino di 2000 euro per supporre che non dell'ennesimo inflazionato giocattolone-accessorio dell'iPod si tratta, ma di un prodotto di altissima qualità: la conferma arriva non appena tirato fuori il T/Pod dall'imballo. Un mattoncino di dieci chili netti che reca un marchio americano altisonante, Threshold, creatura di quel tale Nelson Pass che ha fatto scuola nel campo delle amplificazioni. Si presenta con un alto contenuto tecnologico mutuato dai fratelli maggiori, a cominciare dalla circuitazione STASIS, ai moduli di amplificazione accoppiati in diretta, ai filtri indipendenti per la sezione digitale e quella analogica, al trasformatore separato per l'alimentazione della circuitazione dedicata ai controlli digitali, a finire con le resistenze e circuiti stampati (su schede vetrose realizzate con polveri epossidiche) rigorosamente a norma militare, condensatori ultraselezionati, potenziometro con un range di 80 db a scatti di 0,5 db, connessioni Neutric e RCA placcate in oro, ecc.
L'ingresso sbilanciato è tarato su una sensibilità di 2 Vrms, mentre quello bilanciato su 4 Vrms. L'ingresso dedicato all'iPod ha una sensibilità più elevata, tarato su 0.8 Vrms, per mettere a suo agio il basso segnale del lettore (la casa consiglia di tenere il volume dell'I-Pod al massimo livello per ottenere le migliori prestazioni).
Il segnale sbilanciato in ingresso è convertito in bilanciato quando il T/Pod impiega la connessione d'uscita bilanciata.
Ultima annotazione, valevole poi per tutti i preamplificatori: evitare di connettere contemporaneamente le due uscite pre bilanciata e sbilanciata allo stesso o a due diversi amplificatori finali, pena il drastico decadimento delle prestazioni del pre. Entrambe le uscite del pre hanno una impedenza inferiore a 100 Ohms, cosa che favorisce l'utilizzo di cavi di segnale anche di una certa lunghezza senza detrimento del segnale o perdita di definizione agli estremi banda.
L'unico appunto che mi sento di fare alle scelte della Threshold è che il pre in questione viene venduto sprovvisto di telecomando, in ossequio all'impostazione minimale del componente. Tuttavia il volume del pre e la funzione del mute possono essere azionati (oltre che dal pannello frontale) da un qualunque telecomando universale acquistabile a parte. Alla Threshold potevano farlo un piccolo sforzo e inserire in confezione un telecomando dedicato, senza costringere l'utente a dotarsi di un orribile telecomando multifunzione sfruttabile poi solo per il volume.
Ho inserito il T/POD nel mio impianto composto da sorgente digitale Bow Technologies ZZ8 (24bit 192 khz), preamplificatore Cello Palette, finale McIntosh MC 252, diffusori Dynaudio Special 25 su stand dedicati e trattati, cavi di segnale Nordost SPM Reference, cavi di potenza Cardas Golden Reference P, cavi di alimentazione Furutech, filtro Blacknoise Estremo sulla sorgente.
Diversamente da come d'abitudine, ho lasciato andare il Threshold per una decina di giorni senza minimamente curarmi di fare confronti, semplicemente godendomi la musica riprodotta dal Bow e dall'iPod, rispettando quello che mi è apparso subito come un prodotto per veri amanti della musica, robusto, concreto e facile da usare, in linea con le intenzioni dei progettisti. E mi sono persino goduto l'uscita cuffia, complice il primo vero febbrone del cucciolo di casa che mi ha costretto a levatacce notturne dopo le quali, ahimè, nemmeno un intervento a mano armata di Pisolo su Morfeo avrebbe potuto ridarmi il sonno perduto.
L'ingresso dedicato all'iPod è perfettamente tarato sul segnale d'uscita di quest'ultimo, consentendo a questa sorgente di esprimersi allo stesso volume del lettore CD senza dover effettuare aggiustamenti del potenziometro prima di selezionare l'uno o l'altro ingresso. Questa cosa si apprezza molto laddove sul mio preamplificatore, per dare voce adeguata all'iPod, la manopola del potenziometro deve raggiungere valori temerari (fino a superare ore 15) col rischio che uno switch distratto verso il CD rischierebbe di spaccare i tweeter o i timpani (fate voi).
Datosi che sull'iPod ho 55 Giga di musica in formato AAC, dopo aver riscontrato l'estrema piacevolezza della riproduzione in ascolto distratto, mi sono preparato una play list di brani ben conosciuti e ben registrati per un ascolto approfondito. Inutile negarlo, il formato compresso resta tale e nel mio impianto viene fuori in tutta la sua evidenza, sintetizzabile in una più limitata escursione dinamica, non particolarmente evidente con voce e chitarre acustiche, più pronunciata con pianoforte basso e batteria e via a salire con ensemble più numerose. Le armoniche appaiono poi decurtate, le voci perdono carnosità e colore, anche se qui occorre ben conoscere l'esecutore o fare un confronto all'americana, per percepire con certezza l'impoverimento. Però apprezzo molto la pulizia del messaggio sonoro e l'assenza di distorsione del segnale, e, ripeto, se non avessi ben presente la partitura, l'orecchio mi avrebbe già ingannato, assuefacendosi al nuovo standard qualitativo. Vi confesso che un paio di giorni senza ascoltare il CD mi ha costretto a ritarare le orecchie sui brani di riferimento, tanto che mi sembrava andasse bene l'iPod!
Ma la vera rivelazione è venuta dal trattamento riservato dal nostro pre al segnale linea proveniente dal lettore CD. E' qui che il Threshold fa sul serio, sbugiardando clamorosamente un eventuale approccio di sufficienza dell'audiofilo fuorviato dal nome dell'oggetto in prova che pare ammiccare al mondo dell'MP3.
La qualità mi è parsa direttamente paragonabile a quella di preamplificatori di classe elevata. Impressiona la ricostruzione scenica che si avvale di una plasticità irreprensibile. Gli esecutori sono intagliati a tinte forti ed il contrasto con il buio di fondo è talmente pronunciato da lasciar dubitare di stare ascoltando il nostro anatroccolo.
La dinamica e la perentorietà con cui il Threshold scende in basso sono ragguardevoli e la timbrica resta sempre rigorosamente neutra, luminosa e amabile nell'estremo superiore, dove il dettaglio e la definizione sono notevoli. La gamma media si sviluppa tumida e vitale con liquidità e naturalezza.
Il riferimento ha un'impostazione differente: arretra la gamma media dando la sensazione di maggior respiro ed estensione in profondità. Il Threshold, dal canto suo, sembra godere di un chiaroscuro della gamma policroma più pronunciato, che pone l'ascoltatore dinanzi ad un'illusione particolarmente efficace dell'evento reale.
Insomma, questo pre mi ha davvero positivamente impressionato, e allo street price credo sia proprio difficile trovare di meglio.
In effetti, per quanto minimale, il pre della Threshold appare correttamente dimensionato per le esigenze della maggioranza degli audiofili, con due ingressi linea di qualità elevatissima, uno dei quali addirittura bilanciato, e con il bonus di un ingresso "plug&play" per l'iPod utile e ottimizzato al massimo.
 Un'altra cosa davvero molto valida è l'uscita cuffia che appena rileva l'inserimento dello spinotto disattiva l'uscita linea del pre, togliendo quindi voce ai diffusori. Ho riscoperto il piacere di ascoltare la musica di notte, con la mia Grado SR 125, cuffia che utilizzo normalmente con le mie tastiere, sopravvissuta alla sorella maggiore SR-1 e alla Jecklyn Float Electrostat. Non l'ho mai venduta perché appaga in pieno le mie esigenze ed ha un rapporto qualità prezzo strepitoso. Il T/Pod consente di dare pienezza al suono dell'iPod in cuffia, scuotendo le membrane con l'energia di cui la Grado abbisogna e che la sola uscita dell'iPod non riesce minimamente a valorizzare. Finalmente la cuffia dinamica si lascia apprezzare per il basso profondo e potente, una gamma media definita e dettagliata e un alto esteso e per nulla affaticante anche a volumi elevati. Purtroppo non posseggo dei riferimenti attendibili, eccezion fatta per l'uscita cuffia del lettore CD Marantz DR 6000. All'epoca quest'ultimo mi era piaciuto più dell'integrato McIntosh MA 6900, la cui uscita cuffia al confronto appariva più piatta, meno contrastata e coinvolgente (almeno per l'ascolto dei generi rock e jazz). Oggi il confronto tra Marantz e Threshold appare improponibile! Si vede che qui ci troviamo di fronte non ad un'uscita cuffia messa lì per completezza di dotazione, ma ad un vero e proprio ampli dedicato a questo accessorio con prestazioni di qualità superiore. Non ho mai sentito la mia cuffia andare così, tesa all'inverosimile, con escursioni dinamiche di cui non la ritenevo capace e sempre straordinariamente piacevole. Serve altro per giustificare la spesa?
Tirando le somme, un preamplificatorino di tale qualità sonico costruttiva non posso che caldeggiarlo, piccolo e versatile, in grado di inserirsi in catene anche ambiziose senza sfigurare (da me non sfigurava affatto, anzi! Mi è persino piaciuto
e sui pre sono alquanto intransigente).
Provatelo e poi ditemi se non ho ragione a definirlo un gioiellino!
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