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AVM Evolution CD3NG e A3NG di Igor Zamberlan
 Il nome è unabbreviazione, le NG in fondo stanno per New Generation. Sì, perché AVM, pur essendo un marchio che mi risulti del tutto nuovo per il nostro Paese, è in giro da parecchio tempo.
Devo dire che guardando il sito web del costruttore non ho capito molto. Dei due apparecchi che ho in prova, apparentemente è presente solo il lettore CD, lintegrato si trova cliccando qua e là; il tutto è solo in tedesco, come i manuali. Mi devo fidare di quel che vedo e del mio tentativo di lettura dei circuiti interni, dato che il tedesco non è il mio forte (qualcosa riesco a capire, diciamo, ma non ci posso contare
).
Né, al di là di quello che ho scritto, ho grosse informazioni sul costruttore o sul resto della sua gamma. Quel che vi posso dire è che questi apparecchi, nella veste estetica in cui li ho in prova (sono disponibili altre finiture), non fanno nulla per nascondere il fatto di venire dalla stessa nazione da cui vengono i Burmester
Peraltro, approfitto di questo richiamo per scusarmi per la qualità delle foto dei frontali: provate voi a fotografare un frontale a specchio (lo so, lo so, praticamente tutti siete più bravi di me con la macchina fotografica va be, perdonate, insomma).
Esterno e funzionalità
Il telaio dei due oggetti, frontale a parte, sembra abbastanza simile da pensare che possa essere lo stesso, al di là dei necessari adattamenti. E robusto e molto curato, ben finito e relativamente poco risonante.
Funzionalmente si tratta di apparecchi che offrono molto. Il lettore CD ha uscite bilanciate e sbilanciate, sia digitali che analogiche (cè anche unuscita ottica; le uscite single-ended sono su connettori WBT Nextgen). Non cè interruttore generale di accensione (diciamo che non lho trovato, né sono riuscito a capire se esista dal manuale cosa vi dicevo del mio tedesco?), appena attaccati alla rete elettrica gli apparecchi si mettono in stand-by.
Il lettore CD, non velocissimo a riconoscere i dischi e a leggerne la TOC, permette caratteristica abbastanza inusuale di scegliere la frequenza a cui far lavorare lupsampler interno e la pendenza del filtro digitale (smooth e sharp, il secondo è il più classico, il primo è un filtro a pendenza dolce che dovrebbe, a patto di un maggior contenuto ultrasonico, avere una miglior risposta nel dominio del tempo); la frequenza di upsampling è selezionabile fra i valori 44.1, 48, 96, 192 kHz (non è prevista la possibilità di selezionare lo sharp roll-off a 192 kHz). Per il resto, cè più o meno tutto quel che ci si può aspettare, salvo la possibilità di invertire la fase e un tastierino di accesso diretto alle tracce.
Lamplificatore è decisamente più complesso: le possibilità operative sono moltissime. Cè un ingresso bilanciato e un ingresso su connettore WBT Nextgen (gli altri ingressi e i due loop, per registratore e processore esterno, utilizzano connettori più normali), ci sono uscite preamplificate (una coppia bilanciata su XLR, una coppia sbilanciata su WBT Nextgen, una singola dedicata ad un subwoofer), ci sono le uscite altoparlanti (che accettano solo connettori banana, purtroppo), una RS232 per aggiornamenti e diagnostica (cè anche sul lettore) e degli ingressi-uscite per un collegamento di controllo fra apparecchi della stessa marca.
Sia il CD che lamplificatore hanno un display retroilluminato grafico sul frontale. Sul CD è disinseribile ed indica le solite cose; sullintegrato non è disinseribile ed indica normalmente lingresso selezionato, il volume e leventuale attivazione di uno dei loop. Se si preme uno dei tasti sotto il display stesso, sullintegrato, si entra nel menu di setup, che permette di regolare e selezionare parecchi parametri: dal controllo di tono, al loudness, alla ridenominazione degli ingressi, al balance. Esiste inoltre la possibilità, documentata nel manuale, di accedere ad un menu "Expert", che permette di customizzare ulteriormente il funzionamento dellapparecchio, inserendo ad esempio un filtro passa-alto sulle uscite altoparlanti (utile se si usa un subwoofer con diffusori limitati sul basso, anche se non ho trovato a che frequenza interviene il passa-alto). Altre funzioni del menu Expert permettono di disattivare uno o più ingressi o di decidere se i controlli di tono intervengono su tutte le sorgenti o solamente su quella selezionata.
Inoltre, sul pannello posteriore dellintegrato sono presenti tre slot di espansione tappati: uno è per lingresso phono, uno per un DAC e uno per un tuner interno. Il menu standard, col tuner installato, permette sintonia e memorizzazione delle stazioni; il menu Expert permette di attivare o disattivare la ricezione DAB e le antenne e addirittura di variare la de-enfasi (la scheda phono, invece, si configura attraverso degli switch).
Cè anche un telecomando (credo sia opzionale) che controlla le principali funzioni del lettore e dellamplificatore.
Gli interni
Ambedue gli apparecchi sono costruiti in modo molto ordinato; ambedue presentano alcune particolarità degne di nota.
Nel caso del lettore CD, la meccanica è una Philips audio con la sua scheda di controllo montata sotto; la scheda di uscita digitale pare ben progettata ed ospita anche il processore principale che gestisce le funzioni del lettore. Loriginalità dellapparecchio è nella scheda di conversione digitale-analogica: il segnale digitale in ingresso viene inviato ad un upsampler AD1895 connesso ad un generatore di clock Burr Brown con relativo quarzo da 27 MHz. La scelta è necessaria per poter permettere allutente di scegliere la frequenza di lavoro dellupsampler stesso. Il chip (che potete vedere nelle foto) con letichetta bianca sopra, il chip a lui vicino e laltro quarzo presente sulla scheda dovrebbero essere di logica. Il chip AKM presente sulla scheda nella stessa zona parrebbe delegato ad inviare i dati ai due DAC, probabilmente operando un ulteriore reclocking.
 I DAC sono dei Burr Brown PCM1738 in configurazione mono (scelta non banale, vista la carenza di documentazione sul data-sheet del chip su questa configurazione). Sono seguiti da uno stadio analogico che fa uso di non meno di quattordici amplificatori operazionali, di cui alcuni duali, tutti della famiglia OPA134 Burr-Brown (utilizzati, ad esempio, anche da Charles Altmann nei suoi convertitori D-A, incluso il mio Attraction). Larchitettura dellapparecchio sembra, effettivamente, doppia differenziale (bilanciata) dai DAC alle uscite.
Lamplificatore è ancora più originale. Aprendolo si nota una netta separazione fra due schede, ciascuna con la sua alimentazione separata. Ho limpressione che la sezione di preamplificazione possa essere la stessa di un se cè preamplificatore separato della stessa linea. In questa lintero trattamento del segnale sembra affidato ad amplificatori operazionali dello stesso tipo di quelli utilizzati nel lettore (OPA134 BB); non mi pare che si tratti di un circuito intrinsecamente bilanciato. Il controllo del volume sembra essere effettuato da un Cirrus CS3310 (ormai vecchiotto, uno dei primi controlli di volume digitali che sono diventati popolari nel settore audio puro). Le funzioni avanzate paiono invece dovute allutilizzo di un chip ST, il TDA7348D, che effettivamente prevede, stando al datasheet, quasi tutte le caratteristiche configurabili dellapparecchio.
Il segnale viene, da questa scheda, inviato, attraverso un chip driver multiplo, alla scheda di amplificazione finale. Questa, che, come detto, ha la sua alimentazione separata, fa uso, come dispositivi di potenza, di monolitici TDA7294S. Apparentemente, ne vengono utilizzati due per canale; questa versione del chip pare essere quella prevista per il parallelo; la configurazione potrebbe tuttavia anche essere a ponte (il datasheet pare sconsigliare il ponte, soprattutto alla massima tensione di alimentazione, pena un incremento consistente della distorsione per carichi sotto gli 8 ohm; qui non credo che sia usata la tensione massima, perché la potenza dichiarata è inferiore alla massima possibile per il chip singolo oltretutto il rapporto fra la potenza a 8 ohm e quella a 4 ohm è modesto, sono dichiarati 60 watt su 8 ohm e 70 su 4 ohm senza specifiche di distorsione).
Direi quindi che si tratta di apparecchi piuttosto originali, non di cloni di qualcosa di già visto. Durante il periodo di prova hanno funzionato perfettamente e senza alcuna anomalia o riottosità.
Lascolto
Il sistema in cui sono stati provati i due AVM include; una sorgente analogica Kuzma Stabi Reference/Linn Ekos/Lyra Clavis Evolve99 con pre phono Naim Prefix/Supercap; un lettore CD/SACD Sony SCD-777ES (tornato recentemente
); un lettore multiformato Pioneer 668 con scheda DVDUpgrades collegato ad un DAC a batterie Altmann Attraction; un preamplificatore linea Uesugi U-Bros 18; una coppia di finali Luxman MB88 Ultimate con valvole finali Gold Lion russe replica; una coppia di Merlin VSM MMe con il loro BAM come diffusori. I tavolini sono i miei Hutter Racktime Basic; i cavi sono abbastanza vari (ho dovuto utilizzare dei prototipi Boomerang piuttosto anziani come cavi di potenza a causa dellimpossibilità di usare i Legenburg, terminati forcella e troppo pesanti per essere collegati attraverso adattatori). Ho approfittato, per avere un riferimento di prezzo paragonabile allintegrato AVM, della presenza in casa di un integrato Norma IPA70R, di cui vi parlerò più diffusamente nel prossimo numero di videohifi.com.
I due apparecchi tedeschi hanno unaria di famiglia nel loro suono, segno di una messa a punto ponderata e non casuale. Il suono mi pare appartenere alla nouvelle vague tedesca, quella a cui ascrivo i Lehmann (il Silver Cube e il nuovo Black Cube SE in particolare) e, per quel che ho sentito, i Burmester, che forse hanno anticipato quella nouvelle vague. Non si tratta del suono tedesco stereotipo, quello un po clinico e un po loudness: è un suono preciso, neutro e dinamico con raffinatezza e una lieve dolcezza, non caldo, ma neanche freddo. Il "senso del ritmo" non è da primato (non sono gli apparecchi che scalzeranno i Naim dai cuori dei loro aficionados
anche perché scalzarli da lì è impresa praticamente impossibile), ma non si può parlare di oggetti "lenti", anzi: il passo, direi, è quello giusto.
I due oggetti costituiscono unaccoppiata molto credibile e versatile musicalmente; la scena acustica descritta è equilibrata e ben proporzionata, il bilanciamento tonale è quello descritto sopra; la timbrica è varia e ben differenziata; la dinamica e il dettaglio sono più che buoni, soprattutto in relazione alla tipologia e al prezzo.
Per capire meglio i due apparecchi e le scelte fatte da AVM, ho proceduto ad una serie di confronti incrociati e di "separazioni" dellaccoppiata.
Il lettore CD ha, rispetto ai riferimenti, una tendenza a costruire una scena più avanzata (almeno, sembra avanzare di più i solisti, le voci: lieve evidenziazione del medio? Non sembra, tonalmente, ma può essere). Dimensionalmente, gli spazi sono più raccolti, ma più amalgamati rispetto a quelli del Sony; più ampi ma meno coerenti rispetto a quelli dellAltmann. La dinamica appare meno affermata rispetto ai riferimenti; tuttavia, ciò è coerente con un tipo di suono soprattutto considerando la categoria di appartenenza del lettore, che non aspira ai massimi sistemi raffinato e fluido più che volto ad impressionare. Il dettaglio è a livelli molto elevati (non è il Sony, ma ci va vicino); per fortuna non è sparato in faccia.
Dove posso trovare qualcosa che potrei anche considerare una limitazione è nella trasparenza assoluta, nella capacità di "togliere veli": ambedue i riferimenti appaiono, per esempio, più diretti nella riproposizione di voci e strumenti, meno riprodotti, più in grado di trasmettere leventuale "cattiveria" dellincisione. Non che lAVM sia, in assoluto, velato: è solo che, in comune con altri lettori con upsampling che mi è capitato di sentire peraltro, cè un lieve senso di minor "crudezza", di vaga uniformazione, in un certo senso di scelta verso la raffinatezza spinta un po più in là di quanto personalmente amo. A me pare un suono lievissimamente processato; mi vien da dire che capisco chi può preferire questo tipo di impostazione dopo tanti anni di digitale troppo "in faccia", troppo, appunto, crudo ed aggressivo. Questione di scelte, di preferenze, come sempre di interfacciamenti e anche, forse, di musica ascoltata. Sicuramente un suono di questo tipo perdona un po di più incisioni non perfette.
Ho provato a giocare un po coi filtri; personalmente mi pare che il filtro sharp dia risultati sempre un po inferiori rispetto al filtro smooth; la scelta della frequenza di upsampling dipende dal disco con alcuni mi pare che vada meglio a 192 kHz, con altri preferisco i 44.1 kHz. Limpostazione generale del suono, comunque, non cambia, nel bene (molto, soprattutto considerando il prezzo) e nel male (o meglio, nel carattere).
Lintegrato lascia meno spazio allopinabile, mi sembra: mi è parsa unottima macchina, con un solo difettuccio che non mi spiegavo prima di aprirla (lho aperta solo poco prima di mettermi a scrivere). Anche qui cè una leggera tendenza allavanzamento della scena, probabilmente più affermata di quella del lettore (insieme, comunque, leffetto non è per nulla esagerato, è anzi discreto e molto gradevole; e poi tenete presente che parlo in relazione ai riferimenti, che non sono per nulla "sparati"). Cè un suono che, soprattutto paragonato a quello del Norma, potrebbe essere definito lievemente sul versante "scuro". Sicuramente cè meno ariosità rispetto ad ambedue le amplificazioni utilizzate come riferimento, ma direi che il suono dellAVM è tuttaltro che opaco o spento. E un suono piuttosto vivido, con una grana appena maggiore, una fluidità appena inferiore rispetto a quella dei due riferimenti, ma con una corposità encomiabile per uno stato solido di questo livello di prezzo. E stata proprio la corposità a sorprendermi di più; il piccolo fa meglio di amplificazioni più costose, avvicinandosi davvero molto alla coppia giapponese che, ricordo, usa valvole come dispositivi di amplificazione ed è, quindi, per mia esperienza, decisamente avvantaggiata rispetto ad apparecchi che usano altre tecnologie su questo parametro. Il contraltare a questo è il fatto che lamplificazione italiana appare più incisiva e decisa, ma non voglio anticipare troppo sul Norma (altrimenti mi gioco larticolo sul prossimo numero
).
La scena acustica è, anche qui, un po più raccolta rispetto a quella dei riferimenti, ma presenta una notevole capacità di discriminare i suoni riflessi e di descrivere, più che le dimensioni, i confini del luogo di registrazione. La dinamica è molto buona, il contrasto e il dettaglio più che buoni.
Lamplificatore è, quindi, molto equilibrato, credibile, con una precisa impostazione, trasparente abbastanza da lasciar capire le differenze fra sorgenti digitali (buona parte di quanto descritto sopra a proposito delle differenze fra lettori è stato desunto ascoltandoli attraverso lAVM, confermandolo poi con altri ascolti, ovviamente).
Il difettuccio? Ah, già. Ogni tanto, anche coi miei diffusori, abbastanza facili da pilotare elettricamente (ma assolutamente spietati sotto quasi tutti gli altri punti di vista), si percepisce una perdita di controllo della gamma bassissima, come se qualche suono andasse quasi per conto suo, in particolare ascoltando musica sinfonica a livelli piuttosto sostenuti (diciamo quasi realistici, anche se dovrei dirvi in quale sala, a che distanza dal palcoscenico, eccetera
). Guardando poi linterno e rileggendo le specifiche, mi sono chiesto se ciò non possa essere dovuto a delle limitazioni in corrente causate dal tipo di circuito scelto dai progettisti AVM. Comunque, probabilmente con diffusori più piccoli (o, approfittando della versatilità dellamplificatore, con un sub amplificato
) e che non scendano a 30 Hz (e tenete presenti le esigenze delle Merlin, che usano un equalizzatore che aggiunge 5 dB a 35 Hz), il fatto è del tutto irrilevante.
 Torno un attimo sullaccoppiata: è come se, messi insieme, i due apparecchi facessero dimenticare i piccoli appunti fin qui sollevati e validi in un discorso assoluto: se consideriamo la fascia di appartenenza dei due AVM, mi pare che, in rapporto col mercato odierno, ci sia poco da recriminare. Da quando sono arrivati li ho tenuti collegati quasi permanentemente e non ho avuto nessuna sindrome da deprivazione; mi pare un bel complimento. Ah, mi è parso che fra il lettore e lintegrato vada meglio la connessione bilanciata, ma anche quella single ended è un bel sentire: la differenza non è abissale.
Infine
Infine, al prezzo a cui sono proposti, per i contenuti tecnici originali, per la versatilità, per le particolarità del suono (se non per questa estetica, forse un po troppo sfacciatamente da "burmesterini"), penso che gli apparecchi di questa azienda tedesca siano una novità che ha un posto e un senso sul nostro mercato nazionale. Credibili, ben costruiti, ben suonanti, non cloni di altro già presente: direi che linvito ad ascoltarveli è abbastanza chiaro.
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