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NUMERO 27


LA GIUSTA DISTANZA

 

"All’una e trentacinque circa…" (di notte) ecco finalmente che giunge il momento mio, il momento in cui penso, scrivo ed elaboro i miei progetti, le mie idee.

Bel vantaggio l’insonnia…

Molte sono le cose su cui mi capita di riflettere nel silenzio magico della notte. E molti, anzi tutti, i progetti discografici che elaboro in quel momento.

Già, perché io sono un produttore discografico, proprietario di etichetta discografica, ingegnere del suono e ricercatore… Come altrove notoriamente riportato.

Queste definizioni di me stesso non sono parole in libertà: corrispondono esattamente a quello che sono e a quello che faccio.

Già: quello che faccio…

Ultimamente temo proprio che sto facendo un po’ troppo oltre al mio lavoro. In particolare mi sono preso carico, più o meno volontariamente, di un compito che probabilmente non mi spetta e sicuramente non sembra riuscirmi al meglio. Sto parlando della divulgazione "a mezzo stampa", naturalmente. Ed in questa definizione è giusto far rientrare anche la mia presenza in un certo Forum pubblico, che mi pare tutti voi che state leggendo conosciate piuttosto bene…

Ecco, la riflessione su cui oggi mi piace concentrare l’attenzione in questo spazio gentilmente resomi disponibile dalla redazione di Videohifi è proprio questa e si ricollega direttamente al titolo poco sopra riportato: la definizione dei ruoli, l’esigenza di certezza da parte di chiunque nel poter immediatamente riconoscere il ruolo e la funzione di chiunque altro in qualunque contesto dell’umano estrinsecarsi.

Oggi mi sembra proprio che il diffondersi di mezzi di comunicazione straordinariamente efficaci come la rete, su tutti, ma anche degli altri più tradizionali, favorisca inevitabilmente la confusione dei ruoli.

Oggi chiunque si può improvvisare giornalista, oppure divulgatore, oppure scienziato, oppure imprenditore, oppure, infine - il più delle volte, in verità… "quaquaraqua", in modo più o meno consapevole, con tutti i danni che tale fatto può arrecare alle persone che vengono in contatto col colpevole di "quaqueraggio".

Non mi voglio togliere dalla mischia neppure io, sia chiaro, come quasi nessuno può secondo me, oggi, farlo. La tentazione di allargarsi oltre il proprio merito è troppo forte per chiunque prenda un minimo di confidenza con i mezzi disponibili. L’importante però è cominciare, da parte di tutti, a prendere coscienza del problema, e reagire positivamente per risolverlo.

Sia chiaro che quando parlo di "mezzi" mi riferisco principalmente alla rete, ai forum, a wickipedia, etc. etc., ma anche alla carta stampata, oppure alla radio, oppure alla televisione.

Un tempo neppure molto lontano, per dire …ABC… in radio o in televisione, bisognava sostenere delle prove, dei concorsi, dimostrare titoli e competenze. Oggi, Grande Fratello…

Un tempo per scrivere su un giornale bisognava sostenere esami, entrare in possesso di una tessera o quanto meno esibire competenze specifiche su un certo argomento e dimostrare un’integrità morale e deontologica che offrisse garanzie sull’imparzialità del giudizio e sull’onestà del pensiero. Oggi appare normale che un dilettante e semplice appassionato firmi articoli sui temi tecnici più differenti, dalla fotografia, all’arredamento, all’Alta Fedeltà.

E questo nei casi più tranquilli, visto che in questa sede non voglio soffermare la mia attenzione sui casi più loschi, sempre più capillarmente diffusi, in cui l’interesse privato al bieco fine di lucro viene mascherato dietro false e mentite spoglie…

Insomma, io penso che le cose andrebbero molto meglio se ciascuno di noi si riappropriasse del proprio unico ruolo, specifico: i professionisti facessero il proprio lavoro al meglio, i giornalisti si occupassero con competenza e preparazione specifica di esaminare il lavoro dei professionisti, gli appassionati potessero tornare a svolgere il proprio ruolo di appassionati, fidandosi del giudizio di chi è (dovrebbe essere) professionalmente deputato a darlo.

Dimenticando e rinunciando quindi a combutte e "complotti de’ noantri", paure ancestrali di essere truffati, ansia di dover guardare sempre dietro e fra le righe di ogni pagina di giornale, di ogni file di internet.

Lo so, mi rendo conto: quanto vado auspicando corrisponde ad una società ideale che probabilmente non esiste più (e forse non è mai esistita completamente).

Io però resto un sognatore ed un battitore libero e indipendente: e poi, se nessuno comincia, offrendo il buon esempio…

E quindi eccomi, allora, - nello specifico del nostro microcosmo relativo a registrazione e riproduzione del suono – finalmente, a riposizionare fra me, professionista del settore discografico ad ampio raggio, e coloro che fruiscono dei prodotti generati anche dal mio lavoro, "la giusta distanza".

Ovvero eccomi finalmente a riappropriami completamente del mio ruolo specifico, rinunciando a tutti gli altri per i quali non reputo di avere titoli, ovvero il giornalista, ovvero l’ "intrattenitore mondano", ovvero il cicisbeo per caso e spesso inconsapevole di audiofili annoiati, ovvero il castigatore dei costumi…

Continuerò però a scrivere, sia su queste colonne che su quelle di coloro che riterranno utile avvalersi della mia competenza professionale specifica, e cioè di tutto ciò che ha a che vedere col mondo delle registrazione audio e del mercato discografico.

Perché questa è la mia competenza.

E questa competenza potrà essere utile solamente nelle forma "…a domanda, rispondi…": una sorta di "posta del cuore" dello specialista in "…microfoni, microsolchi e bit…"

Tenendo però sempre presente che io sono un professionista e che questo ruolo è preponderante nei miei interessi. Io, per vivere, registro dischi e li vendo: questo deve essere molto chiaro…

Forse qualcuno si sarà sentito offeso dalle mie parole, forse altri si sentiranno delusi, forse altri ancora non le condivideranno: però questo è il mio pensiero, molto poco trattabile, anzi per nulla, come chi mi conosce da vicino sa bene.

Ebbene, alla prossima naturalmente… sempre pronto a rispondere ad ogni domanda, sempre pronto a scrivere un "articolo", purchè basato su una domanda specifica, anche la più difficile, anche la più cattiva, purchè sia strettamente attinente alla mia professione. E purchè il tutto si svolga in uno spazio dedicato e "ad hoc" pensato.

Cordialità / Ottime Cose / Buona Musica… etc.etc.etc.


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