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NUMERO 27


"Al primo posto metterei le riviste.
Ogni mese in un'orgia multilinguistica, un "vero audiofilo" non può non leggere "anche" Stereophile almeno sul web, ci propinano novità e prove d'ascolto che minano alla radice costantemente e in sempre nuove forme le nostre convinzioni sul buon suono del nostro impianto.
Il bello è che la carta "non suona" ma "descrive" le costanti meraviglie di costantemente nuove apparecchiature in un continuo spostamento in avanti, in un continuo rimescolamento delle graduatorie di merito.
L'HIFI è il "trenino Rivarossi" per adulti maschi consenzienti nella ferma volontà d'autoflagellarsi.
Al secondo posto metterei gli "amici", quelli che ti piombano in casa per sentire la tua ultima "conquista" e rimangono in silenzio ad ascoltare con la bocca un po' storta frenando a malapena disgusto e derisione.
Al terzo posto metterei le fiere high end: possibile che tutti, dico tutti gli impianti suonino "da Dio" creando voglie e sconforti senza fine.
Al quarto posto metterei il nostro pusher di fiducia che, passandolo a trovare ci invita nella sala d'ascolto a sentire il nuovo modello di diffusore o di ampli che gli è arrivato e, come il maligno con Sant'Antonio nel deserto, ci tenta con l'offerta di un part exchange allentante quanto necessariamente a tempo limitato.
Non volendo lasciare nulla d'intentato vorrei che queste colonne rappresentassero per chi legge un'ulteriore "Pulce nell'orecchio" nella catena di Sant'Antonio del masochismo costituzionale di ogni appassionato.".


LECTIO BREVIS..................................

Marigo Audio Signature 3-D Mat

 

Portland nell'Oregon, la "città delle rose" e della birra, è posta alla confluenza del fiume Willamette con il Columbia. Al centro del grande quartiere che si sviluppa all'interno dell'ansa del Willamette River che attraversa la città, si trova, al numero 4628 SE della 74th Avenue, in una linda casetta, molto molto american style, la sede dei MARIGO LABS ditta americana che produce accessori per hi-end rapprresentata in Italia dalla PLASMAPAN di Ancona.

Dal catalogo Marigo mi sono arrivati una seie di VTS Tuning Dots (sorta di bottoncini autoadesivi da piazzare negli impianti a mo' di accordatori del suono, in prova nel prossimo numero della rubrica) e il Marigo Audio Signature 3-D Mat oggetto della recensione in questa puntata della Pulce.

Di cosa si tratta?

copyrights 2007 videohifi

Di un dischetto realizzato in kevlar estremamente sottile , da porre sopra il CD e da far "ingioare" assieme ad esso dalla meccanica. Il disco presenta nove fori triangolari disposti simmetricamente presumibilmente per ragioni di cinematismo e stabilizzazione, ha uan facciata verde ed una dorata (più delicata e da trattare con cura), ho provato a posizionare il disco sia con il lato dorato verso il CD che con quelle verde e i risultati sono significativamente migliori nella prima soluzione indicata.
Data la leggerezza del dispositivo non si puo' parlare qui di effetto stabilizzatore (come accadeva con il CD stabilizer pesantissimo della ART, giusto per fare un esempio) ma a detta del costruttore di un effetto sinergico dato dall'assorbimento dell'elettricità statica accumulata sul CD e dall'effetto del verde sulla rifrangenza.

Usare questo accessorio e' quanto mai facile: si pone sopra il CD si avvia il lettore e si ascolta l'effetto….quale effetto vi chiederete?

Icasticamente: NOTEVOLE e INASPETTATO…. SUBITO EVIDENTE!!!!

Sono abituato a provare ogni sorta di diavoleria venga proposta come add-on in hifi ma debbo dire che questo dischetto mi ha proprio colpito favorevolmente.

Provato sui con il LCTOR 06T che con l'Opus 21 ha offerto prestazioni simili e per converso convincenti prescindendo e dalla meccanica in cui è stato usato e dal supporto con cui è stato accoppiato ovvero proponendo un influsso sul suono costante nel tempo a prescindere dal lettore e dal CD usato come prova.

Il cambiamento più marcato lo si nota nella ricostruzione tridimensionale della scena acustica virtuale che si fa più profonda e con una maggiore matericità dell'immagine, le microinformazioni di ambienza appaiono aumentate a tutto vantaggio della ricostruzione del palcoscenico della finestra virtuale in cui la performance viene eseguita.

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Si avverte una maggiore "aria" attorno a strumenti ed esecutori con i piani sonori più distanziati tra loro in una "stanza" più grande.

Altro effetto interessante lo si riscontra nella resa del medio e della voce che acquistano una maggiore presenza e una maggiore ricchezza di armoniche.

Nell'insieme come detto ci troviamo di fronte ad una prestazione di tutto rispetto che merita assolutamente un ascolto da parte degli audiofili attenti alla messa apunto micrometrica della loro catena….non si tratta infatti di un ogetto che cambia il suono ma di un accessorio che lo può migliorare e molto e che per me merita di essere provato.

Il Marigo Audio Signature 3-D Mat costa 152 Euro che corrispondono più o meno al prezzo negli Stati Uniti e mi piace rimarcare la cosa.

Vale i soldi che costa? Per chi ha un impianto stabile e di qualità direi assolutamente di sì dal momento che ritengo che un cambio di CDP di quella cifra non sortirebbe gli stessi effetti, come tutti gli accessori più o meno esoterici che mi passano tra le mani il conto sul valore intrinseco è impossibile ed inutile qui non si paga "la sostanza" ma l'effetto che si ha e che , unico, va valutato nel momento in cui ci si orienta ad acquisti di tal fatta.

LECTOR ZOE.. giocando con le valvole.

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Uno degli aspetti più piacevoli del lavorare per una rivista di hi-end è la possibilità non solo di poter provare molti apparecchi ma soprattutto di poter fare confronti utili spesso a mettere in evidenza maggiore pregi o difetti di un apparecchio sul lungo periodo quando ci è offerta la possibilità di trattenere un apparecchio per un congruo termine temporale, altrimenti difficilmente rilevabili e se poi i confronti si allargano la messa a fuoco delle performance sonore acquista contorni sempre più precisi e di interesse credo generale per chi ci legge.

Nello scorso numero della rivista ho proposto la recensione del preamplificatore TOP della pavese LECTOR e avendolo ancora nella disponibilità ho perseguito il lavoro utilizzando lo Zoe anche in confronto di un nuovo venuto oggetto di una prossima prova sulla rivista il sorprendente FLORA della Antique Sound Lab oggetto dotato di una straordinaria musicalità che merita, lo dico già ora quale trailer della recensione prossima ventura, un attenzione particolare da parte del popolo audiofilo, libero da pregiudizi a prescindere sul made in China.

Orbene, nei prolungati confronti tra i due apparecchi è saltata fuori rispetto al Cinese una leggera asprezza sulle altissime da parte dell'italiano che mi ha indotto a contattare l'amico Claudio Romagnoli per avere "lumi" ed il suo consiglio è stato quello di provare, cosa che rende lo ZOE unico o quasi nel panorama hifi, a cambiare le valvole rispetto alle standard 6922 prodotte in Russia dalla Electro Harmonix.

E sì perché con lo Zoe è possibile giocare con le valvole e grazie all'interruttore interno utilizzare valvole che operano a 6 volt o valvole che operano a 12 volt: le 6922 sono offerte come scelta base dal produttore, ma l'acquirente può sostituirle con le 6H30II, le 12AT7, le 12AU7, le 6CG7, le 12BH7 o le ECC 82.

Ho rovistato un po' nei miei cassetti e ho trovato una coppia di FIVRE NOS 6BK7A, che corrispondono ad una ECC 88, una coppia di ECC 82 e una coppia di 6922 SOVTEK selezionate a suo tempo dalla Audio Research per il mio antico SP 9.

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Comimcio con alcune indispensabili considerazioni generali: il suono del Pre di Romagnoli (come di qualunque pre sia chiaro) non dipende SOLO dalle valvole che impiega.

Il cosiddetto "suono Lector" (ricostruzione del sound stage molto analitica e ricca di microinformazioni, graniticità del posizionamento degli interpreti con una corretta scansione tridimensionale dei piani sonori, riproduzione molto naturale della voce) non cambia al cambiare delle valvole e non potrebbe essere altrimenti visto che TUTTO IL PROGETTO è volto a "quel suono" a partire quindi dall'alimentazione per passare a tutta la circuitazione a stato solido fino ad arrivare alle valvole certo, la cui sostituzione può contribuire al fine tuning di un suono che non dipende per le sue caratteristiche di base però dai soli tubi di uscita.

Detto ciò, credo sia un'esperienza molto interessante per gli audiofili che possiedono lo ZOE provare a fare gli esperimenti che ho fatto io, l'importante è capire cosa si va ricercando perché ogni valvola provoca un cambiamento nella timbrica spesso significativo ma non necessariamente "positivo" all'interno sia chiaro della catena di ascolto in cui l'apparecchio è inserito e, most of all, del gusto musicale di chi effettua tali prove.

Cosa cercavo con questi cambi?

Da un lato un leggerissimo roll-off sulle altissime che me le rendessero meno taglienti (il confronto era con l'ottima resa, per il mio personale gusto, dell'ASL FLORA in tale parte dello spettro) dall'altro un medio ancora più corposo e ricco di armoniche nel medio basso e privo di qualunque accenno di nasalità.

Come è andata la prova?

Direi che è stata molto istruttiva e con ottimi risultati.

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Ogni cambio di valvola ha determinato un cambio del suono del pre: con le ECC 82 ho percepito un miglioramento della resa del medio ma un aumento dell'apertura sulle altissime frequenze che non me le ha fatte preferire alle 6922 di serie, passando alle italianissima FIVRE d'annata il suono si è fatto più analitico e rotondo molto vicino al mio gusto ma è stato quando ho messo in posizione le SOVTEK che ho ottenuto ciò che cercavo, medio morbido e caldissimo, bassi più potenti ma soprattutto la voce ha perduto ogni minimo accenno di nasalità e di asprezza nei passaggi più acuti, il tutto come detto all'interno di una prestazione generale non stravolta anche in senso positivo dal cambio ma solo affinata in termini solo apparentemente piccoli, soprattutto a livello di timbrica generale con le particolarità emerse per ogni singolo tubo testato, ma visto che sono le sfumature che fanno il buon suono e il piacere dell'ascolto, è lì che la soluzione che alla fine ha prevalso mi ha dato le maggiori soddisfazioni, cancellando ogni traccia di fatica di ascolto e offrendo una performance di grande qualità e coinvolgimento emozionale.

Conclusioni

La possibilità offerta dallo ZOE non solo di "giocare" con la qualità dei tubi utilizzabili ma anche con la tipologia degli stessi apre all'audiofilo appassionato nuovi ed interessanti campi di ricerca nella messa a punto fine della catena audio in cui la creatura di Romagnoli è inserita.

I risultati che ho ottenuto, "giocando" con pochi tubi ma penso che le possibilità potevano e possono essere molte di più avendo il tempo e il modo di sperimentare su larga scala, non solo confermano ma anzi rafforzano la mia idea che lo ZOE rappresenti un vero best buy nella sua categoria di prezzo e che l'eventuale spesa aggiuntiva rappresentata dal cambio di valvole di serie con altre migliori sia totalmente giustificato dal salto di qualità in termini di suono che si va ad ottenere.

Un doppio consiglio spassionato quindi: ascoltate lo ZOE se potete, confrontatelo pure con oggetti più costosi ma non fermatevi al primo suono, questa macchina può dare molto di più se ci lavorate attorno quanto merita!!!

PS: Una delle cose che amo di più nella rete è l'interattività e la possibilità di contatto immediato: sarò quindi lieto di ricevere i vostri feedback al mio indirizzo di posta elettronica: francesco.bollorino@videohifi.com o di discutere con voi sul Forum pubblico della nostra rivista





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