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Digitalia poco digit e molto alia
Va be, diciamo che vi riferisco di cose che con lalta risoluzione centrano relativamente. Un cavo, uno strano accessorio e un supertweeter. Questultimo, in qualche modo, centra anche con lalta risoluzione, ma considero la cosa leggermente tirata per i capelli.
Ma prima
Digit: un breve punto
Dove siamo, coi formati digitali musicali ad alta risoluzione, oggi? In un punto abbastanza di stasi o di consolidamento su posizioni "ripiegate", direi. Abbandonata la possibilità che lalta risoluzione "fisica" riesca a sostituire il CD, la situazione del SACD è quella del formato di nicchia, per audiofili, per amanti della classica (e per le etichette che si vogliono distinguere), per le produzioni speciali (in multicanale o celebrative, o tutte due, vedi Genesis). Le eccezioni esistono, ma sono poche. Recentemente, su una rivista USA, è apparsa la notizia che Sony DADC (il ramo della multinazionale giapponese che si occupa di stampa di dischi digitali) avrebbe cominciato a rifiutare alcuni ordini per i SACD, volendosi concentrare sul BluRay. Non ho conferme (né so se ciò riguardi una specifica sede di DADC o tutte); potrebbe anche aver senso, dal punto di vista di Sony, una scelta simile, dato che sul BluRay si gioca un pezzo del futuro della sua divisione brevetti e licenze. Rimangono altre aziende che stampano SACD, comunque.
Il DualDisc è stato un fallimento completo; il DVD-Audio non è, di fatto, mai partito. I formati per lalta risoluzione video hanno caratteristiche audio simili o superiori al DVD-Audio, ma personalmente dubito davvero che appariranno in tempi ragionevoli dischi solo audio in BRD o in HD-DVD. E comunque è in corso una battaglia di formati alla quale il pubblico, che trova non disdicevole guardare degli orridi DiVX pixellati, potrebbe rispondere facendo spallucce.
Insomma, se la musica ad alta risoluzione ha un futuro, è secondo me qui sulla rete che lo troviamo. Per questo considero brillanti prodotti come il Klimax DS di Linn, un "network DAC" con interfaccia Ethernet pronto a riconoscere e convertire, con qualità allo stato dellarte, un flusso musicale inviato sulla rete locale casalinga da un PC o da un altro dispositivo di memorizzazione, fino a 192 kHz e 24 bit. Le connessioni Internet veloci costano, ormai, relativamente poco e raggiungono molte case; certo, per scaricare lequivalente di un disco stereo 24/192 (non mi risulta ce ne siano ancora di disponibili, ma non ho guardato eventuali iniziative sperimentali) ci vuole ancora un pochino (e soprattutto, per i collezionisti/amanti delloggetto-disco come me, la sparizione del medesimo potrebbe essere piuttosto spiacevole, ma resterà lusato, resterà lanalogico, probabilmente resisterà una nicchia di oggetti fisici). Ormai sono abbastanza convinto, comunque, che il futuro sarà questo; probabilmente saranno disponibili anche se non per tutte le uscite diversi "gradi" qualitativi, dallMP3 (urgh
) allalta risoluzione, a prezzi e tempi di download diversi, per pubblici diversi. La prossima trincea sarà quella delle protezioni anticopia, mi sa.
Alia 1: un cavo
Aldo Torroni (http://www.at-cables.com) è un frequentatore del nostro forum che ha deciso di mettersi a vendere oggetti di terzi e di fare cavi in proprio (prima che qualcuno lo chieda, è perfettamente in regola con le "carte", cè una società e un marchio). Ancora qualche tempo fa mi ha dato un suo cavo, il Def. E un cavo che sta più o meno al centro della sua gamma, con conduttori in rame, schermato. Costa, attualmente credo sia in promozione 79 Euro la coppia da un metro. Lui lo definisce, bontà sua, "di costo medio-alto", il che mi fa pensare che o è un po disconnesso dal resto del mercato o, come me, pensa che il settore dei cavi sia leggermente isterico e soprattutto un tantinello fuori dal mondo come prezzi.
Aldo mi dice:
"è un cavo in rame puro, con conduttore per il polo caldo composto da un trefolo di 7*30 Awg, isolamenti in teflon sia tra polo caldo e schermo che tra schermo ed esterno. Il Rame è ad alta conduttività, con una velocità di propagazione di circa l'80%,
Tech. Spec.:
Nom. Inductance: .092 µH/ft ca.
Nom. Capacitance Conductor to Shield: 17 pF/ft ca."
La qualità dei materiali, sulla carta, sembra ottima, soprattutto in rapporto al prezzo. E un cavo un po "springy", come maneggevolezza, non rigido ma neanche completamente morbido. La finitura è più che buona, i connettori non sono (non sembrano) "firmati", ma paiono assicurare un ottimo contatto.
Limpostazione sonora del cavo mi fa pensare che quel "Def" del nome stia per definizione; la precisione e lapertura sembrano le caratteristiche principali del suo suono. Ha una bella risoluzione, transienti molto pronti, una riproposizione della scena decisamente ariosa. La dinamica è di rilievo, il contrasto pure; né slava via i timbri per strada alleccesso.
Fresco e definito, quindi, il suono generale; confrontandolo con riferimenti più alti, di costo molto superiore, si percepisce una minor raffinatezza generale e forse una minor coesione del palcoscenico, ma proprio a causa del suo prezzo sono cose che si perdonano volentieri e che possono essere giudicate irrilevanti nel contesto degli impianti in cui probabilmente sarà inserito.
Vedo bene il cavo di Aldo in un impianto magari valvolare, anche entry level, fra pre e finale o fra sorgente e integrato: potrebbe dare a qualche sistema un po spinto sul piano della "classicità valvolare" un tocco di modernità e precisione. Però può benissimo essere che, anche in un altro tipo di sistema, la sua definizione e la sua prontezza si rivelino dei toccasana.
Alia 2: la "pietra"
Mah. Non so nemmeno se faccio bene a parlarvene. A me le cose inspiegabili lasciano piuttosto perplesso. Ma sento una cosa specifica, e la sento consistentemente. Il motivo di questa cosa non lo so.
Loggetto dello scandalino (ino ino) è "la pietra di Leonardo". Me lha inviata Leonardo Lamberti di Megahertz Audio (http://www.megahertzaudio.it) con un trasformatore/riduttore di tensione che gli avevo ordinato (ottimo), in prova. A me sembra una scatola di legno esagonale (le dimensioni sono circa 10 cm di "diametro" per circa 5 di altezza). Non so se ci sia qualcosa dentro, parrebbe comunque di sì (si sente un lieve pling pling se la si scuote). Fatto sta che poggiando la scatola in corrispondenza del trasformatore di alimentazione di un paio di integrati (a stato solido
) o sopra un lettore CD che ho in prova ho sentito un minimo in più di pulizia e di controllo sui bassi (boh). Ve la dico come la sento, eh? E no, non mi sono convertito ai tweak. Anche se, dopo aver provato lERS che Merlin manda coi diffusori sopra una sorgente digitale, devo dire che qualcosa si sente pure con quella.
Rubo una frase a un collega americano: in un universo che fosse correttamente amministrato, cose simili non dovrebbero fare differenza. Diciamo che sono perplesso.
(Digit)Alia 3: un supertweeter
Questo me lha dato Joseph Szall tempo fa (a proposito, chi non conosce Joseph non sa cosa si perde). E un supertweeter a nastro autocontenuto e automontato, di provenienza hong-konghese. Il suo padre è Chiu Yin Lau; credo che si sia visto in giro anche con altri marchi, ma il progetto e la costruzione sono suoi (LCY le sue iniziali). Non so attraverso quali canali sia acquistabile in Italia in questo momento, chi fosse interessato mi mandi una mail e vedo.
Loggetto (gli oggetti, ché sono due) probabilmente è stato avvistato da qualcuno al Top Audio dellanno scorso vicino alle Cat7 prima versione; magari qualcuno ha pensato che quello fosse il supertweeter per le Cat. Beh, dare un supertweeter da circa cinquecento Euro la coppia con dei diffusori che costano meno di quattrocento Euro non era proprio lidea.
Lestensione dellLCY, quella dichiarata, raggiunge i 100 kHz a me sembran tanti, ma tantè. E pure decisamente efficiente, e questo è stato un problema quando lho provato, con le Quad (una delle foto lo ritrae sopra laugusto pannello superiore dellelettrostatico quasi conterraneo per produzione). Diciamo quindi che, mio malgrado, la prova è poco probante, anche se devo dire che loggetto mi ha decisamente impressionato per la pulizia, lassenza di distorsione e soprattutto per il fatto che, pur essendo eccessivamente efficiente (e quindi facendosi sentire troppo) non era assolutamente fastidioso, anzi. Sta dietro alle Quad, insomma, il che non è mica poco, direi. Le anticipa addirittura, come tempi: pare che leffetto delloggetto, almeno alle mie orecchie, non sia solo, non sia tanto, non sia quasi quello di aumentare lestensione verso lalto, ma quello di rendere più pronti e veloci, più realistici i transienti delle Quad. "Isteria" da esaltazione delle alte frequenze? Boh. Ho provato col Palette Preamp di Cello a diminuire la gamma dei 20 kHz (chi conosce il Palette sa che i controlli sono a banda molto larga) e leffetto esaltazione delle alte frequenze è diminuito, mentre quello "prontezza dei transienti" è rimasto. Ho anche provato ad evitare di equalizzare ruotando molto i tweeter (che comunque hanno dietro un controllo sul crossover, che dovrebbe cambiarne la frequenza passa-alto, controllo che non era sufficiente con le Quad), con esiti decisamente meno efficaci.
Comunque, sono stato lì lì per comprarmeli, questi supertweeter. Se li avessi trattenuti, mi sarei fatto costruire un attenuatore da mettere fra lampli e loro, per riportarli al livello delle Quad (la soluzione senza dubbio migliore). E che poi ho tenuto le Merlin e non le Quad
Comunque, la loro qualità mi è parsa estremamente elevata. E normalmente i nastri mi suscitano qualche piccola personale perplessità, pur ammirando molto quello che riescono a fare
questo no.
Perché quel (digit) nel titolo di questo paragrafo, chiederete. Perché uno dei vantaggi dellalta risoluzione è linnalzamento della frequenza di campionamento, che significa maggior banda passante. Alla fine mi viene un semplicissimo sospetto, o una di quelle cialtronesche pet-theories di cui mi piace ogni tanto bearmi: e se il vantaggio fosse percepibile essenzialmente come maggior velocità o prontezza sui transienti, e non fosse stato rilevato in molti test finora (quelli che "it doesnt make a difference") semplicemente perché i sistemi utilizzati non erano in grado di trarne vantaggio?
Ok, ok: la prossima volta sarò più serio.
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