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NUMERO 27

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PATRIZIA LAQUIDARA con il massimo salvagnini quartet

top audio video - domenica 16 settembre 2007

di Alessia Costa

Non un inizio dei migliori per questa performance: ai visitatori di questa edizione del Top Audio Video già in attesa per assistere all’evento viene annunciato un ritardo di mezz’ora. Ma all’entrata la sala si rivela spaziosa e bene attrezzata e le scuse sincere ed eleganti porte al pubblico dal patron dell’evento ben dispongono all’ascolto di un concerto che si comporrà di tre brani interpretati dal Massimo Salvagnini Quartet, per poi vedere nei successivi quattro Patrizia Laquidara intervenire in qualità di ospite.

Le luci calano e ha inizio la musica: una scelta di pezzi di bossanova in cui il quartetto coinvolge il pubblico con esecuzioni di grande compostezza stilistica, che risultano stimolanti per l’orecchio e che insieme, con la loro ariosità, comunicano anche allo spirito.

Un’esperienza completa, quindi, che i quattro musicisti ci regalano in una dinamica fusione tra gli strumenti, arricchita da a-solo che mettono ulteriormente in luce le qualità artistiche di ognuno.

Sandro Gibellini con la sua chitarra ci fa sperimentare che un musicista che si muove e respira con la musica arriva ad esprimere una gamma incredibilmente ampia di intensità di suono, di grande sensibilità. Il contrabbasso di Giorgio Panagin è uno strumento insolitamente duttile, e Roberto Facchinetti con la batteria "porta" il pubblico come un bravo ballerino porta la sua dama, con variazioni inaspettate in cui ci facciamo trasportare cullati nella robustezza dell’impianto complessivo. Massimo Salvagnini, infine, si dimostra artista di grande generosità e ascoltare il suo sassofono è una vera scoperta di sofisticate possibilità tecniche con cui il musicista realizza colori di profonda ricchezza.

Terminata la parte strumentale, entra in scena Patrizia Laquidara.

Bella, e da principio schiva nell’interazione con il pubblico, si pone con grande garbo nel suo ruolo di "ospite"; ci appare quasi timida. Una iniziale rigidità di postura e la caratteristica nasale della lingua portoghese si accompagnano ad una pronuncia dolce, con cui questa giovane artista ci propone una emissione "a tutta voce", compatta, senza sbavature e di grande musicalità.

Poi l’interazione con il pubblico si arricchisce, la musicista guarda il suo pubblico e anche la voce è proiettata più "avanti", con un colore che le geometrie del suo volto potevano solo lasciare presagire. E’ sempre più sciolta, più rilassata, e la voce si alterna alla freschezza ironica della chitarra, alla morbidezza complice del sax.

Cresce la presenza scenica ed una teatralità fatta di gesti eleganti che permettono a Patrizia Laquidara di essere sempre più una voce che ci parla per raccontare. Così, anche la pronuncia si fa più precisa, lasciando libera la voce. Ormai si percepisce l’affiatamento tra i musicisti, la cantante ora sorride, c’è più calore ed il movimento con cui accenna appena alcuni passi di ballo colora il palco essenziale.

La musicista arriva ad una piena rilassatezza in cui può risaltare la precisione nella preparazione vocale e in cui la libertà dell’emissione rivela suoni chiari e puliti.

E induce ad altri ascolti della musica di questi grandi professionisti.


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