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NUMERO 27

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Roma Hi-end 2007.

By Paolo Di Marcoberardino alias Bombolink, (che ri-sposto per primo, dopo che lui mi aveva spostato a sua volta, e che ringrazio per aver fatto tutto il "lavoro sporco") e Luca Ballotari, alias Sampey (che ringraziano tutta VHF ed in particolare Bebo per averci dato l’onore e la possibilità di scrivere e "giocare" per loro …)

Anche quest’anno l’instancabile Stefano Zaini è riuscito nell’impresa di far attraccare la nave della rassegna Audio alla darsena Romana del Jolly Midas Hotel. Premessa importante: teniamocela stretta, perché questo Roma hi-end, almeno per i prossimi dodici mesi tornerà ad essere l’unica manifestazione, della nostra passione, nella capitale, stante l’annunciato forfait dell’edizione romana del Top Audio e Video per il 2008.

Una piazza come quella dell’ Italia centrale non meriterebbe di perdere anche questo expo, che nella sua rinata unicità, ahimé, rimane quindi l’unica possibilità da queste parti di acquistare vinili e cd, ascoltare musica ed impianti, conoscerci, parlare di hifi, il tutto in un unico posto. Non ci pare poco. Seconda annotazione: vista un po’ più nel retroscena, per quanto c’è stato permesso, la mostra assume un significato leggermente diverso, per quanto banale possa sembrare. Aver potuto dialogare con gli addetti ai lavori, ci ha dato la possibilità di comprendere le difficoltà di allestire in poche ore sale spesso acusticamente complicate, con risultati che talvolta possono dare una falsa idea di improvvisazione, laddove invece c’è solo una materiale mancanza di tempo per poter operare al meglio. Gli alberghi costano ragazzi ed il tempo è denaro…

Poco meno di cinquanta espositori, divisi tra le sale di ascolto e gli stand solo espositivi, una certa diminuzione di distributori importanti, in parte dovuta alla concomitanza del Bari Hi-end e forse alla scommessa, appunto mancata del Tav, e qualche new entry locale.

Il clima all’esterno è freddo, soffia forte la tramontana ed entrare questa volta all’interno è sicuramente più invitante degli anni passati. Appena varcata la soglia, una gentile Signora ci "offre" la brochure della mostra, si comincia.

Ecco che ci appare subito un macro cosmo ormai ben noto: l’Audiophilus benvestitus conrolexalpolso che HA i soldi e NONTELOFANOTARE … l’Audiophilus blablabla che parla tanto … tanto a cosa serve ascoltare … l’Audiophilus Concentratus che ha un solo Cd, ma lo conosce meglio della moglie, l’Audiophlus Ammogliatus, per l’appunto, che dopo essere riuscito nella impresa di convincere la consorte a fare questa passeggiata la domenica (anziché andare all’Ikea) la guarda con sguardo implorante … e, ma si, mettiamoci pure noi due: l’Audiophilus Cartellinatus Photographicus, che mentre ascolta, fotografa e prende appunti, desta una giusta domanda nell’espositore di turno talvolta un po’ preoccupato: ma che CA … cavolo sta scrivendo? Ce lo siamo domandato qualche volta pure noi …

Vabbè, in ogni modo (ogni tanto) si intravedeva pura gente normale.

A parte le note sulle singole sale, della cui estemporaneità ed aleatorietà (delle note …) ci corre obbligo sottolineare, come già anticipato apprezziamo questi sforzi di chi in ogni modo ci fa ascoltare della musica gratis (si, anche se per poi provare a vendercela) per due giorni, in ambienti difficili, che costano lo stesso non poco, dandoci magari l’opportunità di capire che "tipo di suono ci piace, ci fa emozionare di più" e per farci prendere la giusta rotta su cui, poi, lavorare con calma. Quindici, venti minuti per sala (ma c’è chi riesce a farlo in quindici, venti secondi!) sono troppo poco tempo per esprimere una valutazione organica (anche le nostre), abbiamo sentito sale suonare in modo "diverso" dopo due ore… Il brano? Il riscaldamento delle elettroniche? Magari semplicemente la nostra pancia piena anziché vuota …

Solo una domanda, una nota: ma perché le donne si siedono sempre nell’ultima fila ???

Via: il nostro reportage in ordine alfabetico.

AAAVT - Una sorpresa! Sorpresissima! Una saletta angusta nella quale suonava un impianto sotto i cinquemila euro, dove troneggiavano dei diffusori progettati niente di meno che da un certo Renato Giussani: il TFS1 (ma… questo diffusore come, dove si compra?), con componenti Beyma e Fostex, pensati per stadi finali a valvole, e somiglianti a quelle mitiche e favolose creature che rispondevano nel secolo scorso al nome di AudioLab Delta 4.

Gli stessi pilotati da un nanerottolo di amplificatorino da 255 euro di listino, uno Yarland FV 34 C III EL84 GE (se i cinesi si sbizzarriscono con le sigle è un guaio) una manciata di watt e la musica è tutta li. Un suono corretto, musicale, a tratti ricordava il suono di una elettrostatica, ma con una bellissima "presenza" e corpo: viste le premesse e le forze sulla carta in campo, quattro stelle e mezzo su cinque!

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

La foto rende giustizia alla diversa mole dei due protagonisti, peccato non aver potuto fotografare meglio i diffusori di Giussani, tanto era piccola la stanza.

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Parata di integrati cinesi Yarland.

Acustica Applicata — SI Audio - Nella Sala Acquamarina, troppo grande e troppo lunga, circa trenta daad di tutte le fogge e colori, grigi, neri, bianchi, facevano bella mostra di se. L’Ingegner Chiappetta aveva messo a disposizione i suoi finaloni valvolari mono OTL in classe A e le Avalon Indra sembravano gradire. Questa è stata una delle sale che più hanno dato una diversa impressione tra due sessioni d’ascolto. La mattina sembrava uscisse un suono "compresso", le frequenze si sentivano tutte in modo uniforme, ma si aveva una sensazione di suono "al palo" senza respiro, chiuso, "risucchiato" all’indietro dai Daad. Un suono da tre stelle su cinque. Poi al pomeriggio, durante la dimostrazione di Marco Lincetto, un altro impianto, diventava dal brutto anatroccolo un cigno… Quattro stelle (+) su cinque.

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Ecco qui "l’impiantino"

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Questo è uno dei finali mono: più valvolare di cosi …

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

sorgente digitale due telai EMM Labs

Alchimie musicali - per la terza volta presente nella sua città, un impianto "All Naim" con pre e finale, integrato Super Nait e sorgente digitale CDX2 che muovevano i diffusori SL2, il tutto per un suono corretto e musicale. Quando però partiva quella scultura del Klimo Musikant con testina Klinge, il cui segnale era trattato dal pre phono Lar, tutto lievitava in qualità, dando modo all’impianto di esprimersi al meglio.

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Questa è la parte Klimo dell’impianto

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

particolare dello splendido braccio.

Audio Azimuth - semplice, elegante; le Stirling Broadcast LS3/5a V2, monitor inglesi costruiti su licenza BBC con componenti Seas e ScanSpeak, ogni volta che le riascolti, ti fanno sempre venire voglia di "regalarti" un secondo impianto… Gli stand erano i Sound Mechanics, li avremmo ancora alzati di un palmo, tanto il basso-basso non c’è… tanto vale non penalizzare quel magico medio. Bellissimi i Tavolini Guizu, se vi piace il legno, cercate di vederli dal vivo.

Singolari i V-Meter a valvole (questa vi mancava, eh !) dell’integrato JJ 322 con stadio d’uscita con le 300 B, del quale veniva utilizzata solo la sezione finale pilotata da un pre passivo.

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Ecco l’impianto, con le casse ad altezza bimbo.

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

L’integrato Ceco con i vu-meter valvolari (quei cosini luminosi al centro)

Audiomondo — Elettroniche tedesche WBE, progettualmente degli ibridi, di costo medio, che pilotavano dei diffusori della Casa, modello Sand Witch da 11.330 euro di listino, che come dice il nome sono costruiti con una intercapedine interna riempita di sabbia.

In uso i cavi della Groneberg, dalla costruzione piuttosto complessa utilizzanti uno schermo elettrostatico creato da uno scatolotto a loro collegato.

La saletta era piuttosto angusta, ed il suono è parso in tutto e per tutto "Tetesko di Cermania", quindi molto preciso ed analitico, qualche volta con lievi eccessi, ma sostanzialmente corretto.

In ogni caso da approfondire.

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Impiantino tedesco con importatore italiano.

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

I cavi Groneberg.

Blupress — Abbiamo conosciuto il Sig. Andrea Bassanelli. Un vero piacere. Solo un consiglio: faccia cambiare quella Sua foto da FDS che "live" sembra dieci anni più giovane (ma potrebbe compensare con quella di Bebo che ormai sulla Carta di Identità non gliela passerebbero più…). Molto bella l’iniziativa di fare omaggio al pubblico degli arretrati della rivista.

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Eccoli, sono loro.

Epidauro — Una sala alternativa, frutto di elementi autocostruiti o pesantemente modificati, come il giradischi EMT 930 con braccio Ikeda IT-345 e testina Ortofon RM-229.

Ultrasingolare il lettore Sacd "on air" su base Philips e sempre ben suonanti i diffusori Harbeth HL-P3ES.

Suono molto corretto e fluido in gamma media tipico dei monitor inglesi, con una buona dinamica; i Totem di cartone, però, li possono mettere in casa solo i single …

Una nota di colore: strepitoso il tipo che durante un brano di "The Wall" dei Pink Floyd, ha domandato con gentilezza: "Scusi chi è questo che sta cantando ?".

E allora ditelo …

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Diffusori circondati da moltitudine di vil cartone …

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Il giradischi su base EMT

Fedeltà del Suono — SI Audio — anche in questa sala le elettroniche dell’Ing. Chiappetta movimentavano l’aria con note indistorte e potenti. A pilotare alternativamente un modello alto di gamma della Dynaudio, ci pare si chiamino Sapphire, e le B&W modello del quarantennnale a singolare forma di tubo, c’era l’integrato OTL 6C33/60i.

Suono molto pregevole, di grandi doti musicali, sorprendente considerato il prezzo dell’ampli (meno, molto meno di tremila euro), che a nostro avviso potrebbe diventare un vero best buy.

Complimenti.

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l’integrato di Fulvio Chiappetta: una sorpresa.

Horn Manifaktur - Il tedescone, con perfetto gilet in stile tedesco e lampada verde da terra con bolle di aria all’interno, era simpatico. Da notare la disposizione degli altoparlanti: la sinistra spostata verso sinistra di circa 10 gradi, la destra spostata verso SINISTRA di circa 20 gradi. Una pacca sulle spalle di incoraggiamento.

Diffusori, che dire… come… un po’ "legnosi".

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Eccoli, questi sono quelli più piccoli.

Imago — l’ing. Tatè presentava le sue Cor, alimentate da finali mono Antique Sound Lab e pre Flora, cd Accustic Arts e sorgente analogica una base della Acoustic Solid (sempre molto belle).

La resa di questo diffusore è sempre molto musicale, qui forse troppo ammorbidita dai monotriodi cinesi.

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Ecco l’impianto, in una sistemazione un po’ "costipata"

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Il costruttore dei diffusori Imago.

LP Audio — Sala che ci è entrata nel cuore. Gli splendidi diffusori German Physiks Borderland questa volta pilotati dalle elettroniche di Fulvio Chiappetta (leeseperlu…), ed in particolare dagli SI Audio Krypton 1000 Mono, questi a trasformatore di uscita, utilizzanti tre triodi 845 ognuno.

Sorgente digitale l’integrato EMM Labs, ed analogica un modello della Origin Live.

Intelligentemente con una scelta a nostro avviso felice, vista la gran sala e l’utilizzo dei diffusori "medi" della casa, l’impianto anziché fatto suonare in mezzo o sul lato corto, era in posizione decentrata sul lato lungo, spostato tutto a sinistra.

Se con i pur bellissimi e pregiati Viola il suono era stato in ascolti passati di eccellente qualità, ma non del tutto convincente, questa volta c’è tutto ciò che ci deve essere e pure qualcosa in più.

Non abbiamo mai sentito suonare meglio questo diffusore, fantastica la profondità e precisione dell’immagine, anche ascoltando in posizione molto decentrata, medio lucido, definizione eccellente, grana finissima, a testimoniare sia l’assenza di distorsione anche a volumi elevati che una trasparenza da primato.

Con questa configurazione i diffusori hanno acquistato in umanità, senza perdere neanche una stilla di altre qualità.

Complimenti, allora, ed un saluto all’Ing. Chiappetta con il quale abbiamo intrattenuto una piacevolissima chiacchierata su varie questioni, nella quale si è confermato persona di estrema competenza e smisurata simpatia.

Oseremmo un Quattro stelle virgola cinque stelline su cinque.

reportage TAV 2007 by VIDEOHIFI

L’impiantino …

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Particolare del trasduttore omnidirezionale delle German Physiks.

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Finalone SI Audio Krypton 1000, dal nome ed aspetto inquietante ma dal suono celestiale.

Nadir Orbis — Suonavano le elettroniche della Casa, ed i cilindroni, modello Orbis Domus 3, alternativamente a quelli più piccoli, Orbis Domus 0.5, forse troppo distanti. Sì di solito nelle fiere si mettono così per farle sentire decentemente in tutta la grande stanza, ma qui c’era solo un suono L o R…

Buona dinamica, suono a tratti maestoso tendente al neutro caldo, ma immagine e focalizzazione pressochè assenti.

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Piccolo e grande vicini. I due diffusori destri era impossibile fotografarli insieme ai sinistri (questi) data la lontananza.

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Elettroniche Nadir.

PFA2 — Audiophile Sound - Finalmente vediamo le 3.6 posizionate un po’ più vicine, con la configurazione che vede i tweeter a nastro posti all’interno. Elettroniche di nuova generazione Conrad Johnson, pre multicanale MET 1 utilizzato in stereo, che l’importatore ci ha assicurato avere in tale utilizzo le stesse prestazioni dello stereo CT5, finale ibrido ET 250 S, pre fono TEA 1, il tutto supportato dal lettore digitale Goldmund "economico" e dalla splendida sorgente analogica Avid con SME V d’ordinanza.

Le impressioni sono cambiate nel corso dei due giorni, rilevando un deciso miglioramento nella giornata di domenica, forse qualche componente (il finale ?) si doveva "sciogliere".

Comunque tutto a posto, ma la sala sempre usata in passato dalla MBL, che ora finalmente vediamo illuminata, è veramente gigante e non trattata, nuda e cruda.

I diffusori non sono adatti a tale cubatura, ma lasciano trasparire la loro nobile casata con il solito bellissimo medioalto ed un contributo armonico pregevole, merito senz’altro anche delle elettroniche; forse una maggiore attenzione nel posizionamento (avremmo preferito una configurazione decentrata sul lato lungo, analogamente a come è stato fatto per la sala LP Audio, e si, ci siamo montati la testa ormai…) forse avrebbe aiutato. Ricordate Morandi ? "Si può dareee di piùùù…."

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Eccole qui. Il diffusore centrale sta li per bellezza, mentre la finitura rossa può essere ottenuta con sovrapprezzo.

reportage ROMA 2007 by VIDEOHIFI

Finalone Conrad Johnson.

Radio X Over - vorremmo ricordarla, non la conoscevamo, e l’abbiamo "messa" tra "preferiti > radio" e da un paio di giorni siamo in ascolto…

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Simetel — Qui soggiornava il sistema top della Nightngale, con amplificatore Gala in due telai (alimentazione in uno, completamente valvolare e stadio di amplificazione nell’altro, utilizzante push pull di 300 B in classe A con totale assenza di controreazione) e diffusore ancora non commercializzato che probabilmente si chiamerà Concentus, notevolmente più bello esteticamente dei predecessori.

Qui, forse unico caso tra le sale, il giudizio si è un po’ separato: per uno di noi (ah, non saprete mai chi dei due (Luca)!) il risultato è solo buono, per l’altro d’eccellente fattura.

Sdoppiamento mode on: adesso è l’entusiasta (Paolo!) che vi parla, dicendo che l’ascolto di un "Capriccio Italiano" di Čajkovskij molto ben inciso ha lasciato il segno. Estrema musicalità, dettaglio e trama sonora accurata, con un contributo armonico molto completo ed articolato; l’immagine è molto ben costruita, soprattutto in profondità, ed abbiamo un calore timbrico che quando si accompagna a questa trasparenza ci fa sempre un grande piacere.

Voglio azzardare che, vista anche la progettazione che parrebbe similare, le prestazioni musicali di questo finale mi hanno non poco ricordato i finali Klimo Beltaine, anche alla luce di una micro e macro dinamica eccellente per la potenza in gioco.

Vabbè, ho osato.

Ora è Il non entusiasta che vi parla: (e qui scrivi le tue impressioni Luca) "Nuncepensopenniente…!!"

Sdoppiamento mode off: forse la differenza di impressioni è anche dovuta a diversi programmi musicali ascoltati, o forse il mondo è bello perché vario.

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Ecco l’impianto.

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Il telaio con la sezione finale dell’ampli.

Tektron — Era in funzione l’integrato da 6000 euro utilizzante due triodi 211 che pilotava un diffusore modello Triangle new Esprit con a monte la sorgente digitale Cary Audio, interamente questa a stato solido.

Suono un po’ enfatizzato agli estremi gamma. Un po’ troppo, ma non abbiamo memoria che quella saletta abbia mai suonato bene.

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l’integrato Tektron, con i suoi due bei triodi dello stadio finale.

The Sound of the Valve — Per la serie, come insonorizzare una stanza senza crossover e con una manciata di watt.

Il buon Stefano Zaini una ne pensa e cento ne fa, ed ha presentato una modifica ai suoi diffusori che potete vedere qui sotto, una sorta di ali nere posticce che fanno tanto Bat-cassa, come lui stesso simpaticamente le ha battezzate.

Era presentata anche la nuova implementazione del lettore Ah! Njoe Tjoeb 4000, con clock valvolare a nuvistore, oltre al consueto stadio uscita a valvole.

Saranno la ali, ma i diffusori di Zaini pilotati dal consueto integrato con le PX25 da 6,5 watt ci sono sembrati più musicali e "pieni".

Incredibile la pressione acustica per un sistema "mosso" da cosi pochi watt.

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Ecco a voi le BAT-Casse …

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Il lettore digitale di cui sopra, il clock valvolare è quello al centro con la valvolina

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Il bellissimo Scheu

Velut Luna — sempre un piacere ascoltare le realizzazioni del nostro amico Marco Lincetto vendute, non dimentichiamolo mai, ad un prezzo super. Vi consigliamo, sul genere "light" i Mideando String Quartet, il gruppo Padovano, Country, ora pure leggermente Irlandese. La cover "You are the one that I want" vale da solo il prezzo del disco (e ci fatto pensare … ma l’ex Bubuluna quando se lo ascolta da solo, a casa, si metterà a battere il piede ed a ballare in perfetto stile "Grease??").

Digitale di altissima qualità.

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Marco a tu per tu con una German Physiks (chissà a cosa pensano entrambi…)

Le dimostrazioni di Giulio Cesare Ricci — vogliamo sottolineare la incredibile opportunità resa possibile dal sig. Fonè, di poter ascoltare un paio di master originali letti dalla macchina Ampex appartenuta a David Manley ed ora di sua proprietà.

Ovviamente non ci sono paragoni con qualsiasi supporto già inventato e futuro, poiché il nastro è e rimane la madre di tutte le copie fatte e fattibili, e quindi unico.

Ma questo già lo sapevamo, piuttosto forse non sapevamo cosi bene che i migliori impianti hanno la capacità di tirare fuori del master la verità musicale in lui contenuta, e quindi possiedono qualità spesso inesplorate dai consueti supporti disponibili.

E questo forse non lo sapevamo, a testimonianza che ci sorge il dubbio che il problema principale stia nell’incisione, più che in ciò che la riproduce, forse lo dimentichiamo troppo spesso.

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Eccolo qui, con il master in mano di un concerto del Maestro Abbado.

Ed adesso meno chiacchiere e più foto, viaaa ……..

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Il prezioso Torlai, con tanto di microscopio e qualche novità.

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Stand fonè.

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Qui siamo da Roberto Amato ed i suoi filtri Black Noise, con la novità di poter avere le prese americane sugli stessi (quelle in rosso).

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La gioia di ogni audiofilo: cavi e dischi.

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Vinile a profusione, poi non dite che non sapete dove acquistarlo.

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Un particolare dello stand Velut Luna

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Magic Sound, ed i suoi ampli Jolida.

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Stand Tektron, valvole a profusione.

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Due pre AM Audio in esposizione "a nudo".

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Sound e Music con il suo pieno di musica (bisognerà pur acquistarla per sentire gli impianti …) ed il patron Alfredo Gallacci.

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Particolare dello stand di Suono.

Terminando (e "copiando" lo scritto di Altri): noi ci siamo in ogni modo divertiti, le dimostrazioni valgono sempre la pena di essere ascoltate.

Giulio Cesare Ricci, ci mette sempre tanta passione, tanta quanta quella che ci mette ad allacciarsi il papillon. Non sborsate un euro (se non volete), avete la possibilità di incontrare qualche amico e magari la sera ci scappa pure una cena … quindi al prossimo anno …


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