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NUMERO 26


SANDERS SOUND SYSTEMS ESL… dal Colorado con amore per la musica di Francesco Bollorino

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Roger Sanders è un grosso nome dell’hi-end statunitense, dove opera dal 1974.

Diversi anni fa ha fondato la INNERSOUND famosa casa di diffusori elettrostatiici che hanno ricevuto splendide recensioni e riconoscimenti dalla stampa d’oltreoceano.



Da poco tempo ha liquidato la sua partecipazione nella ditta da lui fondata e si è messo in proprio e, avendo come base un bellissimo cottage nei pressi di Aspen , Colorado, progetta e commercializza, sotto il nome di SANDERS SOUND SYSTEMS, una linea di amplificatori (derivazione di quelli a suo tempo prodotti dalla Innersound a quanto mi è dato di capire) specificamente pensati per un uso con le casse elettrostatiche che egli come tipologia ovviamente conosce molto bene.

Avevo letto di lui in rete e i suoi prodotti mi avevano molto incuriosito, essendo possessore di una coppia di Quad 988 e essendo convinto che, a volte, con un po’ di fiuto, si possono trovare soluzioni anche migliori di quella che ha attualmente nel proprio setup ovvero una coppia di OTL costruiti apposta per le Quad, per cui, seguendo curiosità e istinto, ho preso contatto e mi sono fatto inviare per una prova uno dei suoi amplificatori il modello ESL, il più piccolo della sua linea ma pur sempre una "bestia " da 360 watt per canale.

Accanto ai finali che arrivano ad un Kilowatt di potenza nella versione top mono Sanders produce anche un pre di linea e uno stadio phono separato, oltre che cavi di interconnessione a buon mercato e cavi per diffusori specifici per le elettrostatiche essendo a bassissima capacità, anch’essia prezzi molto onesti.

Roger è un ingegnere ed ha un approccio ingegneristico all’hifi (ok, non crede all’influenza dei cavi, se non su strette basi fisiche, dei fusibili e di tutte le mie diavolerie sul suono, ma è molto simpatico e disponibile e mi è dispiaciuto non riuscire quest’estate ad andare a trovarlo durante il mio viaggio sulla west coast e dintorni) , ho avuto con lui lunghi scambi di email sulla filosofia che sta dietro ai suoi prodotti che a mo’ di introduzione provo a riassumere a beneficio dei lettori.

Il suo primo concetto base è che per quanto buona l’amplificazione a tubi non sia la più adatta alla "giusta" alimentazione di un cassa elettrostatica poiché se suonata forte a causa delle variazioni notevoli di impedenza può portare più facilmente di quanto non si pensi l’amplificatore in clipping e quindi a distorcere .

Il secondo postulato è che per ottenere un buon suono da una elettrostatica occorra molta potenza indistorta su tutta la banda audio e ciò è ottenibile SOLO con un’amplificazione a transistor ad alta dinamica.

Alla mia domanda se il suo amplificatore non fosse troppo potente per le mie Quad Roger mi ha risposto che da un lato le mie casse per suonare "bene" hanno bisogno di più potenza di quanto non si creda e che egli ha venduto diversi finali a possessori di Quad e nessuno glielo ha restituito per problemi di interfacciamento.

Per Roger l’imperativo categorico per il raggiungimento di un buon suono è che l’amplificatore non vada in clip senza provocare compressione della dinamica, distorsione e perdita di dettaglio: per questa ragione è meglio un amplificatore che porti le casse al loro limite piuttosto che un amplificatore che vada in clipping prima di averlo raggiunto.

Per un approfondimento sul Sanders Pensiero potete visitare il suo sito dove sono pubblicati molti suoi articoli sul tema dell’amplificazione, dei pannelli elettrostatici e altri contributi in campo hifi.

Nonostante il parere dubbioso dell’onnisciente Igor: "Stai attento che ti vanno in fumo i pannelli!!" non vedevo l’ora di fare questa prova e quando lo scatolone mi è arrivato sano e salvo dagli States, l’ho faticosamente portato in mansarda e fatte le connessioni del caso, appoggiata l’elettronica sulla indispensabile base antirisonanza di Gregorio Giust STAB 1 ho iniziato gli ascolti.

Due parole su costruzione e specifiche.

Credo che le foto rendano giustizia ad un manufatto per nulla artigianale nella realizzazione made in USA: all’ottima qualità della finitura esterna e della componentistica interna e di collegamento (connettori WBT per le casse, componenti all’1% di tolleranza, connettori RCA in rodio, presenza di ingressi bilanciati, collegamenti volanti interni ridotti al minimo, 18 transistor di potenza per canale) corrispondono dati di targa di rilievo: 360 watt per canale a 8 ohm che diventano 600 su 4 e oltre 1000 su 2, guadagno 26 dB, Slew Rate 500 Volts/microsecondo, I Impedenza di ingresso 50kohm .

L’ESL è in grado di gettare più di 2000 volt per canale in una elettrostatica per la quale tale dato è importante.

L’apparecchio pesa 23,5 chili, il costruttore consiglia di tenerlo costantemente accesso in quanto scalda e consuma pochissima corrente e il suono a suo dire ne guadagna in maniera significativa, per cui ho iniziato l’ascolto 48 ore dopo averlo lasciato connesso alla rete elettrica filtrata dalla ciabatta DOCET di cui ho parlato nello scorso numero della rivista.

Come preamplificazione ho usato il SONIC EUPHORIA e lo ZOE della Lector, come sorgente il CDP OPUS 21 della Resolution Audio, cavetteria la solita: Dual Connect per le casse, YBA Crystal tra pre e finale, l’innarivabile SILTECH COMPASS LAKE G6 SATT VERSION tra CDP e preamplificatore, Cavi AC by Siltech per le Quad , by Crystal Cable per gli altri componenti la catena.

Il primo approccio è stato traumatico: le protezioni delle Quad entravano frequentemente in azione, ma poi capita l’antifona ho semplicemente trovato il punto giusto del volume dei preamplificatori per evitare che accadesse ( ore 9 e 30 max per lo Zoe, ore 13 per il Sonic per via del diverso guadagno) e tutto è filato liscio ed ho potuto cominciare l’ascolto critico dell’amplificatore made in Colorado.

Fin dalle prime battute di brani ampiamente conosciuti ciò che colpisce immediatamente è l’aumento di estensione sia in basso che in alto che le Quad mostrano rispetto all’amplificazione a tubi OTL di riferimento: le basse frequenze sono molto più profonde e marcatamente più controllate e materiche, le altissime sembrano non finire mai al punto che ho dovuto togliere i supertweeter della Mark & Daniel che in questo nuovo setup risultavano "di troppo" come aggiunta al "suono normale" delle Quad che mostrano capacità di risposta in frequenza fino ad allora sconosciute, ma per nulla affaticanti, anzi semplicemente l’informazione appare più completa e restituita con coerenza maggiore rispetto al passato.

Il medio e la voce restano, grazie a Dio, quelli di sempre magici e vellutati ma ora più ricchi di armoniche in alto e in basso con un realismo davvero affascinante.

Rispetto agli OTL la velocità di risposta ai transienti è molto, molto maggiore, mentre la scena acustica virtuale mantenendo le sue ottime proporzioni appare più profonda e ricca di microinformazioni d’ambienza, la collocazione degli interpreti appare molto realistica e le differenze tra le registrazioni sono più marcate che in passato: la risoluzione è maggiore e l’impietosità "dolce" ma rivelatrice del mio impianto appare aumentata ancora a tutto vantaggio della possibilità di analizzare le differenze dei supporti e delle elettroniche usati .

Forse si può affermare che il Sanders è un poco meno "caldo" degli OTL a causa di un mediobasso leggermente più asciutto, ma la timbrica ben si accoppia alle QUAD con una coerenza tra le frequenze maggiore, più limpida, più realistica e meno ruffiana.

L’interfacciamento con i due preamplificatori usati è stato ottimo: il Sonic ha trovato modo di mostrare le sue leggendarie doti di adattamento al nuovo compagno mostrando tutte le sue caratteristiche migliori specie nella ricostruzione del soundstage e nella resa della voce, lo ZOE ha saputo rendere più grintosa quando necessaria la riproduzione grazie al maggior guadagno e alla maggiore velocità finendo per essere il preferito tra i due, in un’interfacciamento tra tubi e transistor di rara efficacia e magia.

Ho provato in passato altri amplificatori a stato solido con le Quad ma nessuno neppure i Threshold hanno offerto una prestazione paragonabile agli ESL di Roger Sanders in termini di prestazioni globali e soprattutto nessuno si è comportato meglio degli OTL con le Quad: non era mai capitato, ma c’è sempre una prima volta nella vita.

Le mie conclusioni sono direi ovvie: ho deciso di acquistare l’amplificatore ritenendolo un significativo passo in avanti nella qualità complessiva del mio impianto, forse è possibile trovare qualcosa di meglio per le Quad ma dubito possa costare meno di dei 2900 Euro che occorrono per acquistare in America questa splendida macchina da musica.

Mi rendo conto di essere stato un privilegiato potendo provare a casa mia l’ESL prima di deciderne l’acquisto e mi rendo conto che la mancanza di un distributore italiano rappresenta un ostacolo alla diffusione dell’apparecchio in Italia ma tant’è non posso sinceramente non consigliarlo come un vero campione del rapporto qualità prezzo e come un prodotto ben pensato, ben costruito soprattutto straordinariamente ben suonante che restituisce con interessi da usura ciò che viene richiesto al momento dell’acquisto.

Non sono favorevole agli acquisti a scatola chiusa lo sapete…… ma a volte si può fare un’eccezione………..



I Prodotti della SANDERS SOUND SYSTEMS non sono importati in Italia ma sono disponibili on line sul sito del produttore.


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