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PREAMPLIFICATORE LECTOR "ZOE" di Francesco Bollorino
Lo Zoe rappresenta ad oggi la massima espressione del Romagnoli pensiero nell'ambito della progettazione di preamplificatori. Nel listino Lector da poco tempo distribuito in Italia dalla Cario, avvenimento che molti sperano significhi, finalmente, una più capillare presenza degli oggetti Lector nei negozi di hifi in Italia, lo Zoe è collocato nella serie reference accanto al finale VM 200 e alla coppia DIGIDRIVE T.L e Digicode 2.24. Non è stato facile neppure per me "mettere le mani" sullo Zoe ma alla fine ci sono riuscito e quelle che seguono sono le note di ascolto precedute da un'intervista esclusiva con il Patron Deus ex machina della Lector Claudio Romagnoli che credo più di ogni altra cosa possa rappresentare l'introduzione migliore all'articolo.
VIDEOHIFI: A differenza di altri produttori le elettroniche della Lector restano in produzione per molti anni. Quali sono i criteri per i quali tu decidi di introdurre un nuovo modello?
CLAUDIO ROMAGNOLI: Con il VFI70 nato nel 1986 abbiamo raggiunto il record di permanenza nel catalogo. Con le amplificazioni e' sicuramente piu' semplice la stazionarieta' in catalogo, con il digitale, visto il continuo turnover dei componenti e' piu' difficile. I criteri del perche' un prodotto rimanga per anni nel nostro catalogo sono semplici: il progetto deve per forza utilizzare nuove idee ed innovazioni tecnologiche, forse, per il momento storico dell'uscita del prodotto, in anticipo sui tempi... Un esempio? Gli amplificatori ibridi sono stati inventati da noi nel 1980, la polarizzazione catodica a led e' una nostra invenzione esclusiva sempre del 1980, il tutto e' verificabile dalla descrizione che e' stata fatta sui nostri primi cataloghi nei primi anni 80'.
VIDEOHIFI: Lo ZOE quali caratteristiche circuitali particolari ha?
CLAUDIO ROMAGNOLI: In primis l'alimentazione shunt/parallelo, credo che sia l'unico preamplificatore, con alimentatore ad alta tensione a tecnologia parallela (shunt) inoltre e' stata mantenuta la possibilita' di sostiture le valvole anche con filamenti diversi tra i 6 volt e i 12 volt. Quest'ultima utilita' permette anche di "aggiustare" alcune caratteristiche soniche del pre, faccio un esempio: con la 6922 di serie la parte tonale dei medio bassi e' ricca ed articolata, con la 12BH7 si raggiungono timbriche quasi da transistor superveloce. Ritornardo all'alimentazione shunt, virtualmente a bassissima impedenza d'uscita, permette di annullare l'effetto suono dell'alimentatore sul circuito attivo di amplificazione, e' noto che l'alimentazione ha importanza sul risultato sonoro finale...
VIDEOHIFI: Che obiettivo ti sei posto nel progettarlo?
CLAUDIO ROMAGNOLI: Costruire un preamplificatore che si pone tra le due filosofie di suono: transistor o valvole, lo ZOE si mette in mezzo. L'alimentazione shunt conferisce al pre, velocita' e ritmo, le valvole con la polarizzazione catodica ottica ne esaltano la qualita' sonica degli stessi tubi. Qualita' essenziale del progetto e' anche la costruzione elettrica e meccanica, le schede di alimentazione e amplificazione sono fissate con due diversi metodi di isolamento meccanico, le valvole sono selezionate anche per il minimo rumore e soffio residuo: la silenziosita' di un circuito a transistor ed il suono incomparabile delle valvole ovvero il miglior componente in assoluto per amplificare tensioni...percio' ideale per essere utilizzate in un preampificatore.
VIDEOHIFI: Nella prova di ascolto e' emerso quello che io e molti appassionati chiamiamo "il suono Lector" ovvero una particolare timbrica che "ritorna" in tutte le tue realizzazioni vuoi provare a spiegare come e' possibile che cio' accada ai nostri lettori? Ovvero puoi raccontarci come arrivi alla messa apunto di una tua elettronica e quali sono le peculiarita' sonore che ricerchi ed evidentemente "trovi" e/o "imposti"?
CLAUDIO ROMAGNOLI: Tutti i componenti che la Lector costruisce devono avere innanzitutto una importantissima peculirita': la bassa o nulla fatica d'ascolto. Questa caratteristica emerge sempre e comunque anche negli ascolti dal vivo, parlo di esecuzioni con strumenti acustici non amplificati: non c'e' non esiste la fatica d'ascolto. Secondo fattore importante e' la ricostruzione scenica e la timbrica: la ricostruzione scenica e' forse dei due il fattore piu' importante, fornisce all'ascolto l'effetto tridimensionale ed il riconoscimento della dislocazione degli strumenti. La timbrica e' si' importante ma non controllabile, concorrono troppe variabili: accordatura degli strumenti, registrazione e ripresa, vorrei pero' soffermarmi su un fattore importante della timbrica, la riproduzione dell'energia spettrale che per il 60% compone il segnale musicale ovvero i medio-alti ed i medio bassi. L'iperdefinizione della zona acuti e' pura invenzione degli audiofili che abbinano questa peculiarita' con la neutralita', fattori per nulla esistenti in un ascolto di strumenti acustici dal vivo. Sono pochissimi gli strumenti acustici che oltrepassano la soglia dei 10 khz a coerenza di emissione ed intensita' ovvero: il tamburello, i piatti con diam. 35 cm, l'oboe, gli strumenti che oltrepassano la soglia dei 10 khz ma la pressione e' compromessa e discontinua oltre ai 10 khz,sono: il violoncello, il violino, il sassofono basso, il fagotto,il clavicembalo il clarinetto, il sassofono soprano, il flauto e l'ottavino. Percio' esaltare o porre allo stesso livello di pressione sonora questi strumenti e' un approccio errato distante dalle loro caratteristiche intrinseche di riproduzione naturale. Tra l'altro la riproduzione dei transitori, per un preamplificatore e per un amplificatore sono in relazione diretta con la sua larghezza di banda, dato che la forma d'onda di una funzione a gradini e' ricca di armoniche di ordine alto.
La prova di ascolto è stata effettuata utilizzando il mio impianto di riferimento costruito attorno ad una coppia di QUAD 988. Per l'amplificazione si sono alternati i miei storici OTL custom made e l'amplificatore ESL di Roger Sanders in prova in questo numero della rivista: Come sorgente ho utilizzato l'ottimo RESOLUTION AUDIO OPUS 21 oggetto di una prova in uno dei prossimi numeri della rivista. Come pre di confronto ho utilizzato principalmente il mio amato Sonic Euphoria con lo scopo ben preciso di "capire" se potevo trovare un valido successore in questo setup al pre made in San Diego, visto che la lunghezza dei cavi di collegamento tra pre e sezione finale era ed è tale da non rappresentare il massimo per un pre passivo per quanto realizzato con la tecnologia a trafi che lo rende meno "sensibile" al problema. Per casa è anche passato il Bryston BP26 oggetto di prova in questo numero a firma di Enrico Puppo e qualche confronto è stato fatto anche con il magnifico pre canadese. Cominciamo dal fondo: lo ZOE è una magnifica macchina da musica, a 1400 Euro come prezzo base, rappresenta credo il miglior affare (assieme al Sonic Euphoria) che un audiofilo attento al risultato e attento al portafoglio possa oggi fare nel campo della Preamplificazione in termini assoluti non solo del rapporto qualità - prezzo Proverò a spiegare il concetto attraverso le mie note di ascolto. Cominciamo dalle doti che colpiscono al primo incontro con la macchina di Romagnoli: il soundstage è di una profondità impressionante, superiore alla già magnifica performance del Sonic in questo ambito, con una separazione dei piani sonori notevole e una matericità dell'illusione dell'evento sonoro tale da renderlo palpabile quasi ci si trovasse dal vivo ad ascoltare il concerto. La dinamica è notevole, superata forse dal Bryston ma superiore, ed è naturale, al passivo americano, che invece rivaleggia con lo Zoe nella riproduzione della voce, vellutata ricca di armoniche mediobasse in entrambi, un pelino più calda forse col passivo, certo più completa nelle frequenze più acute dove l'italiano si fa preferire per la maggiore estensione verso l'alto e la maggiore naturalezza, sembra "impossibile" ma è così
... Lo Zoe è molto veloce nella risposta ai transienti con una performance paragonabile al Bryston, ed è tutto dire, e mostra, per me, un suono migliore del canadese nella riproduzione delle altissime frequenze dove la naturalezza dello ZOE vince su l'analiticità un po' troppo fredda per i miei gusti del BP26, molto hifi non c'è che dire
.. forse troppo
Disco dopo disco si finisce per dimenticarsi dell'apparecchio e la concentrazione è tutta nel piacere di un'emissione che ha nella naturalezza, nel "famoso suono Lector" il suo punto di forza ed in questo si sente la mano del progettista visto che il suono è molto imparentato con quello che da anni ho goduto dall'accoppiata DIGIDRIVE DIGICODE prima serie con una costanza nel tempo di grande interesse che consente all'appassionato di sapere "in anticipo" cosa ci si può aspettare da un'elettronica e per gli apparecchi di classe questa è per me una dote, non un limite. La gamma bassa è molto profonda ed ottimamente controllata con una resa superiore al Sonic, specialmente in associazione con gli OTL mentre con il Sanders la differenza è meno marcata per il grande controllo che offre in questa regione dello spettro l'amplificatore americano. Nel mio setup lo Zoe si fa' preferire di un'incollatura al Sonic Euphoria in virtù essenzialmente del maggiore guadagno e della maggiore dinamica con una timbrica tutto sommato simile, forse leggermente meno calda un gamma media ma nettamente migliore agli estremi della gamma audio. Più netto, per i miei gusti il risultato del confronto con il Bryston: troppo analitico e troppo freddo il pre canadese per il mio ascolto, si tratta di macchine diverse intendiamoci e questo mio giudizio è come sempre strettamente connesso al tipo di ascolto che mi piace senza nulla togliere alle doti di dinamica e di neutralità del B26 che per chi ama questo tipo di suono credo rappresenti una soluzione di notevole qualità. Per meno di 1500 Euro lo Zoe, come detto, rappresenta un vero campione del rapporto qualità prezzo, una scelta sicura e credo foriera di grandi soddisfazioni per l'audiofilo che avrà modo di ascoltarlo e di saggiarne le performance nel suo impianto. Non è un apparecchio "neutro" ha un suo suono ma come accade per il Sonic Euphoria ( che ho spostato nel mio secondo impianto dove la minore lunghezza dei cavi lo aiuta ad esprimere appieno tutta la magia del suo suono) se lo si impara a conoscere, se se ne apprezzano le doti di naturalezza e trasparenza difficilmente sarà possibile staccarsene.. come è accaduto a me che, in attesa del nuovo super-pre di Romagnoli che temo diverrà il mio nuovo riferimento se tanto mi dà tanto, ho ottenuto di poterlo ancora tenere a casa per dimenticarmi che c'è e concentrarmi solo sulla musica
I prodotti LECTOR sono commercializzati in Italia da CHARIO SYNERGETICS
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