Antonio Cinti di Estro Armonico è per me come la FIESTA FERRERO, mi "tenta tre volte tanto" e quando mi chiama per propormi qualche nuova diavoleria che ha scovato in giro per il mondo e che ha iniziato ad importare in Italia, lo confesso, non so resistere e puntualmente mi faccio mandare laccrocchio in questione per una prova su strada in queste pagine.
Nella scatola che Cinti mi ha inviato prima delle ferie cerano diverse novità la prima delle quali di cui mi occupo, in questa puntata delle Pulce, sono i "magici" bottoncini denominati "RF-57 Mk II" prodotti dalla giapponese Combak- Harmonix.

La ragione della scelta è stata la curiosità la molla principale che mi porta a scrivere questi pezzi: possiedo come forse molti di voi sapranno in uno dei due impianti di casa una coppia di GRADIENT LAURI realizzate espressamente per me dalla casa finlandese seguendo le mie malinconie in materia di tweaking , ovvero con cablaggio interno in argento massiccio e con un trattamento intensivo con la magica lacca C37.
Orbene, credo sia cosa nota a molti che le Lauri altro non sono che la versione scandinava delle BRAVO commercializzate dalla Harmonix e che le Lauri "divenatno" BRAVO dopo che in giappone vengono modificate con "aggiunte varie" tra cui linserimento di sistemi di "accordo" e "tuning" vari tra cui appunto i bottoncini oggetto della presente prova: Potevo esimermi da vedere leffetto che avrebbero potuto fare?
La risposta è ovvia ed ecco il risultato.
Gli RF-57 sono piccoli bottoni autoadesivi che, a detta del costruttore, hanno il compito di eliminare le risonanze nocive sui componenti audio sui quali vengono posti (casse acustiche, elettroniche cavi), migliorando in questo modo la riproduzione musicale.
La Combak li usa sulle Bravo allesterno e allinterno del diffusore io seguendo le indicazioni contenute nella confezione ho iniziato a porre 4 bottoni attorno ai morsetti WBT Nextgen AG delle mie Lauri, confesso di non essermela sentita di aprire la cassa e porre i bottoni sul magnete del woofer come consigliato semplicemente perché la costruzione delle mie casse era stata piuttosto difficoltosa per la rigidità del cavo solid core quadrato dargento usato e temevo una volta tolto il coassiale SEAS dalla sua sede di non riuscire a rimetterlo in sede.
Ho poi attaccato gli EF-57 attorno alle uscite del SONIC EUPHORIA e in ultimo li ho applicati ai cavi di collegamento tra il pre e i finali OTL che da un po sono passati dalle QUAD alle Gradient come amplificazione di riferimento per le mie prove.
Risultati?
Ho avvertito immediatamente, in tracce ben conosciute e "memorizzate", in maniera inequivocabile e sempre più evidente con il passare dei brani ascoltati, una maggiore "presenza" del suono su tutta la gamma delle frequenze con una particolare rilevanza sul mediobasso che appare più corposo, ricco di armoniche senza divenire ingombrante a tutto vantaggio della riproduzione della voce che risulta più viva e naturale.
Si nota anche un leggero cambiamento nella ricostruzione del soundstage che risulta più profondo e al tempo stesso leggermente più proiettato verso lascoltatore con un piacevole e coinvolgente effetto monitor, un esempio su tutti: la memorabile interpretazione di Suzanne Vega do "Stay awake" nel cd omonimo risulta molto più naturale e materica con la voce più piena e con una ricchezza di microdettaglio prima sconosciuta, il riverbero magico della voce sembra perdersi in una spazio laterale e posteriore più ampio ma al tempo stesso le labbra sembrano più vicine al microfono con un effetto combinato che sa di "magia".
Lappetito vien mangiando: disponendo di due confezioni di bottoncini (8 cadauna) ho proseguito come detto nella loro applicazione appicicandoli attorno alle uscite del Pre e, come indicato dal costruttore, sui terminali RCA dei massicci Legemburg che collegano il Sonic ai due OTL.
Il risultato è stato un ulteriore, progressivo alle successive applicazioni di bottoncini, affinamento del suono con una amplificazione in termini quantitativi di ciò che avevo rilevato intervenendo solo sulle casse: maggiore focalizzazione del messaggio musicale e un intervento più marcato sulla gamma media più calda e naturale.
Mi sono dovuto necessariamente fermare qui non disponendo di altri RF-57 da usare ma mi sono "convinto" che un trattamento "completo" dellimpianto possa dare interessanti risultati finali in termini di incremento della qualità sonora della riproduzione.
SE dovessi fare un paragone con mie vecchie esperienze di valutazione di tweaks direi che i bottoncini della Combak- Harmonix possono essere paragonati ad un trattamento con la lacca C37 come effetto finale sul suono a dimostrazione, per me, che la lotta alle risonanze "nocive" se efficace anche se affrontata con mezzi diversi porta a risultati sonori simili e si dimostra un passaggio IMPORTANTE nella messa a punto di un impianto.
Se il risultato è molto positivo altrettanto non si può dire per il costo: le due confezioni che ho usato per la prova costano circa 250 Euro cadauna e la domanda ovvia che debbo pubblicamente pormi è: il "gioco" vale la candela?
Sì e no è la mia onesta risposta, che per altro vale per molti dei teaks che ho provato in passato, a fronte si intende di risultati come questo, rilevanti.
Sì in termini assoluti, i bottoni funzionano DAVVERO, sì in termini di miglioramento tangibile che come è noto ha sempre costi notevoli da qualunque parte di hifi lo si ricerchi.
No relativamente alla necessità di avere PRIMA una catena ben assortita e ben equilibrata rispetto ai nostri gusti e al nostro portafoglio e solo DOPO agire con la messa a punto in cui gli RF-57 possono giocare un ruolo non da poco.
Come tutti i tweaks anche i bottocini della Combak NON FANNO MIRACOLI ma semplicemente e NON E POCO affinano un suono che DEVE già essere quello da noi cercato. Si tratta in altre parole di un accessorio per audiofili "maturi" che si possano permettere la spesa in assoluto non elevatissima ma evidentemente da valutarsi tale se ci riferiamo a catene di ascolto di alta classe e conseguente costo.
Summing up: Antonio Cinti ha colpito ancora, un po come è successo con il mio amato NESPA #1, proponendo sul mercato italiano un oggetto "strano" ma che funziona davvero la valutazione sullopportunità o meno del suo acquisto la lascio al buon senso dei lettori, sono certo che chi proverà gli RF-57 non resterà deluso, unica valutazione da fare è se un investimento alternativo possa o meno apportare benefici maggiori alla nostra catena.
Domandona finale: ma tu li compreresti?
Rispostona finale: sì, visto che non ho investimenti di pari livello economico allorizzonte che mi garantiscano lo stesso risultato che ho ottenuto e che vi ho raccontato.
Mesi fa mi è giunto direttamente da Hong Kong, prima di essere regolarmente importato in Italia da Playstereo di Pescara, un piccolo amplificatore in classe D che utilizza lo stesso chip TA2024 usato nel "mitico" e plasticoso T-amp.
E prodotto dalal Trend Audio giovane ditta cinese che si sta specializzando nelal realizzazione di apparecchi audio di dimensioni micro con lambizione di offrire prestazioni "macro".
Le parentele tra i due oggetti finiscono nel chip, nel momento in cui la Trends Audio ha costruito attorno al TA2024 un apparecchietto di dimensioni minime (76mmX46mmX114) che in qualche maniera vuol essere la massima espressione di ciò che si può tira fuori in questa classe di apparecchi, ovvero: bella costruzione in alluminio pressofuso, manopolina del volume non in stile Barbie, terminali per i diffusori e ingresso RCA per la sorgente di qualità superiore alla media, alimentazione separata e fornita di serie con il "robo" che alla fine, come è naturale, smette di essere un oggetto da due lire e necessariamente finisce per costare in Italia 170 Euro.
La potenza parla di 6 watt per canale, è possibile tramite uno switch interno usare lintegrato come finale, la costruzione appare curata e solida e quelle che seguono sono le note di un ascolto proseguite abbastanza a lungo per farmi unidea precisa delle sue performance sonore.
Ho provato il TA 10.1 ovunque in casa: con le Lauri, con le Quad e con le TBI Diamone usate da mio figlio come casse per i suoi ascolti da PC; come era avvenuto per il T-amp non ritengo i 6 watt disponibili adatti ad ascolti realistici, con i miei impianti si intende, in altra situazione che non sia il near field associato al PC, mi rendo conto di affermare un principio che non è condiviso da tutti, a partire dal mio amico e collega Lucio Cadeddu, ma la mia opinione resta questa e come tale con la consueta onestà la riferisco.
Direi drammaticamente meglio del T-amp: tanto per incominciare la gamma alta non presenta le asprezze che avevo a suo tempo notato, mostra semmai un eufonico roll-off che non mi è per nulla dispiaciuto, in secondo luogo la gamma bassa è molto più controllata secca ma scende senza sbavature fin dove può. Il medio, la voce sono riprodotti con bella vivacità con una morbidezza sconosciuta al suo "cuginetto".
Nellinsieme il suono appare molto musicale e piacevole, per nulla aggressivo ma non per questo non preciso o dettagliato, il soundstage è riprodotto con sufficiente dettaglio con una buona profondità di campo e con proporzioni realistiche anche ad un ascolto ravvicinato .
Dati i suoi limiti di uso ( non ho avuto modo di provare lintegratino con casse ad altissima efficienza) posso dire che il Trends mi è piaciuto parecchio e che inserito nellimpianto di mio figlio rappresenta forse la migliore soluzione possibile per un ascolto di qualità da PC.
170 Euro non sono pochissimi soldi, per questa cifra si possono, credo, acquistare ottimi integrati sul mercato dellusato, non mi sento pertanto di ritenere il Trend Audio un Giant Killer ma semplicemente un buon oggetto musicale che forse può rappresentare una alternativa in impianti costruiti attorno a casse ad alta efficienza: Non siamo nellOlimpo ma nel campo dellonestà di un prodotto che credo meriti un ascolto attento specialmente da parte di chi voglia dotare il suo PC di una amplificazione di classe e di facile inserimento ambientale senza svenarsi, con la sicurezza di ottenere risultati proporzionali al prezzo pagato
e non è poco.