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INDICE
NUMERO 26


Isophon Cassiano D di Daniel Zamberlan

 

Introduzione

 

Liebe Leser, dopo un anno di frequenti ascolti in compagnia, a casa di un altro fedele Musikfreund monachese, ecco qualche nota sui diffusori che allietano quella casa. Si tratta dei tedeschi Isophon Cassiano D. Questi diffusori sono stati fino a qualche mese fa il modello di punta della Isophon e ora sono passati "in seconda posizione", dietro alle nuove, imponenti Arabba, le quali peraltro hanno raccolto ed estremizzato alcune delle esperienze e delle innovazioni delle Cassiano stesse. Già con le Cassiano D, sia detto da subito, si vola alto, non ultimo nel prezzo, 17mila euro.

Questi diffusori, dice il proprietario e progettista capo dell’azienda, Hr. Dr. Roland Gauder, già dal loro nome (ispirato proprio a San Cassiano, la bella località di montagna altoatesina) si prefiggono grandi orizzonti, seppur con un ingombro non esuberante.

In questi mesi di ascolti ho cercato di capire quanto il prezzo sia giustificato e se valgano la reputazione che qui in Germania si sono fatte sin dalla loro presentazione all’High-End Messe di Monaco 2005 (vedi: http://www.videohifi.com/16_reportage-2.htm).

 

La tecnica

 

La scelta degli altoparlanti delle Cassiano D é caduta sui rinomati tedeschi a membrana ceramica della Accuton/Thiel, usati ormai anche in altri blasonati diffusori prodotti in varie parti del mondo e che da tempo fanno sfaceli anche in progetti per autocostruttori sulle riviste tedesche (si vedano per esempio le due più diffuse: Hobbyhifi (http://www.hobbyhifi.de) o Klang und Ton). I Thiel, dall’estetica riconoscibilissima, sono dotati di membrane leggerissime quanto solide (e delicate, da cui la rete metallica di protezione su ogni singolo altoparlante). Ad essere più precisi, nel caso dei diffusori in prova, il tweeter non era il modello ceramico, bensì quello ancora superiore, al diamante, dove la capacità di dissipazione termica (e quindi di fedeltà nella resa dinamica) raggiunge livelli estremi. Questa opzione porta il prezzo dei diffusori in prova da una base di circa 12 mila euro (modello Cassiano) ai citati 17 mila euro del modello Cassiano D, appunto.

Il mobile di questi diffusori si presenta particolarmente elegante e "tecnologico", sia alla vista che al tatto. Lo sviluppo é principalmente verticale e la forma a goccia lo rende piacevolmente snello e slanciato. L’approccio della Isophon non è nuovo, ma allo stesso tempo è abbastanza radicale. I diffusori acustici non devono paragonarsi ad uno strumento musicale e la cassa non deve avere alcuna personalità o vita propria, ovvero non deve introdurre colorazioni o caratterizzazioni fittizie, dice Dr. Gauder. Per raggiungere questo obiettivo hanno sviluppato un materiale che, un po’ come le membrane degli altoparlanti qui utilizzati, vuole essere il più possibile rigido e leggero allo stesso tempo. Si tratta quindi di un sandwich (a fasce orizzontali e verticali) di MDF, con in mezzo un materiale plastico composito racchiuso, sulla parte più esterna, da spesso alluminio finemente sagomato e lavorato. Il tutto è incollato e pressato con tecniche all’avanguardia. Alcune sezioni sono poi tatticamente riempite di sabbia e l’interno è verniciato di materiali bituminosi. La forma a goccia, infine, contribuisce a minimizzare le risonanze.

Il colpo d’occhio è notevole e personale con una fine ondulazione di tutte le superfici, di per sé bella da vedere. Infine, il materiale fonoassorbente è il Twaron, polimero brevettato che, anch’esso, secondo il costruttore, svolge un ruolo strategico nel controllo delle risonanze interne.

Le vie alta e media sono collocate in un box chiuso, di ridotto volume, separato rispetto a quello dei woofer. Questi ultimi sono caricati in bass-reflex, con il condotto di uscita rivolto verso il pavimento.

Per quanto riguarda il crossover, lo sforzo della Isophon in questo progetto si è concentrato in particolar modo sull’ottimizzazione delle singole vie e sulla massimizzazione dell’energia disponibile. Per soddisfare questo punto del capitolato di progetto, come direbbe il mitico Bart Nazionale, le Cassiano prevedono un crossover con pendenze ben oltre i 24dB/oct. La Isophon stessa ammette che questo tipo di filtri (ellittici) siano noti per la loro criticità in termini di dinamica e ricostruzione spaziale, ma proclama di aver dimostrato con le Cassiano che questi siano perlopiù pregiudizi. Questo tipo di incroci è facilitato, o esaltato, dagli stessi altoparlanti utilizzati. Gli incroci delle 3 vie sono a 180 e a 3200 Hz. Vedremo presto in fase di ascolto se l’ambizioso obiettivo è stato raggiunto. Il crossover, per finire, include condensatori in olio a foglia di argento, induttanze in aria con conduttore a foglia e altri componenti davvero scelti e selezionati anche a orecchio.

 

La collocazione, l’uso, il sistema

 

Intuitive le connessioni e le configurazioni: sul fondo del diffusore, accanto ai bei connettori WBT (assai scomodi e nessun bi-wiring previsto, però) e al condotto reflex, si trova un interruttore a 3 posizioni per aiutare l’installazione, esaltando o attenuando i bassi di 1,5 dB (nel nostro ambiente non si è però sentito il bisogno di giocare con questo interruttore durante l’ascolto).

Anche la collocazione grossolana in ambiente delle Cassiano non è particolarmente difficile. Posizioni canoniche, preferibilmente con una generosa distanza dalle pareti (e tra i due diffusori stessi, se possibile), con i diffusori leggermente inclinati verso il punto di ascolto, si sono rivelate sufficienti a ottenere un ottimo equilibrio tonale. Di lì in avanti, il raggiungimento in particolare di un’immagine convincente, ma soprattutto costante, è sembrato davvero più complicato della media. Questo aspetto mi ha lasciato un po’ perplesso. In alcuni brani, malgrado i molti tentativi, i diffusori, che altrimenti nella maggior parte delle registrazioni spariscono del tutto, ricompaiono prepotentemente e con essi alcuni strumenti risultano innaturalmente sparpagliati sul piano orizzontale, o collocati troppo sui lati. Ma su questo aspetto mi soffermerò meglio più avanti.

Per quanto riguarda il sistema a monte delle Cassiano D in prova, abbiamo l’accoppiata meccanica/convertitore Lessloss, modelli top di gamma, il preamplificatore due telai Omtec CP-2 e due finali Omtec CA-60 monofonici in classe A da 60 W, potenza che appare più che sufficiente.

Per i cavi, Lessloss tra meccanica e convertitore, così come tra convertitore e preamplificatore; cavi "Klang und Kunst" NF 3 tra pre e finale; tra finali e diffusori, poi, i "Klang und Kunst" LS 3. Per quel che riguarda i cavi di alimentazione, tutto dalla rinomata ditta berlinese TMR: ciabatta TMR STL 7as per la parte delle sorgenti, STL 7a per gli amplificatori, cablate con cavi TMR NK 2. Oggetti, anche tutti questi, non propriamente economici.

L’ambiente è di circa 23 metri quadri, dalla forma abbastanza regolare, mediamente assorbente e ben riempito di librerie, tappeti e tendaggi.

 

Il suono

 

L’estensione in frequenza appare davvero ottima, senza limiti apparenti anche verso le frequenze più basse, dove l’intelligibilità rimane a livelli davvero esemplari. Anche l’estremo acuto è particolarmente esteso e lineare.

Il timbro é generalmente neutro, sono diffusori che non impressionano ad un primo ascolto, ma soddisfano fino in fondo l’ascoltatore per la loro uniformità e per la sensazione di controllo e correttezza che regna sovrana, davvero su tutta la gamma udibile. L’ascolto anche a volumi elevati non perde di realismo e profondità, dato che tutte le gamme rimangono sempre coerenti a se stesse e assai ben amalgamate.

La dinamica è peraltro ottima, decisamente impressionante quando le registrazioni siano all’altezza, con grandi escursioni rese con estrema semplicità e ammaliante microcontrasto.

L’immagine è generalmente splendida. Il senso di profondità è particolarmente marcato, con i piani sonori che si distanziano tra loro, pur ben focalizzati. Gli esecutori in generale si pongono piuttosto oltre e dietro i diffusori, anziché ravvicinati all’ascoltatore. La ricostruzione prospettica sul piano orizzontale è magistrale, così come quella sul piano verticale, con solisti e voci sempre coerenti.

Qui però va nuovamente sottolineato quanto accennato prima, ossia come le certezze relative alla ricostruzione prospettica dell’immagine e alla focalizzazione, e solo quelle, con alcune registrazioni vengano meno e si riempiano invece di punti interrogativi. Sarà proprio la configurazione ad alta pendenza del crossover? Sarà l’ambiente, che però in generale, e con altri diffusori, non ha mai dato problemi? O la collocazione, che però appare in quasi tutti i casi praticamente ideale? In limitati casi, insomma, gli strumenti solisti o le voci in particolare, si disperdono, si dilatano o si dividono fra i due diffusori, o meglio, nei due diffusori, in modo quasi irritante. Si prenda per esempio "Oh my sweet Carolina", dall’SACD di Ryan Adams intitolato Heartbreaker, dove nel duetto con Emmylou Harris lei risulta cacciata dalla scatola sonora, innaturalmente ben oltre il diffusore di destra. O la chitarra di Johnny Cash in "Nobody", dall’album American III: Solitary Man, che si sparpaglia equamente tra le casse. Insomma con questi e alcuni altri brani, mi sono sentito un poco sconfitto e interdetto. E quando penso che una delle prerogative delle Cassiano dovrebbe essere quella di dimostrare la loro fedeltà e facilità di posizionamento, e soprattutto l’invisibilità dei punti di emissione, mi dico che magari, lavorando ancora sulla stanza o (forse) sul posizionamento dei diffusori, tutto questo potrebbe ridursi o sparire. Ma questa idiosincrasia mi sembrava scorretto non riportarvela. Se poi aggiungo che i precedenti diffusori stabili in questa stanza, ancora Isophon, ma le un-po’-più-modeste Vieta, questo problema non lo presentavano… O quando vedo che le mie BBC 5/12A (replica) che mi porto sempre appresso per confronto, con lo stesso front-end spariscono magicamente… Beh, è allora che un po’ di preoccupazione resta (ammetto che il confronto con le mie Maggies 1.6/QR in questa stanza non l’ho fatto per motivi di trasportabilità).

Detto questo, confermo che timbro, estensione e dinamica dei singoli strumenti, delle orchestre, del pianoforte (incantevole), dell’organo, delle voci, delle percussioni, eccetera, rimangono, in ogni situazione, da riferimento.

 

Una conclusione.

 

Tentando di tirare le somme, credo si tratti di un sistema di diffusori che, se càpita, è da ascoltare con attenzione. Mi astengo dall’esprimere un giudizio sul costo in sé, essendo esso in assoluto assai elevato. È un diffusore che, sulle classifiche di alcune riviste tedesche del settore, trova addirittura posto sul podio assoluto. Certo, la sostanza non manca e, ad un prezzo che non ammette (o quasi) lacune, le Cassiano ben competono con i più noti nomi mondiali. Direi che Isophon con questo modello (e spingendosi poi oggi fino alle Arabba) ha trovato con serietà un buon posto nei piani alti del panorama attuale. Invero, più che di competizione, forse a questi livelli si tratta di gusti e di farsi piacere questo o quel compromesso: le differenze rispetto a sistemi dal costo confrontabile è naturale che ci siano, ma è come, per fare solo un esempio, nel mondo delle belle moto stradali, dove i vari gruppetti di acquirenti saranno convinti sostenitori della bontà e delle caratteristiche irripetibili e uniche del prodotto da loro scelto. E se lo godranno sicuri, senza pensieri, o senza desiderio di far tanti confronti. Almeno per un po’, s’intende, altrimenti come ci si divertirebbe…?

Auf Wiedersehen aus München.



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