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Lehmann Black Cube SE: teoria dellevoluzione di Igor Zamberlan
Unoccasione più unica che rara. Grazie a Marco Magrini, il titolare di Audio Lyric, straordinario cultore e conoscitore di analogico, distributore di oggetti come Kuzma, NAT, Karan e, appunto, Lehmann, ho avuto la possibilità di confrontare per un tempo abbastanza lungo due versioni dello stesso oggetto. Un Black Cube SE "classico", versione non recente, con un Black Cube SE model year 2006. Stavolta il confronto è stato diretto, non ho avuto bisogno di ricorrere alla memoria uditiva (traditrice, a volte, ma mi è capitato recentemente di spiegare sul forum che ci sono dei trucchi attraverso cui si recupera unaffidabilità decisamente alta nei confronti a distanza, e daltra parte chi mi conosce sa che difficilmente scrivo qualcosa di cui non sono convinto) come quando ho recensito il Silver Cube nel bel mezzo di unevoluzione, assai significativa dal punto di vista sonoro, di quel progetto. No, stavolta potevo collegare e scollegare, girare a mio piacimento, aprire (con un piccolo problema: non sono riuscito a scassinare le alimentazioni, i miei cacciaviti sono parsi rifiutare lostacolo; le ho pesate e quella nuova pesa una trentina di grammi in più della vecchia: boh), guardare, prendere note, fotografare le due versioni.
Il progetto di base
Arcinoto e ultraimitato, anche da progetti di autocostruzione, il Black Cube è stato loggetto che ha messo Lehmann sulla carta geografica internazionale dellalta fedeltà. Un piccolo pre phono di prezzo accessibile, che si può nascondere sullo scaffale dietro il giradischi o il pre, o addirittura sotto il giradischi alla Prefix se quello è sufficientemente alto, a stato solido, progettato per rimanere sempre acceso. Schema semplice e raffinato (quasi tutte le cose raffinate sono semplici, avete notato?, almeno in superficie: un operazionale in ingresso, una RIAA passiva in mezzo, un operazionale in uscita.
Lalimentazione PWX è arrivata più tardi, dovrebbe (condizionale mio, dato che non sono, come vi dicevo, riuscito ad aprire nessuna delle due) essere un trasformatore con ponte raddrizzatore e filtro CLC (con una piccola induttanza, quindi). Pare avere incrementato decisamente le prestazioni del piccolo pre phono di Norbert Lehmann. Non cè molto da stupirsi della cosa: un pre phono risente moltissimo, dato il tipo, la delicatezza dei segnali che deve trattare, della qualità dellalimentazione. Pensate ai phono Naim, che possono salire di prestazione fino ad utilizzare unalimentazione che costa dieci volte lo stadio phono stesso; pensate a quanti phono a batteria ci sono in giro e appaiono.
Levoluzione
Purtroppo, in una farsesca ripetizione di una cosa già capitata nellultimo numero, ho riperso un foglio di appunti. Stavolta non si tratta di quello delle impressioni dascolto, ma di quello in cui avevo annotato tipo e sigle degli operazionali utilizzati nelle due versioni del Black Cube che ho avuto in mano. Se lo ritroverò completerò le informazioni; intanto vi dovete accontentare di una sommaria descrizione e delle foto.
Diciamo che mi è parso che la qualità degli operazionali sia aumentata, ciò che è certo è che il nuovo modello è passato da un operazionale doppio in uscita, comune ai due canali, ad uno singolo per canale. Gli operazionali di ingresso (di quelli dalle mie foto riesco a leggere la sigla) sono stati cambiati, non ci sono più gli SSM2017/2019, ma i THAT 1510P. Sono anche decisamente aumentati la qualità della scheda stampata e dei condensatori utilizzati, che ora sono, sul segnale, tutti MKP. Dal punto di vista circuitale, quindi, il phono sembra lo stesso, ma dal punto di vista qualitativo la nuova versione pare rappresentare un significativo passo in avanti.
Per il resto, tutto rimane comera: lo stesso telaio, minuscolo, robusto e compatto; lo stesso connettore di alimentazione (anche se, a quanto mi si dice, la nuova versione base è direttamente aggiornabile ad SE aggiungendo il solo PWX, senza alcuna altra modifica), gli stessi connettori RCA e di massa. Il nuovo modello, esternamente, si distingue per i simboli relativi alle direttive UE di recente entrata in vigore (ROHS, WEEE: in particolare il simbolo del bidone con la crocetta sopra) e per uno "06" davanti al numero di serie sul telaio principale.
Internamente cè la possibilità di alcuni setting che precedentemente non erano previsti, attraverso cavallotti: si può ridurre il guadagno di 10 dB, dai 66 massimi; si può inserire un blando filtro subsonico, che comincia ad attenuare da 60 Hz; si può bypassare il condensatore di uscita, ottenendo uno stadio duscita accoppiato in continua (non un phono accoppiato in continua: con una RIAA passiva sarebbe ovviamente impossibile).
Ho lasciato, internamente, tutto come consegnato da Lehmann. Lidea era quella di confrontare la nuova e la vecchia versione e, non avendo la vecchia quelle possibilità, non avrebbe avuto senso dare alla nuova vantaggi sleali. Lunica differenza resta il maggior guadagno della nuova versione, compensabile ruotando un po meno la manopola del volume.
Setup e suono
Ci sono un po di regolazioni, sui cubetti neri. Ho caricato la mia testina (ho la Lyra Clavis Evolve 99 montata; la vdH Colibrì sta tornando dopo un check-up dal dottore) a 47k e a 100k con tutte due gli esemplari del cubetto. I cubetti sono rimasti accesi per parecchio tempo prima di qualsiasi ascolto critico; non hanno interruttori, praticamente non scaldano e il loro consumo e praticamente trascurabile.
Il giradischi e il mio Kuzma Stabi Reference (presto ve ne parlerò approfonditamente: in fondo, avendo la possibilità di fare un test a lungo termine di un apparecchio così interessante, è meglio farlo
); il braccio un Linn Ekos. Il cavo phono è un Silver Audio Silver Breeze. Cavo fra i BC e il pre Kimber KCAG o White Gold Sublimis; pre vari (dal Viola allo Uesugi U-Bros 18, passando per il Klimo Merlino Plus e il Cello Palette. Finale, più o meno stabilmente, il Pass Aleph 5. Diffusori le Quad ESL988. Altri phono in casa il Mad for Music Lellepì e il Naim Prefix con Supercap.
Intanto, i due Lehmann sono assolutamente impervi a qualsiasi tipo di rumore indotto. Ho provato a farli ronzare o a far uscire qualche bump, con posizionamenti e stratagemmi; non ci sono riuscito. Quel piccolo contenitore scherma, lalimentazione filtra, il layout è ben studiato, evidentemente.
Il suono del Black Cube serie vecchia è abbastanza noto ai più, come scrivevo sopra è uno dei grandi successi degli ultimi anni. Si tratta di un suono che caratterizzerei come compatto, decisamente fluido per uno stato solido di quel prezzo, molto rapido, tonalmente corretto anche se non esente da caratterizzazioni: ci torno sotto e di bella dinamica. Non è il tipo di suono che fa per chi cerca un vinile "romantico" o rotondo; somiglia, anzi, nellimpostazione generale, come percezione di massima, a un digitale di alto livello (che però abbia la fluidità e la continuità dellanalogico). Forse questo dipende dal fatto che mi pare che, soggettivamente, lestremo basso sia leggermente indietro e questo, sommato con la risposta in frequenza in salita tipica delle testine MC, alleggerisce il suono. Anche la gamma media non è di quelle che vengano avanzate verso lascoltatore; qualcuno, appunto, può trovare il Black Cube, soprattutto in questa vecchia versione, oggettivo fino ad una certa forma non di sterilità emozionale, ma, insomma, di trattenimento dellemozione stessa.
Il nuovo? Beh, magari a qualcuno piacerebbe che scrivessi che è tutto il contrario; o che va talmente meglio del vecchio da renderlo inutile. No, come nel caso del Silver Cube siamo di fronte ad unevoluzione della stessa impostazione. Evoluzione, secondo me, molto significativa, peraltro. Il Cubo suona sempre veloce e dinamico, corretto e leggermente alleggerito sullestremo basso. Ha, però, trovato per strada una fluidità maggiore e una nuova pasta timbrica. Gli strumenti sono meglio differenziati e come più pastosi (pur rimanendo limpostazione quella di un apparecchio che mira, diciamo, più allanalisi che alla poesia). La scena è sempre quella, ottima, per cui il Black Cube è noto; forse il nuovo ha addirittura un lieve vantaggio nella "sostanza" degli esecutori, nella corposità. Mi pare anche che ci sia una maggior estensione verso lalto; o semplicemente un alto più denso, più (uhm, odio sta parola, ma quando ci vuole ci vuole) materico. Insomma, la musica, il segnale, pare avere più corpo, maggior presenza. E più lì davanti a noi, più reale, meno riprodotta.
Dato che sostanza e corposità (che non diventano quelle del Naim o quelle di un valvolare: il Cubo resta un apparecchio per chi vuole loggettività e non la magia, per chi pensa che la magia la debbano dare dischi ed esecutori) erano fra le mancanze principali del vecchio Black Cube, direi che il passo in avanti fatto da Norbert Lehmann è estremamente significativo. Per me, il passo vale la differenza che passa da "buono, ottimo probabilmente nella maggioranza degli impianti di fascia media, ma personalmente aspiro a qualcosa di meglio, non riuscirei a viverci" a "certo aspiro a qualcosa di meglio chi non vorrebbe un sistema migliore ma, insomma, con questo phono potrei viverci". Non mi pare poco, come avanzamento, personalmente.
Peraltro, secondo me il suono del BC è un po diverso da quello del fratello maggiore Silver Cube. Quello è un phono molto più completo, equilibratissimo, con un bilanciamento tonale più "rettilineo" e ho trovato, nelle mie condizioni una punta di dolcezza sullestremo acuto, oltre ad una grana molto più compatta, ad una fluidità molto maggiore e ad un miglior dettaglio, meglio integrato col messaggio. Una questione, direi, di classe. Confronto poco proponibile, comunque: il prezzo è circa 5 a 1, chi si può permettere un SC non prenderà probabilmente in considerazione il BC.
Tornando a questultimo, e concludendo, consiglio di ascoltarlo a chiunque voglia un phono a stato solido (sapendo che si tratta di un suono specifico) sotto i 1000/1500 Euro daltra parte, alla cifra del Black Cube SE, sono assai pochi i pre phono valvolari che si possono comprare; soprattutto ed è uno dei principali motivi di vita del BC se si vuole uno stadio MC. Consiglio, stavolta, lupgrade a chi sia contento del suo BC o BC SE vecchia versione e voglia qualcosa di meglio sulla stessa linea. Sono consapevole del fatto che non esiste upgrade diretto, che occorre vendere il BC vecchio e comprare il nuovo. Ma mettiamola così: al prezzo a cui si può vendere un BC o un BC SE vecchia versione, ci saranno due persone contente, il venditore (che dovrà metterci sopra relativamente poco per avere un phono univocamente migliore) e lacquirente (che avrà comprato un più che buon phono MC ad un prezzo ragionevolissimo, in attesa di permettersi anche lui un apparecchio migliore, o magari accontentandosi beato lui! del suono che si è comprato).
Insomma, pur non avendo grande esperienza di stadi phono di prezzo ragionevole, mi stupirei se da qualche altra parte si trovasse questo livello di suono e versatilità (la compatibilità con le MC senza alcun problema di rumorosità) a prezzi simili. Il BC pare rimanere al vertice della categoria.
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