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APERIODICAMENTE PUNTUALE
Come dice il nostro Direttore VIDEOHIFI è un aperiodico che però, per me, compensa tale aperiodicità con, spesso, una massa di informazione tale da compensare il tempo che intercorre tra un numero e laltro. Per latro la Redazione continua il suo lavoro e così capita che il vostro umile scriba si ritrovi a proporvi in ununica infornata un bel numero di oggetti degni spero della vostra attenzione, raccolti in questi mesi tra le ultime novità nel campo degli accessori atti a migliorare il suono della nostra amata catena di ascolto. Sono personalmente convinto che la ricerca in questo ambito sia molto utile a chi mi legge nella misura in cui, al di là dellaspetto informativo e a volte della curiosità esotica degli oggetti in prova, mettere il dito dentro il tema della corretta e coscienziosa messa a punto di un impianto resta un argomento troppo poco trattato nella stampa hifi rispetto alla presentazione di nuove elettroniche, con una logica che propende verso il "cambio" di un componente piuttosto che verso la sua "ottimizzazione". Nella logica di "sinergia" che invece dovrebbe soprasedere alla messa a punto ottimale di un impianto io credo che gli accessori se scelti in maniera oculata possano spesso costituire una valida alternativa al cambio di un componente, in un mondo come quellhi-end in cui ogni piccolo passo in avanti in termini di qualità assoluta ha costi spesso molto molto elevati. Gli accessori non trasformano un anatroccolo in un cigno ma possono consentire ad una catena di per sè ben assortita e ben allocata in ambiente di offrire prestazioni molto migliori, direi sorprendentemente migliori. Ciò che scrivo e racconto vuole soprattutto essere una suggestione e un invito alla sperimentazione personale senza tanti apriorismi un po fini a sé stessi che spesso compaiono sul nostro Forum a commento delle mie sperimentazioni.
In questa puntata della rubrica mi occuperò di ottimizzazione dellinterfaccia CD CDP, di Filtri di Alimentazione e CD per il rodaggio di una catena audio.
IL PUNTO SULLINTERFACCIA CD-CDP
Loccasione mi è stata offerta dalla contemporanea disponibilità di due prodotti, luno la taglierina AUDIO DESK SYSTEME- GLASS di recente importazione presso AUDIO REFERENCE venduto al prezzo di 560 euro, laltro una sorta di "lavatrice per CD" prodotta dalla DISCWASHER, storico marchio specializzato nella pulitura dei supporti audio ora in mano al colosso francese Thomson e venduta (99 Euro per l'apparecchio + 20 Euro per un litro di liquido tensioattivo) direttamente dalla Ditta HIFI-TUNING tedesca produttrice anche di interessanti Fusibili hifi-grade di cui presto parlerò su queste colonne. Da tempo ho potuto constatare che tutto ciò che migliora linterfaccia CD - raggio di lettura (nello specifico prodotti o aggeggi per la cura o miglioramento del supporto, lotta strenua alle vibrazioni interne ed esterne allapparecchio) può a volte in maniera MOLTO MARCATA migliore la resa del CDP come sorgente e conseguentemente di tutta la catena audio a valle. Ho dedicato molte pagine allargomento che mi pare di grande interesse ed utilità e in questa occasione proverò a fare il punto con una comparazione di dispositivi in mio possesso, confrontando i due nuovi oggetti con il NESPA #1, il liquido SEESIDE e lo smagnetizzatore Bedini.
Modalità della prova a confronto.
Ho realizzato un congruo numero di copie di un CD della FIM, lAUDIOPHILE REFERENCE IV, che mi è stato prestato da un amico: si tratta di una raccolta di brani selezionati con intenti "hifi" nel catalogo della Ditta, lho scelto non per la qualità delle esecuzioni ma per laltissimo livello tecnico e per la varietà dei contenuti.
Fatte le copie ho trattato i singoli CDR volta per volta con un singolo prodotto e poi ho trattato un CD duplicato con più prodotti per vedere leffetto combinato di più trattamenti in serie. Alla fine mi sono ritrovato con 7 CD: uno intonso usato come paragone gli altri variamente trattati come vedremo.
Non mi soffermo sulle modalità di uso dei prodotti che ho già recensito e prima di passare alla prova di ascolto comparativo vi illustrerò invece i due nuovi apparecchi in prova. Quella che io chiamo "lavatrice per CD" in realtà si chiama DISCWASHER CD Hydrobath ed è commercializzata, come detto, da HIFI - TUNING in Germania si tratta come potete vedere dalle foto di uno scatola delle dimensioni più o meno di un lettore di CD esterno ad un PC la suo interno vi e una vaschetta in cui mettere il liquido detergente fornito in dotazione. La vaschetta viene chiusa da un cerchio traforato in plastica e sopra viene fissato il cd da lavare.
Il funzionamento è semplice: messo il liquido si fissa il cd, si chiude il coperchio che ha un piccolo interruttore di consenso e si da lavvio. Il cd viene prima lavato e poi il liquido viene fatto sparire dalla superficie, grazie alla forza centrifuga della rotazione del dischetto. Loperazione dura pochi minuti dopo di che si toglie il CD pronto per lascolto. Quella che io chiamo "taglierina" è in realtà un apparecchio prodotto in Germania da
e importato in Italia da Audio Reference. Lavevo addocchiato da tempo, avevo tentato invano di farmelo inviare in prova e non mi sono quindi fatto scappare loccasione di poterlo inserire in questo contesto.
Di cosa si tratta? In buona sostanza di una "taglierina appunto che smussa a 45 gradi il bordo esterno dei CD così trattati, se il razionale è quello di diminuire gli effetti di rifrangenza della luce del raggio laser migliorandone conseguentemente la precisione di lettura credo sia particolarmente interessante spiegare a chi mi legge come faccia il congegno a ottenere questo risultato.
Si pone il CD sul plattorello lo si fissa con un mandrino, poi si avvia il motore che fa ruotare il CD e si appoggia manualmente la lama al bordo del dischetto finche essa non elimina una parte del supporto plastico dello stesso formando un batuffolo di pagliuzze che possono essere aspirate via collegando al congegno il tubo di un aspirapolvere.

Loperazione è abbastanza semplice il risultato è un CD con il bordo esterno inclinato di 45 gradi e con una piccola porzione della superficie in alluminio sbocconcellata via. Insomma una vera operazione hardcore che provoca di primo acchito non pochi batticuore a chi lo fa, sorgendo spontanea la domanda se il taglio non possa aver danneggiato anche il contenuto musicale.
Il produttore consiglia di usare anche un pennarello nero in dotazione per colorare il bordo esterno trattato per un ulteriore incremento delle prestazioni finali.
Fatta la descrizione dei nuovi trattamenti rimandando i lettori alla descrizione degli altri alle prove effettuate in passato procedo nella presentazione dei risultati ottenuti confrontando il CD vergine con quelli trattati. E stata una prova complessa, infatti per una valutazione il più possibile obiettiva non mi sono limitato ad una ascolto a confronto uno a uno con il riferimento vergine ma pure confrontato tra loro i vari trattamenti provando infine a applicare tutta una serie di trattamenti ad un CD per verificare se lintervento congiunto avesse effetti particolari rispetto ai singoli e quelle che seguono sono le mie conclusioni come sempre soggettive come lo sono tutte le prove di ascolto e quindi con tutti i limiti che esse hanno, ma al tempo stesso con la convinzione di poter dare un utile spunto di riflessione a chi legge. Una premessa è dobbligo: ribadisco la mia ferma convinzione che il miglioramento dellinterfacciamento tra CD e CDP sia una delle basi del buon suono di un impianto e tutto ciò che concorre a migliorarlo rappresenta un significativo passo in avanti. Visto che le meccaniche a volte non sono sufficienti ad ottenere il meglio e visto che il supporto può ricevere dei vantaggi da un suo "trattamento" credo che i risultati che presenterò in termini di riscontri orecchio siano un contributo importante su cui laudiofilo avveduto può meditare al di là del fatto che non possa, E ME NE DISPIACE, fornire dei riscontri di laboratorio per corroborare le rilevazioni in sala di ascolto, Posso affermare che tutti i prodotti in prova introducono dei cambiamenti non tutti dello stesso livello ma in alcuni casi come vedremo drammatici e penso che in questo senso un sano empirismo privo di aprioristici scetticismi consentirebbe a chi mi legge di poter condividere le mie impressioni e restare come mi è capitato veramente stupito dei risultati ottenibili.
Prova dascolto.
Liquido di pulizia SEESIDE
Leffetto più rimarchevole è una maggiore brillantezza del suono e una maggiore focalizzazione del suono con un particolare innalzamento delle microinformazioni di ambienza a tutto vantaggio di una più realistica riproduzione della scena acustica virtuale.
Demagnetizzatore BEDINI
Leffetto più marcato si ha sulla voce che rispetto al riferimento appare leggermente più rotonda con un aumento delle armoniche nella regione del mediobasso.
DISCWASHER CD Hydrobath
Leffetto del lavaggio appare abbastanza sovrapponibile a quello ottenuto con il SEESIDE: suono aperto e brillante senza essere "affaticante", migliore focalizzazione del messaggio musicale con una migliore definizione degli strumenti e degli interpreti che si stagliano in maniera più netta nel soundstage. La "lavatrice" funziona egregiamente ma il maggior costo per trattamento rispetto al SEESIDE non ne giustifica lacquisto alternativo.
AUDIO DESK SYSTEME Glass
I cd "smussati" dallaggeggio tedesco mostrano un marcato cambiamento nel suono: più che timbrico è un cambiamento drammatico nella ricostruzione del soundstage che appare notevolmente più profondo e realistico rispetto al riferimento. Si tratta di un intervento realmente hardcore adatto a cuori "forti e coraggiosi" visto che laspetto del CD trattato e tagliato cambia e il timore di danneggiare la propria collezione in maniera irreparabile appare almeno psicologicamente molto elevato. E per latro vero che chi avrà il coraggio di procedere si ritroverà con una collezione di CD completamente trasformata dal punto di vista sonoro. Credo che nessun "dimostratore di hifi dovrebbe farne a meno e credo che chi lo proverà ne resterà come me affascinato e un po sbigottito.
+ Pennarello Nero
Il costruttore tedesco consiglia di "rifinire" il lavoro della taglierina con lapplicazione sul "nuovo" bordo esterno del CD, dopo il trattamento, di uno strato di colore nero utilizzando il pennarello ad acqua fornito in dotazione: come capitava anni fa con il consiglio di usare il pennarello verde lo scopo sarebbe quello di "bloccare" la luce del laser aumentandone lefficacia di lettura. Alla resa dei fatti allascolto non i nota una differenza molto forte rispetto al CD smussato ma non colorato: forse si può notare un miglioramento del dettaglio e della focalizzazione del messaggio musicale, per cui tutto sommato avendo fatto 30 credo si posa fare 31 e aggiungere allefficacissimo taglio del bordo la sua colorazione con il pennarello.
NESPA #1
Leffetto della lampadina solare del Nespa è sempre magico e lascia ogni volta stupefatti, interdetti, ammirati. Non vi è parametro nel suono del CD che non tragga beneficio dallintervento dei lampi del marchingegno made in Japan: focalizzazione, soundstage sono magnificati; la timbrica diventa più naturale e brillante al tempo stesso. Non sembra più lo stesso CD o la stessa macchina di lettura ma un qualcosa di nuovo e per certi versi sconvolgente per il tasso di miglioramento che si avverte fina dalle prime battute del CD illuminato.
ALL TOGETHER NOW
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Non poteva mancare a questo punto una prova cumulativa che è partita utilizzando la taglierina GLASS, pulendo la superficie con il SEESIDE, applicando lo strato di nero sul bordo e infine trattando il CD prima con il NESPA e poi con il BEDINI. Il risultato? Uno spettacolo!!! Il Music hall è un campione del rapporto qualità prezzo ma non è certo il miglior CDP del mondo eppure quando ha iniziato a suonare il dischetto così elaborato è sembrato letteralmente trasformarsi: soundstage molto più profondo e una realmente straordinaria messa a fuoco dellevento musicale riprodotto, dinamica molto più potente e maggiore estensione della riposta in frequenza sia verso il basso che verso lalto senza per altro che compaiano prevalenze di una frequenza sulle altre. Suono vivo e molto naturale, sembra che tutto ma proprio tutto quel che è contenuto nelle tracce del CD sia messo in condizioni di passare al convertitore in una sinergia tra supporto e elettronica che ha del miracoloso nella misura in cui solo sentendo il risultato si può capire come, migliorando il CD, si possano trarre dai propri CDP suoni e atmosfere prima sconosciute e credo inaspettate. Passando ad un CDP di pregio e caratura anche economica molto maggiore come il RESOLUTION AUDIO OPUS 21 (prossimamente in prova su queste pagine come anteprima assoluta per la stampa hifi italiana) il miracolo si ripete con ordini di grandezza ancora maggiori nella misura in cui il margine di miglioramento è direttamente proporzionale alla classe dellelettronica e migliore è, di suo, il CDP maggiore sarà il risultato. Mitico!!!
CONCLUSIONI
Prima di decidere che il proprio CDP è "da buttare" credo che ogni audiofilo accorto dovrebbe valutare lipotesi di procedere prima al trattamento diffuso della propria collezione di CD con i prodotti che ho presentato in questa prova. Visto il costo credo che NESSUNO dovrebbe farsi mancare il SEESIDE in casa e tra gli altri prodotti visto leffetto sinergico che ha il trattamento multiplo non rinuncerei mai al NESPA e avendo un po di coraggio, ripagato per altro dai risultati, al GLASS della AUDIO DESK SYSTEME
. Provare per credere!!!!!
DOCET.. INSEGNA due campioni del rapporto qualità prezzo
Claudio Romagnoli progettista e patron della LECTOR DOCET mi ha inviato in prova un po di suoi prodotti: il preamplificatore di linea Lector ZOE (prossimamente recensito) e due prodotti DOCET un CD per il rodaggio delle apparecchiature hifi e una "ciabatta" filtrata per la distribuzione della linea AC nel nostro impianto chiamata EDISON 230, oggetto della presente prova. Iniziamo dal CD. Il tema del burn - in mi ha sempre intrigato per cui non ho perso loccasione, visto che ha prodotto un oggetto atto ad effettuarlo di chiedere a Claudio Romagnoli il suo parere "da ingegnere " su questo tema spesso dibattuto sui forum in rete.
Videohifi: "Come si può definire il Burn-in?"
Claudio Romagnoli: " Con il termine "Burn-in" viene comunemente indicata l'operazione di "stagionamento sonoro" di qualsiasi componente audio hi-fi o dell'intero sistema audio. Ormai è stranoto che le caratteristiche sonore-soniche dei componenti audio hifi in percentuali più o meno significative cambiano nel tempo con il semplice utilizzo quotidiano, sino a stabilizzarsi entro alcuni parametri originali su livelli che si potrebbero definire lo standard sonoro per come sono stati progettati e per come dovrebbero suonare."
Videohifi: "Questo lo pensano gli audiofili ma i super tecnici spesso sorridono
."
Claudio Romagnoli: "Accantonando la presunzione che le credenze del popolo audiofilo siano solo invenzioni, forti di un laboratorio di misura ben attrezzato per rilevazioni di fenomeni fisici-elettrici e misure elettroniche che includono anche rilevazioni per la compatibilità elettromagnetica, abbiamo iniziato a stendere un protocollo per la ricerca dei fenomeni di "burnizzazione" e di "rodaggio" di componenti audio hifi, l'indagine è stata svolta su impianti audio completi ( cd-player+amplificatori+cavi+sistema di altoparlanti) la focalizzazione delle misurazioni è stata rivolta sopratutto al cd-player e all'amplificatore. La statistica e la metodologia delle misure fisiche-elettriche ci danno una mano: con innumerevoli test di laboratorio e con un po' di dati che arrivano da persone incaricate come "beta-tester" i risultati possono trovare convizioni sull'utilità di burnizzare il proprio sistema audio. L'indagine è svolta su due parametri importanti e basilari, ovvero la dimostrazione che i dati rilevati in laboratorio possano coincidere con le schede di ascolto dei "beta-tester" operazione difficile e pericolosa: generalmente sono veramente pochi i parametri di misurazione elettrica che effettivamente si riscontrano nella pratica dell'ascolto. Le prove tecniche sono state accentrate su vari aspetti di misura con l'utilizzo di due apparecchiature nate appositamente per il test: un amplificatore integrato a due stadi con sezione di preamplificazione a discreti (fet e transistor) e sezione di potenza a transistor bipolari pilotati da circuito a discreti, la sezione di preamplificazione è stata anche sostituita poi da un circuito a valvole termoioniche. Il primo campione (DUT-1 / device under test) è stato sottoposto alla cura "burnizzazione" tramite il disco test Docet, la seconda apparecchiatura (DUT-2) è stata lasciata volutamente "rodare" con il semplice utilizzo quotidiano dell'ascolto per qualche ora accumulando così circa 300 ore. Il cd-player utilizzato è un prodotto di serie della linea Docet."
Videohifi: "Come hai proceduto nei rilievi?"
Claudio Romagnoli: "Per poter misurare il fenomeno di grandezza fisica ritenuto più importante, si è utilizzato un misuratore di temperatura a tre canali estremamente sensibile e performante con sensori remoti distribuiti sulle parti interne dell'apparecchiatura ritenute più sensibili come dissipatori, scheda principale del circuito stampato, condensatori di alimentazione. L'alimentazione proveniente dalla rete elettrica è sempre stata monitorizzata e garantita per qualità e stabilità, entro ovviamente alcuni parametri accettabili e controllabili. Ovviamente il misuratore di temperatura è stato collegato ad un PC per la collettizzazione dei dati nell'arco delle 24 ore (data logger misura un campione ogni minuto).Sono stati utilizzati anche altri strumenti come: micro-antenne e clamp-magnetici per la rilevazione dei campi elletro-magnetici interni al DUT ed anche sensori per la misura delle vibrazioni (accelerometri). Il test fisico-elettrico si è protratto per circa un mese con intervalli anche di alcuni giorni, operazione di interruzione delle misure per verificare il tempo-velocità di rispristino delle caratteristiche rilevate nei primi test di misura. I "beta-tester" hanno seguito a ruota con test di ascolto il componente inserito nel proprio impianto audio."
Videohifi: "Risultati?"
Claudio Romagnoli: " I risultati sono sorprendenti ed interessanti e confermano che l'operazione di "burnizzazione" è vitale per poter raggiungere le prestazioni vere del componente, si potrebbe riassumere il tutto con poche parole come: facilità dell'ascolto, fluidità, nonché riduzione di distrosione armonica.
La differenza tra la "burnizzazione" e il "rodaggio" è semplicemnte questa: la "burnizzazione" dei componenti audio, utilizzando segnali uniformi e distribuiti omogenamente per livelloenergia ed estensione (come lo sono i segnali incisi sul BURN-IN CD) portano al risultato ottimale nel raggiungimento delle prestazioni sonore originali dei componenti audio, invece l'operazione di "rodaggio" (il semplice utilizzo più o meno continuo delle apparecchiature) lascia ancora alcune perplessità sul raggiungimento delle prestazioni finali ottimali che purtroppo non sono confrontabili con l'operazione di BURN-IN.
Si potrebbero definire così le due pratiche utilizzate: il BURN-IN è un'operazione di burnizzazione controllata con metodologia e risultato il Rodaggio si potrebbe definire come l'operazione allo stato brado della burnizzazione però con risultati differenti."
Il CD "DOCET BURN-IN" messo a punto da Romagnoli è diverso dal, similare come uso, CD messo a punto dalla americna Purist Audio provato in passato in maniera lusinghiera su queste colonne, dove su ununica traccia si alternavano frequenze di varia intensità e ampiezza. Qui troviamo segnali alternati di "rumore bianco" e "rumore rosa" generati sintetizzando segnali digitali al PC. La durata del disco è di 60 minuti. il livello della registrazione è 75 db. Le trace sono 10 alternate "rosa/bianco".
Credo valga la pena dare uan definizione di definizione dei due segnali "rosa" e "bianco". Il rumore rosa ha una frequenza spettrale di 1/f con una caduta di 3dB per ottava e quindi energia costante per ottava.Il rumore rosa è prodotto con il filtraggio passa-basso del rumore bianco. Il rumore rosa ha la stessa ampiezza nella banda da 110 a 220 Hz come da 220 a 440 Hz o da 7.040 a 14.080 Hz. Se si ingrandisce o si restringe la forma d'onda con un oscilloscopio questa avrà sempre la stessa "trama".
Il pink noise non è ne' casuale ne' prevedibile ed ha una struttura del tipo frattale. Spesso si usa questo segnale per "ambienti" musicali elettronici e come segnale test per "accordare" il rinvigorimento dei sistemi sonori (molti equalizzatori e analizzatori di spettro audio hanno generatori di rumore rosa). Il rumore bianco ha uguale energia (loudness o volume) sulle varie frequenze (spettrogramma piatto), ovvero, se si misura l'ampiezza del suono nella banda di frequenze da 100 a 200 Hz si ha la stessa ampiezza del suono nella banda da 3000 a 3100 Hz o anche da 19.000 a 19.100 Hz.
Il segnale ha appunto fase e risposta in frequenza lineare.
Passando alla prova su strada posso dire molto semplicemente che nelluso il CD della Lector è assolutamente sovrapponibile al CD della Purist Audio e garantisce lo stesso ottimo e udibilissimo risultato di "scioglimento" rapido di cavi casse ed elettroniche. Il mio consiglio è di effettuare il burn-in per almeno 24 ore possibilmente di seguito. Che dire allora? Altamente consigliato a tutti anche perchè e qui sta il "miracolo" costa appena 6 Euro!!! Precipitatevi!!!
LEDISON 230 è la nuova ciabatta- filtro della Docet.
Ho chiesto a Claudio Romagnoli di parlarmi della sua posizione sul tema dei filtri di rete AC.
Videohifi: " Partiamo dalla teoria?"
Claudio Romagnoli: "Posso descrivere come dovrebbe essere un filtro ideale, sarebbe però un'esercizio di pura accademia, il filtro di rete ideale non esiste, esistono filtri e sistemi di condizionamento che possono restituire risultati più o meno soddisfacenti a seconda delle situazioni. I problemi che ci sono sulla rete elettrica (disturbi,residui di DC, spikes ecc) si presentano in diverso modo a seconda dei casi, un filtro/condizionatore che risolve tutti i problemi sarebbe inevitabilmente invasivo sul suono dell'impianto e sono quasi sicuro peggiorativo. La distribuzione dellenergia elettrica è ormai continuamente afflitta da numerosi disturbi che in vari modi tendono a ridurre le prestazioni e la qualità audio dellimpianto hifi introducendo segnali estranei che si sommano all'informazione audio . I disturbi che corrono sulla linea elettrica sono molteplici e di diversa natura, vanno dai famigerati buchi di tensione sino a veri e propri rumori continui ed impulsivi generati da apparati che sono utilizzati comunemente in casa: lampade alogene, caldaie,alimentatori digitali ecc. Non ultimo il nuovo problema della presenza di residui di tensione continua D-C con valori preoccupanti che vanno da 0,3-0,5 volt, un vero incubo per i trasformatori di alimentazione."
Videohifi: "Passiamo alla pratica: descrivimi il tuo Edison 230"
Claudio Romagnoli: "LEDISON-230 filtra, riduce rumori impulsivi, distribuisce lenergia in modo uniforme e costante (grazie al cablaggio equipotenziale a stella) e opera sui disturbi di rete elettrica. La costruzione rispetta salomonicamente tutte le precauzioni necessarie di sicurezza degli apparecchi elettrici costruiti per trattare le tensioni di rete elettrica: doppio isolamento delle parti sottoposte a tensione tramite lastre di materiale isolante di ben 5 mm di spessore, protezione elettronica auto-rispristinabile a pulsante, contatti e terminali elettrici isolati da isolatori ad alta temperatura, filtri immersi in resina, prese elettriche a doppio isolamento del tipo IP-44 da 16 amper con coperchio meccanico che chiude la presa non utilizzata. Lapparecchio è dotato di ben 8 prese elettriche suddivise in bassa potenza (colore azzurro) ed alta potenza ( colore nero). Le due prese azzurre sono consigliate per apparati di bassa potenza, preamplificatori e sorgenti , le sei prese nere possono essere utilizzate per apparati ad alta potenza, amplificatori integrati finali di potenza ecc, ma non disdegnano lutilizzo anche con apparecchi di bassa potenza. Infatti i filtri utilizzati sono separati per i due gruppi di prese elettriche utilizzano due diverse concezioni di progetto: per le prese azzurre a bassa potenza il filtro utilizzato è ad alta pendenza ed il coefficiente di filtraggio ha caratteristiche diametralmente opposte al filtro utilizzato per le prese di colore nero, questultimo è un filtro parallelo-shunt con capacità di riduzione dei disturbi tra fase-neutro. Per ridurre ulteriormente eventuali disturbi causati da "surge" ovvero picchi e buchi di tensione, è stato inserito un dispositivo di scarica a gas che opera simultaneamente sui due circuiti. Le prese elettriche utilizzate sono IP-44 a doppio isolamento ed accettano spine del tipo SCHUKO e spine ITALIA. La presa di ingresso che alimenta lEDISON-230 è ad alta tenuta in potenza, 16 A 250 Volt UL94-V0, lapparecchio è fornito anche di cordone di alimentazione ad alta corrente da 2 metri (cavo OFC 2x2,5 mm2) intestato con spina SCHUKO."
Videohifi: "Hai effettuato delle misurazioni per verificare il livello di intervento del sistema di filtratura sulla qualità della corrente che arriva alle prese dellEdison?"
Claudio Romagnoli: "Abbiamo utilizzato strumentazione per rilevare i disturbi condotti che generalmente sono introdotti sulla rete elettrica da apparecchiature che non rispettano le normative EMC-CE (compatibilità elettromagnetica). La strumentazione include, un alimentatore a tensione di rete 230 Volt denominato LISN, un analizzatore di spettro con risposta in frequenza sino a 1 Ghz, un attenuatore programmabile, un PC opportunamente personalizzato con scheda per lacquisizione dei dati e relativo software dedicato. Il set-up di misura prevede linvestigazione di residui dei disturbi che corrono sulla rete elettrica 230 Volt 50 Hz. La zona di maggior sensibilità dei disturbi elettrici condotti è concentrata tra i 150 khz ed i 30 Mhz. La normativa CE EN-55013 obbliga gli apparati a non superare i livelli compresi tra i 46 db(uV) e i 56 db (valore medio) nella gamma di frequenza compresa tra i 0,15-0,5 Mhz e livelli di 46 db (uV) per frequenze comprese tra i 0,5-5 Mhz ed infine i 50 db (uV) per frequenze comprese tra 5- 30 Mhz. L'impulso di prova è applicato 10 volte, ad intervalli di 1 min e la polarità (fase/neutro) viene invertita tra due successivi impulsi. L'Edison-230 inserito nella linea elettrica riduce i disturbi residui sulla linea elettrica di circa 10 db, lasciando inalterata la forma d'onda sinosuidale originale.

Il risultato ottenuto è frutto di un progetto che in prima analisi ha monitorato i problemi dell'energia elettrica, poi si è considerata l'opzione per costruire filtri che intervenissero sui disturbi senza afliggere le prestazioni sonore dell'apparato che deve essere alimentato."
Videohifi: "LEdison è un filtro ideale?"
Claudio Romagnoli: " Premesso che nessun filtro di rete può stabilizzare la tensione sul livello dichiarato e non può ricondizionare e mantenere stabile il valore della frequenza e non può ridurre la distorsione, si dovrebbe costruire una vera e propria mini centrale elettrica per uso casalingo. Dovrebbe essere un'apparecchio che preleva la tensione di rete distribuita 230 V, tramite trasformatori di isolamento calcolati a funzionamento parametrico che toglie il grosso dei disturbi di rete, poi si dovrebbe includere un circuito che blocca la corrente continua DC ed infine i classici filtri, insomma un apparecchione che potrebbe costare tanti quattrini, per poi scoprire che la pura e pulita e cristallina rete elettrica ha modificato completamente il suono preferito! Non e' escluso che con tutta probabilità la rete elettrica perfetta sia un mix di buoni disturbi armonici e di cattivi disturbi armonici, non e' facile discriminare i due fenomeni. Sicuramente nei cattivi disturbi si potrebbero includere: i residui di corrente continua DC, gli spikes di tensione, e forse quella variazione di frequenza che si vede sul grafico che si abbassa repentinamente a 48 hz per poi risalire a valore nominale. C'e' poi da tenere in conto come sono fatti anche i circuiti di alimentazione delle apparecchiature audio, ci sono apparecchi più o meno sensibili ai fenomeni di rete perché non viene fatto nessun intervento di de-sensibilizzazione circuitale, c'e' da considerare anche che molti apparecchi utilizzano trasformatori di alimentazione non propriamente calcolati per impieghi audio... flusso, perdite, ferro e rame ecc. Purtroppo le condizioni e le variabili sono moltissime ed in alcuni casi difficilmente controllabili rischiando di modificare la forma d'onda e conseguentemente la distorsione armonica totale, i filtri e condizionatori di rete sono nel giudizio complessivo dei semplici "band-aid" dei cerotti."
Conscio da tempo dellimportanza di codesti "cerotti" ho inserito lEdison nel mio impianto di riferimento provandolo in tutte le situazioni possibili e cercando di individuare dove sortiva gli effetti migliori. E stata loccasione di un confronto con i Filtri AC della Systems & Magic di Roberto Amato che tanto successo meritato hanno avuto tra i lettori della rivista. Ho iniziato confrontando il BLACK NOISE Extreme che attualmente filtra la linea elettrica che alimenta le QUAD, tramite due cavi della Siltech collegati alle sue due prese, con lEdison (come è noto a chi mi legge ho individuato da tempo le Quad come lelemento della catena audio in mio possesso più sensibile ai cambiamenti di qualità dellalimentazione elettrica): il suono con il DOCET appare fin da subito più "pulito" i contorni degli interpreti risultatono più precisi è come se il segnale musicale avesse meno "rumore" ma al tempo stesso risultasse più freddo e meno coinvolgente rispetto al risultato ottenuto con il Systems & Magic che risulta migliore in gamma media. Alla fine di una lunga sessione di ascolti e dopo lunga e penosa meditazione sono arrivato alla conclusione che preferivo laccoppiata storica rispetto al nuovo venuto. Sono poi passato ad un confronto tra il 2500 e il Docet. Ho attualmente in prova uno straordinario e potentissimo (360watt per canale) finale dellamericana Sanders System Sound, lElectrostatic Loudspeaker Amplifier, che prossimamente recensirò su VIDEOHIFI e che rischia per le qualità sonore di soppiantare i miei OTL nellalimentazione delle QUAD. Nel confronto questa volta risulta dopo lunga battaglia vincitore il DOCET che mostra anche un migliore controllo della dinamica spaventosa offerta dal finale, confermando per altro lapporto positivo in termini di "silenzio" e di definizione rispetto al concorrente italiano.
 Roberto Amato mi ha inviato in prova una coppia della sua ultima creatura nel campo dei filtri il piccolo MINIBLACK, provato da Fabio Cottatellucci sul numero 22 della rivista, che promette sulla carta prestazioni di grande interesse associate ad un prezzo più contenuto avendo una capacità di corrente uguale al modello più grande il 2500 ma ad un terzo circa del costo. Ho provato a sostituire prima di tutto lextreme inserendo al suo posto due MINIBLACK uno per cassa per le QUAD, ho seguito lo stesso schema ovvero un enorme cavo Magnan a muro , il miniblack e il Siltech per il collegamento alle casse. Il risultato in questo setup non mi ha molto soddisfatto risultato il suono in qualche misura velato e poco brillante e con un minore impatto dinamico rispetto al riferimento rappresentato dallEXTREME. Ho poi provato a sostituire il DOCET con un MINIBLACK per alimentare il finalone di Jim Sanders: anche qui è emerso un suono leggermente velato e nonostante i dati di targa è comparsa una netta diminuzione della dinamica. Un po stupito, ho contattato Roberto Amato che mi ha consigliato di togliere i "pitoni" marchiati Magnan che contengono al loro interno una qualche filtratura che poteva interagire in maniera negativa con i suoi piccoli di casa e usare di cavi più "semplici". Ho tagliato la testa al toro, utilizzando per il collegamento a parete cavi standard ed ecco le risultanze di questa prova ulteriore. Le cose debbo dire sono immediatamente cambiate in meglio: con il Finale di Roger Sanders nel confronto con il Docet non si è più notata la diminuzione della dinamica e laccenno di velatura rilevato precedentemente, segno che il Miniblack necessita di una attenta scelta dei cavi a monte e a valle ma la soluzione cavo standard a parete risulta semplice, risolutiva e quindi consigliabile. La scena acustica risulta leggermente spostata in avanti, ma leggermente meno profonda rispetto al Docet. Il Mini è meno silenzioso del Docet, che da questo punto di vista mi pare veramente imbattibile, e mostra un leggero rinforzo sul mediobasso che da maggior corpo alla voce. La scelta tra i due apparecchi risulta molto difficile e credo finisca per dipendere più dal gusto personale e dalle variabili indotte dalla catena di ascolto che da differenze tali da decretare un vincitore netto. Nel mio setup sul Sanders ho finito per preferire il Docet ma il Mini è risultato essere da un lato sicuramente migliore del Blacknoise 2500 dallaltro un contender veramente agguerrito e da ascoltare. Giudizio confermato passando allalimentazione molto "critica" delle QUAD 988, ho finito per preferire lEXTREME al Mini ma con un distacco veramente esiguo e di dettaglio, ritengo essenzialmente per la maggior filtratura che offre il fratello maggiore rispetto al piccolino che comunque se lè cavata benissimo anche in questa situazione.
CONCLUSIONI
Il confronto di TUTTI i filtri provati con il collegamento diretto delle elettroniche a parete, pur possedendo un impianto AC di casa fatto a regola darte, è ASSOLUTAMENTE improponibile in termini di risultati sonori ottenibili con linserimento di un BUON FILTRO a monte degli apparecchi, non cè gara: la differenza è talmente marcata che credo sia a prova di "non udente" e di "prevenuto a prescindere", a riprova dellinfluenza che lalimentazione elettrica ha sul suono del nostro impianto e di quanto importante sia nella messa a punto di una catena mettere in conto anche interventi in questo ambito. Ciò detto, debbo ammettere che lEDISON 230 della pavese DOCET- LECTOR è stato per me una piacevolissima sorpresa, per la sua capacità da primato di ridurre il "rumore" e per il "nero profondo" che dona ai contorni degli interpreti e degli strumenti, al punto di poter risultare qualche volta freddo tanto è intenso il suo operare. Nel mio impianto è risultato migliore del Blacknoise 2500 per la filtratura del Finale, mentre il Blacknoise Extreme si è fatto preferire per lalimentazione delle QUAD, in un match tra autentici campioni del made in Italy. Il Miniblack ultima creatura di Roberto Amato mi è parso nettamente migliore del 2500 della stessa casa e quindi molto consigliabile per applicazioni heavy duty, mentre mi è parso meno delicato dellExtreme in termini di trasparenza e morbidezza.
Attenzione particolare va posta come si è visto nella prova all'interfacciamento con i cavi a monte dell'oggettino e tutto sommato mi sento di consigliare sempre l'acquisto con il cavo da parte di serie In conclusione posso affermare che abbiamo nel campo dei filtri di rete per applicazioni HIGH END due "profeti in Patria" di grande qualità: accanto ai ben noti Filtri Blacknoise lalternativa DOCET LECTOR con il suo Edison 230 si propone sul mercato ad un prezzo competitivo (attorno ai 400 Euro) e con prestazioni meritevoli di un ascolto molto molto attento da parte degli audiofili italiani.
 GREGITEK COLPISCE ANCORA?
Di Gregorio Giust ho parlato già in queste pagine a proposito dei suoi portentosi aggeggi, la tavoletta STAB1 in particolare, antirisonanza che hanno attirato anche lattenzione della stampa hifi straniera e che ora cominceranno ad essere commercializzati anche allestero. Quando mi ha proposto di provare in anteprima assoluta la sua nuova invensione lo Stand per diffusori bookshelf "STAB 2 TOWER" non mi sono fatto scappare loccasione. Lo STAB2 non è un stand "normale": è poggiato su una base in acciaio ad elevata gravità, verniciata a forno colore grigio metallizzato "Porsche", misure: 300 x 250 x 10 mm, tre tubi portanti in alluminio anodizzato colore "zero chimico", diametro 40 mm, tenuti insieme da un centratore in lamiera di acciaio Inox con finitura satinata; a cui è collegato lesclusivo cilindro e disco dissipatore di energia in acciaio Inox finitura cromata; i tubi portanti, su cui è appoggiato il ripiano diffusore in listelli di legno massello di Frassino, verniciato multistrato (4 mani) in colore rosso con lucidatura finale a mano, sono dotati di un sistema di disaccoppiamento tramite sfere planetarie con sistema antiscalettamento; infine le punte di accoppiamento sono in ottone con manopole di regolazione zigrinate in alluminio anodizzato colore argento. Laltezza standard è 720 mm, il modello che mi è arrivato era personalizzato per unaltezza di 650 mm la migliore per le mie LAURI a detta del Costruttore finnico. Credo che la descrizione e le foto rendano giustizia ad una qualità costruttiva a dir poco straordinaria che da sola credo giustifichi il prezzo ma come accade sempre dietro i prodotti di Gregorio lestetica è assolutamente funzionale ad un progetto che si basa su solide convinzioni tecniche e su dati precisi di laboratorio.
Ecco i rilievi effettuati con un confronto tra lo STAB 2 e un supporto per diffusori della Sonus Faber:
Frequenza di prova 60 Hz:
Sopra spettro di rumore rilevato su un supporto per mini diffusore Stab two Tower
Sotto - spettro di rumore rilevato su un supporto per mini diffusore Sonus Faber
Si noti come lo spettro di rumore del supporto Stab two Tower sia molto più pulito e il rumore più contenuto rispetto al supporto Sonus Faber
Frequenza di prova 200 Hz:
Sopra spettro di rumore rilevato su un supporto per mini diffusore Stab two Tower
Sotto - spettro di rumore rilevato su un supporto per mini diffusore Sonus Faber
Anche in questo caso si noti come lo spettro di rumore del supporto Stab two Tower sia molto più pulito e il rumore più contenuto rispetto al supporto Sonus Faber.
Ho voluto fare quattro chiacchiere con Gregorio Giust per capire come è nato questo progetto.
Videohifi: "Raccontaci come sei arrivato a progettare questi stand così particolari?"
Gregorio Giust: "In seguito allesperienza maturata durante la realizzazione della tavoletta con principio anti-feedback sismico "STAB1", e grazie alla ricerca nellabbattimento e la linearizzazione delle vibrazioni, ho voluto concentrare la mia attenzione sui supporti per minidiffusori chiedendomi se anche questi "suonassero". Per verificare questo ho messo a punto un sistema di misura delle vibrazioni che utilizza un vibrometro elettronico e che permette di rilevare la loro entità e il loro grado di propagazione lungo tutta la struttura portante del supporto minidiffusore. Allo scopo di rendere i test il più possibile efficaci, come generatore di vibrazioni ho usato il diffusore stesso. Con lausilio di un CD test contenente tracce registrate con frequenze sonore comprese tra i 40 e i 16000 Hz, tutte riprodotte ad una pressione sonora di 95 dB (valore verificato tramite un fonometro ADC), è stata effettuata una rilevazione attendibile delle vibrazioni sia direttamente sul diffusore (vibrazioni primarie) sia relativamente alla propagazione delle stesse lungo tutta la struttura portante del supporto minidiffusore. Da queste misurazioni ho potuto constatare che, generalmente parlando, i supporti per minidiffusori "suonano" e che questi, se non realizzati con le dovute attenzioni meccaniche atte ad isolare il diffusore dal supporto stesso, "sporcano" il messaggio musicale rendendolo più "nebbioso" e poco definito, con contorni degli strumenti opachi e una minore luminosità dellintero messaggio musicale."
Videohifi: " Che soluzione hai ipotizzato di adottare?"
Gregorio Giust: "La soluzione che ho adottato è stata quella di disaccoppiare tramite sfere planetarie il supporto del diffusore dalla sua struttura portante. Lesperienza maturata nello sviluppo della base antisismica per elettroniche "STAB1" mi ha portato a privilegiare ladozione di una tavoletta in legno piuttosto che un ripiano in metallo, quello più comunemente usato nella maggior parte delle realizzazioni.

Lo smaltimento, lattenuazione e la linearizzazione delle vibrazioni accumulate dal ripiano porta diffusore è stato affidato ad un dissipatore di energia applicato sotto il ripiano stesso tramite un dispositivo semielastico. Questo accorgimento permette al dispositivo di lavorare a 360° (sostanzialmente in tutte le direzioni) consentendo quindi di contrastare il più possibile la trasmissione delle vibrazioni alla struttura portante del sopporto diffusore. Il dissipatore di energia ( che ho brevettato) posto sotto il ripiano su cui appoggia il diffusore è costituito da un cilindro metallico con funzione di pendolo. A questo è applicato un disco metallico alla cui circonferenza è stato applicato un o-ring che ha la funzione di eliminare eventuali vibrazioni spurie. Partendo dalla constatazione sperimentale che le frequenze che maggiormente sollecitano meccanicamente il supporto diffusore sono quelle comprese tra i 40 e i 200-250 Hz, ho dimensionato il dissipatore in maniera tale che lo stesso interagisca vibrando in contro-fase (rispetto alle vibrazioni generate dal diffusore) proprio in questo particolare range di frequenze, contrastando e quindi dissipando in gran parte lenergia accumulata con il suo movimento.
Mi piace inoltre sottolineare il fatto che la struttura disaccopiante del supporto diffusore è stata resa sicura contro lo scalettamento grazie ad una soluzione a "bicchiere rovesciato" (altro mio brevetto) che fa si che la sfera planetaria inserita tra il montante della struttura portante e il piede del ripiano porta diffusore non possa fuoriuscire dalla sua sede. In aggiunta, le tre colonne portanti, realizzate in tubi di alluminio, possono essere accordate acusticamente, previo riempimento con materiale smorzante: pallini di piombo, sabbia, etc., sarà poi cura (e diletto!) del Cliente stabilire quale sia la soluzione più adatta alle proprie esigenze, principalmente in base alla tipologia del minidiffusore utilizzato. Il risultato di questo lavoro di ricerca ha fatto nascere i supporti "STAB TWO TOWER" per i quali lottimizzazione meccanica e dinamica (lavoro del dissipatore) ha portato a risultati notevoli in termini sonori tali da esaltare le caratteristiche proprie del diffusore installato."
IMPRESSIONI DI ASCOLTO
Ho utilizzato i Tower sotto le mie Gradient Lauri Special in alternanza con gli stand che fino ad oggi ho usato con soddisfazione (i Guizu TFW-9e prodotti in Cina ed importati in Italia da Playstereo).Seguendo le indicazioni del costruttore ho fissato le casse alla superficie di appoggio con 4 pezzetti di Blue Tack, soluzione ritenuta migliore dal punto di vista dei risultati sonori e più sicura considerando la superficie lucidata di appoggio. Le differenze sul suono offerto sono molto molto marcate: se da un lato si nota una maggior pulizia nella riproduzione del messaggio musicale, molto più focalizzato (stiamo parlando di differenze non sottili ma percettibili in maniera decisa ed evidente fin dalle prime battute di brani ben conosciuti ed amati) con un incremento notevole delle microinformazioni a tutto favore di una spettacolare resa dellambiente sonoro virtuale, dallaltro gli stand della Gregitek hanno un effetto dirompente sulla riproduzione dei bassi. Mi spiego meglio. In genere i minidiffusori hanno una riproduzione del basso alternante, fino al loro limite fisico offrono spesso ( e le Lauri rientrano in questa categoria alla grande) una risposta molto naturale e realistica, sotto tale limite ovvero nella riproduzione del basso molto profondo, diciamo dai 60 hz in giù per capirci, nella migliore delle ipotesi il suono si fa sempre più impastato al discendere della frequenza. Luso dei Tower è stato rivelatore: da un lato è evidente che gli stand "normali" risuonano e gonfiano in maniera innaturale la riproduzione delle note più gravi, dallaltra gli stand in prova invece, ritengo per merito dellisolamento totale del mini, non interferiscono minimamente con la riproduzione che a questo punto si "ferma" in maniera decisa a limite progettuale della cassa. E un effetto nuovo e molto interessante: sotto i 50 - 60 Hz "non vi è suono o quasi" ma sopra i 50Hz vi è tutto il suono possibile con una pulizia mai prima ascoltata. In questo senso per la prima volta ho potuto apprezzare appieno linserimento dei sub TBI che rifiniscono il suono senza alcuna sovrapposizione con il suono dei sat. Al tempo stesso si tratta di unesperienza straniante e di primo acchito sconcertante rispetto a ciò che si è abituati ad ascoltare: il minidiffusore si trova nella condizione di dare il meglio si sé ma al tempo stesso di non dare in maniera artificiosa nulla di più di ciò che dovrebbe dare. Una volta fatta labitudine a questo suono è molto, molto difficile poterci rinunciare tanta e tale è linfluenza positiva che i Tower hanno sulla riproduzione musicale corretta. Tirando le somme non posso non affermare che ci si trovi di fronte ad oggetti di lusso molto, molto costosi, 1400 Euro non sono pochi per uno stand, ma che più che un accessorio sono un vero complemento DEFINITIVO per un corretto utilizzo in ambiente dei diffusori da stand che hanno con gli oggetti disegnati e prodotti da Gregorio Giust la loro apoteosi sonora difficilmente dimenticabile. In termini assoluti non so dire se esista qualcosa di meglio sul mercato, in termini relativi credo che ogni possessore di Mini di lusso (diciamo dal 4000 euro in sù) non dovrebbe privarsi del piacere lascivo di ascoltare le proprie casse appoggiate a cotanta meraviglia estetica e tecnologica. Un must per pochi forse ma pur sempre un must senza se e senza ma
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PS: Una delle cose che amo di più nella
rete è l'interattività e la possibilità di
contatto immediato: sarò quindi lieto di ricevere i vostri
feedback al mio indirizzo di posta elettronica: francesco.bollorino@videohifi.com
o di discutere con voi sul Forum pubblico della nostra rivista
I PRODOTTI GREGITEK sono prodotti e commercializzati da Gregitek
I BLACK NOISE sono prodotti e commercializzati on line da STYSTEMS & MAGIC di Roma
EDISON 230 e CD BURN-IN sono prodotti da LECTOR - DOCET
AUDIO DESK SYSTEME Glass e' importato da AUDIO REFERENCE
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