HOME PAGE

INDICE
NUMERO 24


CATEGORIA DIFFUSORI:
CATERHAM ACOUSTIC MODEL 7

(Ho chiesto al nostro Pasquale di scrivere lui la scheda di motivazioni del premio dei lettori alle nostre Caterham. Pasquale è un collaboratore alquanto atipico della nostra rivista, come sa chi la segue e segue il nostro forum. Quello che ne è uscito è questa "motivazione" nel suo stile, che definirei inimitabile. La giro così come l’ho ricevuta — IZ)

 

Cosa rende tanto particolare questo Award dei lettori per i diffusori assegnato alle Caterham? Embe’, è il primo prodotto che "mette in pratica il comportamento temporale con l’attenzione reale ai fenomeni di diffrazione suono-denaro"

È un prodotto assolutamente no-compromise (malgrado il basso prezzo).

È un prodotto no-marketing (un tweeter a cono, in carta, nel XXI secolo?).

È un prodotto no-design (piccola è piccola, ma proprio bella?).

Ingombro totale delle banconote necessarie nel portafogli: veramente minimo!

Pasquà hanno vinto le Catheram, …un trionfo!

Scrivi tu un commento visto che questo prodotto è nato ed è nato e vive discusso, provato, recensito, analizzato, acquistato, rivoltato come un calzino e fino a correggerne in corsa persino l’imballo, e tutto ciò principalmente attraverso il forum della rivista Videohifi? …allora pasquà?

È vero Igor, per la prima volta mi son trovato ad attendere non il giornalista ma avidamente attendere di leggere l’opinione dei miei "colleghi" lettori e forumisti con mia medesima passione audiofila, loro già entrati in possesso delle nuovissime "storiche" Catheram, Spedizione, quasi centellinata, sorseggiata come il vino buono, spedite solo a 4-5 fortunati al giorno. …Funzionano da favola, incredibile, ora vi racconto… e pagine e pagine di domande e risposte… certo che sì, certo che no …a che distanza, a quale altezza, con i tubi le hai provate, con cosa le hai confrontate? Tutti concordi alla fine: le Catheram hanno un’anima ed è anima musicale, suonano che non par vero malgrado il prezzo basso. Un ottimo acquisto.

Ok Igor, scrivo il commento ma aggiungerei anche qualche testimonianza di discussione, …tranquillo, lo so, lo spazio… prendo solo due "stralci" dal Forum, due Forumisti come me, con loro voglio simbolicamente ringraziare e ricordare qui tutti gli altri che hanno partecipato e che pure andrebbero citati e con i quali giornalmente discutiamo, scherziamo, ci arrabbiamo pure... Sennò, dimmi tu Igor, che passione è?

-------------------

Salve.

Un'altra differenza è che le Sequerra fanno parte di una ristretta scuola che antepone, nelle scelte progettuali, la coerenza temporale (time aligned), e l'ottimizzazione della risposta in fase (phase coerent). I crossover di questa scuola sono quasi sempre del primo ordine acustico. Rari sono progettisti e prodotti di questa scuola, ma è paradossale che quasi tutti abbiano lasciato un segno indelebile nella storia della riproduzione audio.

Ricordiamo John Bau con le Spica TC 50, TC60, Angelus etc. John Dunlavy prima con le australiane Duntech e poi col suo marchio Dunlavy.

Franco Serblin con le Sonus Faber, Jim Thiel con le Thiel, Ensemble, oltre che, ovviamente, Dick Sequerra.

Un cordiale saluto. Leonida.

------------------------------

Da non credere. Sono diventato un mezzo guru anche io.

Fatto sta che ho ricevuto alcune e-mail con le quali mi si chiede consiglio in merito all’acquisto o meno delle Pata Met (A ME?), e vengo invitato a esprimere un giudizio in merito al suono.

Beh, se proprio ci tenete. Sappiate però che io sono un recensore abbastanza atipico, giacché conduco la disamina afferrando la questione per la coda.

La domanda che rivolgo a me stesso è la seguente: "Tu, Alberto, le compreresti?".

E la risposta è subito pronta: "Sì, senza esitare un attimo".

- E allora perché non le comperi? - Perché non è il momento, e non ho comunque bisogno di un'altra coppia di diffusori, pur se di notevole qualità.

E poi fatevi gli affari vostri, impertinenti che non siete altro!

- Quindi tu Alberto, le hai ascoltate con attenzione, e ti hanno convinto nonostante che il tempo dedicato loro non abbia superato la mezz’ora, e nonostante non conoscessi l’acustica dell’ambiente, e tutto l’impianto che ne faceva da contorno?

Niente affatto. Non le ho ascoltate abbastanza a lungo, ed il mio giudizio si basa solamente in parte su ciò che ho sentito.

Sono due i fatti ai quali ho dato un certo peso, anzi tre.

Primo fatto. Ho ascoltato un anno fa circa una coppia di Sequerra originali, presso il negozio ove mi servo di solito, entrate come usato e uscite per la medesima porta nel tempo necessario per recitare un amen.

Il suono di quei diffusori mi piacque parecchio. Potrei descriverlo come molto raffinato, concreto, realistico, con un’ottima immagine stereofonica.

E se le Catheram ricalcano quel suono, come del resto a me sembra (sembra) di aver ravvisato nel suddetto fugace incontro, considerando il prezzo al quale sono vendute, direi che possono essere definite un acquisto felice.

Fatto numero due. Oppure, se preferite, fatto "B". Non dovesse piacervi neppure la dicitura Fatto "B", potrei ripiegare definitivamente su:

Variante al fatto primo, denominata Fatto Secondo. Al Top Audio le due piccole Sovrane ("Sovrana" è detta dagli inglesi la sterlina aurea) venivano pilotate da amplificazioni a valvole per complessivi tot migliaia di Euro o giu di lì. E non davano la minima impressione di soffrire per eccessivo sbilanciamento in favore dell’amplificatore.

Fatto numero tre. O per essere più precisi Fatto Terzo, nonché il Fatto che viene subito dopo il secondo, e che per non peccare d’eccessiva pedanteria e prolissità, mi limiterei a definire: L’Ultimo Fatto. Presso la saletta di Videohifi, ho ascoltato i Quadri Di Un Esposizione suonati da Ivo Pogorelich. Registrazione Deutsche Grammophone, guarda te che fortuna! A me decisamente nota. Pianoforte solo. Pogorelich in tutto il suo splendore. Uno dei rarissimi Deutsche registrati come si deve. Tra l’altro ho imbroccato il pianista senza sapere nulla del disco; solamente ascoltandolo (era un normale cd). Il che la dice lunga sulla qualità del suono.

Non mi capita quasi mai d’indovinare l’interprete così, all’impronta.

Corollario all’insieme dei fatti, cosiddetto:

Corollario Otrebla, o Rottura di scatole finale. Non si tratta di prodotti cinesi.

Non sono costruite a Taiwan (ove peraltro vivo).

Non provengono da qualche paese dell’Est europeo.

Sono italiane. Inoltre mi hanno dato la forte sensazione dell'oggetto costruito molto bene. Solido e ben rifinito.

Difetti? Le Sonus Faber sono più belle.

Anche le Dynaudio. Anche le B&W. Anche le Monitor Audio. Anche le Leema Xen. Anche le Chario. Anche le Aliante. Anche le…….

Saluti. Alberto.

-------------------------------

Tanto per non far torto al Sommo, al Supremo, al Romanista Divino Diretur (che sennò s’offende e diventa triste e non si da una smossa con il supertweeter…) ho trovato questa sua unica (unica) descrizione delle Caterham, descrizione tecnica che poiché non compare da nessuna parte in the world (in tutto il mondo!) ritengo opportuno ed utile a tutti noi "raccoglierla" dal forum e riproporla qui:

Cosa rende la Caterham Acoustics Seven un sistema tanto particolare?

Sono filologicamente ispirate al più celebre minidiffusore della storia, il Sequerra Met 7. La filosofia elettroacustica di Sequerra mette l'enfasi sul corretto comportamento temporale dei suoi diffusori ed estrema attenzione ai fenomeni di diffrazione. Il frontale è limitato alle dimensioni che permettono l'ingombro letteralmente "a filo" del woofer da 5" e del tweeter da 2", con un rifasamento "a gradino" del woofer. Le dimensioni?

Ingombro totale veramente minimo: mm 135L x 195h x 230P.

Il filtraggio e rigorosamente del primo ordine "minimum fase" nel massimo rispetto possibile della forma d'onda del segnale musicale.

La Caterham Acoustics Seven riprende pedissequamente gli ingredienti della Met 7 originale a parte una inevitabile attualizzazione della componentistica (i driver sono discendenti diretti di quelli delle origini) con lievi migliorie nella qualità del cablaggio e dei condensatori. Il cabinet è in MDF, invece dell'economicissimo truciolare delle origini, finito in Vesmaflex antigraffio. Il sistema dei led segnalatori di potenza è stato eliminato per ragioni sonore.

È un prodotto assolutamente no-compromise (malgrado il basso prezzo).

È un prodotto no-marketing (un tweeter a cono nel XXI secolo?).

È un prodotto no-design (piccola si, ma proprio bella?).

Come una Caterham Seven automobilistica, ha un solo obiettivo, dare piacere d'ascolto "da corsa", com'è l'assoluto piacere di guida della sua omonima .

La Caterham Acoustics Seven fa sì che anche i piccoli amplificatori integrati audiophile poco costosi si esprimano al massimo delle loro reali possibilità, come nessun altro diffusore nella sua fascia di prezzo - e ben oltre - potrà mai fare, gestendo con grazia le colorazioni ed i limiti eventuali di tali elettroniche. Non esiste invece alcun limite alla qualità dell'amplificazione abbinabile alle Catheram Seven sia che si tratti di amplificazioni a stato solido che a valvole (ovviamente non si potrà chiedere loro l'impossibile in termini di potenza continua accettata ed SPL massimo). Naturalmente il sistema Catheram può essere completato con un super-tweeter a nastro ed un subwoofer "ad-hoc". Ove se ne senta davvero la necessità, ove si voglia raggiungere proprio il top in prestazioni paragonabili a quelle di alcuni dei migliori grandi sistemi.

Ottime cose

Bebo Moroni



© 2007 VIDEOHIFI.COM