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NUMERO 23


Sonics Anima di Enrico Puppo

I marchi di diffusori, si sa, spuntano come funghi (così come quelli di cavi). Facile aggirarsi per la rete, scaricare qualche progetto di dubbia origine, procurarsi quattro altoparlanti e qualche assicella, riciclare una manciata di componenti elettronici e, magari con l’aiuto di un amico appassionato di bricolage, assemblare due parallelepipedi, dai quali con poca fatica si potranno far uscire suoni (che poi ci esca la musica è un altro discorso). Qualche tocco glamour all’estetica (si può sempre lasciar l’amico al suo bricolage e mettersi d’accordo con un buon falegname, se poi si ha sotto mano un designer tanto meglio), due connettori massicci e dorati (meglio quattro), l’opera compiacente di un abile commerciale e il gioco è fatto: il progetto del secolo, the ultimate speaker è pronto per essere lanciato sul mercato.

Ebbene, la tedesca Sonics esiste solo dal 2005, ma se pensate che si tratti dell’ennesimo fungo vi sbagliate di grosso. Il suo patron e principale progettista, Joachim Gerhard, opera infatti nel mondo dell’audio da molto tempo. Nel 1985 è uno dei soci fondatori di Audio Physic, azienda produttrice di diffusori di alto livello, forse poco nota da noi, ma molto nota ed apprezzata sia oltralpe che oltre Manica e oltre oceano. Dirige Audio Physic dal 1985 al 2004 e ne è l’unico proprietario tra il 1991 e il 2004. A quanto pare, l’impostazione dei diffusori Audio Physics si era nel tempo allontanata dai gusti del suo proprietario, diventando a sua detta un po’ sterile (troppo radiografanti? non so, non li ho mai ascoltati). Al punto che, piuttosto che imporre un cambio di rotta (che avrebbe potuto compromettere il marchio rispetto alla propria clientela), preferisce vendere l’azienda nel dicembre 2004, per avviarne una nuova subito dopo, la Sonics appunto. Se pensate per questo che Herr Gerhard sia solo un imprenditore dell’audio, vi state ancora sbagliando. Infatti, tra il 1985 e il 1996 è stato anche il principale progettista di Audio Physic. Il suo ultimo progetto per Audio Physic, la Virgo 2, è uno dei diffusori di maggior successo della casa tedesca, tuttora in catalogo.
Con Sonics, Joachim Gerhard ricomincia a progettare in prima persona. La sua filosofia progettuale è un concentrato di rigore teutonico: solida base di misure e simulazioni al computer, seguita da numerosi test di ascolto e raffinamenti successivi del progetto. Dal punto di vista sonico, la ricerca è volta ad ottenere un suono tridimensionale, naturale e reale (ma c’è qualche progettista che ha scopi diversi da questi? – anche se c’è, non ve lo dirà mai). A detta del progettista, rispetto alla produzione più recente di Audio Physic, i diffusori Sonics hanno un suono più caldo e umano, senza per questo tralasciare una grande attenzione alla risoluzione, al dettaglio, alla dinamica, alla neutralità ed alla bassa distorsione. Su questi ultimi parametri posso confermare, almeno per quanto riguarda le piccole Anima.
Il primo modello di diffusore Sonics esce sul mercato nell’aprile 2005 ed è il frutto di tre anni di ricerca condotta direttamente dal titolare della ditta. A questo si aggiungono, in breve tempo, altri nove modelli su quattro linee di prodotti, a coprire una vasta gamma di esigenze e prezzi, dalle piccole bookshelf alle grandi ammiraglie.

L’Anima rappresenta il modello più piccolo della serie "A" ed è un bookshelf da dieci litri, due vie in bass-reflex con allineamento QB3. Usa due altoparlanti Seas fatti su specifica appositamente per Sonics: un woofer da 15 cm in alluminio con trattamento superficiale ceramico e un tweeter da 22 millimetri a cupola di alluminio e magnesio, con sospensione in materiale tessile e raffreddamento a ferrofluido. Il woofer è a profilo piatto per ottimizzare la risposta di fase e ottimizzato con analizzatore Klippel per ridurre la distorsione al minimo. Il tweeter ha una frequenza di breakup di 40 kHz, mentre in banda audio si comporta come un pistone, ottenendo una risposta in frequenza estremamente piatta e senza accumulo di energia residua. L’impedenza è di 8 ohm con una sensibilità di 86dB / 1m / 2.85V. La potenza massima raccomandata è di 100W. La risposta in frequenza è di 50 Hz – 33 kHz (-3dB) ( +-2dB tra 100 Hz e 20 kHz). Non è certo quella di un diffusore full range ma è senz’altro di tutto rispetto nel panorama dei bookshelf. Il crossover è un filtro Butterworth del terzo ordine con taglio a 2.7 kHz., realizzato con soli sei componenti di qualità: condensatori in polipropilene, induttori a basso effetto Barkhausen e resistenze non induttive.

I fianchi e il retro del cabinet sono retti, mentre la parte frontale è inclinata all’indietro e la parte superiore è anch’essa inclinata a formare un angolo di 90 gradi con quella frontale. Il cabinet è molto ben rifinito, realizzato in legno multistrato ad alta densità che, secondo il costruttore, ha caratteristiche meccaniche e soniche molto migliori del più economico, usato e noto MDF. Il tutto è rivestito da un’impiallacciatura in betulla. La base del cabinet è una piattaforma nera di dimensioni leggermente inferiori a quelle del cabinet stesso.
La cupola del tweeter è coperta, come spesso accade, da una griglia metallica, mentre il woofer è a vista. Non mi pare sia prevista la possibilità di applicare una griglia frontale a nascondere gli altoparlanti. Sotto il woofer trova posto il logo della casa, elegante e discreto. La geometria lineare ma insieme originale del cabinet e l’essenza chiara del legno suggeriscono immediatamente un’impronta "nordica", comune a molti diffusori di origine germanica o scandinava.
Nella parte posteriore troviamo il condotto reflex piuttosto ampio e due bei connettori in ottone dorato ad alta percentuale di rame, coperti di plastica trasparente nella parte che si svita. La loro struttura permette di utilizzare tutti i tipi comuni di terminazioni per i cavi di potenza, ma niente biwiring.

L’ascolto
L’Anima è un diffusore dall’impronta aperta e analitica, abbastanza monitor. Il suono è molto articolato e dinamico e il timbro abbastanza neutro. Tutto sommato hanno un’impostazione piuttosto vicina a quella delle mie Totem Model One Signature, quindi ho ritrovato un suono simile a quello a cui sono abituato. Gli acuti escono limpidi e brillanti, ma mai affaticanti, come spesso invece accade nel caso di diffusori con tweeter a cupola metallica. La gamma media è ricca di armoniche e abbastanza naturale, mentre la gamma medio-bassa è ben presente, forse un pelino chiusa. Nel registro grave l’Anima scende piuttosto in basso, anche considerando le sue dimensioni ridotte e il diametro del woofer, e lo fa sempre con ottimo controllo. Il fuoco mi è parso sempre preciso e il soundstage esteso in tutte le direzioni e proporzionato.
Dopo una cinquantina di ore di rodaggio con ascolti rilassati, ho messo alla prova le Anima con ascolti più attenti, utilizzando diversi generi di musica e supporti sia CD che vinile.

Di seguito riporto le impressioni avute durante alcuni di questi ascolti.
Beethoven – Variazioni Diabelli – Pollini – DG (CD)
Questa incisione ha un’acustica caratterizzata da un leggero riverbero, con il piano piuttosto arretrato. Le Anima restituiscono una ricostruzione scenica molto profonda e di larghezza realistica, con un’ottima presenza del pianoforte al centro della scena, il registro acuto spostato leggermente verso destra. Il suono fluisce preciso a senza incertezze. La grande potenza del pianoforte non sembra mettere minimamente in difficoltà i piccoli diffusori che rispondono esibendo un’ottima gamma dinamica. I medio-bassi potrebbero essere forse leggermente più aperti, ma nel complesso la riproduzione è corretta e sicuramente godibile.
Cheryl Bentyne – Talk of the town – Telarc (CD)
Disco inciso molto bene, nella migliore tradizione Telarc. Palcoscenico proporzionato e realistico, non fosse per la batteria che tende ad espandersi troppo (vizio purtroppo diffuso tra molti fonici negli ultimi anni). Anche in questo caso il suono arriva limpido e preciso, con una resa forse più avvolgente rispetto al disco di Pollini. Ottimamente riprodotto il contrabbasso con un suono profondo, materico e secco al tempo stesso. Batteria corretta, molto realistico il suono delle pelli e dei piatti. Pure il piano è corretto, anche meglio del disco precedente. Voce dal timbro piacevole e naturale, anche se a tratti esce qualche nota metallica. Ottima la messa a fuoco e il soundstage proporzionato.
Dire Straits – Love over gold – Polygram (LP)
Anche grazie all’incisione eccellente e alla magia del vinile, qui le Anima danno il loro meglio. I diffusori sono spariti, lasciando spazio ad una scena larghissima e profondissima, a un suono avvolgente e amalgamato dal quale emergono comunque precisi tutti i dettagli. Nettissima l’articolazione degli strumenti nel pianissimo all’inizio di Telegraph road e allo stesso tempo nessun affanno nel riprodurre anche le parti più impegnative e dinamiche del brano. Volendo proprio trovare un difetto, possiamo dire che la voce potrebbe forse essere proposta con un filo di calore in più.
Haydn – The creation – Hogwood – L’oiseau lyre (CD)
Devo dire che difficilmente riesco a dirmi pienamente soddisfatto della riproduzione di musica orchestrale, men che meno nel caso di diffusori bookshelf (incluse le mie Totem) ai quali manca la capacità di restituire il grande impatto dell’orchestra. Le Anima non fanno eccezione, ma si difendono con una performance di tutto rispetto, per lo meno rispetto a quanto appunto possa fare una cassa di quelle dimensioni. Anche in questo caso, gli aspetti più notevoli riguardano la pulizia e l’articolazione, l’astensione del soundstage e la capacità dinamica. Nell’incipit della prima scena le voci giungono chiarissime, così come tutti i dettagli degli strumenti presenti, sia nei pianissimo che nei pieni. L’entrata in fortissimo dell’orchestra su "and there was light" è resa tutto sommato con buon impatto, anche se manca quella base tellurica che solo i diffusori full range sanno restituire. La voce di Emma Kirby nella prima aria è riprodotta con dolcezza e anche il controcanto del coro risulta preciso, articolato e di buon impatto.
Mahler – Sinfonia N.1 - Abbado – DG (LP)
Volendo ancora sfidare le piccole Anima su un terreno difficile, ho messo su il primo tempo di questa sinfonia, ricco di dinamica e di timbri diversi, dalle potenti percussioni agli archi impalpabili, passando attraverso tutta la famiglia degli ottoni e dei legni. L’incisione è digitale ma di ottimo livello. La resa sonora delle casse è coerente con gli ascolti precedenti, essendo caratterizzata soprattutto dalla chiarezza e dall’articolazione, ma l’impatto dell’orchestra è decisamente migliore di quello ascoltato con Haydn. Il pieno orchestrale, che segue la lunga parte iniziale di piano e pianissimo, arriva con l’impatto dovuto e anche il suono dei timpani nel finale è restituito con autorevole fisicità, senza esitazione né distorsione.

Conclusioni
Le Anima mi hanno lasciato decisamente soddisfatto. Sono diffusori dalla costruzione molto curata e dal suono neutro, di grande dinamica ed articolazione, che sanno esibire una performance di livello molto elevato, difficilmente riscontrabile in diffusori della stessa fascia di prezzo e anche in molti diffusori bookshelf di costo maggiore. Punti forti sono specialmente la grande dinamica, la velocità e l’articolazione, unite ad una resa del basso a cui pochi bookshelf sanno arrivare. Nettamente in secondo piano i punti deboli, che si possono riassumere in una leggera chiusura nel medio-basso e in qualche nota metallica nella voce, specialmente in presenza di registrazioni digitali di livello non eccellente. Dato il carattere aperto ed analitico, sono diffusori adatti a chi ama il suono preciso, neutro e dettagliato e si sposano probabilmente bene con impianti dall’impronta calda e con sorgenti analogiche, con le quali ho avuto risultati migliori.
Speriamo di vedere presto questi diffusori distribuiti in Italia. Venduti ad un prezzo analogo a quello praticato in patria, potrebbero sicuramente soddisfare le esigenze di molti audiofili. A me resta la curiosità di sentire come si comportano i modelli superiori di gamma della stessa casa, in particolare le grandi torri full range che, se tanto mi dà tanto, dovrebbero offrire performance di livello davvero notevole.


Impianto di riferimento
Sorgente digitale: Bow ZZ-Eight i2s
Sorgente analogica: giradischi JA Michell Gyrodec, braccio SME 3009-R, testina Goldring Excel
Preamplificatore: Beard CA35
Amplificatore finale: GamuT D200
Diffusori: Totem Model One Signature
Cavi di segnale: Vacuum State Silver Wire e autocostruiti
Cavi di potenza: Lagenburg Zeus-S Reference
Cavi di alimentazione Legenburg Apollo e autocostruiti
Trattamento acustico della sala con Astri Audio Corrector (su progetto Astri Audio)
 

Informazioni sul prodotto
PRODOTTO AL MOMENTO NON IMPORTATO IN ITALIA
Prezzo di listino in Germania: 2000 Euro
SITO PRODUTTORE: www.sonicsonline.de


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