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Leben RS-28C e CS-250x di Igor Zamberlan
Di solito gli oggetti di importazione giapponese nellalta fedeltà non consumer (o non di provenienza consumer: Sony, Denon e Pioneer hanno anche prodotti di fascia altissima, che ogni tanto arrivano addirittura ! fin da noi), quelli cioè costruiti da piccole aziende artigianali o poco più che tali, non si contraddistinguono certo per rapporti qualità prezzo favolosi. Hanno, a portarli comunque in alto nella considerazione degli appassionati, un grande fascino, quello dellesotico e dellesoterico; hanno una costruzione, una qualità della componentistica e un suono abbastanza inusuali a compensare dei "biglietti di ingresso" che tendono ad essere piuttosto salati e hanno anche quellaura che deriva loro dal fatto di essere progettati da personaggi più o meno meritatamente mitici.
Cosa succede se utilizzando ricette abbastanza semplici, ottimizzate in modo certosino, valvole non esotiche ma di elevata qualità, componenti non "costruiti da vergini scalze in una notte di plenilunio", ma indiscutibili arrivano degli apparecchi che hanno quasi tutte le caratteristiche di quei costosi esogiapponesi e, in più, hanno un prezzo che potrebbe ancora rientrare nella categoria del raggiungibile? Succede che nasce un piccolo "caso" underground, basato quasi sul passaparola. Succede che appare un piccolo mito, anche senza contare sullinavvicinabilità dei costi.
Ed è un po quel che sta capitando con Leben. Certo, 5100 Euro per un preamplificatore (che però contiene uno stadio phono, pur se solo MM) e 3100 Euro per un finale da una decina di watt non sono pochi. Ma, considerando quanto scrivevo sopra, non sono neanche prezzi furiosi. E cè una qualità sonora particolare, che arriva quasi a sfidare lanalisi, che già ha colpito, ascoltando lintegrato da una dozzina di watt, qualche numero fa il nostro direttore e Giovanni Aste, due che non sono così facili agli entusiasmi per gli esoterismi fine a se stessi.
Il preamplificatore
Il pre, dicevo, costa 5100 Euro. E, dei due oggetti in esame, mi pare il più universale e, probabilmente, in sé, il più versatile.
Ha un look piacevolmente retro, grazie a un frontale "golden", a una serie di manopole e soprattutto alle "casse" di legno in cui i due telai sono, ciascuno, inseriti. I piedini di ciascun telaio, infatti, tengono avvitato al telaio vero e proprio un involucro di legno che lo copre, nella versione che ho avuto in prova (oggi ne esiste una versione con le sole spallette in legno) lateralmente, sopra e sotto. La parte superiore presenta, ovviamente, delle aperture per ventilare gli interni, in corrispondenza alle feritoie del telaio metallico.
Attenzione, perché mio malgrado, quando lho aperto per fotografarlo, ho dovuto constatare che i piedini, nel caso del telaio dellalimentazione, tengono avvitata al fondo anche la scheda su cui sono montati il trasformatore e il raddrizzamento (a valvola per lalta tensione), rendendo molto problematico il rimontaggio. Che poi, a causa di un errore, abbia pure perso le foto, è la classica beffa che si aggiunge al danno, per cui vi dovrete accontentare di foto prese dalla rete.
Il circuito vero e proprio è composto, per la parte di linea, da un SRPP di E288CC Siemens ottimizzato in modo certosino attraverso infinite prove dal progettista Hyodo (che ha trascorsi in Luxman). La tensione di uscita del preamplificatore può arrivare a 60V, sufficienti (eufemismo) a pilotare, in pratica, qualsiasi finale noto agli umani. Intelligente la scelta di montare un attenuatore a cinque posizioni sul pannello posteriore, per adattare il guadagno del pre (sostanzialmente insaturabile da qualsiasi sorgente) ai parametri di interfaccia di diversi finali senza ridurre la gamma utilizzabile del potenziometro anteriore (un Alps a scatti dallottimo bilanciamento e dalla corsa molto dolce).
Il phono impiega delle 12AT7 Amperex e una RIAA passiva, implementata con componenti di qualità (tutto il pre usa resistenze Riken, condensatori Elna Silmic, Wima, Rifa, GE), fra i due stadi di guadagno. E da poco stato annunciato che sarà a breve disponibile un pre phono basato sullo stesso circuito utilizzato in questo preamplificatore, con probabilmente, ma i dettagli non sono ancora finalizzati mentre scrivo un trasformatore per renderlo compatibile con le testine MC. La costruzione è completamente cablata in aria.
I connettori sul pannello posteriore sono dei Canare, montati ciascuno su dei pannellini separati di dimensione simile a quella degli XLR da pannello.
Del fatto che lalta tensione è rettificata a vuoto (una 5Y3WGTA) vi ho già detto, il filtro per lalta tensione è induttivo e i filamenti sono stabilizzati a stato solido; restano da fare alcuni appunti di utilizzo. Il regolatore del guadagno sul pannello posteriore mi è tornato utile nel piuttosto lungo periodo di prova per interfacciare questo preamplificatore con finali diversi da quello della casa; il suo effetto, tuttavia, mi ha un po sorpreso, nel senso che, a volte, si presentava un certo ronzio in posizioni inferiori a quella di massimo guadagno con certi finali, nonché unirragionevole (e sempre dipendente dalla posizione del regolatore del guadagno) tendenza alla captazione di disturbi con alcuni cavi. Cè, perciò, un po da lavorarci: vedremo allascolto se ne vale la pena.
Il finale
Il finale utilizza unalimentazione a stato solido e dei trasformatori duscita della Hammond, costruiti custom per Leben (così mi pare di capire: una delle attività di Leben, in patria, è la costruzione e distribuzione di componenti per altri costruttori e per lautocostruzione; il manuale in puro giapponese non mi aiuta molto, devo dire).
Le valvole utilizzate sono sei; come sfasatore e driver vengono usate delle 12AT7 Philips. La chicca viene sulle finali: il CS250 è un push-pull di 6K6GT, valvola simile alla 6V6, NOS costruite da Viesseux. Sono valvole abbastanza rare in hi-fi, che tuttavia, non essendo molto richieste, si riescono ancora ad acquistare a prezzi ragionevoli.
La costruzione è "aperta", con le valvole a vista e con un robusto telaio metallico, con attorno una cornice in legno (in tonalità diversa da quella del preamplificatore). I connettori di ingresso sono gli stessi utilizzati sul pre; i connettori di uscita sono di buona qualità. E previsto un selettore per i due secondari disponibili (4 e 8 ohm) e cè il classico (per gli apparecchi giapponesi di tendenza retro) attenuatore in ingresso.
Utilizzo e suono
Qualche nota di utilizzo sul pre cè già sopra. Ho usato il pre con diversi finali; il finale, invece, dopo un breve periodo iniziale (mi è arrivato prima del preamplificatore) con il mio Tom Evans Vibe è stato perlopiù impiegato col suo preamplificatore.
Come cavi, fra pre e finale ho provato un po di tutto, attestandomi alla fine sui miei Wire World Gold Eclipse 3, dato che erano silenziosi (gli Shunyata Antares prendevano la radio, i Kimber KCAG ronzavano) e hanno RCA compatibili con quelli degli apparecchi Leben (i White Gold, coi Neutrik, tendevano a "saltare via" dai connettori, in particolare da quelli del finale, per fortuna senza fare rumoracci).
Rileggendo la prova dei colleghi sullintegrato Leben, devo dire che ritrovo molte delle mie impressioni di questa coppia, e in particolare una difficoltà, cioè quella di descrivere il suono di qualcosa che ha un suo carattere, ma un carattere che se descritto nel modo iperanalitico in cui mi piace condurre le prove rischia di non passare al lettore.
Perché i Leben, e il pre che mi pare di una classe superiore rispetto al finale, e infatti è in arrivo un finale superiore, simile e migliorativo rispetto a quellRS600, lintegrato top, di cui si dicono mirabilia in particolare, sono innanzitutto equilibrati, di un equilibrio difficile da caratterizzare a parole senza distruggerne lidea stessa. Ci sarebbe quasi da parlare di magia, se non fosse che rifuggo da simili scorciatoie. Ci provo. Non garantisco di riuscirci: ve li dovrete andare a sentire, credo. Ma ci provo.
Ecco, è come se, ascoltando il pre Leben e limitandoci per il momento allo stadio linea , ci fosse labbastanza immediata presa di coscienza del fatto che ci sono apparecchi più trasparenti (ad esempio il mio Tom Evans). Ci sono apparecchi più dinamici (lo stesso Tom Evans). Ci sono apparecchi più neutri (cè un lieve avanzamento di una piccola parte del medioalto, un acuto dolce, un mediobasso un po eufonico, un basso non iperarticolato). Ci sono apparecchi più autorevoli (il Cello Palette Preamp che sto usando ora). O con una scena più ampia e granitica (lo stesso Cello). Ce ne sono di più "diretti", o di più "veloci", eccetera. Insomma, a parte forse per la capacità di restituire un timbro, un colore strumentale veramente splendido, potrete, nella vostra esperienza, se siete audiofili di lungo corso, trovare apparecchi, di fascia di prezzo paragonabile o superiore (e forse, se sono "one issue items", anche inferiore), che per ciascun singolo parametro fanno di meglio. Ma, immediatamente, e se non siete fissati proprio su uno di quei parametri, vi chiederete perché. Avrete la sensazione, se il Leben vi colpisce quanto ha colpito me, che chiedere di più in un parametro voglia dire spettinare quellequilibrio che vi si trova davanti.
E quindi staccherete, sempre se vi colpirà come ha colpito me, la parte analitica del vostro cervello e vi metterete a godervi la musica. Ogni tanto vi soprenderete ad analizzare, vi direte che avete sentito quel passaggio più dinamico o più dettagliato. Però forse mai ne avrete colto il senso musicale così indisturbati dallhi-fi. O magari sì, se avete avuto occasione di sentire apparecchi che presentano lo stesso equilibrio a livelli di prezzo più elevati non dimentichiamo che stiamo parlando di un apparecchio che costa sì praticamente diecimilioni del nostro vecchio conio, però, ormai, in questo mondo di prezzi fantasiosi, 5.000 Euro per un pre sono quasi diventati "fascia media"
Magari sì, ma rimarrete lo stesso ammirati dal gusto e dalla sapienza con cui Hyoudo ha scelto i propri, inevitabili in un mondo imperfetto come quello della riproduzione audio, compromessi. Che sono quelli di non strafare da nessuna parte per non trovarsi, altrove, punti deboli da coprire. E soprattutto, di non presentarvi una radiografia dellevento, ma di cercare di presentarvene lessenza, di non farvi perdere in dettagli distraenti.
Il phono? Ottimo davvero. Con la mia testina attuale (la Lyra Evolve) ho usato lo step-up Mad for Music Il Gradino per poter utilizzare questo stadio MM. Il phono pare esaltare le caratteristiche di equilibrio (è possibile esaltare un equilibrio? Boh
) del Leben, dandogli anche una caratteristica di assoluto spicco, cioè la dimensione della scena acustica, che diventa bellissima soprattutto in altezza e profondità.
Il finale pone qualche problema in più. Non perché non abbia molte delle caratteristiche del pre: mi pare che ci sia comunque un minimo in più di enfasi sul medioalto e un equilibrio un pochino più ruffiano, anche se a volte il finale sembra un po vuoto: credo sia legato al motivo di quella maggiore problematicità.
E che, per quanto possa stupire come riescano a spingere dei diffusori anche non ad alta efficienza, dieci watt restano dieci watt. Non ci si gira troppo attorno. A meno che non si tratti di monotriodi (che, per qualche motivo, pare possano trascendere, almeno a volte, le limitazioni di potenza, forse grazie a un bilanciamento tonale più eufonico, a una capacità di recuperare più velocemente in caso di saturazione, a una distorsione più benigna e alle loro nei casi migliori caratteristiche di raffinatezza), lascolto di diffusori non efficientissimi con un piccolo amplificatore rischia di deludere, almeno in parte. Il Leben fa ciò che può, comunque, ed è molto: fino ad un certo livello di volume, che potreste giudicare soddisfacente, con diffusori non efficientissimi che suonino, di loro, abbastanza pieni (le Wilson Benesch Curve riuscivano nellimpresa), è credibilissimo e dà lo stesso tipo di sensazioni che dà il preamplificatore. Mi piacerebbe poter provare questo finale con qualche diffusore di efficienza medio-alta e di scuola classica, ad esempio con un Tannoy della generazione HPD. Tuttavia, come scrivevo allinizio, resto convinto che qui il campione sia il preamplificatore, che mi pare godere di una grana più fine e di un equilibrio più universale, oltre che essere sicuramente più versatile.
Ecco, alla fine mi resta una curiosità: sentire se questo pre, con il (peraltro invero costosetto) finale da 40 watt in arrivo sarà in grado di soddisfare un maggior numero di esigenze. Probabilmente, molto probabilmente sì. Il pre è già molto vicino a quellobiettivo. Consigliatissimo.
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