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Due interviste di Igor Zamberlan
In occasione del recente show di Lubiana...
Ricominciamo: ho mancato loccasione di andare al recente show di Lubiana allultimo istante, per altri e inderogabili impegni, che nulla hanno a che fare con laifai.
Però avevo un paio di appuntamenti con due costruttori (grazie agli auspici del loro distributore italiano, Audio Lyric). Uno è noto praticamente a tutti quelli che si dilettano di analogico, laltro è ancora poco noto qui da noi, ma pare avere stoffa. Si tratta di Dejan Nikic, la mente dietro il marchio NAT, Nikic Audio Team, che costruisce una serie di interessantissime e innovative elettroniche valvolari.
Franc Kuzma
IZ: Mi pare che nella produzione Kuzma ci siano prodotti che usano diversi principi, alcuni giradischi sono sospesi, altri sono rigidi. Un braccio è unipivot, altri sono a cuscinetti, poi cè lAir Line che è un tangenziale ad aria. Pare che lapproccio sia molto aperto, insomma. Non sei "sposato" a un singolo tipo di progetto. Ma quali sono i processi che portano alle diverse scelte? Lidea è quella della migliore soluzione a un dato livello di prezzo?
 FK: Direi che lidea è quella. La basse di un giradischi è una connessione rigida fra il perno del piatto e il braccio. Questo devessere quanto più possibile isolato dalle vibrazioni esterne, come sono il rumore del motore, il feedback acustico, tutte le vibrazioni strutturali provenienti dallambiente circostante.
Uno degli approcci è quello di usare un sistema che filtri, come quello con sospensione e massa, che filtra le vibrazioni fino ad attorno alla sua frequenza di risonanza. Per il miglior isolamento, la frequenza di risonanza devessere il più bassa possibile, diciamo intorno ai 2-3 Hz, il che non è facile da ottenere mantenendo la stabilità. Smorzare aiuta, ma incrementa la sensibilità del sistema.
Allo stesso tempo, dobbiamo far girare il piatto, collegando il motore. Se lo montiamo sulla stessa base del perno e del braccio, introduciamo la vibrazione del motore nel sistema. Se montiamo il motore separatamente, evitiamo le vibrazioni, ma introduciamo una cattiva trasmissione dinamica del movimento con la cinghia.
Quindi il compito del progettista è quello di sccegliere la costruzione e come risolvere questi problemi in pratica. Certamente, lutilizzo della massa propriamente distribuita è un buon approccio. Ma bisogna farlo in modo che il materiale utilizzato non diventi sensibile, non capti vibrazioni. Per esempio, se si usa un ripiano sottile e rigido e poi ci si montano sopra braccio e perno, quando si prova a battere su di esso, comincia a vibrare e questo significa movimenti indesiderabili fra stilo e solco. Allo stesso tempo, quel ripiano capta vibrazioni dallesterno.
Ma se si usa una barra piena e rigida, come nel nostro giradischi piccolo, ci si trova con qualcosa che è al contempo rigido e decisamente immune alle vibrazioni esterne. Lidea mi è venuta alla metà degli anni 90 non so perché non mi sia venuta prima
La mancanza di una sospensione è anche la soluzione migliore per quelle sistemazioni in cui i pavimenti sono instabili, si flettono o sono sensibili al passo delle persone. Intuitivamente, questo potrebbe sembrare un controsenso. Il problema è che le vibrazioni non verrebbero mai smorzate e quindi il sistema potrebbe oscillare a lungo spesso si dimentica che è il braccio che non è stabile quanto il resto, e quindi tende a saltare fuori dai solchi. Qui può venire in soccorso lo smorzamento del braccio.
Quindi, per il giradischi più economico, sistema rigido non sospeso. Per i modelli più costosi, sospensione con alto smorzamento e per il top alta massa che costa, come i macchinari di precisione. Ma molto dipenderà dal pavimento e dal tavolo su cui il giradischi sarà messo.
Bracci: il più semplice è lunipivot, si può fare in modo eccellente a costi ridotti. I cuscinetti non sono facili da usare, ma si ottiene un braccio che non oscilla orizzontalmente, come invece fanno gli unipivot. La sospensione ad aria, se viene fatta bene, è costosa perché servono aria compressa e filtri, ma è più rigida di qualsiasi altra cosa ed è senza frizione.
Naturalmente, con ciascun approccio si possono fare oggetti molto cari o molto economici. Ma cerco di progettare sempre in modo che ogni nostro prodotto abbia il miglior rapporto qualità prezzo possibile.
IZ: Motori multipli. Marco di Audio Lyric (il distributore italiano) mi ha parlato della nuova versione a quattro motori dellXL. Ci sono persone che pensano che i motori multipli siano la soluzione e ce ne sono che pensano che più motori voglia dire più problemi. Secondo costoro, i motori si darebbero fastidio luno con laltro, causando instabilità di velocità ed aumentando il rumore. La mia esperienza personale con lo Stabi Reference, che ha due motori, è che linstabilità non sia un problema (e la velocità instabile mi dà molto fastidio). Le idee di coloro che criticano i motori multipli sono prive di fondamento o usi tecniche particolari?
FK: Potrei cominciare con una battuta: i motori delle automobili sono più dolci nellerogazione se hanno più cilindri. Sì, il monocilindrico è più semplice, ma più cilindri danno potenza più dolce e maggior coppia, sempre.
Come sai, tutti i motori elettrici ruotano e in una rotazione (360 gradi) di un rotore, la potenza non cà sempre tutta. In qualche punto cè una spinta, e poi cè uninterruzione, e quindi è come se la rotazione fosse impressa in modo discontinuo, pulsante. Sicuramente un piatto pesante ha dellinerzia, che compensa questo. Ma, secondo la teoria, se fermiamo il momento rotatorio su un piatto che gira, comunque inizierà a rallentare la sua rotazione. Non di molto, ovviamente, e non si può misurare facilmente. Però pensa se questo succede nel momento in cui la testina legge linizio di una nota suonata da un basso acustico. Distorcerà. No, non nel senso che rallenterà, ma nel senso che lattacco e le sue armoniche saranno distorti. Pensa se succede nel mezzo di un crescendo orchestrale. La musica non suonerà lenta, ma sentiremo i singoli strumenti con maggior difficoltà, diversi da come li sentiamo dal vivo. Naturalmente, il resto del sistema, per sentire questo, devessere allaltezza.
Quindi, più motori significa più impulse, meno interruzioni in una rotazione del piatto, trazione del piatto più uniforme, quindi meno rallentamenti.
Prova anche a pensare che due motori diversi funzionano in modo casuale dal punto di vista dellimpulso, il che è meglio rispetto ad averli sincronizzati. Quindi alcuni fattori devono essere controllati con precisione, altri invece sono meno importanti.
IZ: E cosa pensi della nuova ondata di giradischi che usano la trasmissione magnetica fra motore e piatto? E, già che ci siamo, di puleggia e trazione diretta?
FK: La trazione magnetica ha, secondo me, somiglianze con la trazione a cinghia. In ciascun caso, è una molla fra motore e piatto.
Come sai, se hai due magneti hai anche del movimento elastico possibile fra essi. In pratica è come sono fatti i motori elettrici.
Se tieni insieme due magneti, e provi a mettere due poli uguali attaccati, trovi che è molto difficile avvicinarli. Si muovono in tutte le direzioni, e senti una specie di molla. Lo stesso succede se metti insieme i due poli opposti, hanno la tendenza ad attrarsi, è molto difficile tenerli a una distanza fissa. Se guardi i perni magnetici, vedi che ti serve un qualche sistema servo per mantenere la centratura.
Quindi, pur non avendo provato in pratica, credo che ci sia un problema di controllo, e di retroazione dal piatto al motore, che deve reagire alle richieste di rotazione in ciascun momento. Ed è più facile prevedere come una cinghia filtra le vibrazioni dal motore e come avere una rotazione dolce a confronto dellaccoppiamento magnetico o della trazione diretta.
Per non parlare del campo magnetico in prossimità di quello della testina, o degli effetti del campo sul motore stesso. E della possibile induzione sul cablaggio del braccio.
La puleggia certamente è un pilotaggio più rigido del piatto, ed è simile alla trazione col nastro magnetico. Ma credo che sia assai problematico ottenere una trazione precisissima e dolce, costante in ogni momento. I migliori sistemi di controllo a trazione diretta sono pressoché continui e tuttavia danno lo stesso impulsi. I migliori controlli sono in grado di controllare il pilotaggio 15000 volte per rotazione, ma da soli costano più di 10.000 Euro. Credo che la vibrazione del motore arrivi al piatto, e che sia più difficile avere una rotazione costante e dolce tutto il tempo con una puleggia o con la trazione diretta [rispetto alla cinghia].
Un punto è qual è la tecnologia utilizzata, un altro punto è comè messa in pratica solo nellesecuzione pratica si possono giudicare i reali vantaggi e svantaggi.
IZ: "LLP è tornato" o "la rinascita dellanalogico". E realtà (cioè avete avuto un incremento di vendite ultimamente) o non essendo mai morto lLP non può "rinascere"?
FK: Sicuramente cè maggior interesse oggi verso lLP di quanto ce ne fosse qualche anno fa. Lo dimostrano il maggior numero di costruttori e la qualità, oggi migliore, dei prodotti. Noi di Kuzma siamo contenti del fatto che stiamo mantenendo e anche migliorando la nostra posizione come uno dei costruttori top di giradischi e di bracci.
IZ: Hai mai considerato di espandere la tua produzione ad altre parti della catena hi-fi? Credi in un approccio specializzato alla progettazione e alla costruzione? Mi pare di capire che siate anche distributori, in Slovenia, di altre marche
FK: Siamo molto presi dalla nostra attuale produzione, e stiamo preparando delle novità nel campo dei giradischi per i prossimi anni. Aggiungere prodotti diversi, diffusori o elettroniche, significa dover aggiungere fondi, stabilimenti di produzione, e probabilmente scendere a compromessi sui nostri prodotti attuali. Ma forse, chissà, in futuro, magari qualcosa potrebbe venire fuori.
Abbiamo tagliato abbastanza il numero di marchi che distribuiamo in Slovenia, oggi abbiamo pochi marchi selezionati. Lo facciamo ormai per passione, un po come lalta fedeltà in sé.
IZ: Un grosso grazie per queste interessanti riflessioni. Aggiungo che arriverà, lanno prossimo, un nuovo braccio, molto particolare, che dovrebbe inserirsi fra lo Stogi Reference e lAir Line. Le poche anticipazioni che ho raccolto mi fanno pensare a qualcosa di molto, molto interessante.
Dejan Nikic di NAT
A Dejan Nikic ho chiesto, come prima cosa, di raccontarmi qualcosa su come lazienda è nata, sulle sue origini e le sue motivazioni.
DN: NAT è nata 12 anni fa, dal mio lavoro finale per il master alluniversità di Kragujevac. Il mio interesse nellalta fedeltà è però precedente, da quando, ancora ragazzino, ho cominciato a lavorare sul mio primo progetto di amplificatore finale. Era abbastanza standard, un push-pull di EL34. Da allora, mi sono dedicato ad approcci meno convenzionali, con tubi da trasmissione come la VT-4C, la 811A, la 100TH
IZ: beh, nella vostra produzione corrente, se si eccettua il nuovo Generator, la valvola di potenza è sempre la VT-4C. Cè qualche motivo particolare, tecnico o di suono, per questa scelta?
DN: La utilizziamo perchè ha un ottimo equilibrio di parametri tecnici, come guadagno, resistenza interna, dissipazione. Cè potenza sufficiente con distorsione molto bassa (0.09% a 1W negli SE1 MK2, senza controreazione).
IZ: Cosè, detto in parole semplici, leffetto "plasma" che viene utilizzato nellalimentazione del pre Plasma Mk2? E lSRPP "modificato"?
DN: Il tubo di stabilizzazione funziona nella sua regione "plasma"; per questo abbiamo deciso di chiamare il preamplificatore così. La modifica dellSRPP migliora la risposta in frequenza e fa scendere la THD. Posso dire che con la modifica cè solo il condensatore di accoppiamento/uscita sul percorso del segnale.
IZ: Hmmm. Qualche elemento in più su questa alimentazione?
DN: Ci sono alcuni altri progettisti che usano lo stesso tipo di valvola per la stabilizzazione, ma abbiamo fatto una serie di misure per migliorare alcuni aspetti dellutilizzo del tubo che fa da riferimento di tensione. Alla fine abbiamo messo un circuito passivo di equalizzazione sulla valvola per ottenere quel che volevamo!
IZ: il pre Utopia ha un sacco di caratteristiche accattivanti, la completa separazione dei circuiti "puliti" e "sporchi", zero controreazione, controllo di volume a rele, componenti di alta qualità, banda passante estremamente ampia, controllo digitale, accoppiamento in continua. Questultima cosa è abbastanza inusuale, in un pre a valvole. Vedo che sono accoppiati in continua anche i finali. (nota a posteriori: esiste un apparecchio, e un progetto, di Bartolomeo Aloia, il VTPA The Last, a valvole, accoppiato in continua. Potrebbe essere interessante, se Nikic non ci avesse detto quel che ci ha detto dopo, confrontare i progetti; da notare che nel caso di NAT esiste anche un finale a valvole accoppiato in continua, cosa che non ci risulta nella produzione di Aloia). Che vantaggi trovi che ci siano a scegliere questa soluzione? Cè qualcosaltro di particolare sullUtopia?
DN: Siamo convinti che lUtopia sia molto innovativo nel suo complesso.
E un pre interamente a valvole, senza controreazione, accoppiato in continua, che può pilotare qualsiasi finale, di qualsiasi tecnologia. Stiamo cercando di proteggere il circuito, in modo da poter soddisfare curiosità come la tua. Per ora, posso dire che il segnale passa, in pratica, solo attraverso valvole, non ci sono nemmeno resistenze di alto valore, niente trasformatori, niente condensatori
Per quanto riguarda laccoppiamento in continua, ladagio dice che il miglior condensatore è nessun condensatore. Però i problemi che si incontrano per evitare i condensatori sono parecchi. In passato abbiamo provato tanti condensatori, nessuno è privo di un suo suono. Così abbiamo deciso che la soluzione era quella dellaccoppiamento in continua, nonostante le difficoltà.
Cè una nostra combinazione pre-finali, Utopia e SE1MkII, che è totalmente accoppiata in continua. Né condensatori, né trasformatori interstadio. Pensiamo che sia la prima al mondo ad essere totalmente in continua, a valvole, senza controreazione.
IZ: Avete anche un pre phono a batteria, unaltra cosa piuttosto peculiare. Voglio dire, ho visto bias a batterie, filamenti alimentati a batteria, un progetto di autocostruzione per uno stadio linea a valvole a batteria, ma se non ricordo male nessun prodotto vero e proprio con lalta tensione a batterie. Ci puoi dire qualcosa di questo prodotto? Perché la scelta di utilizzare le batterie per lalta tensione e lalimentazione di rete per i filamenti?
DN: Sì, usiamo una batteria per lanodica, mentre il resto dellalimentazione è relativamente convenzionale. Così riusciamo a tenere i disturbi della rete elettrica fuori dal percorso del segnale, e ad avere una tensione costante. La cosa migliora anche il rapporto segnale/rumore. Il Signature Phono ha due stadi di amplificazione, nessuna controreazione e 42 dB di guadagno a valvole.
IZ: avete introdotto recentemente un amplificatore push-pull (mi si dice decisamente innovativo, tanto per cambiare
). Ma tutti gli altri amplificatori sono single-ended. Quali sono i punti forti delle due tecnologie? Avete provato a far suonare il Generator come le altre amplificazioni o le priorità erano diverse?
DN: Nel Generator abbiamo provato a portare un po della nostra esperienza con gli amplificatori SE, in particolare per quanto riguarda la costruzione del trasformatore duscita. Ma il Generator è un push-pull, quindi è piuttosto diverso. La nostra opinione è che il single-ended sia più naturale concettualmente, perché il segnale non viene decomposto (non cè sfasatore per ottenere i due segnali opposti che servono al push-pull) per poi ricomporlo al trasformatore duscita. Ma in pratica produrre degli SE perfetti è davvero complicato, così alla fine si vedono più push-pull sul mercato.
IZ: ci puoi raccontare qualcosa su come i tuoi progetti nascono? Cominci da unidea e poi provi a implementarla, o cominci da un problema (ad esempio far suonare uno specifico diffusore, o migliorare il prodotto già in catalogo)? Mi raccontano di una specie di comunità nata intorno a NAT
DN: Di solito parto da unidea tecnica che penso sia innovativa e, passo dopo passo, la implemento in un prodotto. Ma non finisce lì. Dopo che abbiamo finito internamente il nuovo prodotto, cè la fase di fine-tuning in diversi sistemi per arrivare al miglior suono nel maggior numero di sistemi. Per esempio, nel SE2Se cè un selettore sul frontale per aggiustare i parametri di lavoro per carichi dinamici o elettrostatici, ad ottenere la stessa qualità dallamplificatore. In quella modo cè unampia possibilità di aggiustamento del suono nel critico interfacciamento fra finale e diffusore.
IZ: Tutto quello di cui abbiamo parlato viene da unazienda relativamente nuova, da una nazione che per il nostro pubblico non è associata con lalta fedeltà. E difficile fare arrivare il messaggio "ehi, sono qui, sto facendo cose particolari e intelligenti, e i prezzi non sono economici, ma non sono nemmeno altissimi, e la qualità del lavoro è la stessa che da voi"?
DN: Hai assolutamente ragione sulla difficoltà di trovare un modo in questo mercato globale. Ma per fortuna cè Internet, e ci sono un paio di distributori molto seri che ci hanno aiutato. E ora pensiamo che quelle difficoltà, per noi, siano acqua passata.
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