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NUMERO 23


AUX OUT

Il Supersistema Supermultimediale

di Bebo Moroni

Quando David Kuller mi ha inizialmente proposto il suo singolare sistema di diffusori e amplificazione multimediale, devo dire di essere rimasto abbastanza sorpreso: in genere non viene chiesto il mio parere su tal genere di oggetti, conoscendo il mio campo precipuo d’interessi. Ohm sia ben chiaro, io non ho nulla di preconcetto contro "tal genere di oggetti", ma generalmente mi occupo d’altro.

Fine del primo capitolo, inizio del secondo capitolo.

Oh, David mica è uno sprovveduto, il fatto che non abbia chiesto un vago redazionale o una vaga prova su VHF, ma in primis il mio giudizio, indipendentemente da prove o similaria, si basava su una sua semplice constatazione: che il prodotto del suo ingegno e della sua fatica, realizzato in collaborazione con Outline, ovvero con la massima autorità italiana e non solo, in fatto di sonorizzazioni live, ed apparecchiature atte allo scopo ( e dannato fato, più che caso, vuole che questo sistema venga presentato sul medesimo fascicolo di Videohifi sul quale si ricorda il grande Guido Noselli, mente e anima della Outline, appunto, che ci ha prematuramente lasciati il mese scorso) non era propriamente "tal genere di oggetti" ma qualcosa, nel suo apparente tradizionalismo, di completamente innovativo in questo campo.

Cos’è l’AUX OUT? Beh, il nome ( intelligentissimo) dovrebbe dirvi qualcosa…Ma capisco che non è facilissimo arrivarci di primo achitto. AUX OUT perché si tratta di un sistema compattissimo, composto da un sub amplificato e in grado di amplificare a sua volta due piccoli diffusori, per un totale di 400 watt minimi RMS, che può essere collegato a qualsiasi cosa suonante sia provvista di un uscita (appunto un AUX OUT) verso altoparlanti o amplificatori esterni.

Cosa posso collegare all’AUX OUT? Tutto: un PC, un I-Pod, un DVD, un CD Portatile, un lettore digitale da tavolo, un sintonizzatore radio, un televisore, uno strumento musicale, un microfono e quant’altro vi possa venire in mente che disponga di un uscita a livello linea.

Diciamo subito che l’AUX OUT si presenta immediatamente in maniera differente da qualsiasi sistema di diffusione del suono multimediale abbiamo conosciuto sin’ora. Arriva in un piccolo imballo, che contiene una sorta di trapezoide, compatto ma non microboide, che altro non è che il mobile del subwoofer che nei suoi "tagli esterni" ospita i diffusori, rendendo l’insieme maneggevole e pratico per il trasporto.

Detti minidiffusori possono naturalmente (i cavi sono inclusi) essere posizionati ben distanti dal subwoofer, nell’allocazione che ciascuno di noi troverà più conveniente. Sono diffusori desktop come bookshelf, e ove possibile quest’ultima, cioè la scaffalatura o la libreria, è la loro collocazione più naturale, ma ciò non toglie che possano essere fissati a parete o addirittura ( e la loro qualità non fa affatto considerare la cosa uno spreco), su piedistalli.
Dicevamo si presenta in maniera differente non solo per la forma ( ormai su quella tutti si sbizzarriscono, e questa potrebbe sembrare addirittura convenzionale) quanto nel peso, nella finitura ( disponibile in vari colori) nel mio caso verniciata "rugged" ( ad effetto martellato) nera, ma disponibile anche in Glossy ( laccato) rosso Ferrari, bianco I Pod, o nero Grand Piano, nello spessore delle pareti dei mobili, nella componentistica di diretta derivazione professionale.

Soppesate uno dei minidiffusori del sistema e poi soppesate un qualsiasi minidiffusore per sistema HT o multimediale…Beh, è vero che il peso non è tutto, ma in questo caso la differenza è tale che è lecitissimo pensare che il peso in questo caso significhi qualcosa, e non qualcosa di marginale.

Sia il sub che i satelliti dispongono di mobili accordati in reflex, un vero reflex con accordo alla base del mobile. L’amplificazione è fornita da quattro amplificatori indipendenti da 100 Watt ciascuno, due per il sub a corsa lunga e due per i satelliti. Perché due per il sub? Siamo sempre in tema di raffinatezze inusuali per un sistema di "tal genere", perché il sub di due avvolgimenti paralleli che integrano meccanicamente i segnali destro e sinistro.
La sezione controlli, posta sul lato sinistro del subwoofer, descrive anch’essa un pensiero "serio e differente" su "tal genere di oggetti". Nessun controllo di fantasia per effetti di fantasia ( che nella fantasia del progettista finiscono per rimanere): controllo livello bassi, bilanciamento canali, accensione e spegnimento. Ma ci sono piccoli davvero utili accorgimenti, come il cavo di alimentazione retrattile e integrato nel mobile del sub, e una presa di corrente ausiliaria, cosicché il nostro eventuale sistema di base ( una sorgente e il sistema diffusori amplificato) possano essere collegati con una sola spina, evitando qualsiasi genere di complicazione e d’intralcio.

Quando "compattato" il sistema misura appena 42 cm di larghezza per 20 di altezza e 30 di profondità, quando ascoltato il sistema misura, ve lo posso assicurare molto, ma molto di più di quanto le sue dimensioni possano lontanamente suggerire.

Io l’ho collegato dapprima al mio IMac, poi ad un I-Pod ( trafugato a mio figlio, che ora ha messo l’AUX OUT al primo posto nella wishlist natalizia) e alle uscite variabili del superbo lettore CD/SACD McIntosh MCD 201. Poi per divertirmi l’ho attaccato anche al televisore, dimenticandomi però di avvertire mia moglie, che acceso il televisore e regolato il volume a vista come d’abitudine, s’è ritrovata con la permanente fatta, senza alcuna spesa supplementare.

Eh si, perché intanto c’è da dire che l’AUX OUT suona veramente, ma veramente forte. Forte e grande, con una dinamica impressionante, anche non tenendo da conto di che "tal genere di oggetto" si tratti, e con un spl massimo capace di abbattere le pareti della stanza, se non si dosa con cautela il volume d’uscita della sorgente.

L’impatto è "live" dovete credermi, e dovete credermi anche se vi dico che appare ( mi si perdoni il paradosso) incredibile ascoltare una tale quantità di suono e di punch da un sistema di queste dimensioni e di "tal genere". Ma non è solamente ( e già non sarebbe poco) questione di quantità, è soprattutto questione di qualità, assolutamente inaspettata, assolutamente oltre qualsiasi possibile paragone con qualsiasi altro oggetto di "tal genere". I due largabanda che danno voce ai satelliti, propongono una gamma media decisamente grande e liquida, ed una gamma alta insolitamente estesa e rifinita. Con un poco di attenzione nel posizionamento, si riesce ad ottenere anche un’immagine di notevoli ampiezza e coerenza. Il basso è profondo, e decisamente imponente.

Posso dire che sono impressionato? Impressionato e straordinariamente divertito? Cosa volete, non sarà hi-end nel senso stretto del termine, ma oggetti come questi danno un senso ad una spesso malintesa modernità. Io che credevo di aver raggiunto la pace dei sensi per quanto concerneva i sistemi di diffusione del suono portatili, con le Wharfedale Aktive Diamond, ora mi trovo davanti un vero e proprio universo prima, per forza di cose, sconosciuto, ed entusiasmante.

E’ difficile non appassionarsi all’AUX OUT e a non desiderarlo una volta che lo si è ascoltato.

L’ho portato a casa di un amico, l’abbiamo collegato al suo DVD a sua volta collegato ad un plasma, e, effetti surround a parte ( gustosamente surrogati dall’impatto sonoro del nostro sistemino) eravamo in un buon cinemino d’essai, ma intendo davvero dire in uno di quelli buoni, dove la colonna sonora è intelligibile ed emozionante, non uno di quelli in cui devi decifrare una per una le parole del dialogo. E il mio amico è corso sul sito ad ordinare un AUX OUT rinunciando definitivamente ( dopo avermi fatto perdere immemorabile tempo nel compilargli impiantini compatibili con il suo ambiente, con sua moglie, con il suo conto in banca, con i suoi due "vivaci" pargoletti, con la sua antipatia per i cavi etc. etc.etc.) all’Home Theater tradizionale.

Alla fine della prova ero talmente entusiasta del tutto, e ancora talmente incredulo, che ho tentato di rompere il magico oggettino: ho attaccato Fender Telecaster e pedale effetti Korg all’AUX OUT, pestando come un pazzo sulla chitarra ed effettandola in maniera che tutte le distorsioni del mondo, unite a tutti i sintetizzatori di basse frequenze, ai flanger e a quant’altro potesse caricare il sistema sino al limite. E il limite non l’ho raggiunto. Non con l’AUX OUT, con il condominio si. Forse il mio avvocato riuscirà a patteggiare.

Beh, in clima natalizio, se volete farvi, o volete fare, un regalo musicale davvero divertente ( entusiasmante, come ho detto, per molti versi), questa mi sembra una buona indicazione. Una buona indicazione valida, in realtà, tutto l’anno.

Quanto costa? Non poco, più di buona parte ( ma non di tutti, indovinate un po?) gli oggetti "di tal genere": 939 EU incluse ss nella versione "rugged", 999 in quelle laccate. Ma li vale assolutamente tutti. Si acquista solo online presso il sito http://www.aux.kuller.it/Shop/# , fateci una visitina che ne vale comunque la pena.

Mi sa tanto che se ne riparlerà dei prodotti Kuller/Outline. Mi sa tanto…

P.S.: io poi (come sempre dopo aver terminato la prova) sul sito AUX OUT ci sono andato, e tra i primi commenti ci ho trovato quello del mio amico Larry Archibald, già editore e direttore di Stereophile, e dunque per lunghi anni il mio "direttore americano", e questo mi conferma che sordo ancora non lo sono diventato…

Il prodotto "rugged" costa 949 EURO iva e trasporto inclusi.




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