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NUMERO 23

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Roma Hi-End 2006 — di Igor Zamberlan

 

Roma val bene una mostra? Sicuramente. E non mancavano le novità di rilievo. Tuttavia, sarà la situazione non ideale del nostro attuale mercato, sarà stata la concomitanza di altri eventi, sarà stata l’assenza di alcuni importanti distributori che negli anni scorsi c’erano, sarà stata infine la fine di quel fattore novità che sicuramente aveva aiutato negli scorsi anni, ma mi è parso di vedere che l’afflusso totale di pubblico, quest’anno, sia diminuito.

Un po’ difficile dare numeri precisi, visto che, come in tutte le mostre organizzate da Stefano Zaini, non c’è registrazione né pass per i visitatori, ma la sensazione, condivisa da più persone fra quelle con cui ho parlato, è stata quella. E’ tuttavia vero che, con la diminuzione, è sembrato che ci sia stata una mutazione del tipo di pubblico. Pare che gli operatori che avevano oggetti (dischi e accessori) in vendita abbiano venduto più degli scorsi anni e che anche i visitatori delle sale d’ascolto fossero più motivati, come se ci fosse stato, a causa della cessazione dell’elemento novità, un filtro sugli spettatori. Certo, sarebbe bello se la mostra si sviluppasse e se attirasse un maggior numero di grossi nomi, a garantire qualità e quantità: i nuovi adepti si nascondono probabilmente fra coloro che partono con la sola idea di dare, per dirla all’americana, "calcetti ai pneumatici". In ogni caso, mi ripeto, i fattori di interesse non mancavano e sono qui per raccontarvi di quelli.

Anche questo reportage, come quello del Top Audio & Video 2006, sarà "in ordine di apparizione". E comincio, quindi, dalle sale che si trovavano di fronte al nostro stand.

LP Audio aveva annunciato, nei giorni precedenti la mostra, una nuova importante acquisizione fra i marchi distribuiti, German Physiks. Il costruttore tedesco si contraddistingue per un approccio molto originale. Usa un driver a larga banda omnidirezionale di costruzione molto particolare come elemento principale dei propri diffusori; ad esso, a parte in un modello che lo utilizza da solo, caricato con una tromba per i bassi, affianca (quasi) altrettanto interessanti driver per le basse frequenze. In alto non c’è nulla se non la naturale estensione del larga banda omnidirezionale, che si chiama DDD (Dick’s Dipole Driver). Il resto dell’impianto era composto da pre e finale Viola, convertitore Audio Ars e meccanica Wadia:

I principali diffusori dimostrati erano le enormi PQS-402 Carbon. 85.500 Euro. IVA esclusa. Lunga pausa per riprendere fiato.

Neanche il Viola Bravo scherza. "Il", sì: contrariamente alle apparenze, l’amplificatore è uno, stereo, e l’altro telaio è l’alimentazione. Non costa poco, neanche lui. E’ il discendente diretto del Cello Performance II, dato che è progettato da Colangelo e Jayson:

Queste sono la sorgente e il preamplificatore:

Per una mattinata ha suonato anche questa HRS 120 Carbon (23.500 Euro la coppia, sempre IVA esclusa):

 

Il suono aveva delle caratteristiche molto interessanti, una dinamica straordinaria e una pressione eccezionale unite alla tipica immagine naturale e diffusa dell’omnidirezionale. Ho percepito, coi grandi PQS-402, forse qualche problema di estensione sulle altissime frequenze e — forse, probabilmente dipendeva dalla mia posizione — di fase. Ma credo che, in ambiente domestico, in una sala meno assorbente, questi problemi se ne vadano. Mi hanno molto favorevolmente colpito le HRS 120 (molto).

Nella sala a fianco, CAV e Leonardo componevano uno dei sistemi più economici della mostra.

Questi sono i diffusori: nonostante le apparenze, il modello da stand è un tre vie, il mid-tweeter è un cooassiale. I driver sembrano essere i "figli" degli Audax, a quanto mi si dice:

Questa la parata delle elettroniche, tutte marchiate Leonardo (anche se sono certo che alcuni riconosceranno, almeno nel lettore CD non a terra, un apparecchio noto, almeno esteticamente, anche come Jungson):

Questo è il lettore Leonardo 9.2, la cui interfaccia utente non manca di ricordare un noto lettore CD di provenienza nord-europea:

L’insieme "frontale" della stanza:

Ricorda qualcosa?

Il suono? Ho sentito il tre vie da stand. Non male, nonostante una stanza non ottimizzata e un posizionamento un po’ di fortuna. Certo, coloriture abbastanza evidenti (riflessioni ed enfatizzazioni). Da risentire in occasioni migliori.

Queste sono le nostre Caterham Acoustics 7, che hanno incuriosito molti di coloro che passavano. Reduci dalle fatiche del Top Audio:

Lo stand di Egea Distribuzione:

E, a proposito di dischi, Sound and Music del magnifico Alfredo Gallacci (al centro della foto). Lui le mostre le fa proprio tutte!

E questo è il vinile di Sound and Music:

Questa invece è Moonlight Records:

La sala dell’organizzatore della mostra, Stefano Zaini di The Sound of the Valve:

Questa è la novità della mostra per TSotV, il giradischi Scheu Premier con braccio Cantus. TSotV ha intrapreso l’importazione di questi giradischi; se non ho visto male il listino è perfettamente allineato a quello tedesco:

Un dettaglio della base del Premier, riempita in materiale pesante ad aumentarne la massa, bilanciando quella (elevata) del piatto):

E questo e’ il braccio Cantus, un unipivot in acrilico:

Le elettroniche, di produzione TSotV, col lettore CD AH!Tjoeb, sempre importato dall’azienda pavese:

La testina era una Ikeda. Il giradischi Scheu colpisce sempre per la qualità che riesce ad esprimere ad un prezzo assolutamente concorrenziale. E sono in arrivo, anche da noi, i modelli superiori (Das Laufwerke 1 e 2).

Incontro…

Filippelli di Hi Diamond, che mi invita nella sala di Simetel, dove Nightingale e Concentus suonano coi suoi cavi:

Ritrovo…

un impianto abbastanza simile a quello ascoltato al TAV06, con l’amplificatore Gala:

e le ormai familiari Concentus:

Mi pare che questo suono, un po’ per volta, mi stia entrando dentro. Ogni volta che lo sento mi dico che c’è qualcosa di interessante, da approfondire. A volte penso che sia merito delle elettroniche, a volte credo che siano i diffusori. Magari sono tutti insieme (haha).

Passo nella sala in cui espongono Extreme Audio e Grandinote, con l’apparizione di buona parte del resto del gruppo Corale. Non riesco ad entrare nella parte dove si ascolta (è in corso una delle demo programmate). Ne approfitto per fotografare le Elyss e le Image SL:

…e l’impiantino con le M Acoustics da stand, il lettore integrato North Star Design Sapphire, l’amplificatore integrato Norma Revo:

Sala a fianco quella di Audio Azimuth/Playstereo.com, che — se non erro — era alla sua proma fiera di rilievo nazionale, almeno come esposizione "sonante". Presentava due sistemi, uno "alto" e uno ultra-budget. Quello ultra-budget (lettore DVD economico, Sonic Impact Super T-Amp, diffusori TBI) non sono riuscito a sentirlo. Quello "alto eccolo qui:

Un lettore Meridian era utilizzato per dare segnale a un sistema di amplificazione Rothwell (in anteprima) che pilotava una coppia di LS3/5A Richard Allan su stand Guizu dedicati.

Eccoli qui i miti, le monitor BBC scatola-da-scarpe per eccellenza.

Quello qui sopra è il sub TBI, con relativa (sullo scaffale) elettronica di controllo.

Queste, invece, su tavolo e piattaforma Sound Mechanics, sono le nuove elettroniche Rothwell:

Su uno dei tavoli c’era anche questa Nitty Gritty; Audio Azimuth distribuisce, infatti, le lavadischi di questo marchio, uno dei decani del genere. A fianco c’è un TBI Majestic Diamond:

Sala Picasso Hi-Fi, con un po’ di cose davvero interessanti. Intanto queste nuove Live, esclusiva di Picasso, diffusori di ottima efficienza da stand, nati, come le sorelle più grandi, per simulare le sensazioni live più che per un suono neutro/ "audiophile". A pilotarle erano un lettore Xindak e le elettroniche Almarro, marchio "forte" (non me ne vogliano gli altri) fra quelli importati da Picasso:

Questo è l’Almarro A318B, che mi pare un oggetto di interesse assoluto:

Dall’altra parte della sala, c’erano i diffusori da stand Almarro e le Live da pavimento, già sentite ad un Milano Hi-End di qualche tempo fa:

Elettroniche e giradischi? Epure, un nuovo marchio francese artigianale che costruisce oggetti che paiono essere di qualità assoluta (prezzi abbastanza sostenuti, parliamo di oltre 10.000 Euro in ogni caso). Questo il giradischi:

E questi i finali mono. La produzione è molto limitata:

Salgo al piano terra. E incontro, prima di tutti, lo stand Red Records, col magnifico Veschi di schiena:

Entro nella sala di Boretti, quest’anno poco sonante, in pratica un’esposizione di materiale usato di alta qualità in vendita alla fiera. Qui un DAC Audio Note "sul fianco", un 3.1X Balanced nientepopodimenochè:

Questo, sempre Audio Note, è un M7 del periodo "giapponese", quello precedente alla grande separazione fra il compianto Kondo-san e Qvortrup. A fianco c’è un phono Clearaudio Reference:

Qui un po’ di digitale, Theta Goldmund Chord, con un AMC "intruso" in mezzo:

Questa è una (rara, molto rara) meccanica Barclay:

Questo è lo stand di Marullo, dischi perlopiù rock usati:

Questo lo stand di Jupiter:

E qui fone’, che dopo il vinile, i SACD e i CD Signoricci, è passata (anche, non vi preoccupate!) al… Chianti!

La sala di New Audio Frontiers prevedeva, a parte il lettore digitale, un sistema completo della casa:

Il finale New Audio Frontiers che faceva da principale "motore" della sala d’ascolto:

…e questo è il nuovo integrato PSE con la (le) 300B:

La sala vetrata, abbastanza penalizzante dal punto di vista acustico, non metteva in evidenza tutte le doti del sistema della casa italiana, ma il suono era comunque molto godibile, aperto e dinamico, e con una bella tenuta ritmica.

Esco e trovo un altro stand di dischi usati, quello di Top Knot, che si concentra sulla classica:

La grossa sala in cui, l’anno scorso, c’era il sistema MBL quest’anno non è disponibile per la fiera. L’altra, quella in cui l’anno scorso c’era Hi-Fi Carucci, è occupata da esposizioni statiche e stand. Entrando, il primo che si incontra è quello di Velut Luna (se siete vinilisti, compratevi Ladies!):

Questo è una delle istituzioni delle nostre fiere, Roberto Torlai, il dottore delle testine:

Qui c’è Magic Sound, con le elettroniche Jolida (che non hanno bisogno di presentazioni!):

e qui c’è un nome per me precedentemente ignoto, Audio Silente, che oltre ad accessori smorzanti proponeva anche elettroniche AM Audio:

Questa è AT Cables, di Aldo Torroni, che esponeva anche le elettroniche Audio Nemesis:

Questa è Soul Cable:

Questa è Danaudio:

Qui c’è Audio Logos, con alcuni pezzi della mitica Audio Tekne:

Qui AudioMondo, distributore di Gronenberg:

Altro stand di vendita di dischi in vinile quello di Vinyl Strike:

Questo è un nuovo costruttore, Clinamen:

…e questo uno dei suoi oggetti, che sembrano molto curati:

Luca Chiomenti, di Kiom Audio, aveva portato… se stesso:

Affollatissimo lo stand di Audion…

che aveva invece portato di tutto, dalle elettroniche ai vini:

Molto colorato e, grazie alla cordialità di Roberto Amato e consorte, molto accogliente lo stand di Systems and Magic:

sul quale spiccava (si fa per dire, piccolo com’è) il Mini Black Noise, provato da Fabio Cottatellucci sul nostro ultimo numero:

Nadir/Orbis aveva gli omnidirezionali Orbis, pilotati da una serie di elettroniche Nadir:

Questo è, evidentemente non ancora in forma definitiva (il telaio dice MK101…) un nuovo finale Nadir, valvolare stavolta, raddrizzato a valvole, con EF86 e EL34. Il suo nome è MK 100 v:

Una foto dell’interno:

Questo invece è il mostruoso preamplificatore XT10:

…e questo uno dei woofer del futuro Orbis 4 (che posso immaginare sarà grandino…);

Sala Imago, con la produzione del costruttore campano in mostra:

Sorgenti ed elettroniche erano fornite da Carucci, qui il giradischi Acoustic Solid:

Le piccole Echo di Imago, che, a fronte di una finitura meno "tirata" rispetto agli altri modelli, sono proposte ad un prezzo assai concorrenziale:

Il suono della sala Imago era decisamente gradevole. Rimane l’impostazione "rotonda" voluta, evidentemente, dall’ing. Tatè, ma quest’anno ho trovato, qui, anche una più che discreta grinta.

La sala successiva che ho visitato era quella di due giovani e interessanti costruttori italiani, Aifai e CPR Stile Italiano. Di CPR erano collegati, vista l’esigua sala, i modelli Taormina e Sonnambula e non le grosse Casta Diva.

Questi sono i finali 845 di Aifai:

…e questo parte del resto della catena, con altre elettroniche Aifai e il lettore CD Musical Fidelity:

Le Casta Diva (una di loro) erano in esposizione statica:

Il suono? Ottimo, fra i migliori della mostra. Questi diffusori e queste elettroniche sono delle belle novità per il nostro mercato, che spero di poter presto valutare in condizioni controllate.

Suono e Comunicazione, che esponeva in collaborazione col suo negozio romano Alchimie Musicali, aveva un sistema in cui una coppia di diffusori Boesendorfer…

…suonava con un sistema Klimo/Naim:

Il giradischi era il Klimo "piccolo" (un par di scatole ;-))):

Il lettore un Naim (no, non il CD555 come qualcuno credeva…):

Il resto della catena: pre e finale Naim di fascia media, alimentatore del giradischi e pre phono Klimo:

Suono? Beh, gradevole — penso che questi diffusori abbiano grosse potenzialità, mentre elettroniche e sorgenti non hanno bisogno di presentazioni. Strano che il CD mi sembrasse andar meglio del vinile, qui, per quel che ho sentito. Chissà, magari era il disco.

La sala Labtek-Acantus era di fronte, con una serie di nuovi diffusori da Acantus:

Questa orribile foto è l’unica che ho preso di questo interessante modello da stand, che impiega eccellenti driver Seas:

Questo è un Audio Analogue Maestro con una modifica (custom, per un nostro amico: ciao Sampey!) Labtek:

E questo è il pre linea valvolare della linea top di Labtek, in un telaio simile a quello del lettore hi-end:

Il Labtek Hi-End top a sei canali:

Questo è il lettore "base" della linea Elle di Consonance, una collaborazione fra Labtek e il distributore italiano di Consonance/Opera, XF Audio. E’ uno zero oversampling con uscita a valvole:

Il suono dei diffusori da stand, ancora in fase di ottimizzazione, mi è sembrato assai promettente.

Stand Tektron:

Lo scaffale dei SACD di Jupiter:

Lo stand di Hifi4music (la saletta era a mezzo servizio, in questo primo giorno, a causa di un bizzarro incidente risolto al volo nella notte):

…e finalmente entro nella sala Extreme/Norma/Omicron/Grandinote, dove le grandi T-815 suonavano coi primi esemplari di un terzetto pre+finali mono di Grandinote:

Eccoli qui il pre e i finali, ancora nel telaio dell’integrato:

Il giradischi era un Vyger:

La sorgente digitale, la North Star Design top:

Questo è il kit di cavi "entry" di White Gold, venduto completo ad un prezzo per il quale prima si compravano a malapena i cavi di potenza (attenzione, la serie pare essere limitata):

Suono? Bello, bello. Un altro dei migliori. Questi diffusori sono camaleontici, suonano come il resto dell’impianto permette loro. E le elettroniche Grandinote si stanno facendo un nome, un ottimo nome…

La mattina dopo, sento, nella sala LP Audio, le German Physics "piccole", per le impressioni vi rimando sopra:

Esco giusto in tempo per trovare, dalle Marche e da Roma (grazie Michele — e consorte —, grazie Sampey — e consorte), il nostro tavolino imbandito con croissant freschi e crostate:

Mica male, eh? E dovevate sentire che buono…

E finalmente la sala Hifi4music. Ne valeva la pena, un altro dei suoni migliori della mostra:

Le Ayon Geko sono il modello entry di questo costruttore, precise e dinamiche, con una nota di morbidezza:

L’integrato Ayon usa una derivata della 300B e, con 25 watt, è capace di riempire questa saletta di suono persino con l’Also Sprach Zarathustra:

Il giradischi Origin Live usato come unica (scelta coraggiosa) sorgente:

Il cablaggio era di un costruttore tedesco a me precedentemente ignoto, HB.

Ultime foto, una meccanica CEC TL0 da Boretti, ancora nell’imballo:

... e il setup del motore dello Scheu nella sala dell’organizzatore The Sound of the Valve:

Gli amici di Epidauro avevano una sala semplicemente per divertirsi, con giradischi EMT modificato oltre ogni possibilità di riconoscimento, sorgente digitale Philips economica smontata e con schede sospese su elastici, pre Klimo, finali Dynaco vintage e sempiterne LS3/5A. E bene che suonava!

Fedeltà del Suono, col partner SI Audio, aveva una sala con le eccellenti elettroniche di questo costruttore che pilotavano delle Thiel, scelta non facile:

E questo è uno dei modelli di finale single-ended, con molte soluzioni interessanti e poco applicate, proposti dalla rivista consorella di FdS, Costruire Hi-Fi:

Ecco, ora è proprio tutto!


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