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Musical Fidelity X-Can V3: Music Box
di Francesco Pampanoni
 E possibile essere catturati dalle qualità di un oggetto? Si, si può. Non tanto da perdere lobiettività ed il raziocinio ma si può. Diavolo di un Anthony Michaelson!!! Lui e i suoi giuramenti di fedeltà alla stereofonia!!! Sapendo in cuor mio che la cuffia (nonostante i miei tentativi di interessare i miei due o tre lettori al processamento del segnale e al Dolby Headphone) è ancora fondamentalmente ed irrimediabilmente un oggetto stereofonico avrei dovuto capire che il costruttore britannico avrebbe fatto clamorosamente centro.
Ma "can" non significava "barattolo"?.
Nel panorama mondiale dellalta fedeltà i prodotti Musical Fidelity si sono sempre contraddistinti per un design elegante e mai banale (penso ad esempio allintegrato A1 (20 Watt in classe A), alla Serie Elektra, allamplificatore integrato A1000 della seconda metà degli anni 90 (quello nero e lucido in classe A con alimentazione separata esterna, una soluzione tecnica riproposta di recente per le amplificazioni top della casa) e per i concetti arditi (mi riferisco in particolare al recentissimo KW 250 S che risolve in un sol colpo il problema di preamplificatore phono MM/MC, lettore CD, sintonizzatore AM/FM/DAB, preamplificatore, finale di potenza e cavi), oltre alla riscoperta dei Nuvistor (utilizzati nella serie Nu-Vista) e delle valvole miniaturizzate, utilizzate nella produzione attuale di elettroniche, che dagli anni 60 non facevano capolino nella produzione dellalta fedeltà mondiale. Tra tutte queste meraviglie, come già detto nel solco di una fedeltà assoluta al sistema di riproduzione stereofonico, nella seconda metà degli anni 90 Michaelson si inventa i tubi della serie "X". In pratica inserisce allinterno di un profilato a sezione circolare in alluminio una intera serie di elettroniche. Preamplificatore, stadio phono, finali di potenza e persino un lettore CD e un DAC. E una piccola rivoluzione estetica e funzionale nellambito della quale il progettista inglese inventa anche apparecchi concettualmente inediti come larcifamoso X-10 D (che si può leggere anche "extend"), un stadio a valvole in classe A che funge principalmente da adattatore di impedenza ma che riesce a donare un po di luce termoionica a lettori CD o sintonizzatori forniti di stadi di uscita non particolarmente avanzati.
Tra i tubi cè anche lamplificatore per cuffie, antenato del terzo della serie X-CAN che è oggetto di questo listening test (se poi devo essere onesto fino in fondo in realtà più che un listening test questa prova è diventata quasi una convivenza. Il distributore mi perdonerà, ma quando un oggetto diventa una piccola pietra di paragone e nella sua classe un riferimento assoluto, succede anche questo).
Da "can" a "box"
Nellevoluzione della serie è successo che il tubo è diventato un elegante case quadrangolare. Il concetto costruttivo (del case quantomeno) è rimasto lo stesso. Un estruso di alluminio che funge anche, se del caso, da dissipatore con un frontale in alluminio e un fondo con tutte le connessioni necessarie. Onestamente devo dire che nel passaggio da "tubo" a "scatolo" la serie ne ha guadagnato in rigore formale e aspetto professionale. Come è evidente dalla foto la manopola è diventata una manopola seria (anche se alla scala che rappresenta lattenuazione di volume invece che il livello bisogna inizialmente fare labitudine) e la serigrafia sul frontale in alluminio spazzolato è di assoluta eleganza. Finitura complessiva migliore quindi di quello che si può intuire da qualsiasi foto. Un piacere per gli occhi e per il tatto. Le proporzioni degli elementi sono perfette e complessivamente leffetto estetico è ottimo. Se pensiamo poi che è possibile abbinare eventualmente il lettore CD della stessa serie ecco che può uscire fuori un mini impianto di grandi doti soniche ed estetiche.
Un po di tecnica.
Musical Fidelity nella sua produzione corrente fa comunemente ricorso a qualunque tipo di dispositivo attivo, sia valvole nelle varie forme (valvole di segnale, valvole miniaturizzate o Nuvistor) che dispositivi a stato solido. Questo apparecchio non fa eccezione ed è in configurazione ibrida: due valvole di segnale (delle classiche 6922 di produzione cinese) nella sezione pre e dispositivi a stato solido nella sezione di pilotaggio della cuffia vera e propria. La costruzione è adeguata alla classe del prodotto. Parliamo di un oggetto che ha un prezzo di listino di poco inferiore ai 500 euro ma che ha uno street price vicino ai 400 per cui una bella PCB in vetronite, costruzione accurata (fatta in Cina), componentistica normale e niente componenti a montaggio superficiale (SMD = Surface Mount Devices). A mio avviso proprio il fatto che la costruzione sia di questo tipo rende questo apparecchio particolarmente interessante per chi mastica un po di elettronica, visto che è possibile apportare una ampia serie di modifiche con tecniche tutto sommato accessibili, e perfino per chi ha dimestichezza con il solo giravite (in questo caso è possibile il solo "retubing" che potrebbe sortire risultati interessanti). Se volete vedere a che livello è possibile spingersi raccomando una visita a questa pagina http://www.rock-grotto.co.uk/xcanpropage.htm). Nella confezione è compreso lalimentatore (un semplice trasformatore da muro che fornisce una tensione duale di 12 volt ). Allinterno dellapparecchio avviene il raddrizzamento e la stabilizzazione. Riguardo ai comandi e alle connessioni poco da dire: volume, led di accensione (un bellissimo blu) e presa cuffia sul frontale e ingresso di segnale e presa pre-out sul pannello posteriore.
Music Box
Si può definire un amplificatore "strumento musicale"? In qualche caso si. E questo è decisamente il caso. E un oggetto fatto per suonare musica e la suona bene. E stato inserito a valle del mio Marantz CD16 ed ha pilotato AKG K501, AKG K701, Sennheiser HD410 e PX100, Beyerdynamic DT880 e DT990 v.2003. Si è confrontato nel tempo con ampli come il Rudistor NX02 (un autentico campione, linearissimo e roccioso, non so se di nuovo disponibile) e il Rega Ear di cui avete letto nel numero passato di Videohifi. Penso che tutto questo basti per farsi una idea abbastanza circostanziata. Lunico rammarico, ma non dispero, è di non averlo potuto provare con una Sennheiser di razza (HD600 o HD650) e con una Grado. Vedremo se nel follow up a questo articolo che metterò in linea nel nostro forum sarò in grado di relazionarvi a riguardo. Il Musical Fidelity X-Can V3 è senza alcuna ombra di dubbio un amplificatore che almeno una volta va provato. Ovviamente non è il Nirvana che qualcuno cerca, ma per lappassionato "normale", quello che esige che la propria cuffia sia messa in condizione di suonare al meglio delle proprie possibilità ad un costo tutto sommato accessibile, è un apparecchio da tenere assolutamente in considerazione, considerando inoltre che con ulteriori piccoli investimenti graduati nel tempo (penso prevalentemente al "tube rolling" e ad un alimentatore maggiorato) può migliorare ulteriormente le proprie doti. Trovo che allascolto il suo punto di forza sia leffetto che è in grado di fornire il connubio valvole e stato solido. E un amplificatore dotato di una grande raffinatezza e in grado di pilotare praticamente (quasi) tutto quello che gli capita a tiro di jack. Molto buona la riproduzione delle varie gamme di frequenza. La gamma bassa è ottima (non a livello del Rudistor NX02 che in accoppiata con la Beyerdynamic DT880 sfoderava dei bassi da terremoto e una gamma media ed alta mai sopra le righe) e lestremo acuto è raffinato e quasi mai duro o fastidioso. La gamma media e conseguentemente la riproduzione delle voci è forse la qualità più evidente di questa elettronica. La dinamica è sempre di buon livello fino ad essere ottima con alcune cuffie (penso alla DT990 in particolare). Il dettaglio è molto buono senza mai diventare fonte di distrazione. Sono molto indeciso nellaffermare con certezza quale sia il migliore risultato complessivo. Probabilmente, considerato che non ho avuto a disposizione le Sennheiser delle quali da più parti viene magnificata la sinergia con il V3, laccoppiata migliore in assoluto è con la famiglia Beyerdynamic, con una certa preferenza per la DT990. Buono anche il risultato fornito con la top of the line di casa AKG. Buono ma non magnifico in quanto ho limpressione che la K701 sia in grado di tirare fuori molto di più da un partner in grado di pilotarla più energicamente di quanto il piccolo inglese non sia in grado di fare. Ho notato qualche indurimento in gamma alta e diverse indecisioni nel resto dello spettro che mi hanno indotto a pensare che il Musical Fidelity sia per la K701 il minimo indispensabile ma non il "minimo ottimo" (e con questo scomodiamo Pareto e la frontiera efficiente!!!). Quello che invece mi sento in assoluta sicurezza di dire, anche se non è probabilmente il risultato complessivamente migliore, è che laccoppiamento in assoluto più sinergico è quello con la AKG K501. Lelettronica stempera le caratterizzazioni della cuffia austriaca lasciandone intatta tutta la magia della stupenda gamma media. La musica classica con Musical Fidelity X-Can V3 e con la AKG K501 è magia pura. Mi capita raramente di sentire la riproduzione di uno strumento o di una voce in modo così coinvolgente da far vibrare i miei sensi fino alla commozione e guarda caso capita proprio con questa accoppiata.
Conclusioni?
Nessuna. O meglio una. Mi toccherà mettere mano al portafoglio e tenermelo. So che è uno di quegli oggetti di cui poi sentirei la mancanza.
Scheda prodotto:
Amplificatore per cuffia Musical Fidelity X-Can V3 Potenza di uscita: 1 Watt Impedenza di ingresso: 47 Kohm Distorsione armonica totale (THD) (non pesata): 0.015% da 20 Hz a 20 kHz Distorsione armonica totale (THD) (pesata A): 0.005% da 20 Hz a 20 kHz Rapporto segnale/rumore (massima potenza di uscita non pesato): 96 db Rapporto segnale/rumore (massima potenza di uscita pesato A): 108 dB Risposta in frequenza: da 30Hz a 75 kHz entro +- 1 dB Dimensioni: 180 x 88.2 x 239 mm Peso amplificatore: 2.6 kg Peso alimentatore: 0.45 kg
Prezzo: 480 Euro
Distribuzione: NU.ARC.
Via Sansovino, 23. 20133 Milano
Ringraziamenti:
Ad Anthony Michaelson, ovviamente
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