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CAVI R & C AUDIO ENGINEERING
di
Angelo Jasparro
"Lunga è la strada che deve percorrere il recensore, e perigliosa
"
Conscio di questaffermazione, mi accingo a parlare una volta ancora di cavi. Galeotte furono la visita presso un amico possessore di cavi R & C e la sua frase, che pensavo buttata lì tanto per dire: "Conosco bene il produttore di questi cavi, se vuoi ti faccio contattare per una prova". Cortesia mimponeva di rispondere affermativamente e, in men che non si dica, i cavi hanno fatto la loro comparsa nella mia sala dascolto. Ne ho ricevuti 3: uno di alimentazione, uno di segnale terminato RCA ed uno di potenza.
Il primo dei tre è il modello 220, il migliore tra i due prodotti da R & C, mentre quelli di segnale e potenza sono rispettivamente i modelli 4W116 e 4W232S, che si posizionano a metà tra i modelli più economici e quelli più costosi, non a livello strettamente economico, bensì nella classifica di merito stabilita dal fabbricante stesso, i cui cavi più costosi si collocano nella fascia dei 4000 Euro. Vi risparmio la riproposizione del materiale pubblicitario che Carlo Racano, titolare dellAzienda, mi ha inviato insieme col materiale. Se interessati potrete consultare il sito della R & C ed approfondire. Per i più curiosi possiamo dire che i cavi in prova sono costituiti da conduttori in rame puro di varie sezioni e spire differenziate. Il dielettrico è in PVC. Non dispongo di ulteriori informazioni e quindi è inutile che vi allunghi il brodo lavorando di fantasia, magari inventando improbabili magie, che già si parla di un genere di articolo troppo spesso circondato da un alone di mistero. A sentire certi produttori di cavi, il pianeta Terra appare come popolato da Elfi e Nani che nelle notti di plenilunio si riuniscono attorno a pentoloni fumanti per creare, appunto, magici cavi, capaci di trasportare il suono sfidando le leggi della fisica e, durante il trasporto, facendo "trucco e parrucco" agli elettroni, che si presenteranno ai diffusori belli come fotomodelle sudamericane.  Siamo circondati da cavi, ci sono cavi ovunque, le provenienze sono le più disparate e le ricette molteplici. Nonna Amelia e Suor Germana si possono nascondere, dilettanti da strapazzo di fronte alla creatività dei "cavari" (cavisti? cavieri? cavai?). Ci sono persone che, dopo aver passato una notte da incubi a causa di una cena troppo pesante, si alzano la mattina incazzate e, per vendetta contro il mondo intero, che fanno? Semplice, si mettono a realizzare cavi per hi-fi. Ormai ci sono in giro più cavi che apparecchi. Il trucchetto del bi-wiring ha ormai perso parte della sua efficacia, anche se voci di corridoio riferiscono di futuri accordi coi fabbricanti di diffusori perché sinventino un sistema per raggiungere in tempi ragionevoli il "Tera-wiring". Staremo a vedere. Intanto non mi stupirei di vedere a breve qualche cavo firmato da Dolce & Gabbana o da Armani. Sono sincero: da tempo ormai soffro di una specie di crisi di rigetto verso questi componenti, al punto tale da aver installato in casa mia una rete wi-fi per il collegamento ADSL. Mi scopro ogni tanto a passeggiare per le stanze col portatile in mano ed il ghigno di quello che sa che sta facendo a meno dellennesimo cavo. Ripenso con angoscia ai tempi in cui anchio mi sono cimentato, curvo su improbabili intrecci e saldatore, nella realizzazione dei maledetti. Ovviamente con risultati inenarrabili. Dopo aver chiesto perdono per i cumulo di sciocchezze scritte sopra (come riempivo lo spazio parlando di cavi? Non sapevo proprio cosa inventarmi), torniamo agli articoli in prova, presentati dal loro progettista - udite, udite! - come semplici
cavi, piuttosto che come magici accessori capaci di trasformare il ferro in oro. E già un buon inizio; niente tubi del gas, solo normali cavi di medie dimensioni e dallottima flessibilità per una presentazione non chiassosa, così da non costringervi a posare gli specchi sul retro dei vostri impianti per dimostrare agli amici con quali meraviglie tecnologiche avete connesso i vostri apparecchi. Intanto che scrivo queste righe di presentazione sto lasciando che i conduttori si assestino elettricamente e meccanicamente per una decina dore, come da consiglio del loro produttore. Evito di entrare nel merito di spiegazioni tecniche sul funzionamento dei cavi, che lascio volentieri ad altri, per evitare figure meschine. Ci siamo già divertiti abbastanza in passato a leggere le cose più improbabili tanto che, dopo qualche anno nel quale ho cercato di capirne qualcosa, il mio atteggiamento è ora piuttosto disincantato. Qualche giorno prima di questa recensione ho fatto alcune prove di cavi anche molto costosi e credo di poter trarre una personale conclusione su questo mondo oscuro: oltre un certo livello "il miracolo può attendere", nel senso che penso che oltre un certo limite non si possa andare. Sarò ben felice di ricredermi se e quando mi si dimostrerà il contrario. Peraltro cè anche da aggiungere che non tutte le elettroniche o i diffusori rispondono al variare dei cavi nello stesso modo. Non è questione di costo dei componenti, non cè automatismo nella cosa. Passando quindi alla prova dascolto, confesso di essermi chiesto inizialmente quale metodologia adottare, essendo i cavi in prova più duno. Ho quindi deciso di utilizzarli tutti assieme "per vedere leffetto che fa", per poi sperimentare diversamente, finchè la pazienza mi assisterà.
Cito limpianto nel quale li ho utilizzati, per completezza dinformazione:
Giradischi: Basis 2001, braccio Graham 2.2, testina Scan Tech Lyra Helikon Cavo phono: Extreme Phono Crimson Pre Phono: Audio Research PH-3 Cavo tra pre phono e Preamplificatore: MIT Shotgun S2 Lettore digitale multistandard TEAC DV-50 Cavo tra lettore digitale e preamplificatore: Transparent Music Link Super XLR Preamplificatore: Bryston BP 25 Cavo tra pre e finali: MIT Shotgun S1 XLR Finali: Bryston 7B ST Diffusori: MBL 101D Cavi di potenza: Transparent The Wave Super XL Cavi di alimentazione: MIT Shotgun AC 1 ed altri autocostruiti Tavolino: Atacama Equinox Pro Supporti preamplificatore: Gingko Audio Mini-clouds Filtro di rete: Black Noise 2500
Quando di devono ascoltare dei cavi che costano sensibilmente meno di quelli di riferimento, è difficile stabilire da che parte cominciare o stabilire una metodologia di prova che non si presti ad eventuali contestazioni. Come detto sopra, ho cominciato ad ascoltare inserendo i 3 cavi contemporaneamente nella catena e riscontrando un suono senza difetti eclatanti, soprattutto tenendo presente che il mio lettore digitale suona sensibilmente meglio (oltre che più forte) se il segnale duscita viene prelevato dalle uscite bilanciate piuttosto che da quelle RCA. Fortunatamente dispongo di un cavo Transparent Super anche sbilanciato, col quale operare un confronto più corretto col cavo di segnale in prova oggi. I primi risultati riguardano il cavo dalimentazione collegato al lettore digitale e confrontato col MIT Shotgun AC1. Cè sicuramente una variazione nella timbrica, il suono vira leggermente verso tinte più chiare, con una probabile maggior definizione degli strumenti nello spazio, la dinamica perde qualcosa, apparentemente. Confesso tranquillamente che se dovessi fare un confronto alla cieca tra i due, non garantisco di poter ripetere queste sensazioni. La scelta tra questi due cavi si riduce ad un mero fatto di gusto personale, mentre la loro differenza di prezzo è oggettiva, con le conclusioni che ognuno di voi potrà trarre. Lo stesso cavo provato sul preamplificatore, in luogo di un "cavone audiofilo" tedesco di marca non precisata è invece assai illuminante, sotto tutti i punti di vista. Il miglioramento in termini di timbrica, immagine e precisione è innegabile. Questo è un ottimo cavo, altro che!
Passando al cavo di segnale devo dire che il discorso si fa più "spinoso". Facile affermare che la sua prestazione dinamica non è a livello del più costoso riferimento, più ostico spiegare un effetto sottrattivo che non parrebbe possibile; può (o deve) un cavo interpretare? La teoria e la logica dicono di no ma le sensazioni di realtà, di spettacolarità più vicine alla Musica vera, con questo R & C vengono un po meno. Cosa cinteressa se gli estremi gamma sono più o meno estesi con un cavo piuttosto che con laltro, se un triangolo suona 3 centimetri più avanti o più indietro, se poi manca quella vita che fa di un brano musicale qualcosa di più di un insieme armonico di suoni? Non so se riesco a spiegarmi; riascolti lo stesso brano ed esclami: "manca qualcosa!", senza capire esattamente cosa o meglio, senza poterlo esprimere con frasi di senso compiuto. Questa è la differenza che riscontro tra i due cavi di segnale a confronto. Per il resto non saprei proprio che critiche fare allR & C che, se non confrontato col riferimento, appare sostanzialmente corretto per ciò che riguarda i consueti parametri di giudizio. Questi cavi non debbono essere usati da coloro che usano le connessioni come empirici equalizzatori; per quello rivolgetevi altrove. Il 4W116 suona equilibrato e neutro e non snatura in alcun modo la timbrica del segnale che lo attraversa. La sua ricostruzione dellimmagine virtuale è da considerarsi più che sufficiente per la tipologia dimpianto nel quale sarà presumibilmente inserito, in proporzione al suo costo.
 Il cavo di potenza è il 4W232S, sigla nella quale la lettera S sta per "stato solido". E un cavo di dimensioni medio-piccole, molto flessibile e certamente poco invasivo. La sua prestazione si avvicina sensibilmente a quella del riferimento, sia a livello timbrico che dinamico. Vè una leggera compressione della ricostruzione spaziale anche in questo caso e la riproduzione della Sinfonia Fantastica di Berlioz perde qualcosa in forza e drammaticità. A parte ciò, nulla di negativo da segnalare anche in questo caso. Si tratta quindi di un ottimo cavo che difficilmente sfigurerà anche in impianti di alto livello.
CONCLUSIONI
Facciamo i conti della serva, con tutto il rispetto per le Colf che spesso i conti li fanno anche meglio del sottoscritto. Cavo dalimentazione: 1/3 circa rispetto al costo del riferimento, a fronte di differenze non facilmente percepibili e, soprattutto, non necessariamente negative, vista la varietà degli apparecchi coi quali potrebbe essere utilizzato. Cavo di segnale: circa la metà rispetto al costo del riferimento. In questo caso il prodotto appare meno azzeccato ma il prezzo di vendita pare ancora piuttosto ragionevole. Cavo di potenza: circa la metà rispetto al riferimento, a fronte di una differenza di prestazioni che richiederebbe un volo pindarico per giustificare la differenza di prezzo, se non in casi particolari di "follia audiofila aggravata". Ricordo ancora una volta che i risultati ottenuti non sono necessariamente replicabili, nel bene o nel male, in impianti diversi. Direi senzaltro che siamo al cospetto di prodotti collocati nella fascia economica medio-bassa, le cui prestazioni sono da fascia superiore, con qualche riserva forse sul cavo di segnale, per il quale suggerisco di approfondire il confronto verso eventuali altri candidati nella stessa fascia di prezzo, prima di un eventuale acquisto. Torniamo ai nostri conticini: un cablaggio completo siffatto vi costerebbe circa 1.200 Euro. Credo proprio che potrebbe aiutarvi a mantenere quel famigerato 10% della spesa in cavi sul totale dellimpianto che molti teorizzano, in caso il vostro setup valga intorno ai 10.000 Euro, fascia nella quale questi cavi potranno senza alcun dubbio molto ben figurare. Le premesse per il futuro sono molto buone, resta la curiosità di ascoltare le serie superiori.
INFO:
220 mt 1,5 euro 244,00 4W116 mt 1 euro 416,00 4W232S mt 2,5+2,5 euro 580,00
www.rcaudio.it
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