
Ormai diverso tempo fa ci lasciammo su queste pagine con la prova di quella che, pur nella sua particolarità, rappresenta a mio avviso unimprescindibile tappa per lappassionato di musica e di cuffie (1).
Non sono tuttavia lunico a sostenere che la K501 (limprescindibile tappa) pur nello splendore della sua gamma media e nel nitore della sua gamma alta risulta caratterizzata (non riesco proprio a dire "affetta") da un estremo basso buono ma non particolarmente evidente, che la rende assolutamente inadatta ad ascolti soddisfacenti di musica ad alto contenuto di percussioni e strumenti amplificati e distorti. Va notato che, nonostante questo, la K501 assieme ad altre cuffie "storiche", è usata per il monitoraggio negli studi di registrazione e questo qualcosa deve pur dire.
A fine 2005 il mercato viene scosso dallintroduzione in catalogo delle due nuove nate di casa AKG: la K601 e la K701, il cui lancio sul mercato è stato da molti salutato come la soluzione ai mali della amata/odiata K501.
Linteresse degli appassionati è letteralmente catalizzato dai due nuovi modelli che si inseriscono idealmente (ma non correttamente) tra le top della casa austriaca esattamente in mezzo alla K 501, che ad oggi ha subito un ulteriore consistente ribasso dello street price e non è ben chiaro se sia ancora in produzione, e la K 1000, un concetto più che una cuffia, l "earspeaker" dalle ineffabili qualità, da tempo fuori produzione ed oggetto di rare trattative sul mercato dellusato.
Simili nelle forme, simili nel suono?
Sgombriamo subito il campo da un grosso equivoco. Da un errore, per così dire, sistematico.
Se vi aspettate che la 701 sia semplicemente una 501 con più bassi sbagliate di grosso.
Ho fatto anche io questo errore, come peraltro appassionati e recensori ben più autorevoli e navigati di me, e sono andato a cercare maniacalmente e colpevolmente le similitudini e gli elementi di novità rispetto ad un altro oggetto, peraltro a me molto caro, rimanendo per lungo tempo deluso.
Cari amici miei, niente di tutto questo.
La K701 (ed immagino a suo modo anche la K601) è una cuffia a mio parere del tutto nuova che si inserisce in una famiglia senza peraltro continuarne pedissequamente la tradizione sullo stesso solco.
Per arrivare a questo ho dovuto sottopormi volontariamente ad una terapia di disintossicazione.
Confuso e infelice, non ho fatto altro che utilizzare cuffie entry level per un paio di settimane. Ho usato una vecchia Sennheiser HD410SL (una di quelle anni 80 con i "gialloni", i caratteristici padiglioni in schiuma gialla) e una, più recente, Sennheiser PX100.
Devo dire che il tutto mi ha fatto un po leffetto del reset per un computer o, audiofilmente parlando, leffetto del Densen De Magic, per chi lo ha provato.
Cosa mi ha condotto in errore?
Innanzitutto la continuità estetica con la K401 e la K501 e la quasi identità con la K601. Ovviamente altri materiali di ben altro pregio, ma immagino che avendole tutte e quattro in fila sembrerebbero evidentemente una levoluzione dellaltra.
Per essere bella è bella. ..
Certamente si. Pur non amando molto il bianco a cui ci ha abituati lI-Pod devo riconoscere che è un oggetto elegante e piacevole. Le forme sono simili alle cuffie che lhanno preceduta ma con differenze notevoli anche per un occhio poco attento.
La fascia poggiatesta è in pelle color vinaccia con il logo AKG impresso a caldo sulla faccia superiore. Limbottitura in similpelle grigia presenta dei rilievi che favoriscono laerazione.
Alle estremità della fascia due bottoni color alluminio e due piastrine, pure color alluminio, collegano la fascia poggiatesta al corpo della cuffia.
I padiglioni presentano una fine traforatura e delle eleganti rifiniture cromate.
Niente a che vedere con il grigio e il similoro della K501, il grigio scuro della K 401 o il nero e rosso della K301.
I cuscinetti in velluto sono comodi e forniscono una sufficiente traspirazione anche con le temperature di fine estate. A differenza di quelli della 501 che hanno identico spessore lungo tutta la circonferenza sono più spessi in corrispondenza della parte posteriore dellorecchio e quindi sagomati in maniera da orientare i padiglioni un po come fa la K1000.
Il cavo di collegamento è morbido, flessibile e piacevole al tatto. In dotazione un adattatore dorato ed un supporto imbottito per poggiarla senza provocarle danni.
La confezione è, come tradizione AKG, ben fatta ed elegantissima per cui, se la regalate non incartatela. Esattamente come fareste per una scatola di caramelle Sperlari.
Ma, alla fine, come suona?
Andiamo subito alla conclusione: tranquilli, suona bene e di questo avete la mia parola.
Ma permettetemi di ribadire di nuovo un concetto: non è la K501 per cui non aspettatevi lo splendore assoluto (a prezzi umani) della gamma media di questultima.
Il fatto indubitabile è che tra la 501 e la 701 passa la differenza che cè, mi si perdoni lesempio da audiofili, tra un minidiffusore di razza, come potrebbero essere le Sonus faber Minima o le LS3/5A, ed un ottimo diffusore da pavimento. Una coppia di Dynaudio, ad esempio. Con tutto quello che consegue. Come in ogni cambio si perde qualcosa per riconquistare qualcosaltro.
Ha fondamentalmente un grosso pregio: è una cuffia complessivamente molto equilibrata in tutti i parametri e per questo potrebbe apparire come compassata e priva di personalità.
Essendo completa e priva di vizi evidenti non ammalia ed avvince al primo ascolto come altre ma conquista poco a poco.
Venendo ai classici parametri di valutazione:
Ho trovato la gamma bassa giustamente presente anche se non si arriva agli abissi dei 16 Hertz e quantitativamente appare meno esplosiva rispetto a quella di altre cuffie. In una parola è corretta. Della gamma media ho già detto mentre lestremo acuto è esteso, rifinito e generalmente poco invadente, salvo rari indurimenti che ho avvertito con incisioni particolari.
Complessivamente la gamma udibile riprodotta mi è sembrata lineare ed estesa senza fastidiose evidenze o carenze particolari.
Il dettaglio che fornisce è molto buono per cui non è impresa impossibile individuare i particolari dellincisione. Pur tuttavia non ha le caratteristiche più deteriori di una classica monitor ed il giusto livello di dettaglio consente di lasciar fluire e godere la musica senza perdersi dietro al campanellino o al flauto in terza fila o bearsi dello scricchiolio delle sedie.
Lheadstage pur simile a quello della K501 appare leggermente meno esteso e la sensazione di ariosità che è una delle caratteristiche fondamentali della K501 si riduce appena.
La dinamica, pur buona, nel mio impianto non mè sembrata da primato, ma a questo proposito tuttavia mi sento di fare una raccomandazione: ritengo non si debba compiere lerrore di mortificarla con amplificazioni non allaltezza. Se è possibile è bene provarne più di una (e di una certa classe) perché ho avuto limpressione che sia una cuffia che rende al meglio se pilotata con pugno di ferro e guanto di velluto.
Oscuro oggetto?
Oscuro oggetto questa K701. Oscuro oggetto per il mistero e laspettativa che ha catalizzato e per la difficoltà che ho avuto ad afferrarne le caratteristiche soniche che, una volta intuite, la fanno divenire un chiaro oggetto di desiderio.
Non è indubbiamente una cuffia per tutti i generi e per tutti i gusti. Manifesta a mio avviso sempre e comunque una predilezione per la musica classica e il jazz ma rispetto agli altri generi, al contrario della K501, è a proprio agio praticamente con tutto.
Se lobiettivo da raggiungere era lottenimento di un invidiabile equilibrio prestazionale complessivo, allo staff dei suoi progettisti vanno i miei personali complimenti.
Kenwood Electronics Italia S.p.A.
Via Sirtori, 7/9. 20129 Milano
A Filippo Alfonsi per avermela pazientemente concessa in prestito.