Dopo la disamina tecnica pubblicata nel numero precedente, eccoci ora alla parte più "umanistica" di questa prova; parte che personalmente ritengo più interessante per svariati motivi. Sappiamo bene che i numeri, di per sé, non suonano e che, seppure la parte tecnica del progetto sia imprescindibile dal risultato finale, nel nostro hobby contano le emozioni che un apparecchio è in grado di suscitare nellascoltatore e queste emozioni possono essere trasmesse, tramite linterfaccia-recensore, anche a chi non ha avuto occasione di ascoltare un qualsiasi determinato prodotto.
Torniamo quindi alla nostra avventura ricordando come questi monumentali (definizione che riguarda il loro design, più che le loro dimensioni) diffusori sono giunti nella mia sala dascolto. Contrariamente a quanto avviene per le normali recensioni, non ho avuto in prova le MBL dallimportatore, ma le ho acquistate ed in seguito a questoperazione, per la verità molto indovinata, ho deciso di parlarvene tramite Videohifi.
Prima di passare alle impressioni dascolto vorrei parlarvi di assistenza al prodotto. Raramente capita che un recensore lo faccia, visto che usualmente riceve il materiale nuovo o da dimostrazione, lo roda se necessario, scrive e lo riconsegna al mittente. In questo caso la vicenda si è svolta evidentemente in altro modo e credo sia il caso di farvi cenno. Quando ho ritirato i diffusori non conoscevo il loro stato duso; avevo sentito un suono molto valido ed ho visto che le condizioni esterne erano pressoché perfette e quindi li ho acquistati. Durante il trasporto a casa mia, li ho maldestramente caricati su un carrello provocando la deformazione dei due woofers, i "palloni da rugby" che avete potuto vedere nelle fotografie. I diffusori suonavano ancora, ma si sentiva che qualcosa era andato fuori posto. Per il resto non avevo notato alcunché ed il resto delle gamme di frequenza mi sembrava a posto.
Non mi rimaneva altro che contattare HI-FI CENTER, limportatore italiano per avvalermi del loro servizio di assistenza. Mi piace qui rimarcare la notevole cortesia e disponibilità di Mario e Giancarlo Sopegno, che si sono davvero prodigati per fare in modo che le mie MBL fossero ripristinate al meglio nel minor tempo possibile. Purtroppo non vera alternativa alla loro spedizione in Germania, presso la Casa costruttrice, vista la complessità della riparazione e la necessità di un completo check-up per la maggior sicurezza. Arrivate a destinazione mi viene comunicato che i problemi erano più complessi di quanto preventivato, visto che anche altri componenti avevano dei danni, evidenziabili solo dopo accurate misurazioni. Mi sono sentito un po imbecille a non essermene accorto da solo, ma che volete: i sub non gracchiavano ed i tweeter funzionava, quindi per me andava tutto bene. Questo dovrebbe servire da lezione in primis al sottoscritto, e poi a coloro che, usi agli acquisti di materiale di seconda mano, pensano di capire dopo un fugace ascolto se un apparecchio sia perfetto o meno.
Tornando quindi allassistenza, ribadisco ancora lefficienza di importatore e fabbricante, come raramente ho riscontrato in passato, nel nostro settore o in altri.
So che i più maliziosi tra voi penseranno: "bella forza, lui è un recensore, mica è un cliente normale!" A costoro vorrei dire che se pensano che un recensore cammini sulle nuvolette e guardi tutti gli operatori dallalto in basso, fulminandoli con uno sguardo da "quello che non deve chiedere mai", si sbagliano di grosso. Tante ne avrei da raccontare su operatori che quando gli si porge il biglietto da visita di Videohifi guardano con aria interrogativa di chi vorrebbe rispondere: "e allora?" o che, peggio ancora, cominciano a profferire velati insulti verso tutte le riviste di hi-fi, nessuna esclusa. Per non parlare di coloro ai quali si chiede un apparecchio e loro rispondono che si, forse potrebbero anche dartelo in prova, ma prima vogliono essere sicuri che la recensione sarà positiva, magari prima di pubblicarla me la fai leggere, perché se non ti piace sei sicuramente tu che non hai capito il prodotto, ecc
Naturalmente costoro si beccano un bel due di picche ancora prima di cominciare.
Ho comunque svolto qualche verifica presso altri possessori di apparecchi MBL, avendo sempre limpressione di essere entrato in contatto con persone che si sentono parte di un Club, per la verità piuttosto esclusivo, e che sono orgogliosi di appartenervi. La cosa è piuttosto rara, dalle nostre parti, e ritengo opportuno evidenziarla in quanto forma parte integrante della soddisfazione di chi ha speso quantità rilevanti di denaro per acquistare si un prodotto, ma anche un servizio.
Prima di procedere, vi mostro due pessime fotografie scattate al crossover, come promesso nel numero scorso. Perdonatemi se non ho potuto fare di meglio, ma vi garantisco che rovesciare queste bestie da 80 Kg. luna per poterle aprire del tutto sarebbe stato molto faticoso ed anche pericoloso per la loro incolumità.
Ritengo opportuno, come al solito, citarvi limpianto nel quale le MBL 101D sono state utilizzate:
Giradischi: Basis 2001, braccio Graham 2.2, testina Scan Tech Lyra Helikon
Cavo phono: Extreme Phono Crimson
Pre Phono: Audio Research PH-3
Cavo tra pre phono e Preamplificatore: MIT Shotgun S2
Lettore digitale multistandard TEAC DV-50
Cavo tra lettore digitale e preamplificatore: Transparent Music Link Super XLR
Preamplificatore: Bryston BP 25
Cavo tra pre e finali: MIT Shotgun S1 XLR
Finali: Bryston 7B ST
Cavi di potenza: Transparent The Wave Super XL
Cavi di alimentazione: MIT Shotgun AC 1 ed altri autocostruiti
Tavolino: Atacama Equinox Pro
Supporti preamplificatore: Gingko Audio Mini-clouds
Filtro di rete: Black Noise 2500
Per giungere finalmente alla
PROVA DASCOLTO

Cè una premessa da fare, vista limportanza di questi diffusori e la loro atipicità. Ad un primissimo ascolto lasciano leggermente interdetti proprio perché la loro ricostruzione dellimmagine nellambiente è diversa da quanto siamo abituati ad ascoltare. Dimenticatevi i suoni sparati in faccia da una sorgente che emette in un ristretto triangolo al cui vertice sedete voi. Dimenticate anche le dimensioni della vostra stanza e preparatevi alla differenza che intercorre tra un televisore, non importa da quanti pollici, ed uno schermo grande quanto tutta la parete che avete di fronte. Dimenticate la necessità di ascoltare pressochè immobili per non subire uno spostamento dellimmagine sonora. Dimenticate perfino il famigerato triangolo, la distanza dascolto dai diffusori, la loro inclinazione verso la vostra testa. Ed infine, potete anche mettere in vendita tutte le vostre trappole acustiche, salvo quelle per le frequenze basse, sempre che vi servano una volta installati questi diffusori nella vostra stanza.
Preparatevi ad un suono che arriva dallaria stessa, da una parete dietro ai diffusori che suona come unenorme e profondo diffusore stereofonico.
Dopo queste anticipazioni che hanno lo scopo di descrivere con semplici parole una sensazione che si può solo provare, è anche opportuno che vi segnali che ho provveduto a togliere dalla mia stanza quasi tutti gli accorgimenti acustici adottati in mesi di studi e prove; semplicemente con questi diffusori non servono più. Il manuale distruzioni accluso segnala infatti che vanno disposti nella parte della stanza con la maggior riflessione ed addirittura consiglia di piazzare negli angoli posteriori ai 101D due grandi piante a foglia larga, per aumentarne la riflessione. Altro che trappole! Ovviamente ho provveduto a rimuovere anche glingombranti Tube Traps che facevano brutta mostra di sé alle mie spalle. Ho lasciato solo il leggero trattamento atto a smorzare gli echi naturali che si creano in una stanza troppo spoglia, quelli che producono un rumore metallico quando si battono le mani.
Il posizionamento di questi diffusori non richiede accorgimenti particolari; una volta sistemate le frequenze basse (giusto quelle sotto i 100 Hz) mediante unopportuno posizionamento e laiuto del controllo sul cross-over (o meglio sul suo cablaggio) del quale abbiamo parlato nel numero precedente, il resto è solo Musica. Le altre regolazioni previste vi aiuteranno a trovare il suono che più preferite soprattutto in dipendenza degli apparecchi a monte. Io ho utilizzato inizialmente le posizioni basso-smooth, medio-natural, tweeter-smooth, con escursioni al medio-rich, cercando il mio suono ideale anche in relazione a sorgente, amplificazione e cavi. Non le ho collegate in biwiring, pratica consigliata dal Costruttore, se non durante una fugace prova con un secondo cavo di potenza più economico sulla sezione subwoofer, senza per la verità riscontrare benefici. Non ho avuto la possibilità di provare due cavi di potenza uguali per una prova più appropriata. Mi resta anche la curiosità di testarle in amplificazione, non potendo disporre di finali adatti per essere usati insieme coi miei Bryston.

Il primo CD che decido di ascoltare in funzione di questa recensione è "La mia generazione ha perso" di Giorgio Gaber. I miei appunti recitano testualmente: "risoluzione della voce, respiri, piccole percussioni mai sentiti in precedenza". Già, altro che il famoso velo. Eppure tutto mantiene unimpostazione timbrica eccezionalmente equilibrata, senza spostare la tonalità verso colori diversi da quelli che sono probabilmente i più corretti. Mentre Gaber canta pare addirittura di cogliere, saltuariamente, alcune leggerissime distorsioni della membrana del microfono. Il basso elettrico è imperioso ma sempre frenato, mentre la voce resta ben piantata nella scena ed allo stesso tempo non rinchiusa in uno stretto ed innaturale "spot". Le riflessioni ambientali prevedibili a fronte delleliminazione del trattamento acustico sono pressoché inesistenti. Stupisce come diffusori che emettono a 360° riescano ad eclissarsi dallambiente in questo modo, diventando assolutamente trasparenti, malgrado la loro mole. Gli strumenti sono tutti al loro posto, eppure è lintera stanza a suonare, riportando la mente alle migliori sale da concerto frequentate negli anni passati. I colpi di grancassa, se ben ripresi in fase di registrazione, sono sempre netti e precisi, forse perché il rumore impulsivo del pedale battente è riprodotto dal velocissimo radiatore del mediobasso, lasciando solo la parte della risonanza del volume del tamburo al tradizionale subwoofer.
Tra le cose che mi lasciano sempre perplesso durante lascolto di diffusori con simile risoluzione in gamma media ed alta vè la probabilità di udire troppo i fruscii ed i rumori impulsivi provenienti dal vinile. Quindi passo subito allascolto di un LP Decca di stampa francese di Canti Gregoriani, che subito fuga ogni dubbio in merito. Certo il vinile, sebbene acquistato usato, è in perfette condizioni ed ha subito un energico lavaggio: devo quindi dire che non cè nulla, salvo il normale fruscio del master analogico, che disturbi minimamente il fantastico segnale proveniente dalla Lyra. Risulta invece eccezionale la disposizione del coro nello spazio, con le voci dei frati ben distinte tra loro, sia a livello timbrico che di localizzazione. La coerenza tra i vari trasduttori è perfetta e non si notano,neanche a volerle cercare col lanternino, transizioni tra le 4 gamme di frequenza che ognuno di essi prende in carico, a testimonianza di un progetto globale sano e molto ben riuscito.
E la volta di un CD del compositore fiorentino Francesco Maria Verracini, allegato alla rivista Amadeus, ottimamente registrato nel 2004 da una nostra vecchia conoscenza: Marco Lincetto. In teoria doveva far parte di un mio ascolto di sottofondo, mentre facevo altro, in attesa di scaldare limpianto prima di una sessione di prova. Macchè; sono rimasto incollato alla poltrona Poang di Ikea fino allultima nota dellintero CD. Il violino di Federico Guglielmo è apparso allimprovviso dal pianissimo della traccia 9 con una leggiadria ed un rigore timbrico senza pari e lho distintamente visto (si, proprio visto) suonare nella Chiesa in penombra, con la fioca luce ad illuminare il leggio, anche se stavo ascoltandolo in pieno giorno e per giunta distrattamente. Quando uno strumento emerge in questo modo dal silenzio si è in presenza di un impianto che davvero può essere definito hi-end ed è una cosa che si apprezza solo quando si è avuta lopportunità di ascoltarla. Questi diffusori non permettono distrazione, bensì reclamano la vostra attenzione in ogni momento, proprio come accade quando state ascoltando musica dal vivo. Il clavicembalo, presente in quasi tutti i brani di questo CD, non suona mai gonfio, con quellodioso "effetto-woofer" che è davvero poco simpatico e che sa tanto di "riproduzione". Provo a spiegarmi meglio: provate a far caso alle sue noto più gravi; se sentite chiaramente un basso "fisico", non state ascoltando il vero suono del clavicembalo, che deve apparire leggero, seppur non privo del suo naturale corpo. Questa è una prestazione difficile da ottenere mediante i diffusori dinamici, che spesso spingono gli appassionati di musica antica a scegliere diffusori planari, quasi esenti da questeffetto ma certamente afflitti da altri difetti congeniti.
I rumori meccanici delle chiavi delloboe sono chiaramente percepibili ma non provocano alcun fastidio, integrati come sono nelleconomia del suono degli strumenti e non a sé stanti.
Col SACD "Genius Loves Company" di Ray Charles in duetto con vari artisti è impressionante sentire come le voci si materializzano dal nulla, senza mai confondersi col tappeto musicale, mentre i decadimenti armonici sono assolutamente rispettosi di quanto avviene in natura. Pare davvero di poter dare una pacca sulla spalla ai musicisti. Laccompagnamento del basso non è invasivo in nessun momento e lascia il giusto spazio agli altri strumenti, tanto da dare limpressione di una gamma bassa un po in secondo piano. Basta però ascoltare il brano "Fever" per fugare ogni perplessità: il basso in apertura è cattivo, profondo e veloce, tanto da provocare facilmente vibrazioni nella struttura dellambiente dascolto. La velocità degli attacchi orchestrali previsti in questo brano, con un arrangiamento-capolavoro, è strepitosa. Gli altoparlanti sembrano privi dinerzia e fanno il loro lavoro con estrema discrezione. La dinamica è un gradino sotto a ciò che le attuali tecniche di registrazione consentono. Nessun suono è mai "sparato" direttamente nei condotti uditivi dellascoltatore ma ogni nota proviene dallambiente circostante - devo ripetermi - come avviene quando si ascolta dal vivo, eppure la localizzazione di voci e strumenti è sempre agevole come se si stesse ascoltando un minidiffusore della miglior specie. Sembra un controsenso, lo so, ma accade proprio questo e forse è ciò che rende speciali queste MBL. Gli strumenti, se correttamente registrati, mantengono le loro giuste dimensioni e proporzioni tra loro.
Come spero immaginiate, una recensione seria (o presunta tale) non si scrive a tambur battente, nel senso che non si dovrebbe esaurire in poche ore dascolto, con qualche CD ben conosciuto e stop. Almeno nel mio caso, gli ascolti critici si alternano ad altri meno impegnati, magari intanto che leggo qualche rivista di musica. Era proprio quello che stavo facendo mentre ascoltavo un CD gentilmente regalatomi da una coppia di amici pugliesi. Si tratta di una ristampa di un RCA Victor, "I Bis di Evgeny Kissin", contenente brani di Mozart, Chopin e Liszt. Lopera era allegata ad una rivista e non contiene alcun libretto informativo, quindi non ho ulteriori notizie. E per piano solo - salvo due brani orchestrali -, registrata dal vivo. A metà ascolto sono stato costretto ad interrompere linteressante lettura circa la storia di un violino Guarneri del Gesù ed a prendere in mano il block notes per stendere qualche appunto. Se è vero che non avevo mai ascoltato questo disco in precedenza, è pur vero che conosco discretamente il suono del pianoforte. Ciò che mi ha colpito è stato il suono per nulla metallico. Al contrario, le note fluiscono corpose e naturali. Mi rendo conto che questultimo aggettivo ricorre troppo spesso in questo mio scritto ma non ne trovo uno più consono al suono delle MBL. Spesso capita di riuscire, durante un ascolto, a riconoscere il materiale che compone la membrana di un altoparlante ed è per questo che capita di leggere i commenti dei tifosi di altoparlanti in carta, piuttosto che svariati materiali di sintesi. Nel caso dei diffusori in prova oggi non riesco a discernere alcuna caratteristica che si frapponga tra il segnale amplificato e le orecchie. Le dimensioni dello strumento solista sono reali; né il tecnico del suono, né le MBL compiono lerrore dingigantirlo. Le sapienti mani di Kissin volano sulla tastiera, senza soluzione di continuità tra le varie gamme di frequenza nelle quali siamo soliti suddividere convenzionalmente la tavolozza sonora.
Prestazione notevolissima anche con gli archi, testimoniata dagli ascolti di Accardo la Fonè, di alcuni brani suonati da Sarah Chang per la EMI e dalla Scheherazade diretta da Scherchen per la Westminster. Il violino non "punge" mai pur suonando con la necessaria incisività, se del caso, e le sue armoniche si trasmettono attraverso laria senza alcun ostacolo. I prepotenti ottoni dellorchestra spingono a fondo senza far male e si riescono a discernere tra di loro anche durante i più intensi pieni orchestrali; una cosa che lascia davvero a bocca aperta.

La carrellata sul rock passa per "Going for the one" degli Yes, su LP Atlantic. Riscontro un basso elettrico senza code ed una perfetta intelligibilità delle tastiere e della chitarra di Steve Howe. La voce di Jon Anderson spicca su tutto ed ogni parola è perfettamente scandita anche quando il volume diventa molto alto. I finali Bryston spingono i radiatori delle MBL con una fantastica sinergia e subito mi ritrovo circondato di musica nella fiabesca atmosfera di "Turn of the century"; metto da parte gli appunti ed ascolto
"All those many years ago"
, canta Anderson e mi torna alla mente quel lontano 1977 quando uscì questo disco ed il sottoscritto si precipitava subito ad acquistarlo, presso il mitico (ed ora un po decaduto) Disco Club di Milano. "Parallels" comincia con lorgano a canne suonato da Rick Wakeman in una Chiesa di Montreux. Le note di pedale sembrano arrivare da sotto terra. Peccato solo per uneccessiva apertura alle alte frequenze dovuta ad una registrazione non eccelsa, per usare un eufemismo. LLP di Tom Waits "Foreign affairs" mi riporta ad unatmosfera più riflessiva, anche in considerazione del lavoro da terminare. La fisicità della voce è invidiabile, anche in questo caso un po più arretrata rispetto a quanto avrebbero fatto le Avalon ed è solo questione di gusto personale decidere quale delle due impostazioni è più corretta. Linsieme ha una tonalità calda e rotonda, con un contrabbasso potentissimo e privo di code moleste. Sento vibrare il vetro della porta ed un pannello in polistirolo del controsoffitto ma nulla della gamma mediobassa o media è sporcato da risonanze o intemperanze dei subwoofers. La vocina di Bette Midler, in coppia col Nostro, è acuta e nasale, in contrasto con quella roca e "maledetta" di Waits in un duetto molto piacevole, mentre i diffusori non mostrano alcuna preferenza per luna o laltra. Le scarse sibilanti della voce di Waits sono tenute perfettamente a bada dai due tweeters sferici.
Mentre sul piatto gira lLP "Nippon soul" del sestetto di Cannonball Adderley penso a quanto possa diventare godibile anche una registrazione "tagliata con laccetta", con tre musicisti da un lato, due dallaltro ed un pianoforte "itinerante". Il buco centrale che il tecnico del suono ha ricercato con tanta caparbietà è meno buco, dà piuttosto limpressione che i musicisti suonino su due file parallele, guardandosi negli occhi e riempiendo con la musica lo spazio che tra loro intercorre. Malgrado ciò, la loro posizione sul palcoscenico resta sempre ben identificabile. Allinizio del brano "The weaver" la ritmica è composta da basso e charleston della batteria; questultimo suona come quasi mai capita di sentire. La timbrica di questo disco, per nulla artificialmente arricchita da effetti speciali da Cinema, è molto vicina a quanto si può godere durante un concerto dal vivo, dove mai sentirete un sax soffiarvi in volto, il contrabbasso non sovrasta mai gli altri strumenti, il flauto di Lateef non pare un organo, la batteria è "fastidiosa" in giusta dose (salvo che non la suoni un pazzo picchiatore).
Lariosità del suono di queste MBL è fuori dal comune ma mai innaturale. La loro capacità di districare le trame musicali più complesse, si tratti di musica sinfonica o rock, è un qualcosa che non ho mai ascoltato prima, qualunque fosse la tecnologia impiegata da altri fabbricanti.
CONCLUSIONI
Con oltre 30.000 Euro (quasi 40.000 se si considerano le nuove 101E) si possono fare un sacco di cose. Un piccolo aneddoto: ho trascorso parte delle mie vacanze in Sicilia, con la famiglia. Un giorno siamo stati in un enorme centro commerciale alle porte di Catania. Gironzolando con un amico in un grande magazzino di elettronica intanto che le parti femminili delle nostre famiglie andavano per negozi, mimbatto in uno di quegli enormi schermi al plasma, proposto a 9.900 Euro. Mentre lo rimiro un po ingolosito e speranzoso in un radioso futuro per le mie finanze, un astante si ferma e dice al suo "compare": "10.000 Euro? Mi compro la macchina, con quei soldi!" Non ho trovato di meglio che commentare col mio amico che quel televisore è pensato per chi la macchina lha già.
I diffusori dei quali abbiamo parlato in questa recensione vanno quindi collocati in un mercato composto da apparecchi a tecnologia innovativa e di alte, altissime prestazioni, per i quali i consueti canoni di rapporto qualità/prezzo vanno beatamente a farsi friggere. Lesperienza dascolto di queste MBL è assolutamente unica al mondo e sbaglia chiunque creda di poterla sviscerare a seguito di un fugace ascolto in una Fiera; ve lo dico col cuore e per esperienza personale, dopo un congruo e felice periodo di convivenza con le stesse.
Riassumo così brevemente le caratteristiche principali riscontrate: una gamma bassa che raggiunge senza alcuna fatica i 30 Hz, quella media apparentemente un po arretrata ma precisa ed aperta al punto giusto, la alta con un ariosità ed un equilibrio invidiabili.
Consiglio caldamente di ascoltarle senza griglie. Suonano bene in ogni caso, ma lassenza delle griglie libera il suono in maniera maggiore ed evita qualche accenno di spigolosità dellacuto, probabilmente dovuta a qualche piccola riflessione allinterno della griglia metallica.
Sebbene abbia utilizzato un ampio numero di superlativi durante questa prova, non vi dirò comunque che siamo davanti ai migliori diffusori del mondo. Vi dirò piuttosto che sono certo di non avere mai ascoltato qualcosa di simile, indipendentemente dal prezzo. Ho fatto in precedenza un piccolo appunto alla riproduzione della macrodinamica; se così non fosse sarei davvero in imbarazzo nel dirvi che siamo quasi alla perfezione.
Unultima, imprescindibile osservazione, riguarda lamplificazione. 81 dB di sensibilità sono proprio pochini. Fortunatamente lemissione unidirezionale (è unipotesi) dà limpressione che si possano far suonare questi diffusori anche senza enormi potenze a disposizione. Se però siete amanti del rock ad alto volume o della musica per grandi orchestre e la dislocazione del vostro impianto vi permette di raggiungere pressioni sonore notevoli, vi consiglio di dotarvi di generosi serbatoi di Watt; ad occhio e croce almeno 300 per canale. Voci di corridoio minformano che cè chi le pilota anche con 30 Watt a valvole. Io non garantisco la riuscita, a meno che non si ascoltino solo piccoli ensemble darchi a volume ridotto.
Bene: siccome io lauto lho già, ho deciso di acquistare le MBL 101D, che fortunatamente non rappresentano un grosso sacrificio economico visto il ricavo ottenuto dai miei precedenti diffusori e la loro condizione di usato. Non chiedetemi come mai ho deciso per questo cambio; il mondo in cui viviamo, coi suoi innumerevoli codici scritti e non scritti, cimpone un modo di vivere basato sulla ragione più che sul cuore. Almeno nellalta fedeltà, cerchiamo di far prevalere il cuore, se appena possiamo. Auguri a tutti di un sereno nuovo anno lavorativo.
INFO:
http://www.hi-fi-center.it