GRADIENT LAURI SILVER & C37 SPECIAL EDITION: l'ascolto di un amore.......
di Francesco Bollorino

Nello scorso numero di VIDEOHIFI ho fatto una "presentazione statica" delle casse che da qualche mese allietano la mia vita di audiofilo, casse che mi sono fatto costruire in Finlandia dalla Gradient, su mie specifiche, partendo dal modello di serie Lauri, di cui non rappresentano un'evoluzione ma una sorta di "variazione sul tema" essendo le modifiche concentrate nella cablatura interna in argento sold core da 2mm, nel trattamento completo del diffusore con Lacca C37 e nell'uso al posto dei terminali di serie di WBT NEXTGEN in argento massiccio.
Quella che segue è la "prova su strada" delle LAURI SPECIAL EDITION
L'ascolto delle Lauri Special è stato effettuato inserendole nel mio secondo impianto casalingo in una catena formata dal CDP Jad Audio Musik 1.2, dal Pre Passivo Sonic Euphoria e da due finali Threshold S 200 modificati, usati in biamplificazione passiva, cavi di interconnessione Dual Connect, Legenburg, Dynamic Design, Allen Wright, cavi di potenza Dual Connect, cavi di alimentazione AC Crystal Cables, accessori: piedini Sound Mechanics MC88 sotto il CDP, piedini Extremo Alto Lyd I sotto il Pre, Tavoletta Stab1 sotto i due finali .
Le casse sono state provate sia con che senza l'apporto di due subwoofer TBI Magellan VIII passivi, posti "internamente" allo spazio tra i diffusori.
POSIZIONAMENTO IN AMBIENTE.
A differenza delle Prelude che necessitavano di una collocazione molto "precisa" per dare il meglio di sé (molto vicine alla parete posteriore e angolate verso il punto di ascolto), le Lauri sembrano "meno sensibili" al posizionamento, variando, certo, il suono a seconda della collocazione ma non in maniera così marcata come mi era capitato di sentire con le loro sorelline minori.
Dopo diverse prove ho rilevato che la posizione migliore è quella di porle a circa 70-80 cm dalla parete posteriore, con un leggerissimo orientamento verso il punto di ascolto. Gli stand usati per la prova erano i bellissimi Guizu TFW-9e da 70 cm prodotti in Cina e da me modificati con la sostituzione delle punte di serie con gli indispensabili e portentosi piedini della Soundcare norvegese.
La distanza tra le due casse è di circa 2,5 metri, l'ambiente è abbastanza grande trattandosi di una sala di circa 5 x 7 metri con soffitto a volta alto più di 4 metri, una libreria si trova dietro e a lato del punto di emissione, un grande tappeto attenua un poco l'effetto riflettente del pavimento in ceramica.
L'ASCOLTO
La prima osservazione che salta immediatamente all'orecchio è il "family sound" dei prodotti Gradient: si avverte con grande chiarezza come il suono delle Lauri non si discosti da quello delle Preludes ma semmai ne esalti al massimo le caratteristiche peculiari; torna, cioè, ed è una lieta conferma, il suono "alla Quad" che già avevo apprezzato nella prova delle piccoline di famiglia.
Scena acustica molto profonda, ricca di ambienza e di micromacro dettagli, straordinaria resa in gamma media con le voci, riprodotte con una naturalezza ed una ricchezza di armoniche in molti momenti forse superiore persino alle mie amate 988.
Strumenti ed interpreti appaiono "scolpiti" all'interno del palcoscenico virtuale (merito anche dell'interfacciamento ottimale con i Threshold S-200 modificati di cui parlo in altro articolo in questo stesso numero della rivista), con i vari piani sonori ben distanziati e posizionati tra di loro con un realismo che lascia stupiti considerando le dimensioni del trasduttore: non sembra di ascoltare, in fondo, un piccolo diffusore da stand!
Ciò che maggiormente differenzia le Luari dalle Preludes è la resa a basso volume: non che le Luari non amino i watt, tutt'altro... si bevono senza scomporsi i 200 watt dei finali che le alimentano offrendo prestazioni notevoli anche a livelli di emissione "da stadio" senza che il coassiale SEAS mostri alcun momento di difficoltà, ma mentre le Preludes mostravano un comportamento "migliore" aumentando il volume di ascolto, le Lauri suonano benissimo anche a bassissimi livelli di emissione mostrando una straordinaria coerenza timbrica e di resa del soundstage che non cambia al variare del volume di ascolto, semmai ciò che avviene è, alzando il volume che il suono si faccia sempre più definito (per la prima volta in vita mia ho "sentito" lo spostamento dello sgabello in un passaggio del Koln Concert di Jarrett) senza alcuna fatica di ascolto, collegata alla pressione sonora prodotta.
Sono casse estremamente analitiche, ma senza alcuna prevalenza dell'estremo alto della banda, che resta in equilibrio con le altre frequenze, privo di asprezze, morbido ma non per questo non preciso, radiografante direi nell'accezione migliore che tale termine può avere.
Introspettive nei confronti del messaggio musicale riprodotto, mai aggressive, con la biamplificazione passiva mostrano un suono molto dinamico con l'intero spettro riprodotto, con grande realismo e coinvolgimento emozionale.
Usate senza i sub, che per altro secondo il mio costume non vanno a intervenire dopo un taglio sul segnale per i "satelliti" ma "aggiungono" pressione e dinamica dai 70 hz in giù a casse lasciate libere di riprodurre tutte le frequenze, mostrano un ottimo mediobasso che dà calore e corpo alle voci e un basso potente e ben frenato, non ci sono i 16hz delle cannonate della "1812 TELARC" ma ciò che serve per un ascolto "normale" e di pieno "appagamento" c'è tutto e in perfetto equilibrio timbrico e musicale.
L'inserimento dei sub TBI aumenta, in maniera decisa, il "corpo" della riproduzione e favorisce, effetto che avevo già notato altre volte usando i subwoofer, un maggiore realismo della riproduzione del soundstage segno inequivocabile che l'ambienza è favorita in maniera marcata dalla possibilità del sistema non tanto di "scendere" quanto di riprodurre le armoniche anche in passaggi non necessariamente molto energetici in gamma bassa.
Il confronto tra l'uso di un solo finale e l'uso di due finali mostra come le LAURI "amino" questa seconda configurazione in maniera molto evidente: la dinamica offerta è nettamente migliore e lo si può apprezzare specialmente a bassi volumi di ascolto, situazione nella quale la risposta ai transienti è molto più veloce e, oserei dire, "spettacolare", anche se questo aggettivo forse è poco adatto a definire nel suo insieme il suono di queste casse che hanno nell'equilibrio timbrico e nel realismo "scarnificante" con cui mettono in evidenza ogni difetto del software e ogni micrometrica variazione del setup, come SOLO i veri purosangue in hifi sanno fare, i loro punti di forza che le pongono, per me, ai vertici dell'ascolto casalingo con qualunque genere musicale. 
Sempre a proposito di biamplificazione ho provato ad approfondire il tema dell'interfacciamento testando una serie di cavi e provando anche a differenziare la loro tipologia sulle due vie sia per quanto riguarda i cavi di segnale sia per quanto riguarda i cavi per i diffusori: ho fatto molte prove, incrociado i molti cavi che ho a disposizione in casa e alla fine ho trovato il miglior equlibrio utilizzando solo Dual Connect per la potenza sia per le basse che per le alte frequenze, mentre per il segnale la soluzione che mi ha più soddisfatto è stata l'usare i cavi Legenburg per la via bassa e i cavi Dynamic Design per quella alta.
Lungi da rappresentare una soluzione riproponibile in altri contesti, questi esperimenti mi hanno una volta di più convinto di qunato spazio vi sia per un setup micrometrico della propria catena e di come un buon interfacciamento tra elettroniche e cavi possa, in contesti molto equilibrati, rappresentare quel quid che può far fare all'ascolto un significativo ed ulteriore passo in avanti
SUMMING UP
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 Non ho mai ascoltato le LAURI "normali", non sono pertanto in grado di quantificare le differenze tra tale modello standard e le mie Special.
Il progettista mi ha detto che a suo parere i miglioramenti sono incentrati principalmente sulla maggiore raffinatezza generale del suono e su una maggiore analiticità e precisione nelle restituzione del messaggio sonoro riprodotto.
Ciò che posso dire è che non ho mai avuto in casa un diffusore dinamico di questa classe, se ciò, come penso, derivi dalla associazione di un ottimo progetto di base con le modifiche apportate a livello di componentistica e messa apunto della cassa, che non hanno fatto altro che esaltare le sue già ottime performance, non sono in grado di dirlo, ciò che posso affermare è che avevo un "sogno di cassa nel cassetto" e che il lavoro degli amici della Gradient lo ha realizzato, al di là, lo debbo ammettere, di ogni mia più rosea aspettativa.
Le Lauri Special non sono in vendita, sono un pezzo unico che, a detta di Jorma Salmi, prodotto in piccola serie, su ordinazione, potrebbe avere un prezzo al pubblico di circa 5.000 Euro; può sembrare molto per un bookshelf (ma vi sono casse da stand in giro molto molto più costose a dire il vero...), ma considerando la qualità dei materiali impiegati e la difficoltà della costruzione custom e soprattutto le performaces sonore raggiunte, mi pare totalmente adeguato a ciò che questi gioielli possono offrire al loro fortunato possessore
. va beh, ok, volevo farmi invidiare un pochetto
spero mi perdonerete per questo
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Anche perché nulla vieta di fare una petizione perché dalle sponde del tranquillo e incantato lago di Tusuula inizi una produzione regolare
ne varrebbe veramente la pena
believe me!!!
PS: Una delle cose che amo di più nella rete è l'interattività e la possibilità di contatto immediato: sarò quindi lieto di ricevere i vostri feedback al mio indirizzo di posta elettronica: francesco.bollorino@videohifi.com o di discutere con voi sul Forum pubblico della nostra rivista
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