HOME PAGE

INDICE
NUMERO 21


Jolida JD 202 Concentrato di valvole
di Fabio Cottatellucci

 

 

L’APPARECCHIO

 

Introduzione

Jolida è una casa del Maryland, USA, nata più di venti anni fa come produttore di componenti elettronici che ha sviluppato fra l’altro un elevato know-how nei trasformatori. Secondo uno standard collaudato dai produttori occidentali, gli apparecchi Jolida sono progettati negli USA, costruiti in Cina con componentistica solo in parte cinese (USA, Giappone e Russia ne forniscono buona parte) e rispediti nel Maryland dove vengono controllati e testati individualmente. Il patron della Jolida, Michael Allen, è stato intervistato l’anno scorso dalla prestigiosa rivista economica americana Forbes proprio in merito alle difficoltà incontrate dai produttori occidentali in Cina:
http://www.forbes.com/business/global/2005/0905/086.html .

Da quell’intervista, che consiglio di leggere, apprendiamo fra l’altro che la Jolida conta 11 dipendenti in sede e 44 a Shanghai; se desiderate vedere che tipo sia Allen, in questo periodo una sua foto campeggia nella home page dell’importatore italiano.

 

L’esterno

La macchina si presenta in un bel doppio imballo con imbottiture di polistirolo, nello spessore delle quali sono ricavate le sedi per le valvole, codificate a prova d’errore per la corretta installazione, ed è corredata solo da un onesto cordone d’alimentazione terminato Schuko e dal manuale.

Questo manuale è uno dei migliori che mi siano capitati in assoluto, ottime le indicazioni generali sulla convivenza con le valvole, sul bias, sulla messa a punto, belle le indicazioni di sicurezza. L’ho trovato scritto in modo veramente valido e completo, estremamente chiaro dalle fasi di disimballaggio alla regolazione della corrente di riposo delle EL-34, e contiene alcune pagine di consigli generali sull’uso degli amplificatori a valvole davvero ben strutturate. L’importatore mi ha assicurato che si farà autorizzare dalla Jolida a renderne disponibile per il download dal proprio sito la traduzione italiana, in corso di elaborazione,

L’apparecchio si presenta esteticamente diviso in due parti distinte: blocco trasformatori e pannello valvole sopra, case sotto. Le valvole sono come sempre belle a vedersi per un appassionato, specialmente accese nella penombra; un po’ contrastante la spia d’accensione blu neon.

Esteticamente, la Jolida (forse per il suo background proprio in questo componente) ha curato molto anche l’estetica del blocco trasformatori, che per me è uno fra quelli esteticamente più riusciti che io ricordi in assoluto: snello, basato sul contrasto fra alluminio anodizzato e nero opaco, con le scritte oro sulla faccia superiore. Con le valvole dona un aspetto molto stylish a tutta la parte superiore, da macchina di costo molto elevato.

L’estetica della parte inferiore dell’apparecchio è dignitosa ma meno brillante di quella superiore. Entrambi i pannelli anteriore e posteriore (non solo quello frontale come di solito, quindi) sono d’alluminio spazzolato da 6mm, però stati poi fissati al telaio (lamiera da 2 mm) con viti passanti che rimangono a vista. Per quanto riguarda la componentistica, la levetta d’accensione ed il selettore degli ingressi non sembrano progettati per l’eternità. Sui fianchi sono presenti dei dadi probabilmente destinati a sorreggere la griglia. I quattro piedini sono pezzi fatti come si deve.

Comodissime le manopole del selettore ingressi e del volume, gemelle, d’alluminio pieno fissate con un grano (visibile nelle foto che ritraggono quella del volume smontata) e non semplicemente innestate sul perno. La loro foggia permette, cosa ormai rara, di distinguere chiaramente anche dal divano la loro posizione. Sul pannello posteriore che, ripeto, non è di semplice lamiera verniciata ma è d’alluminio da 6mm come quello frontale, troviamo la vaschetta IEC provvista di connettore di terra, l’uscita per le casse con due diverse impedenze ed i connettori di segnale e di potenza, di media qualità.

La macchina ha una capacità operativa allineata allo standard della categoria: quattro ingressi tutti linea, niente tape out (ma tanto se si deve eseguire una registrazione "importante" è sempre bene entrare direttamente nel registratore dalla sorgente), niente separazione pre — finale.

Lamento come sempre, quando la riscontro, l’assenza di un’uscita cuffia e mi dispiace che non sia possibile avere un telecomando neppure come extra; in realtà, è ormai più facile indicare quali macchine siano provviste di tali accessori che quali ne sono prive.

Sono rimasto invece contento di trovare una pratica vite di massa per il collegamento di un pre phono, dato che trovo davvero brutto e poco affidabile andare a massa su una vite del telaio come ormai d’uso su tante macchine.

Dato interessante, invece, con 50 Euro circa è possibile avere la versione del JD 202A provvista di uscita preamplificata per un subwoofer: una ghiotta possibilità operativa per chi non vuol rinunciare alla magia dei propri bookshelf ma sente la mancanza d’un basso profondo e dinamico.

Devo raccomandare l’acquisto della griglia proteggi valvole opzionale che, oltre ad essere obbligatoria per legge, effettivamente protegge i preziosi tubi da possibili urti o cadute d’oggetti e previene potenziali danni a bambini o cuccioli che dovessero incautamente entrare in contatto con essi. L’importatore mi ha fatto presente che è disponibile separatamente ad un prezzo indicativo di 100 Euro.

I Jolida sono importati dalla Definizione Audio, un’azienda laziale di recentissima costituzione che si sta proponendo con tutte le carte in regola per divenire un interlocutore prezioso per gli appassionati: è provvista di un bel sito con un assortimento considerevole di apparecchi il quale, sebbene ancora in evoluzione, viene continuamente aggiornato.

Ricco di contenuti, da esso si può anche acquistare on line: questo è molto importante perché a farlo non è un qualsiasi rivenditore terzo su Internet ma proprio l’importatore italiano, con tutti gli evidenti vantaggi pratici di un unico rapporto diretto con un interlocutore qualificato e "padrone della situazione" anche acquistando in rete.

Per testare la possibilità di ottenere informazioni ho come al solito inviato una mail con alcune domande, senza specificare che stavo svolgendo un test, alla Jolida nel Maryland ed ho ricevuto in una settimana una risposta dal titolare Mr. Allen, e quando ho chiamato il numero per le informazioni della Definizione Audio, nonostante fosse ancora pieno agosto, mi ha subito risposto una persona molto cortese e competente, fornendomi tutte le indicazioni che chiedevo (anche qui non mi ero qualificato): ottimo approccio considerato che non ho manifestato alcun particolare interesse ad acquistare apparecchi da loro. Aggiungo che la knowledge base in Internet per macchine con questa circuitazione è molto vasta, quindi difficilmente un possessore di questo Jolida si troverà senza una risposta alle proprie domande.

 

L’interno

Il Jolida è un push — pull in ultra-lineare in classe AB1 con soli 9 dB di retroazione (o controreazione o feedback); le valvole preamplificatrici sono una coppia di 12AX7 mentre una di 12AT7 pilota le quattro EL-34 (6CA7) di potenza selezionate a coppie. Per gli amici appassionati meno navigati, rammento che "valvole equivalenti" non significa che una è buona e l’altra è la sua la brutta copia, ma semplicemente che si tratta di tubi utilizzabili nei medesimi circuiti e che presentano le stesse caratteristiche, ma essenzialmente denominati secondo il metodo di Paesi diversi dove sono costruiti.

Con qualche semplificazione, la circuitazione push - pull deriva il proprio nome dal fatto che a pilotare i tubi di potenza è una semionda per ogni valvola, sfasata di 180° rispetto a quella inviata alla valvola sua partner, con la cui semionda complementare si ricongiunge sul trasformatore d’uscita. Dalla modalità di pilotaggio delle valvole il nome: push-pull, una spinge, una tira. Ciò permette prestazioni elettriche superiori all’altro caposaldo della circuitazione a valvole, quel single ended che però raggiunge livelli di raffinatezza maggiori (specialmente in configurazione monotriodo). Quando il push-pull era in fase di diffusione all’inizio degli anni Trenta, (era nato verso la fine dei Venti), si diffuse la configurazione ultralineare dei tubi di potenza che si effettua riferendo una griglia schermo della valvola ad una presa intermedia del trasformatore d’uscita in un anello di controreazione locale; si possono così ottenere prestazioni intermedie fra la potenza dei pentodi e dei tetrodi e la musicalità dei triodi.

I pentodi usati nella realizzazione che qui ci interessa sono EL-34 (6CA7, indicazione statunitense), e non hanno bisogno di presentazioni essendosi guadagnate un posto di primo piano nella storia della riproduzione audio per musicalità, versatilità e robustezza. Nate per specifico impiego audio all’inizio degli anni Cinquanta dopo studi Philips del decennio precedente, le EL-34 / 6CA7 hanno equipaggiato numerose realizzazioni passate alla storia, tanto per citarne una quel Dynaco ST70 che viene da sempre indicato come ottimo partner a costo ragionevole per le Klipsch della serie Heritage.

Le valvole preamplificatrici sono una coppia di 12AX7, tubi ad elevato guadagno a loro agio quindi nell’elevare la tensione negli stadi pre, a suo tempo diffusissimi anche in molte applicazioni quali strumenti di misura e di trasmissione; le driver sono 12AT7, affidabili e largamente utilizzate nei circuiti a tubi, anche se l’utilizzo in questo ruolo è forse meno frequente di quello che le vede nelle sezioni linea.

La Jolida dichiara tramite l’importatore che le 12AX7 e le 12AT7 sono della russo / americana Electro Harmonix (stessi stabilimenti della Sovtek), ed in effetti le seconde recano direttamente il marchio di quella casa (le preamplificatrici sono marcate Jolida).

Le EL-34, marcate anch’esse Jolida, vengono dichiarate dall’importatore come cinesi, ma francamente esaminandole bene ho avuto proprio la sensazione che avessero anche loro una "faccia da Sovtek"; comunque, dato che tutte si presentano come pezzi ben costruiti, francamente ho deciso di non darmi a ricerche maniacali sulla provenienza dei tubi dato che, alla fine, scopo di questo test è verificare come suona l’apparecchio e non scrivere un trattato di geografia industriale.

La casa del Maryland va orgogliosa dei propri trasformatori, del resto parte essenziale del proprio background e molto curati nell’estetica degli involucri come detto sopra; si tratta di pezzi avvolti ad hoc dalla casa, e questo è rassicurante per le uscite di qualsiasi valvolare (esclusi gli OTL che ne sono privi ovviamente), ed a maggior ragione in un push-pull per i motivi indicati sopra.

Venendo al layout, in altri ampli a valvole anche della stessa categoria di prezzo, abbiamo visto interni più ordinati e con meno cablaggio; tuttavia non mancano attenzioni importanti, ad esempio la vite di massa per il pre phono citata sopra è isolata dal pannello e riporta alla gestione delle masse dei circuiti interni.

Due capacità da 470 uF l’una sono dell’americana Rubycon, altra componentistica potrebbe essere di produzione cinese ma tutta ha un aspetto di buona qualità.

Spicca il potenziometro ALPS della serie "Blue velvet", apprezzata per il basso rumore, la scorrevolezza d’utilizzo e l’eccellente gestione del doppio canale, sorella più piccola della leggendaria serie "Black beauty" non più in produzione.

 

Messa a punto

La corretta regolazione della corrente di riposo (bias) delle valvole di potenza è vitale per la durata e per le prestazioni delle stesse; il Jolida JD202 non dispone di circuito auto-bias ma arriva già tarato in fabbrica e quindi per un paio d’anni il problema non si pone a meno di violenti urti durante il trasporto (dice il manuale). Comunque, nel caso voleste cambiare tubi o registrare il bias da soli quando il tempo lo richiederà, il manuale descrive benissimo la procedura ed i valori da adottare per le EL-34, come al solito le uniche ad aver bisogno di tale regolazione (solo i tubi di potenza abbisognano della regolazione della corrente di riposo).

Io ribadisco la raccomandazione di impiegare un tester di buona qualità per esser certi dell’isolamento dei puntali e di utilizzare assolutamente un cacciavite di plastica o almeno totalmente isolato tranne la punta, come quelli da elettricista. Per buona misura ho aggiunto una foto che mostra la disposizione del tester nell’eseguire l’operazione con il cacciavite puntato nel foro d’accesso ai trimmer di regolazione di una delle valvole. Questo anche perché spesso gli amici appassionati meno navigati chiedono un esempio di come si esegua nella realtà tale regolazione. Naturalmente la foto mostra un esempio statico, perché nella realtà si opera con l’amplificatore sotto tensione ed acceso e con i diffusori collegati, ed ovviamente con i tubi in posizione (motivo in più per avere, a proteggerli, la griglia). In considerazione di quest’ultima osservazione, il mio consiglio è di ricorrere ad un laboratorio oppure di prestare la massima attenzione. Da notare però che alla Jolida hanno fatto saggiamente in modo che non sia necessario mettere a nudo alcun circuito per regolare la corrente di riposo ma che si possa operare totalmente dall’esterno dell’apparecchio.

Nel mio sistema la macchina si è espressa meglio con il collegamento ad 8 Ohm, ma ricordate che su qualsiasi amplificatore a valvole, purché il manuale non dica il contrario, si possono provare entrambe le soluzioni senza rischio né per l’ampli stesso né per le casse, qualche sia l’impedenza dichiarata dal costruttore di queste ultime (e questo è un altro frequente dubbio dei neo possessori di ampli a tubi); se avrete per le mani questo apparecchio fate quindi qualche prova perché la differenza fra 4 ed 8 Ohm era decisamente udibile.

Per i cavi, mi sono trovato bene col mio solito set orientato al dettaglio, alla scena ed alla luminosità: vdH102 MkIII di segnale, Boomerang! di potenza, BlackWire d’alimentazione (anche se il cordone d’alimentazione di serie svolge decorosamente il proprio lavoro). Eviterei invece ad esempio i Monster di potenza ed il TTS d’alimentazione per l’impostazione timbrica morbida e presente sul basso (sarà tutto chiaro dopo aver letto le note d’ascolto).

I piedini di fabbrica hanno confermato sul campo la buona impressione data all’esame visivo, tre punte con le due posteriori sotto la traversa posteriore del in corrispondenza dei trasformatori hanno asciugato un po’ il suono; ma sono davvero sfumature e personalmente non amo lasciare apparecchi pesanti in bilico su tre instabili punte, e così l’ho preferito ben assestato sui suoi piedini.

L’apparecchio inizia ad esprimersi appieno dopo mezz’ora circa dall’accensione.

 

L’ASCOLTO

Il Jolida JD 202A si distingue immediatamente per una gamma media molto armoniosa che si esprime con grande dolcezza e per la grana finissima che non presenta spigoli o asperità; molto bene le voci, sia maschili che femminili, eleganti ed armoniose.

La gamma alta è ben presente anch’essa anche se si riscontra una certa levigatezza complessiva che dona raffinatezza al suono ma che elide i dettagli, finendo per far sembrare gli acuti meno rifiniti e curati della parte centrale dello spettro: si finisce quindi per perdere in termini di microdettaglio e di definizione, la sensazione globale è di una decisa scelta per la raffinatezza, la delicatezza e la rotondità alle quali però sono stati un po’ sacrificati altri aspetti importanti della musica.

La gamma bassa presenta un comportamento tipico di molte amplificazioni valvolari: il medio-basso è in avanti rispetto alla parte più profonda, soggetta ad un avvertibile roll-off; questo conferisce alla riproduzione una sensazione di calore e di morbidezza che però non sfoggia quei punch, dettaglio ed articolazione esibiti ad esempio, per rimanere nelle amplificazioni a tubi, da alcune buone realizzazioni di prezzo analogo basate sulle KT-88 o sulle 6550. Anche il controllo mi sarebbe piaciuto più determinato, e dal mediobasso in giù si manifestano a volte code ed imprecisioni specialmente quando la macchina è sotto stress.

Un’importante nota positiva per chi ascolta a basso livello, ad esempio di notte: quando si abbassa il volume, è come se venisse azionato uno zoom out; timbro e musicalità rimangono invariati ma il palco si allontana, con l’attenuazione dei due canali che procede con progressione corretta ed assolutamente uguale. Penso che questo sia merito in buona parte del valido potenziometro segnalato sopra, e potrebbe parzialmente sopperire alla mancanza d’una uscita cuffia.

Il rumore è contenuto entro livelli molto buoni in assoluto e non solo per un valvolare, non sono mai riuscito ad avvertirlo dal divano neppure nelle pause di musica riprodotta ad alto volume.

Con una predisposizione in qualche modo coerente con la sua impostazione timbrica, il JD202 A eroga tutti i 40 watt promessi ma non si produce in sovraprestazioni in questo senso; sempre la scelta per un mediobasso "importante" e per una smussatura generale dei suoni genera una qualche sensazione generale di compressione, ed anche il ritmo fatica ad esprimersi in modo frizzante.

L’impostazione molto morbida si rispecchia anche nei transienti e nei contorni degli strumenti, che non sono netti e precisi quanto mi piacerebbe, ma molto levigati per un suono assai raffinato ma poco scolpito.

Nonostante questo, e a dimostrazione che il particolare suono della macchina è frutto di una scelta precisa, esiste un valido controllo della scena acustica: essa si presenta di buone dimensioni anche se non enorme, e tutti gli esecutori sono ben disposti e proporzionati; inoltre il piccolo americano dagli occhi a mandorla non si fa scappare i difetti di alcune registrazioni come esecutori che fluttuano sul palco oppure sproporzioni fra di essi.

Ho provato l’apparecchio essenzialmente con le mie Klipschorn, diffusore che vanta con le EL-34 una storia d’amore lunga quanto la sua (sessantennale) vita; non mi sono fatto tuttavia mancare una controprova con le mie AR IV RedBox, tre vie da pavimento con woofer da 25cm. e 86dB di sensibilità: l’inevitabile scadimento generale delle prestazioni è stato assolutamente in linea con quello manifestato da altri valvolari.

 

Il punto della situazione.

Questa creatura di Michael Allen è stata scientemente progettata per suonare con toni caldi, asperità levigate, bassi morbidi; con un pensiero un po’ birichino, lo definirei "un tipico valvolare come se lo aspettano molti audiofili".

Immaginando l’utilizzo dell’apparecchio, suggerirei di ascoltarlo a chi ama i piccoli ensemble riprodotti magari con diffusori mini, ma in questo caso privi di quel risalto del mediobasso comune in altoparlanti di quella taglia.

La contenuta potenza a disposizione e la ridotta propensione a cimentarsi con partiture complesse non consigliano la musica rock e la sinfonica; un apparecchio, quindi, per ascolti quasi intimi, riflessivi.

Lo accoppierei a lettori piuttosto ritmici ed aperti, bene quindi ad esempio il Philips DVP9000S ed i nuovi Marantz, meno bene i NAD come il 521.

Scegliendo fra i diffusori che verosimilmente si penserà di fargli pilotare, eviterei quelli che mangiano potenza o che presentano carichi troppo difficili; se fossi un amante delle voci mi farei tentare da un monovia, ma penso che anche Tannoy sarebbe una buona scelta oltre quella, tradizionale, di Klipsch; meno bene ad esempio vedo B&W o Indiana Line per il pericolo di avere un mediobasso troppo presente e, per le prime, una gamma acuta poco soddisfacente.

Da tenere presente l’ipotesi di mini diffusori sofisticati (ma rigorosi e non morbidi nel timbro) uniti ad un subwoofer, acquistando la versione provvista della relativa uscita e facendo molta attenzione a dosare taglio e pendenza per non forzare ulteriormente il medio basso.

Al prezzo di listino di 1.599 Euro, il Jolida JD 202A deve vedersela con amplificatori valvolari di pari costo molto ben suonanti e che presentano un’impostazione timbrica ed un’interpretazione del messaggio sonoro globalmente più equilibrate e ritmiche; non di meno, se quello che cercate è un suono molto ambrato ed arrotondato e non avete particolare interesse per la dinamica e la pressione sonora (sempre nella portata che questi termini hanno negli apparecchi a tubi) potrete averne belle soddisfazioni.

Le cose cambieranno se lo street price beneficerà, come mi sembra verosimile avendo parlato con l’importatore, di uno sconto consistente rispetto al listino (tenendo sempre presenti gli street price dei concorrenti): se la macchina fosse disponibile a 300 Euro meno dei rivali e ad un prezzo assoluto intorno ai 1.000 Euro (cifre indicative ovviamente), essa diventerebbe ottima compagna di chi desiderasse entrare nel mondo delle amplificazioni termoioniche spendendo poco in assoluto ed ottenendo comunque un prodotto che, a quei livelli di costo, esprimerebbe un convincente rapporto prezzo / prestazioni.

 

 

 

Impianto utilizzato per i test

Lettore Philips DVP 9000S

Pre Galactron Mk 2016 e finali mono Galactron Mk 2151 Classe A connessi in bilanciato

Ampli integrato PrimaLuna Prologue Two AB

Diffusori Klipsch Klipschorn e Acoustic Research IV RedBox

Cavi di segnale van den Hul 102 Mk III e Galactron GC-2703

Cavi di potenza Boomerang! e DIY

Cordoni d’alimentazione BlackWire e TTS

Filtro di rete BlackNoise

Linea elettrica dedicata e ottimizzata

Sala live end / dead end da 35 mq circa a pianta trapezoidale messa a punto con DaaD

Controsoffitto assorbente e pavimento di marmo.

Prezzo di listino: 1.599 Euro.

A richiesta:

  • griglia di protezione valvole, 100 Euro circa
  • versione con uscita per subwoofer amplificato, 50 Euro di sovrapprezzo.

Costruttore: Jolida, Maryland, USA, http://www.jolida.com/

Importatore: Definizione Audio, Fondi (LT), info: 0771-532662

http://www.definizioneaudio.it/cat/index.php

Alcuni dati rilevati dal sito dell’importatore:

  • Potenza di picco: 60W per canale su 8 ohms 1kHz
  • Potenza RMS: 40W per canale su 8 ohms, 30Hz - 80KHz
  • Risposta in frequenza: ) 7Hz -140KHz + 3dB (1 watt su 8 ohms) 0dB at 1KHz
  • Bandwidth: 17Hz - 140KHz + 3dB; 0dB = 40 W 1KHz, 8 ohms
  • Distorsione THD: meno dell’ 1% a 30 W , 40Hz -14KHz, 8 ohms
  • Circuitazione: Ultra Linear, Class AB1
  • Impedenza di ingresso: 100Kohms
  • Sensibilità di ingresso: 350mV su 1KHz e 8 ohms per 40 watt
  • Feedback: < 9 dB
  • Valvole utilizzate: 2 coppie accoppiate (4) of 6CA7/EL34 finamli; 2 pcs. 12AX7A pre, 2 pcs. 12AT7 power drivers.
  • Alimentazione: 220 VAC 50Hz
  • Bias: 40 millivolts + 4 mV
  • Dimensioni: 30x21x31cm (LxAxP)
  • Peso: 13 Kg
  • Garanzia: 2 anni (6 mesi o 1000ore sulle valvole)

© 2006 VIDEOHIFI.COM