Nel nostro settore i pregiudizi sono veramente tanti, più di quanti si immagini e costituiscono un problema che, a mio parere, si pone bene a cavallo tra il serio ed il faceto. Infatti da un lato fanno sorridere chi non se ne cura ed ha una visione abbastanza distaccata delle cose, dallaltro si trasformano in un vero problema (per non dire un dramma, in alcuni casi) per chi li prende - e spesso si prende - troppo sul serio. Non sono pochi, purtroppo.
Al termine di una calda e piacevole serata estiva ho provato a buttarne giù un breve elenco: ecco i primi che mi sono venuti in mente.
Sulle sorgenti.
Il CD è molto meglio del vinile, che fa rumore e distorce (pregiudizio diffuso negli anni ottanta).
Variante contemporanea: il vinile è sempre meglio del CD.
I lettori CD suonano tutti uguali (una delle tante varianti della "perfezione digitale").
I giradischi a cinghia sono sempre i migliori; negli anni ottanta era questa frase era relativa ai "trazione diretta" e negli ultimi tempi sono ricomparsi alcuni sostenitori della puleggia.
Sugli ampli.
Gli ampli a stato solido: suonano freddi, sono dinamici, "veloci" ed hanno il "basso controllato".
I valvolari: hanno un suono caldo e morbido, sono lenti e poco controllati.
Gli ampli in classe A hanno un suono caldo.
Le valvole si esauriscono e sono fragili.
50W in classe A suonano (molto!) più forte di 50W normali.
Eeeeeeeehhhh... ma come il monotriodo non cè niente (anche per pilotarci le Stax).
Se un impianto non ha almeno 500 W non può suonare.
Sui diffusori.
I diffusori a tromba: sono roba da baraccone, tutti sempre nasali e molto, molto colorati.
I minidiffusori: sono sempre raffinati, hanno il basso controllato, spariscono nellambiente.
Per pilotare un minidiffusore basta un piccolo ampli.
I minidiffusori "reggono" anche amplificazioni di alta qualità e costo.
Per muovere un woofer "grosso così" (segue gesto significativo che indica 30-38cm) ci vuole molta potenza.
I diffusori da pavimento richiedono stanze grandi.
Varie
I cavi: suonano, sono fondamentali al punto che occorre spenderci molto di più che per tutto il resto dellimpianto. In alternativa: i cavi non suonano, vanno bene la piattina rosso/nera ed il cavo di serie da 3 euro.
Lambiente. Ah... già, si, certo... lambiente è molto importante, come no, fondamentale! Però i trattamenti sono sempre molti invasivi ed io il salotto non lo rovino.
Potete divertirvi ad aggiungerne a piacere, lelenco è quasi senza fine.
Se le preferenze sono del tutto legittime, quello che fa sorridere in molti casi è lassoluto accanimento di varie affermazioni.
Vorrei aggiungere solo qualche considerazione.
Primo aspetto del problema. Si tratta in molti casi di luoghi comuni che, ripetuti fino alla nausea, si trasformano in veri e propri pregiudizi. Pre-giudizi, giudizi dati a priori, senza una reale esperienza diretta che diventa superflua: infatti se il giudizio è già dato, a che serve fare unesperienza? Basta riportare una semplice replica di quanto "si sente dire in giro" (da chi, poi?). Forse è rassicurante sapere che una certa cosa la dicono tutti? In fondo cosa importa della realtà? Mah...
Secondo aspetto: anche quando si fa una esperienza diretta, se cè il pregiudizio (caso frequente) si finisce per sentire solo quello che si VUOLE sentire piuttosto che la realtà. Certo, parlare di realtà in questo contesto non è semplice: lascolto è sempre un insieme di sensazioni, ci sono forti elementi di soggettività in tutte queste esperienze, tuttavia quando ci sono di mezzo i pregiudizi il soggetto tende a pre-impostarsi. A mio parere non è orientato a valutare con mente libera ma, al contrario, cerca ogni appiglio per trovare una conferma o riconferma dellidea che già aveva in testa, di un giudizio già formulato. Del pre-giudizio, appunto. Lesperienza reale può diventare impegnativa, faticosa perché tutti gli sforzi sono tesi a quellobiettivo: trovare una verifica, a qualunque costo, del proprio pre-giudizio.
E interessante notare come chi perpetua certi pregiudizi si immerga totalmente nel ridicolo senza averne minimamente coscienza. Uno degli aspetti più divertenti sono i clamorosi esempi di affermazioni che si ribaltano nel giro di pochi anni (ad esempio i rapporti tra CD e vinile) oppure che negano in modo plateale la fisica (i watt in classe A che "suonano più forte" è tra i miei preferiti).
Sarebbe utile valutare come nascono e si diffondono questi pregiudizi. Qui a mio avviso hanno un ruolo pesante due fattori: da un lato alcune forme di pubblicità che si presentano come "scientifiche" ma che in realtà hanno ben poco di scientifico, dallaltro la promozione diretta di alcune "verità" messa in atto da certi venditori che trovano molto comodo, per esaltare loggetto proposto, "violentare" un po la fisica (ma poco eh, appena appena, quasi niente...). Curioso il fatto che questi ultimi spesso siano in buona fede: vittime e carnefici al tempo stesso. Non potrò mai dimenticare il caso di un agente, una decina di anni fa, durante una riunione interna di preparazione alla presentazione dei miei finali Galactron in classe A. Se ne uscì con una frase tipo "beh, visto che sono 50W in classe A suonerà almeno come un 250-300W normali, no? Perché i watt in classe A suonano più forte, vero?". Pronunciava queste parole guardandomi con occhio insieme complice e supplichevole: cercava il mio sostegno, la mia approvazione; in quella sede io ero il "tecnico". La sua faccia delusa, alla mia risposta imbarazzata ma negativa, vi devo confessare che mi fa ancora tenerezza: pareva un bimbo al quale si rompe in mano un giocattolo.
Mi fermo qui, per ora: credo di avere gettato abbastanza sassi nello stagno.
A presto