HOME PAGE

INDICE
NUMERO 20


MBL 101D, UNA STORIA TEDESCA (PARTE I)
DI ANGELO JASPARRO

Il tutto comincia in una fresca giornata di Aprile, precisamente un sabato. Uno di quei frequenti sabati dedicati ad arricchire la propria esperienza ascoltando apparecchi ed impianti presso qualche negozio della zona.

Improvvisamente la mia attenzione si concentra su una coppia di diffusori che vedevo già da tempo in un cantuccio e che non avevo mai preso seriamente in considerazione per svariati motivi. Approfittando della relativa calma di quel pomeriggio, chiedo autorizzazione al proprietario del negozio e dispongo nella sala principale d’ascolto la nera coppia di MBL 101D, in vendita come usato.

Cercavo conferme o smentite alle impressioni che di questi diffusori avevo avuto durante le innumerevoli fiere nelle quali sono stati dimostrati dal loro importatore, Hi-Fi Center di Pinerolo (TO). E’ risaputo che le sale allestite dai fratelli Sopegno sono generalmente tra le più apprezzate, ma io avevo qualche perplessità sul suono dei giganti dell’hi-fi progettati e costruiti da Wolfgang Meletzky, deus ex machina di quest’industria tedesca che si occupa principalmente della realizzazione di particolari per il settore aerospaziale. Riparleremo tra un po’ della fantastica tecnologia contenuta in questi diffusori e per il momento torniamo al racconto della vicenda. Dopo un primo, attento ascolto dei 101D Radialstrahler (mamma mia!), decido che un ascolto nel mio ambiente vale sicuramente l’impiego di risorse necessario per il loro trasporto e disposizione (il peso di ogni diffusore, senza imballo, è di 80 Kg). Per inciso, faccio presente che questi diffusori, che all’epoca costavano circa 32.000 Euro, sono stati da un po’ sostituiti dal modello 101E, migliorato in alcune parti ed anche sensibilmente più costoso.

Insomma, fatto sta che grazie alla presenza del mio amico Stefano, giovane e forte almeno quanto chi vi sta scrivendo (?!), gli MBL si accomodano su un furgone reperito in brevissimo tempo e fanno il loro trionfale ingresso nella mia sala d’ascolto. Alcune perplessità agitavano i miei pensieri e riguardavano la risposta in bassa frequenza nel mio ambiente di circa 20 mq e gli eventuali problemi dovuti all’atipica diffusione su 360° dei "radiatori" che, per fare le cose più semplici, ogni tanto mi permetterò di chiamare "altoparlanti", visto che qualche pallida similitudine con questi ultimi la si può anche riscontrare.

Dell’ascolto in condizioni controllate parleremo nel prossimo numero di Videohifi, giacché questa prima parte sarà dedicata all’approfondimento della tecnica che c’è dietro questi diffusori. Abbiamo infatti valutato che l’interesse da parte dei nostri lettori verso questi strani oggetti musicali e la loro bassa diffusione dovuta ad un prezzo non proprio "popolare" meriti di essere soddisfatto al meglio.

Eccoci quindi a descrivere minuziosamente le 101D, avvalendoci di alcune fotografie reperite on-line presso il sito dell’importatore francese di MBL, www.ursamajor.fr, che ci ha gentilmente concesso la loro pubblicazione su Videohifi e della descrizione tecnica che la stessa MBL ci ha messo a disposizione.

L’idea di Meletzky, che ha fondato la MBL circa 28 anni or sono, è che si debba ricostruire nella propria stanza il suono avvolgente che naturalmente si crea in una sala da concerto e che giunge alle nostre orecchie sotto forma di onde acustiche dirette e riflesse. Il problema è che nella riproduzione di questi segnali si deve trovare il giusto rapporto tra suoni diretti e riflessi per ottenere la migliore prestazione possibile. Sempre secondo MBL, i coni convenzionali dei diffusori dinamici non possono riprodurre un corretto campo sonoro poiché irradiano nell’ambiente in modo molto diverso da uno strumento musicale. Ecco perché è stato sviluppato il Radialstrahler (mamma mia!) che ha la capacità di emettere i suoni a 360°, come gli strumenti d’origine.

Questi trasduttori sono stati perfezionati in 20 anni di ricerche e non hanno nulla in comune con nessun trasduttore tradizionale, tanto che la loro emissione risulta coerente in qualsiasi posizione nell’ambiente li si ascolti. Il principio di costruzione di questi radiatori si basa su materiali inediti che formano lamelle poste in vibrazione dal segnale elettrico, ottenendo un campo sonoro senza colorazioni, naturale ed omogeneo ed in tre dimensioni.

Disegno dei tre radiatori

Le lamelle del woofer sono composte di strisce di materiale flessibile e sono il risultato di uno studio tra gli ingegneri MBL e due Professori del Dipartimento Aerospaziale dell’Università di Berlino. Durante una lunga serie di test, il gruppo di studio ha scoperto che i materiali che producevano meno colorazione erano formati da una lega di alluminio e magnesio. Poi le lamelle sono state rivestite internamente in modo di ottenere una conformazione a sandwich e sono state collegate tra loro con materiali plastici innovativi.

I radiatori delle tre vie: tweeter, midrange, woofer.

Le lamelle che compongono i radiatori della via media ed alta sono completamente diverse da quelle del woofer, essendo prodotte in fibra di carbonio, con un procedimento manuale. In seguito vengono pressofuse ad alta pressione e temperatura ed assemblate con estrema precisione. Si noti che, per ridurne il peso, la bobina mobile del tweeter si muove liberamente nel traferro e non si fa uso di centratore. Ciò richiede una tolleranza di 1/100 di millimetro.

Per sopportare potenze di picco di 2200 W, è stato impiegato un sistema di raffreddamento delle bobine mobili a base di ferrofluido per tweeter e midrange.

Il tweeter è composto di 24 segmenti di fibra di carbonio unidirezionale, la cui forma è stata calcolata con la massima precisione per ottenere la minima distorsione, indipendentemente dalla frequenza o dalla potenza applicata. La superficie del radiatore è poi rivestita con un sottile film anti risonante.

Il midrange, parte critica di ogni diffusore, è costituito da lamelle di fibra di carbonio a trame incrociate e smorzate con uno speciale materiale posto al loro interno. Anche qui non è stato usato alcun centratore. Tutti i cablaggi sono inoltre realizzati con rame di purezza 4N.

Del woofer abbiamo già accennato, mentre il subwoofer montato all’interno del mobile è costituito da un altoparlante da 30 cm con una bobina mobile da 10 cm, realizzata con alluminio anodizzato nero, per conferirle una bassa resistenza termica. Anche questo altoparlante è realizzato interamente in MBL ed ha una membrana piuttosto inconsueta: è infatti un woofer a cupola.

Il mobile è costruito con MDF da 30 mm di spessore e rinforzi all’interno del pur piccolo cabinet.

Come si evince dalle foto, il woofer irradia all’interno del mobile ed il suono esce dalle ampie aperture circolari sul frontale, che a prima vista sembravano essere un accordo reflex. La frequenza di taglio del sub è di 110 Hz.

Il suono del diffusore può essere ottimizzato adattandosi perfettamente all’ambiente ed alle elettroniche a monte, grazie ad alcune regolazioni presenti nella parte posteriore, dov’è ospitato il grosso crossover, di cui parleremo a parte. Le caratteristiche del filtro non cambiano; solo la microstruttura molecolare del percorso del segnale è diversa, tramite l’uso di diversi materiali.

Questa affermazione è alquanto fumosa, devo dire. Curioso per natura, ho parzialmente smontato il crossover e credo di aver capito che a diverse posizioni dei ponticelli di cui parleremo tra breve, corrispondono diversi cavi. Le differenze sono immediatamente percepibili e potrebbero far ricredere qualsiasi scettico sulle prestazioni dei cablaggi.

Le regolazioni sono dedicate a tweeter, midrange e woofer. Andiamo ad analizzarle:

Tweeter:

SMOOTH: si utilizza quando a monte c’è un amplificatore che tende a soffiare

NATURAL: come ci suggerisce il termine stesso, meglio usarla quando c’è un’impostazione neutra di cavi ed amplificazione

FAST: raccomandata quando le elettroniche a monte tendono ad ammorbidire troppo la gamma acuta.

Midrange:

NATURAL: come nel caso del tweeter

RICH: enfatizza il range delle "note di petto", rendendo il suono un po’ più "vivo". E in caso di amplificazioni o sorgenti che tendono ad un suono "piatto".

Woofer:

SMOOTH: regolazione raccomandata in caso di ambienti d’ascolto molto smorzati sulle frequenze basse

ATTACK: raccomandata per ambienti in cui il basso tende a risuonare o a gonfiarsi.

 

 

L’idea di questi diffusori è quindi quella dell’approccio alla famosa "sfera pulsante", già tentato da qualcuno in passato (pare che un primo brevetto per qualcosa di simile risalga agli anni ’40) e poi fallito per i motivi più disparati. In questo caso invece si parla di un prodotto presente sul mercato da molto tempo, migliorato con gli anni ma mai rinnegato. Nel frattempo si sono susseguite alcune recensioni estremamente positive sulla stampa specializzata estera.

Dalla fotografia che segue si può notare il principio di funzionamento dei radiatori, che pulsano comandati dalla bobina mobile situata alla loro base:

1 — base di fissaggio dei radiatori

2 — base disaccoppiata dei radiatori

3 — radiatore medio-bassi (si noti l’equipaggio magnetico)

4 — radiatore medi

5 — radiatore acuti

Il crossover, del quale pubblicheremo un tentativo di foto nella prossima parte, è situato in un contenitore metallico separato dal mobile e prevede il biwiring o la biamplificazione. Le frequenze di taglio sono a 105, 600, 3500 Hz con pendenza di 24 dB per ottava. Della possibilità di variare la curva di risposta del diffusore abbiamo già accennato sopra. I componenti sono di eccelsa qualità: enormi induttanze Mundorf avvolte in aria ed una pletora di condensatori di varie dimensioni, sempre Mundorf.

Vediamo ora qualche fase dell’assemblaggio delle 101D:

Qui si possono notare le lamelle curve utilizzate per il woofer.

Un po’ di "palloni da football" pronti per il montaggio. Si notino le bobine mobili ed i centratori.

 

 

 

Pubblichiamo ora le caratteristiche dichiarate dal fabbricante:

 

Sistema: 4 vie.

Risposta in frequenza: 20 Hz - 40,000 Hz.

Impedenza: 4 Ohms.

Sensibilità: 81 dB/W/m (2.83V/ 2p).
SPL max. 106 dB.

Frequenze di crossover : 110 Hz, 600 Hz, 3500 Hz
Linkwitz-Riley, 4° ordine.

Centro acustico: 109 cm.

Potenza continua: 320 W / 500 W
Potenza di picco: 2200 W.

Woofer basso: 300 mm (MBL).

Woofer alto: Radialstrahler TT100 (MBL).

Mid-range: Radialstrahler MT 50, cross-directional CFK (MBL).

Tweeter: Radialstrahler HT 37, unidirectional CFK (MBL)

Finitura: Lacca nera lucida black piano

Dimensioni: 400 x 400 x 1800 mm

Peso: 80 kg cad.

 

Vi rimandiamo al prossimo numero di Videohifi per un’approfondita prova d’ascolto.


© 2006 VIDEOHIFI.COM