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INDICE
NUMERO 20


"Al primo posto metterei le riviste.
Ogni mese in un'orgia multilinguistica, un "vero audiofilo" non può non leggere "anche" Stereophile almeno sul web, ci propinano novità e prove d'ascolto che minano alla radice costantemente e in sempre nuove forme le nostre convinzioni sul buon suono del nostro impianto.
Il bello è che la carta "non suona" ma "descrive" le costanti meraviglie di costantemente nuove apparecchiature in un continuo spostamento in avanti, in un continuo rimescolamento delle graduatorie di merito.
L'HIFI è il "trenino Rivarossi" per adulti maschi consenzienti nella ferma volontà d'autoflagellarsi.
Al secondo posto metterei gli "amici", quelli che ti piombano in casa per sentire la tua ultima "conquista" e rimangono in silenzio ad ascoltare con la bocca un po' storta frenando a malapena disgusto e derisione.
Al terzo posto metterei le fiere high end: possibile che tutti, dico tutti gli impianti suonino "da Dio" creando voglie e sconforti senza fine.
Al quarto posto metterei il nostro pusher di fiducia che, passandolo a trovare ci invita nella sala d'ascolto a sentire il nuovo modello di diffusore o di ampli che gli è arrivato e, come il maligno con Sant'Antonio nel deserto, ci tenta con l'offerta di un part exchange allentante quanto necessariamente a tempo limitato.
Non volendo lasciare nulla d'intentato vorrei che queste colonne rappresentassero per chi legge un'ulteriore "Pulce nell'orecchio" nella catena di Sant'Antonio del masochismo costituzionale di ogni appassionato.".


LA GRANDE LOTTA ALLE VIBRAZIONI (parte seconda)

Nella scorsa puntata della pulce ho affrontato il tema del controllo delle vibrazioni, grandi nemici del buon suono, partendo dall'interno delle apparecchiature: Il razionale degli interventi proposti, lacca C37 e fogli antirisonanza della Dynamat, non era e non è "l'isolamento" dell'apparecchio dalle vibrazioni esterne ma da un lato il renderlo "più sordo" a tali "insulti" dall'altro attutire gli effetti delle vibrazioni che possono generarsi internamente all'apparecchio stesso (disponendo di un vibrometro di precisione, per esempio, si potrebbero "vedere" le vibrazioni che si propagano per esempio dai trasformatori di un finale valvolare a tutta la struttura), da qui il trattamento da un lato delle pareti dall'altro delle componenti che possono generare vibrazioni, per esempio i trasformatori e le meccaniche dei CDP.

In questa seconda parte ci occuperemo degli interventi esterni all'apparecchio volti ad isolare appunto l'apparecchio dalle vibrazioni ambientali (nelle immagini sotto riprodotte si può "vedere" l'effetto dell'isolamento come si evince dal trattaciato di un vibrometro, credo sia molto "illuminante", il rapporto tra questo dato e i risultati sul suono è appunto l'oggetto di questa prova in batteria).

E' praticamente da quando mi occupo "seriamente" di hifi che il tema dei piedini o piedoni, delle punte ed affini da porre sotto gli apparecchi per la riproduzione musicale è dibattuto non nel senso di negarne la patente utilità ma nel senso di individuare gli strumenti migliori per l'ottenimento del risultato.

Seguendo la filosofia della rubrica ho posto a confronto una serie di aggeggi antirisonanza e antivibrazione provenienti da tutto il mondo allo scopo duplice di investigarne le caratteristiche di resa sonora e allo scopo di capirne di più in questo ambito essenziale, va detto, della messa a punto ottimale di una catena hifi.

Alcune considerazioni "generali" prima di addentrami nella presentazione e nella recensione dei dispositivi in prova.

Ci sono diversi modi per posizionare le apparecchiature Hi-Fi / Hi-End:

  1. La più semplice e banale, quella di appoggiare l'apparecchiatura semplicemente, sul tavolino porta elettroniche, cosi come viene fornita dalla casa costruttrice, cioè, con i propri piedini di serie, scelti sicuramente (si spera) in base a prove di ascolto ma sempre legati a economie di scala.
  2. Cambiare i piedini originali, con delle punte coniche, per far sì che l'apparecchiatura risulti accoppiata alla base di appoggio in modo da scaricare il maggior peso possibile su una superficie il più piccola possibile.
  3. Cambiare i piedini originali con dei piedini smorzanti/ammortizzanti dalla base di appoggio (l'ideale sarebbe sospendere l'apparecchio in aria — casa impossibile).
  4. Cambiare i piedini originali con piedini disaccoppianti a sfera. Questa soluzione prende i benefici delle punte (maggior peso possibile su una superficie più piccola possibile — la sfera ha due "punte" di contatto, sup/inf.), in più disaccoppia meccanicamente l'apparecchiatura dalla base di appoggio.

ACCOPPIAMENTO.

Il peso dell'apparecchiatura appoggia su un punto, cioè si scarica su una superficie piccolissima, quella della punta, così tutta la pressione, data dal rapporto peso/superficie, raggiunge valori elevatissimi dando enorme stabilità al tutto.

ES: se l'apparecchiatura pesa 10 Kg e poggia su dei piedini con una superficie totale di 10 cm2, la risultante peso/superficie sarà di 1 Kg per cm2.

Se l'apparecchiatura che pesa sempre 10 Kg viene appoggia su una superficie di 1 mm2 (punta) la risultante peso/superficie sarà di 1000 Kg per cm2. (altissima).

DISACCOPPIAMENTO.

Il peso dell'apparecchio è appoggiato, questa volta, su un supporto assorbente, morbido, elastico, ma comunque non vincolato meccanicamente ad esso, questo fa si che l'energia accumulata, dall'assorbimento delle vibrazioni, venga in qualche modo assorbita e smorzata trasformando tale assorbimento in lavoro (movimento del supporto smorzante).

Le considerazioni di cui sopra fanno capire che ci sono diversi modi di accoppiamento o disaccoppiamento, cioè o contrasto la vibrazione opponendomi ad essa o contrasto la vibrazione assecondandola e assorbendola.

ES: Per contrastare un terremoto posso agire in due modi; posso costruire una struttura fissa e rigida che contrasti l'evento (accoppiamento), oppure una struttura morbida, ammortizzante e disaccoppiante che assorba l'evento trasformando il movimento in lavoro (disaccoppiamento).

Dal punto di vista "meccanico" i dispositivi in prova hanno tutti una buona efficacia ovvero "isolano" gli apparecchi in maniera valida dalle vibrazioni (la classica prova del colpo di nocca sul tavolino di appoggio ha dato riscontri empiricamente simili con tutti gli oggetti in prova) ciò che mi ha più interessato è stato il versante "sonoro" e qui le differenze si sono manifestate, come vedremo, in maniera netta ma con un aspetto comune che credo valga la pena sottolineare ora: i piedini antivibrazione hanno tutti un loro "specifico suono" una loro "specifica caratterizzazione" che ritornano qualunque sia l'apparecchio sotto i quali vengono posti, il "gioco" sta quindi tutto nella giusta accoppiata tra quella particolare elettronica dotata e del suo suono e della sua sensibilità alla vibrazioni ambientali e quel determinato aggeggio volto a smorzarle; come sempre accede nella messa a punto di un impianto più si hanno cose a disposizione di tipologia simile ma dagli effetti diverse più le cose purtroppo si complicano anche se è ben vero che rinunciando ad una soluzione "unica" si possono raggiungere risultati sonori migliori se con pazienza si va alla ricerca della sinergia migliore.

Da ultimo alcune considerazioni tecniche sull'"orientamento" e il "posizionamento" delle punte che possono come è noto essere poste o a contatto dell'apparecchio o volte all'ingiù a contatto con la superficie di appoggio.

La pressione sonora provocata dagli altoparlanti (musica) sollecita l'ambiente d'ascolto facendo vibrare un po' tutto, ambiente, tavolino porta elettroniche, apparecchiature (che gia vibrano di loro, meccaniche, trasformatori e altri meccanismi di manovra), quindi se rivolgo le punte verso il tavolino porta elettroniche, isolo le vibrazioni che provengono dal pavimento e salgono su fino all'apparecchiatura, se rivolgo le punte verso l'apparecchio isolo l'apparecchio dalle vibrazione che provengono dall'aria e lo fanno vibrare (elettroniche di poco peso con frontali e meccanismi leggeri e plasticosi).

Comunque non c'è una regola precisa nella scelta di uno o l'altro modo di posizionamento delle punte, bisogna provare e capire quale è il migliore dei due, non solo, bisogna verificare anche, se mettere una punta davanti e due dietro oppure due davanti e una dietro, la mia personale esperienza mi ha insegnato che la soluzione delle due punte davanti e l'altra dietro da i migliori risultati, credo questo sia dovuto al fatto che la meccanica, ad esempio dei CDP è situata frontalmente, quindi più bisognosa d'isolamento. Nel caso dei finali invece la soluzione migliore sembra essere quella di posizionare i supporti asimmetricamente due dal lato più pesante corrispondente al posizionamento dei trasformatori di alimentazione uno sul lato opposto, per cui in tali frangenti non si può decidere a priori il posizionamento ante-retro, ma il setup cambia a seconda della tipologia del singolo apparato e, specie su apparecchiature con struttura leggera ma rigida, il solo cambio di posizione dei piedini può comportare un diverso risultato sonoro, quindi non resta altro che sperimentare sul campo, empiricamente, ogni possibile posizionamento……

Riguardo ai benefici va detto e ribadito che TUTTI gli apparecchi hifi traggono vantaggio dall'uso di piedini antivibrazione nessuno escluso, e' chiaro che più un apparecchio è pesante meno risente delle vibrazioni, mentre gli apparecchi con "compiti" di lettura siano essi giradischi o CDP sono quelli che a "orecchio" e per ragioni "fisiche" possono trarre maggior vantaggio da un corretto isolamento, pensiamo infatti alla migliore lettura dei solchi e al minor intervento dei sistemi di correzione di errore.

Si può anzi affermare che a volte un adeguato supporto antivibrazione può "evitare" un acquisto di un nuovo componente prima mal posizionato nei confronti delle vibrazioni.

Non credo si possa in questo caso per questa tipologia di oggetti parlare di Tweaks ma di necessità superiore probabilmente ad altri interventi considerati da alcuni come più essenziali e penso ai cavi per fare un esempio, che considero importanti nella messa a punto di un impianto ma non come lo è un suo corretto isolamento "sismico" che da questo punto di vista è "parte integrante" dell'impianto stesso visto gli effetti in positivo che produce.

Nel tempo si è sviluppata una fiorente offerta di oggetti di tal fatta e l'attuale prova lungi dal voler dire la parola fine su questo tema credo possa rappresentare un'utile aiuto ai nostri lettori su alcune delle scelte possibili in questo campo.

Un evento descritto in altra parte della rivista mi ha aiutato in questa prova: durante il test del CDP della cinese JAS AUDIO ho rilevato dei problemi di resa musicale connessi ad un difettoso isolamento acustico dell'apparecchio che mi hanno permesso da un lato di constatare come tale isolamento sia davvero importante nell'economia finale del suono prodotto da un'apparecchiatura hifi, dall'altro vista la "sensibilità" estrema del CDP di avere a disposizione un ottimo strumento di controllo per l'efficacia dei dispositivi oggetto del presente confronto.

Credo sia utile presentarvi un "rilievo visivo" degli effetti di un buon isolamento: quelle che seguono sono due immagini che registrano la differenza in termini di vibrazioni tra quelle rilevate sul piano di appoggio del porta elettroniche e quelle rilevate sulla superficie di una elettronica posta su piedini antivibrazioni… credo si commentino da sole, l'oggetto della presente prova è il rilievo a orecchio di quanto questi cambiamenti incidano sul suono.


Un'ultima considerazione prima di iniziare a riferirvi dei miei riscontri: dai miei rilievi posso affermare con una certa sicurezza che ogni "oggetto" provato ha un suo proprio "suono" nel senso che da un lato influisce la sua capacità di isolare dall'altro la nuova frequenza di risonanza che l'apparecchio su cui viene posto si trova ad avere, queste due componenti per me generano "il suono" che è proprio di ciascun dispositivo ed è evidente che il perfetto matching con un'elettronica dovrà essere fatto ad orecchio per trovare la miglior accoppiata possibile tra detta elettronica e il "suo", più adatto sonicamente, sistema di isolamento e lo stesso vale per la scelta a volte possibile sull'orientamento delle punte usate.

I rilievi che seguono sono stati fatti come detto tutti utilizzando il CDP Musik 1.2 della Jas Audio come benchmark, posto sul tavolino porta elettroniche della Archidee che utilizzo nel mio impianto di riferimento, il confronto è stato sempre tra la situazione "senza" e la situazione "con", rinvio ad una prossima puntata sull'argomento la prova per individuare i migliori accoppiamenti nel mio impianto con tutte le mie elettroniche.
Un'ultima considerazione preliminare: ho constatato a orecchio la differenza posizionando le punte con la base verso il piano di appoggio o verso il fondo dell'elettronica e pertanto propongo qunado possibile i rilevi nelel due situazioni. Va aggiunto che alivello di fine tuning è ipotizzabile che soluzioni miste possano volta per volta essere migliori di solozioni fisse "punte su" o "punte giù".

DH CONES & DH SQUARES by Golden Sound

La Golden Sound è una ditta di McLean in Virginia a due passi (meno di 20 km) da Washington DC. Fondata nel 1994, da un gruppo di audiofili, da allora produce con successo i prodotti oggetto della nostra prova i DH Cones, coni in porcellana da usarsi sia da soli che in accoppiata (consigliata) con le loro sottopunte in grafite le DH Square.

Vengono prodotti vari modelli quello in prova è il "Large" il più venduto (50$ per una confezione da tre) mentre dei DH Square ne esiste un solo modello (30$ per una confezione da tre).

La Golden Sound commercializza anche altre linee di prodotti tra cui una denominata "NEXT GENERATION AUDIO ACCESSORIES" annovera diversi oggettini da me provati nella rubrica tra i quali spicca il "mitico" Intelligent Chip e l'Ultra Tweeter.

L'applicazione di Cones e Squares sotto il Musik 1.2 ha sortito effetti molto marcati: si coglie un significativo miglioramento della messa a fuoco generale del messaggio musicale, con una resa brillante senza essere affaticante. Notevole l'effetto "presenza" specie sulla voce che appare al pari degli strumenti "scolpita" e molto stabile oltre che molto naturale anche per la ricchezza del mediobasso. Il suono che si ottiene con i prodotti Golden Sound è caldo, vivo, palpabile ricco di micromacro informazioni di ambienza. Forse qualcuno dubiterà della validità di altre linee di prodotti Golden Sound non credo sia il caso di questi oggetti che svolgono davvero egregiamente il loro lavoro.

MI ROLLER by Musical Industry

Mi ero già occupato di questi prodotti californiani della Musical Industry nella prima puntata della rubrica ho ritenuto opportuno tornare sull'argomento poiché il loro inserimento in questo survey mi pareva utile per una loro collocazione più precisa come qualità sonore derivabile dal confronto con prodotti similari. Disponendone ho provato sia la versione di alluminio (90$ per una confezione da tre) che in ottone (105$ sempre per la confezione da tre). Si tratta di sferoidi che agiscono in modalità disaccoppiante.

MI Roller Ottone.

La messa a fuoco dell'immagine virtuale appare meno definita rispetto ai migliori del lotto. La resa della voce è molto naturale con un evidente ma non fastidioso roll-off delle altissime frequenze in una scena acustica di dimensioni più contenute rispetto sempre ai migliori in prova. E' come se la grana fosse più evidente e il "nero" quindi meno nero.

MI Roller Alluminio.

Questa versione appare globalmente inferiore a quella in alluminio: voce più "leggerina" , meno ricca di armoniche in regione mediobassa e con un lieve accenno di nasalità (sempre in confronto con i migliori prodotti in prova non in confronto con la situazione di assenza di supporti).

Credo questa prova molto istruttiva sull'importanza delle prove multiple in tema di accessori: solo dal confronto infatti si possono evidenziare le caratteristiche soniche di un prodotto che preso singolarmente risulta spesso "più buono" che in situazioni come questa ed infatti il mio giudizio sui MI Roller alla luce della prova odierna risulta meno positivo che nella precedente prova singola.

MC88, C8, C100, C101 by Sound Mechanics

Mi sono già occupato della cinese di Hong Kong Sound Mechanics a proposito dell'ottimo DC1 dispositivo atto a regolare il bias di massa di un apparecchio hifi a cui è collegato. Oggi è la volta di uno dei cavalli di battaglia della ditta: i supporti antirisonanza che contestualmente all'arrivo del CD1 mi sono arrivati in forze a casa e che sono oggetto dell'attuale prova. Dalla documentazione tecnica della ditta si evince che dietro i loro supporti vi sia un notevole studio su forma e materiale impiegati:

  1. Adottare una forma che minimizza l'effetto di risonanza del cono stesso.
  2. Impiegare all'interno particelle metalliche che regolarizzano ad ampliano le caratteristiche di risposta in frequenza dell'apparecchio supportato (Progetto brevettato da Sound Mechanics US patent No.5169104).
  3. Ridurre l'instabilità fisica attraverso l'impiego del legno.

Apparentemente simili tra loro in realtà i piedini hanno caratteristiche diverse a partire dall'essenza usata per costruire il cono per finire, ed è questa la particolarità degli oggetti al materiale inserito all'interno, in particolare i piedini C8 Walnut contengono 6 diversi materiali al loro interno. Sono, a detta del costruttore, i più universali per l'uso. I piedini C8 Black/Beech contengono 8 diversi materiali al loro interno. Simili ai C8 Walnut ma più analitici, sono una via di mezzo con gli MC88. I piedini MC88 contengono 10 diversi materiali al loro interno. Discorso a parte meritano i C100 in metallo, la cui curvatura e i materiali interni sono progettati per prestazioni ultra-lineari, sempre a detta del costruttore. Compagna del C100 è stata in questa prova la sottopunta C101 che a dimostrazione della cura con cui questi prodotti sono fatti presenta un piccolo foglio di sughero sul lato di appoggio, così come il C100 ha al suo interno la sabbia metallica in una composizione simile all'MC88.

Le sottopunte C101 costano 71,90 Euro per un set di tre, le punte C100 188,60 Euro per set, i piedini conici C8 costano tra 71,70 e 90,80 Euro a seconda della essenza usata, gli MC88 188,60 Euro sempre per la confezione da tre.

Ho provato quando è stato possibile i piedini della Sound Mechanics sia con la base del cono rivolta verso il piano di appoggio sia con la base rivolta verso l'elettronica ovvero li ho provati sia con la base rivolta verso l'elettronica sia con la base rivolta verso il piano di appoggio del rack).

MC88

BASE A CONTATTO CON IL MOBILE

Notevole la prestazione nella riproduzione del soundstage profondo e molto ben sviluppato in altezza, la scena acustica è ricca di ambienza e precisione nei micromacro dettagli. Voce riprodotta con grande naturalezza, notevole la messa a fuoco del messaggio musicale e la separazione dei piani sonori nella riproduzione di partiture complesse. Bassi presenti ma ben frenati.

BASE A CONTATTO CON L'ELETTRONICA

Migliora ulteriormente la messa a fuoco della scena virtuale, ma contestualmente si induriscono leggermente le alte frequenze. Nell'insieme il suono appare più analitico ma meno coinvolgente e più freddo. Il soundstage è leggermente più profondo e l'effetto "materico" su strumenti ed interpreti appare più palpabile.

C8 Nero opaco

BASE A CONTATTO CON IL MOBILE

Prestazione nell'insieme simile a quella del modello MC88, riproduzione brillante con un aumento dell'effetto "presenza".

BASE A CONTATTO CON L'ELETTRONICA

Anche qui le prestazioni sono in gran parte sovrapponibili a quelle ottenute con l'MC88, si avverte la leggera prevalenza delle alte frequenze e il loro indurimento, associata ad una maggiore analiticità.

C8 Walnut

BASE A CONTATTO CON IL MOBILE

Prestazione in linea con le precedenti, si conferma l'ottima messa a fuoco dell'immagine virtuale, ottima la risoluzione delle micromacro informazioni di ambienza. Riproduzione della voce molto calda e ricca di armoniche. IL soundstage è molto profondo e ben delineato, forse leggermente migliore come realismo di quello ottenuto con l'uso degli altri supporti della serie.

BASE A CONTATTO CON L'ELETTRONICA

Maggiore analiticità, migliore messa a fuoco dell'immagine virtuale. La voce ricca di armoniche e molto naturale, le alte frequenze mostrano un minor indurimento rispetto all'uso degli altri coni in legno.

C8 Beech

BASE A CONTATTO CON IL MOBILE

In linea con le precedenti, ma con tutti i parametri migliorati, l'aspetto all'ascolto che più colpisce è la maggior brillantezza e il maggior calore globale della resa del messaggio musicale. E' evidente che nella prestazione globale dei coni lignei della Sound Mechanics riveste una grande importanza l'essenza usata nella misura in cui sembra influenzare l'accordatura e la risonanza dell'apparecchio che è da questi oggetti isolato, con una conseguente diversa sonorità che all'interno di un comportamento "di famiglia" consente una differenziazione abbastanza precisa tra un oggetto e l'altro.

BASE A CONTATTO CON L'ELETTRONICA

Impressioni confermate per questa posizione e in linea con le prestazioni di "famiglia": aumenta l'ambienza e la precisione nella ricostruzione dell'immagine virtuale, sound stage più profondo, in questo caso però le altissime frequenze appaiono meno indurite e il suono nel suo insieme è più naturale e morbido.

C100 & C101

La versione in ottone è stata provata solo con la base rivolta vero l'elettronica in associazione con le sottopunte dedicate C101. Queste massicce punte in ottone offrono un suono molto brillante e ricco di dettagli. Il sound stage appare più profondo delle versioni in legno, bassi molto frenati, la voce appare resa in maniera naturale, forse si può rilevare un leggero indurimento dovuto ad una maggiore apertura delle frequenze più alte, che per altro "aiuta" nella definizione dell'immagine virtuale in cui in un tappeto di "nero" e "aria" molto marcati strumenti ed interpreti si stagliano davanti all'ascoltatore con grande matericità e realismo.

Tirando le somme.

I coni prodotti dalla Sound Mechanics costituiscono una "famiglia" di oggetti antirisonanza in cui si coglie da un lato uno studio generale del problema che ha portato a risultati similari dall'altro una qualità globale dei risultati di ottimo livello. I risultati migliori nel mio set-up li ho ottenuti con la versione C8 Beech ( legno chiaro per intenderci) posta in posizione accoppiata al CDP. Va notato tra l'altro che tale versione non è la più costosa del lotto made in Hong Kong.

VIBRAPOD

I Vibrapod Cones sono prodotti dalla Vibrapod Company di Saint Louis in Luisiana, divisione specializzata in hifi della Kennard Industries ditta specializzata nella realizzazione di supporti in vinile per tubazioni a sua volta di proprietà da moltissimi anni della AAF-McQuay uno dei maggiori produttori mondiali di filtri e prodotti per il controllo dell'inquinamento.

Le Kennard Industries producono accessori in vinile dal 1967. Sfruttando tale esperienza alla fine degli anni novanta Sam Kennard ha messo a punto i Vibrapod Cones immessi sul mercato dal 15 Giugno 1998.

Si tratta di coni in vinile troncato superiormente e inferiormente. Una sfera in acciaio cromato da 9,5 mm è posta alla sommità del cono, alto mm. 25,4 con un diametro di mm. 31,6. Il peso massimo consentito per ciascun dispositivo è di Kg. 4,55. E' possibile l'utilizzo congiunto con i Vibrapod Isolators, basi in vinile su cui può essere inserito il Vibrapod ( non disponibili per la presente prova). E' raccomandato l'utilizzo di 4 dispositivi per apparecchio. Si tratta di piedini adatti solo a elettroniche poco pesanti, non utilizzabili per finali "di peso". Una confezione da 4 costa 54,80 Euro.

BASE A CONTATTO CON IL MOBILE

Offrono una prestazione sonora di tutto rispetto: suono morbido, bassi ben frenati, voce molto naturale ricca di armoniche e priva di asprezze. Leggero ma piacevole roll-off sulle altissime frequenze. Buona la definizione e la riproduzione del soundstage che appare leggermente meno profondo rispetto ai migliori del lotto.

BASE A CONTATTO CON L'ELETTRONICA

Prestazione sostanzialmente sovrapponibile alla precedente, si riconferma la naturalezza della riproduzione, si può qui apprezzare una maggiore brillantezza probabilmente dovuta al minore roll-off sulle altissime frequenze che mai però appaiono aspre e mai influenzano negativamente la resa del medio e della voce.

ESTREMO ALTO

La Estremo Alto è una ditta tedesca a conduzione familiare sita a Haltern am See nel Lander Nordrhein-Westfalen nei pressi di Dortmund. Produce solo dispositivi antirisonanza costruiti in metallo che accoppiano l'apparecchio sotto cui sono posti. All'interno del piedino vi e' una struttura poggiata su una piccola sfera, i materiali usati sono l'acciaio per la base e il bronzo o il vinile per l'elemento posto sulla sfera, un ring in gomma è posto inferiormente a livello della superficie di appoggio con il piano di lavoro. La fattura è di alta qualità, molto made in Germany e il prodotto appare come "molto pensato" dal punto di vista strutturale.

Ho avuto modo di provare sia il modello Lyd I adatto principalmente ad apparecchi meno pesanti sia il modello Fat Boy Mk II più grande e adatto ad apparecchi molto pesanti e ad impieghi heavy duty. Una confezione da 4 supporti costa rispettivamente 109 e 149 Euro.

Lyd I

Suono molto brillante e con un'ottima definizione, in un soundstage profondo e ricco di microinformazioni di ambienza. La resa della voce è molto naturale, calda e ricca di armoniche, al pari degli strumenti mostra concretezza e appare ben separata dagli latri piani sonori. La stabilità della scena acustica appare ai migliori livelli e la messa a fuoco del messaggio musicale appare improntata ad un'ottimo effetto "presenza". Una prestazione globalmente tra le migliori del lotto.

Fat Boy MkII

Provati sotto i miei pesantissimi OTL, questi piedoni extra large hanno mostrato un'ottima capacità di isolare in maniera "tombale" le elettroniche: i maggiori benefici li ho riscontrati a livelli di incremento della stabilità della scena acustica e del micro dettaglio. I bassi inoltre mi sono parsi divenire più profondi ma al tempo stesso più frenati. Il nero e l'aria tra gli strumenti sembrano nettamente aumentati con una prestazione globale che rafforza il convincimento che un adeguato isolamento dall'acoustic feedback sia assolutamente indispensabile per i finali a Tubi, in maniera più marcata che per i finali a stato solido: la prova sotto il Threshold infatti se da un lato ha confermato le impressioni rilevate con gli OTL dall'altro ha mostrato un percentuale di miglioramento minore rispetto alla situazione in cui il finale era appoggiato sui suoi piuttosto dozzinali piedini di appoggio, segno che le vibrazioni giocano un ruolo essenziale nella resa di una apparecchio con ciurcuitazione a valvole.

 

SIC by Peter Boffin

La ditta SID di Peter Boffin produce in quel di Oberboihingen nel Baden-Württemberg cittadina situata a circa trenta chilometri dalla capitale del Lander Stoccarda, una serie di accessori per l'hifi. In particolare da anni costruisce e vende il SID (Sound Improvement Disc) sorta di stabilizzatore per CD da porre sopra al dischetto posto nel plattorello, privato tempo fa da Igor Zamberlan su queste pagine, il SID "A" stabilizzatore per sorgenti analogiche e i SIC (Sound Improvement Coupler) inseriti nella nostra prova in batteria di oggetti antivibrazione.

Di costruzione molto semplice i SIC consistono un cilindretto di alluminio su cui può essere posta, in un apposito incavo, una piccola sfera di acciaio da 6mm per disaccoppiare l'apparecchio sotto cui sono posti, togliendo la sfera si ottiene un accoppiamento tra apparecchio e superficie di appoggio. I SIC sono venduti in confezioni da tre al prezzo di 52,50 Euro.

CON PALLINA INTERPOSTA TRA PIEDE E ELETTRONICA

Leggera nasalità sulle altissime frequenze che si ripercuote negativamente anche sulla resa della voce. Le basse frequenze appaiono meno presenti rispetto ai migliori del lotto, ancorché ottimamente frenate. Nell'insieme le prestazioni sono le peggiori riscontrate nel survey tranne che per la riproduzione del soundstage veramente molto profondo e ben definito spazialmente.

SENZA L'INTERPOLAZIONE DELLA PALLINA

Togliendo le sfere sembra che il CDP non sia isolato dall'acoustic feedback e questo per il Musik 1,2 è un grosso problema: diminuisce ulteriormente la resa sulle basse frequenze e la definizione generale del messaggio musicale appare meno definita è come se si passasse da una pellicola da 50 ASA ad una tirata a 6400, il nero attorno agli strumenti scompare a favore, purtroppo, di un grigio che appanna la resa musicale in termini globali.

PIEDINI "AERIUS" e TAVOLETTA "STAB1" by Gregorio Giust.

Giust Elettrotecnica di Sacile in provincia di Pordenone, buen retiro estivo dei Dogi veneziani, è una società nata nel 1970 operante da sempre nel settore elettromeccanico ed elettrotecnico nei diversi ambiti applicati all'industria e dedicata principalmente al service su acquedotti, depurazione delle acque ed impiantistica industriale.

Data l'esperienza acquisita in quasi 40 anni lavorativi nel settore elettrotecnico/elettronico e avendo acquisito una notevole esperienza sulla rilevazione e successiva eliminazione delle vibrazioni sui componenti meccanici delle macchine industriali (vibrazioni = Usura e mal funzionamento nonché rottura dei componenti meccanici) e avendo Gregorio Giust titolare di questa ditta la passione per l'hifi che dura da più di 30 anni (dal 1970 circa) dopo diversi dispositivi sperimentati sul proprio impianto HIFI, tavolini particolari, dispositivi disaccoppianti, cavi di segnale a bassa capacità e altro, sollecitato da diversi amici audiofili, ha messo in "bella" alcuni dei suoi prototipi e cosi e nata questa nuova realtà, la GREGITEK che produce complementi per hifi e che si affianca alla GIUST ELETTROTECNICA.

I piedini Aerius sono costruiti in Alluminio e lavorati con macchine a controllo numerico, derivano da una serie di prove e misurazioni che ne hanno determinato la forma estetica anche in funzione del risultato sonoro. Ottima la finitura: è possibile avere i piedini in versione nera, dorata (la mia preferita) o argentata, di serie vengono fornite sferette in acciaio o ceramica.

I materiali costruttivi sono stati scelti in base a prove strumentali e di ascolto che hanno portato alla scelta dell'alluminio per i dischi di contatto, della ceramica o dell'acciaio per le sfere disaccoppianti e degli O-Ring per le superfici di contatto.

Diverse varianti posso essere sperimentate dall'audiofilo, cambiando il tipo di sfere disaccoppianti e installando o non installando gli O-Ring, ed infine capovolgendo il pedino rispetto al suo utilizzo classico (parte di minor diametro verso il basso, soluzione migliore da me adottata per la prova). Una confezione da tre in un bel contenitore in faggio naturale costa 140 Euro.

La tavoletta STAB1, è l'ideale partner dei piedini AERIUS. Essa è costruita con listelli di legno massello incollati tra di loro e scelti previa accordatura. Notevole la finitura con una laccatura stile pianoforte, si sussura che il laccatore sia lo stesso delle Sonus Faber…………….

Nella parte inferiore della tavoletta STAB1, viene ancorato centralmente tramite un accoppiatore elastico, un disco di metallo cromato, calibrato nelle forme e nel peso, che funge da dispersore. Questo si comporta da smorzatore in controfase, e l'efficacia dello stesso è stata sperimentata e misurata per funzionare in maniera ottimale con apparecchiature dal peso di almeno 3 Kg, e maggiore è il peso dell'elettronica, migliore sarà il risultato sonoro. La tavoletta costa al pubblico 360 Euro, viene venduta in un'elegante conferione che include un paio di guanti bianchi per non "rovinare" la splendida laccatura del legno.

E' possibile come detto utilizzare sfere in Delrin o Acciaio, le mie prove sono state fatte con le sfere in ceramica risultate migliori ai riscontri sonori di ascolto così come ho preferito lasciare gli O-ring in sede rispetto alla soluzione senza e con il cilindro di maggiori dimensioni risolto vero il pannello inferiore dell'apparecchio. Vi è da dire in ogni caso che i piedini offrono all'appassionato notevoli possibilità di fine tuning essendo possibile non solo sciegliere il materiale della sferetta ma pure mettere e toglier gli O-ring e variare il posizionamento con i cilindri posti sotto le elettroniche e sotto la tavoletta o con quello di dimensioni maggiori posto sotto o viceversa.. insomma vi è molto da lavorare e da divertirsi….

Aerius

Non vi è parametro di ascolto che non venga influenzato positivamente dall'intervento di questi piedini disaccoppianti. La voce è naturale e ricca di armoniche, le basse frequenze tallone d'Achille del CDP non ben isolato sono presenti corpose ma al tempo stesso ben frenate; il soundstage è molto profondo con un'ambienza da primato e sfumature di microdettaglio che rendono particolarmente viva e realistica la riproduzione dei brani musicali.

Il tappeto su cui si snoda la performance sonora e' arioso e dal "nero" gli interpreti si stagliano con molta brillantezza senza che questa sia accompagnata da alcuna asprezza sulle altissime mai sibilanti o metalliche.

Tavoletta Stab1

Passando dall'appoggio diretto del CDP sui piedini all'interposizione della Tavoletta Stab1 su cui il CDP va a poggiare senza alcuna interposizione ulteriore di oggetti antirisonanza ( anzi va detto che questa è la modalità da seguire visto che esperimenti di aggiunta di ulteriori piedini e di una stessa ulteriore serie di Aerius ha dato risultati negativi sul suono) si nota come vi sia un'ulteriore magnificazione dei parametri sonori con uno speciale riguardo alla stabilità dell'immagine stereofonica e al soundstage che si fa ancor più profondo. La riproduzione dei brani acquista una vivezza notevole, un realismo che fanno della tavoletta Stab1 il partner ideale per trarre dallo JAS AUDIO tutte le sue potenzialità in una sinergia volta al "buon suono" che ha del magico per la profonda differenza che si riscontra nel suono con e senza la tavola sospesa interposta.

CONCLUSIONI

Arrivati alla fine di questo lungo percorso credo sia indispensabile tiare le somme ed esprimere giudizi e consigli derivati dalla esperienza fatta credo difficilmente ripetibile nella propria casa da parte degli appassionati.

Cominciamo dai consigli:

  1. Le vibrazioni sono uno dei "nemici" più potenti e subdoli del buon suono, la lotta alle vibrazioni rappresenta uno dei passaggi più importanti di un corretto set-up del proprio impianto.
  2. Si può tranquillamente ribadire che un buon isolamento dalle vibrazioni ambientali o indotte dal suono dell'impianto sia non un opzional ma una necessità primaria per qualunque impianto che voglia definirsi hifi e per l'appassionato che voglia trarre il meglio da ciò che possiede.
  3. Si può anzi affermare che prima di pensare di avere una catena inadeguata in qualche suo componente sia opportuno procedere ad un buon isolamento "sismico" condizione ineludibile per poter valutare il suono della propria catena audio messa in condizioni di agire al meglio
  4. Un buon isolamento sismico passa attraverso due "fasi": un intervento sulla struttura dell'apparecchio per renderlo più "sordo" e per attenuare le vibrazioni che possono generasi internamente, un intervento esterno basato sulla scelta del miglior piedino di appoggio possibile.
  5. Tendenzialmente tre appoggi sono il numero perfetto (come è noto individuano un piano) per una buon isolamento di un apparecchio. Per quanto riguarda il posizionamento sotto una elettronica dei piedini vi sono opinioni discordanti: c'è chi consiglia un posizionamento simmetrico antero-posteriore con due piedini posti sul lato più pesante e uno sul lato più leggero, c'è chi opta per soluzioni più "asimmetriche"; non ho opinioni definitive al riguardo credo che volta per volta vada ricercata la soluzione migliore che non può essere decisa a tavolino ma solo ad orecchio.

Passiamo a giudizi:

credo di poter affermare che tutti gli oggetti in prova tranne forse il SIC hanno svolto il ruolo di strumenti antivibrazione, da qui a dire che sono tutti uguali ce ne passa come credo si evinca dalla mia prova, è altrettanto vero però che se da un lato ogni oggetto ha una sua "timbrica" che deve sposarsi con l'apparecchio con cui va ad interagire è altrettanto vero che i migliori del survey hanno confermato le loro doti e le loro "caratteristiche" sonore sotto tutti gli apparecchi con cui li ho testati e se il riferimento è stato lo JAS Audio ciò è dovuto alla sua estrema sensibilità ma anche alla sua grande capacità di recepire e restituire in termini sonori le variazioni apportate in termini di isolamento "sismico". Le conclusioni che propongo pertanto lungi dall'essere "oggettive" credo possano "obiettivamente" indirizzare l'appassionato nelle sue scelte visto che derivano da una serie di confronti che difficilmente possono essere attuati in situazione "normale", come sempre si tratta di suggerimenti da verificare di persona e nella propria catena ma di suggerimenti in cui io "credo" e che spero di poter poi confrontare come è già successo con la vostra personale esperienza.

More solito, non mi sottraggo ad una classifica.

Al primo posto, by far, pongo la tavoletta Stab1 di Gregorio Giust che ritengo in assoluto il miglior sistema di isolamento dall'acoustic feedback che mi sia capitato di provare, la sinergia con i piedini dedicati Aerius è assoluta e rende questo oggetto una scelta "sicura" per trarre il meglio dai propri componenti, tra l'altro le sue caratteristiche la rendono adatta anche a apparecchi molto pesanti e quindi una scelta universale. Il distacco in termini di risultato dagli altri concorrenti è marcato, si tratta per intenderci non di una vittoria al fotofinish ma di una lunga fuga con distacco dal gruppo ed è un risultato notevole se pensiamo che il confronto è avvenuto con oggetti spesso di qualità notevolissima che presi singolarmente farebbero la felicità di molti audiofili.

Non si tratta di un oggetto a buon mercato ma, vista la qualità della realizzazione, lo studio che si sta dietro e i risultati in termini sonori che garantisce, considerando i prezzi correnti per oggetti di tal fatta presenti sul mercato con marchi molto prestigiosi ma non necessariamente altrettanto curati, credo, in tutta onestà, che valga con gli interessi ogni euro che costa.

Al secondo posto a pari merito pongo gli Aerius e i Sound Mechanics C8 Beech che hanno mostrato un comportamento che ha saputo coniugare la brillantezza della resa con la naturalezza della riproduzione dell'evento musicale, direi che qui siamo a livello di gusto personale e, credo, di interfacciamento ottimale con la singola apparecchiatura. Gli altri coni della Sound Mechanics, come riferito sopra, hanno un "suono" simile, di "famiglia" ma dovendo fare una scelta ho individuato nel modello prescelto quello che mi ha globalmente soddisfatto di più, all'interno di una prestazione globalmente omogenea come riscontri di ascolto.

Al terzo posto porrei i Lyd I della Estremo Alto per la naturalezza e la "concretezza" della restituzione dell'evento musicale.

Al quarto posto porrei i DH Cones con i loro dedicati DH Squares: prodotti seri, senza fronzoli che fanno in pieno il loro dovere e meriterebbero di essere importati in Italia al pari degli Estremo Alto made in Germany.

Un discorso a parte meritano i VIBRAPOD che vincono per me la palma del miglior rapporto qualità / prezzo, offrendo delle prestazioni di gran classe ad un costo che può consentire all'appassionato di entrare nel mondo dei piedini e piedoni con una cifra modesta ma con risultati di sicuro livello.

Più distaccati arrivano gli MI Rollers specie nella versione in alluminio, il follow up a distanza di mesi non ha totalmente riconfermato il giudizio dato a suo tempo, non è un cambiamento di idee, sono stati i confronti che mi hanno consentito un giudizio più approfondito e credo più severo, ma giusto.

L'unico vero bocciato è il piedino SIC fondamentalmente perché mi pare ci sia poca ricerca dietro al prodotto e per le obiettive e conseguenti scarse doti di isolamento che ha mostrato alla resa dei fatti.

Combattere le vibrazioni in un impianto stereo non è un gioco da ragazzi occorre competenza e tecnologia, ricerca e passione, pazienza e dedizione non si tratta di oggetti semplici si tratta di veri NECESSORI per il nostro impianto che ogni appassionato deve imparare a scegliere con cura alla ricerca del miglior interfacciamento possibile con il singolo apparecchio (occorre "giocare" con i piedini per trovare il risultato migliore) e non resterà deluso da una scelta meditata e accorta….

OMNI HARMONIZER by Mark & Daniel

La Mark & Daniel è una nuova ditta che si è affacciata recentemente sul mercato dell'hifi mondiale. Fondata nel 2004 si è posta l'obiettivo molto ambizioso di entrare nel mondo dei produttori di casse acustiche rivisitando dalle fondamenta il concetto di bookshelf con idee e prodotti molto originali.

Cofondatori sono Mark Wong, un uomo di affari sino-americano che, andato in pensione, ha voluto dedicarsi professionalmente alla sua passione per la riproduzione della musica, associandosi con Daniel Lee, originario di Taiwan, che, dopo una lunga esperienza come project manager nel campo delle telecomunicazioni, è divenuto progettista nella ditta che da Tucson Arizona si è poi trasferita a Shangai dove aveva sede il centro di produzione concentrando in un unico luogo manifattura e ricerca.

I principi su cui si fondano i progetti di Daniel sono due:

  1. allargare il campo di azione del tweeter in un sistema a due vie
  2. aumentare la dinamica del woofer.

Il risultato sono i drivers sviluppati in house: il trasduttore a larga banda a nastro DREAMS (derivazione diretta ed evoluta del tweeter a nastro inventato da Oscar Heil negli anni settanta) e la serie di woofer SX (caratterizzati da una capacità di escursione tipicamente doppia rispetto ad un classico driver di pari dimensioni) che equipaggiano tutti i loro diffusori. Particolare attenzione è stata rivolta al materiale con cui sono costruiti i cabinet: uno speciale compound artificiale a base di marmo (della densità doppia della classica MDF spesso usata per la costruzione dei diffusori) che rende le casse estremamente sorde e pesanti.

Alla base dei loro progetti stanno approfonditi studi attorno alla FMD (Frequency Modulation Distortion) a cui l'orecchio umano è particolarmente sensibile.

Daniel mi ha inviato due prodotti le Maximus Ruby (in una veste molto accattivante di colore arancione Lamborghini) minimonitor appena "nato" oggetto di una approfondita analisi nel prossimo numero della rivista e l'Omni-Harmonizer, sorta di supertweeter aggiuntivo oggetto della presente prova.

L'Omni-Hamonizer nasce essenzialmente come add-on per i diffusori della casa in particolare per il modello Aragon ma può essere usato anche con casse acustiche diverse, cosa che io ho fatto utilizzandolo in accoppiata con le Quad.

Si tratta di un cubotto di piccole dimensioni (13.8x14.0 x14.0 cm) costituito da una base sul cui lato superiore è posto un trasduttore Dreams a nastro (il modello DM-2 della serie formato da 38 microelementi per una superficie totale 15 volte più grande di quella di un tipico dome tweeter da un pollice), sormontata da un "diffusore" per la diffusione a 360° del suono generato.

Posteriormente troviamo 4 binding post che consentono una regolazione della efficienza indispensabile per un perfetto matching con i diffusori con cui i supertweeter vengono associati.

Il posizionamento e il collegamento sono molto semplici: i cubotti vanno posti sopra ai diffusori in modo tale che l'emissione avvenga leggermente al di sopra dell'allineamento con le orecchie dell'ascoltatore. I terminali vano poi collegati in parallelo con le casse principali con cui lavoreranno.

Occorre regolare l'attenuazione del supertweeter in correlazione con l'efficienza del diffusore con cui va ad interfacciarsi e la regola è che l'output dell'Omni-Harmonizer deve essere da zero a quattro Db più basso dell'output della cassa a cui viene collegato secondo la tabella sotto riportata, che in ogni caso va verificata principalmente ad orecchio dal proprio punto di ascolto.

Attenuazione

Efficienza Tweeter

Efficienza Cassa

0 dB

87-89 dB

88dB — 92dB

-2.5 dB

85-86 dB

85dB — 89dB

- 5 dB

82-83 dB

83 dB — 87dB

Infine prima di iniziare l'ascolto occorre togliere la copertura al tweeter a nasto che serve essenzialmete da antipolvere ma danneggia il suono.

Lo scopo dell'apparato NON è quello di esaltare le alte frequenze, ma quello di aumentare la spazialità della riproduzione musicale aggiungendo un certa percentuale di riflessione al suono, tendenzialmente viene consigliato di usare sempre un settaggio basso più che alto del supertweeter anche per evitare un evantuale e sgradevole eccesso di acuti e per offrire all'amplificatore un carico più leggero.

ASCOLTO

Per questo primo contatto con i prodotti della Mark&Daniel ho finalmente realizzato un mio vecchio sogno: aggiungere un supertweeter all Quad operazione che avevo letto essere spesso molto utile per il miglioramento delle performance generali del diffusore, trattandosi di un oggetto, il supertweeter che al pari dei Sub, lungi dall'agire SOLO sulle frequenze a cui risulterebbe apparentemente deputato per il gioco delle armoniche e per l'alchimia propria dell'hifi, se ben interfacciato dovrebbe "migliorare" il suono nel suo insieme senza alcuna esaltazione particolare. Alla "ricerca" di questi risultati mi sono posto all'ascolto del cubotto cinese.

La prima osservazione riguarda appunto l'interfacciamento: il tweeter a nastro usato ha una risposta molto estesa in basso, parte infatti da 7000 Hz, frequenza assolutamente "udibile", per cui occorre seguire con molta attenzione le istruzioni del costruttore per evitare enfatizzazioni inopportune connesse al suo inserimento.

Dopo aver posizionato gli oggetti sopra le due QUAD 988 in posizione centrale rispetto al punto di ascolto, ho collegato i terminali dei tweeter con un cavo Quad ai binding post WBT delle elettrostatiche, agendo essi, come detto, in parallelo alle casse principali e non necessitando quindi di un finale dedicato e ho regolato la sensibilità scegliendo, dopo alcune prove la posizione che prevede una attenuazione di 5 dB in considerazione della sensibilità delle elettrostatiche.

Utilizzando come fonte alternativamente il duo Lector Digigrive — Digicode e lo Jas Audio Musik 1.2 ho passato al setaccio la mia discografia preferita e più conosciuta, alternando ascolti con e senza il supertweeter in azione ed ecco i risultati di queste sedute di ascolto:

  1. la prima impressione è di una maggior definizione e messa a fuoco del messaggio musicale riprodotto con una analiticità che magnifica il micro-contrasto dinamico e l'ambienza a tutto favore di un piacevole "effetto presenza" per nulla affaticante.
  2. L'effetto però più marcato lo si ha nella ricostruzione del soundstage, uno dei cavalli di battaglia delle Quad, che, con l'intervento dell'Omni si fa ancora più profondo, con un grande realismo nella riproduzione di strumenti ed interpreti e soprattutto con delle proporzioni più realistiche nel collocamento degli strumenti all'interno della finestra virtuale: per fare un esempio il vibrafono in uno dei pezzi contenuti del bel CD TEST della Proprius sulla profondità dell'immagine si "abbassa" e risulta più correttamente posto rispetto agli altri strumenti.
  3. Rispetto alla timbrica si nota un leggerissimo minor corpo nella riproduzione della voce, che la può di primo acchito far apparire come meno calda ma che proseguendo negli ascolti appare semplicemente più adeguata, naturale, trimbricamente più equilibrata, senza alcun incremento "eufonico" nel mediobasso.

Nell'insieme, confermando i miei "sospetti" l'intervento è molto positivo e di grande interesse. Credo che ogni proprietario di Quad dovrebbe poterne provare gli effetti in associazione con le proprie "amate".

A circa 800 Euro quale prezzo di strada a Shangai non si tratta certo di un add-on a buon mercato ma al tempo stesso non è né un oggetto esoterico come l'ultra-tweeter che provai tempo fa né il più caro dei supertweeter in circolazione, per fare un esempio sia il Tannoy ST50 che il Townshend Audio MAXIMUM Ribbon Supertweeter costano di più (il Townshend Audio molto di più) e offrono sulla carta prestazioni similari.
Ancorchè di concezione diversa e privi del "diffusore" non hanno l'obiettivo "dichiarato" di un intervento sull'ambienza come il prodotto orientale.

Ben costruito, "pensato" credo sia il tipico oggetto che non vada comprato a scatola chiusa ma solo dopo un attento ascolto in associazione con i propri diffusori. Nato per essere usato con le casse progettate da Daniel Lee ha mostrato di poter essere usato ottimamente con le Quad con cui si "sposa" alla perfezione, mi riservo in un prossimo futuro di provarlo sia con le Ruby assieme alle quali mi è arrivato, sia con altre casse dinamiche per un ulteriore approfondimento delle sue prestazioni sonore che per quanto mi riguarda me lo hanno fatto inserire in via definitiva nel mio sistema di riproduzione di riferimento costruito attorno alle QUAD 988.

Il suo intervento è "gentile" non apporta alcuna "aggressività" innaturale al suono, ma come spesso accade con gli add — ons è nel momento in cui lo si toglie che se ne avverte in maniera decisa la mancanza .. come ha scritto Stereophile nella prova del Townshend si tratta di oggetti "additivi" di cui, una volta provati, non si può poi fare a meno.

Raccomandato senza alcun dubbio: un'altra interessante scoperta di ciò che sa fare "il made in China" maturo ed evoluto……

PS: Una delle cose che amo di più nella rete è l'interattività e la possibilità di contatto immediato: sarò quindi lieto di ricevere i vostri feedback al mio indirizzo di posta elettronica:
francesco.bollorino@videohifi.com
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