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INDICE
NUMERO 20

Stupidari Europei

Ricevo e molto volentieri pubblico:

"Quest'anno i partecipanti del TOP-AUDIO costruttori e/o distributori devono avere l'obbligo di iscriversi al consorzio REMEDIA per lo smaltimento dei propri impianti hi-fi, altrimenti non vieni accettato al TOP AUDIO.Tutto questo secondo le norme europee RAEE.
Il REMEDIA ha pensato bene di far pagare queste quote di iscrizione.
DA 0 euro A 10 MILIONI DI EURO 1.500 EURO PIU' "UNA TANTUM" PER GLI ANNI A VENIRE IN BASE AL FATTURATO ED AL PESO.
COMPLIMENTI, SE QUESTO NON E' UN MODO PER FARE CHIUDERE I PICCOLI COS'E'?
Non se ne puo' piu' tra norme CE, RAEE, ROhS,e chi piu' ne ha piu' ne metta, quelli come me vogliono solo lavorare non rotture di scatole costose e perdite di tempo colossali.
Cari audiofili italiani se queste sono le cose , beh io il TOP AUDIO NON LO FACCIO, E COME ME PENSO MOLTI PICCOLI COSTRUTTORI CANTINARI (come ci definiscono) non lo faranno.
E' ARRIVATO IL MOMENTO DI COSTITUIRE NOI STESSI UNA ASSOCIAZIONE DI PICCOLI COSTRUTTORI HI-END ITALIANI DOVE BANDO ALLE CIANCIE PENSARE UN POCO A NOI STESSI E A PROMUOVERE I NOSTRI PRODOTTI VISTO CHE NESSUNO PENSA A NOI, E TANTOMENO I NOSTRI POLITICI IN EUROPA CHE FANNO SOLO CASINI E SCRIVONO LIBRI STUPIDARII SULLE DEFINIZIONI DELLA FRUTTA, VERDURA, VESTIARIO ECC....

Cordialmente,

Roberto Garlaschi by ANGSTROM RESEARCH "

La lettera Garlaschi me l’ha mandata un bel po’ di tempo fa, ma ho pensato che non valesse la pena di pubblicarla come semplice lettera o come post sul Forum, bensì di darle la rilevanza che merita nell’editoriale del mese cruciale. Settembre.

Premetto che l’organizzazione del Top Audio si è trovata costretta ad applicare questa ennesima bizzarra norma europea, questo tanto per chiarire bene le cose, se no non si comprendono nemmeno gli obiettivi. E, notizia dell’ultim’ora, (per me che scrivo non per voi che leggete) l’applicazione delle norme Raee è stata prorogata a data da destinarsi con il decreto così detto "milleproroghe". Ma il problema è di carattere meno particolare, anzi direi proprio generale.

Noi ( almeno io, ma in queste cose, lo sapete, si usa il plurale majestatis) siamo europeisti assai più che convinti, direi oltranzisti. Siamo per una piena unità europea, per un governo centrale europeo, persino per l’esercito europeo ( nonostante ci ripugnino, in genere, le armi e il loro impiego). Ma non possiamo non sollevare le nostre sacrosante perplessità sull’operato degli attuali organismi europei. Lo abbiamo sempre fatto, e al di là delle tentazioni neo-nazionalistiche di qualche improvvisato governante ( penso alla Polonia ad esempio) o a quelle americo-centriche di qualche altro meno improvvisato suo collega, queste nostre perplessità sono quelle che sembrano essere sentite anche dalle popolazioni degli stati membri e che hanno portato alla bocciatura di quella butta e forzata Costituzione Europea, che andrà riscritta tenendo bene a mente i diritti delle persone e assai meno quelli delle lobby e delle banche.
Abbiamo aspramente criticato la buffonata delle norme anti-inquinamento a progressione costante, ben sapendo che vanno a vantaggio solo delle industrie automobilistiche ( i motori "puliti" ci sono già da un bel po’, se è vero che la mia compagna viaggia su una Skoda Euro 4 del 2001 (!)) e a danno di tutti i poveri cristi che hanno con fatica, togliendosi letteralmente il pane di bocca per pagare le rate, acquistato un auto catalitica, anche se la loro a benzina "rossa" era in perfetto stato di conservazione, e avrebbe funzionato altri vent’anni, e nel breve volgere di pochi anni hanno visto le loro Euro 1, Euro 2, Euro 3 ( e tra poco Euro 4) divenire improvvisamente desuete. Si ha cognizione di quanto costa oggi come oggi un’automobile, e di quanto purtroppo sia indispensabile per poter campare nella moderna società? Evidentemente non ne ha cognizione la Commissione che perpetua questo scandalo.

Ma veniamo al punto: lo "smaltimento" degli impianti hi-fi: ferma restando la nostra vocazione ambientalista, ci piacerebbe sapere chi è quel genio che ha accostato oggetti virtualmente eterni ( e infinite volte riciclabili) alle batterie per auto o all’olio motore. Ci piacerebbe conoscerlo, vederne la faccia, e possibilmente imbandirgli il celebre "omaggio al pittore", pezzo forte dell’episodio "caprese" di Totò a Colori.

Non bastavano le norme CE, tanto penate e tanto aggirate ( quelle che obbligano a mettere i tappini nelle boccole dei terminali a morsetto, nel caso ci fosse un idiota cronico che volesse collegare un apposita spina di rete ad essi, ma se dobbiamo prevedere tutte le "variabili dell’idiota" dovremmo vietare anche l’uso degli spaghetti, pretendere che la carne da consumo sia venduta pre-tagliata e via razziando), ora c’è una nuova caterva di norme di oscura interpretazione, su cui, comunque, c’è da fare affari, per qualcuno, e da rimetterci la pelle per molti altri.

Io raccolgo comunque il grido di rabbia di Garlaschi, per il momento pacatosi, e di tanti altri piccoli costruttori, ognuno dei quali tassello fondamentale di un Italia, di un’Europa, che possono reagire all’assalto ( inarrestabile e peraltro prevedibile) della "Cindia", solo con la qualità del loro alto artigianato, non certo con volumi tali da poter giustificare spese e balzelli ulteriori. E ci poniamo una domanda, una domanda, una domanda banale: ma quand’è che la classe politica, che i compilatori di listini elettorali, si decideranno a mandare a decidere delle cose che riguardano la gente, coloro che hanno cognizione di queste cose, anziché improvvisati tecnici sotto le vesti di politicanti in carriera?

No, non mi rispondete, che la risposta già la so…

Bebo Moroni


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