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DIFFUSORI EMME MOD. β
DI ANGELO JASPARRO
DALLA LOMBARDIA CON FURORE
Mi sembra già di vedere le vostre facce con unespressione perplessa: lennesimo Carneade sul mercato hi-fi? Eppure sono sempre più convinto che Videohifi, rivista che per sua natura si colloca fuori dagli schemi abituali rispetto alle omologhe su carta stampata, abbia tra le sue funzioni quella di scovare prodotti validi tra quelli che non si possono permettere rulli di tamburo ed autocelebrazioni pubblicitarie. Del resto nessuno nasce grande e famoso, esperienza e notorietà seguono solo dopo che il proprio lavoro viene divulgato ed apprezzato dal pubblico. Daltra parte anche il gusto di essere tra i primi a scoprire la validità di un oggetto fa parte delle soddisfazioni di un audiofilo narcisista. Quante volte ci capita di sentire la famosa frase: "Io lo conoscevo prima di tutti gli altri e sapevo quanto fosse valido, ancor prima che la stampa o il grande pubblico se ne accorgesse". Ecco che, alla proposta di un mio ascolto fattami dal produttore di questa "opera prima", non mi sono sottratto allincombenza, pur conscio del fatto che nel settore dei diffusori non è probabilmente rimasto molto da inventare. Elemento che ha catturato subito la mia attenzione, è il carico in sospensione pneumatica, che purtroppo ormai va ricercato col lanternino, tra le nuove produzioni. So che la Emme è partita con intenzioni serie e che le BETA sono qualcosa in più di un semplice prodotto da autocostruttore, pur evoluto. Ho quindi, come mia abitudine, svolto un ascolto presso la sede del costruttore e solo dopo aver compreso le potenzialità delle BETA mi sono impegnato per la loro recensione, ricevendole dopo pochi giorni presso la mia abitazione.
Cominciamo con una descrizione tecnica estrapolata dalla scheda fornitaci direttamente dal progettista. Il β è un diffusore passivo a due vie e mezzo in cassa chiusa e tre altoparlanti. Il crossover è di tipo misto, serie-parallelo.
Il tweeter è un LPG 26T, filtrato con una rete del III ordine elettrico, posta in parallelo al trasduttore stesso, al fine di ottenere una pendenza del IV ordine acustico. La riproduzione delle frequenze medio-basse è effettuata tramite due drivers in serie rispetto al segnale. Lazione di filtraggio è ottenuta mediante due celle: la prima, del secondo ordine elettrico, posta in parallelo al driver Monacor SPH 165 C, la seconda, del primo ordine, posta in parallelo al driver Monacor SPH 202.
 Le due celle si trovano così in serie rispetto al segnale, operando un filtraggio del terzo ordine elettrico per il Monacor SPH 202. Entrambi i trasduttori subiscono, grazie allandamento delle rispettive risposte in frequenza, unattenuazione totale vicina al IV ordine acustico. Il segnale in gamma bassa è ripartito tra i due trasduttori tenendo conto della tenuta in potenza del singolo altoparlante. Essi, infatti, non sono identici ma scelti in funzione della gamma di frequenze dove sono chiamati a lavorare. Il sistema così studiato ed ottimizzato, grazie allandamento ben smorzato della gamma bassa, si presta anche ad installazioni "obbligate" dellarredo domestico. Inoltre, per landamento di tutto riposo dellimpedenza elettrica, si presta al collegamento anche con finali non particolarmente capaci di erogare corrente e/o con elevata impedenza duscita. Il crossover è realizzato con un circuito stampato di vetronite con piste in rame dello spessore di 35 μmm. Il mobile è realizzato mediante la sovrapposizione di pannelli in MDF di 50 mm di spessore per i pannelli laterali e 25 mm per quelli frontale e posteriore. I pannelli sono fresati con specifica sagomatura interna ed esterna tramite macchine a controllo numerico e sono successivamente incollati, rendendo, anche grazie allinterposizione di unanima interna, il mobile estremamente rigido e smorzato. La conformazione del profilo esterno è il risultato di studi finalizzati al controllo delle diffrazioni ai bordi, per lottenimento di una risposta lineare sia in asse che fuori asse, a garanzia di unampia scena acustica.
Personalmente penso che linea e finitura siano notevoli e che il loro inserimento in ambiente non dovrebbe turbare più di tanto mogli ed architetti. Il diffusore è fornito senza griglie di protezione, ma la delicata membrana metallica del tweeter è protetta dalla griglia dordinanza. Il mobile poggia su quattro robusti piedi di gomma piuttosto morbida. Durante i miei ascolti non ho sentito lesigenza di punte, blocchetti di grafite od altro e di conseguenza non ho sperimentato nulla di diverso da quanto previsto in sede di progetto. La parte posteriore ospita due ottimi morsetti dorati di grandi dimensioni, atti ad ospitare cavi di diametro abbondante, forcelle grandi o banane.
I diffusori EMME BETA sono stati ospitati nel seguente impianto:
LIMPIANTO DI RIFERIMENTO
Giradischi: Basis 2001, braccio Graham 2.2, testina Scan Tech Lyra Helikon Cavo phono: Extreme Phono Crimson Pre Phono: Audio Research PH-3 Cavo tra pre phono e Preamplificatore: MIT Shotgun S2 Lettore digitale multistandard TEAC DV-50 Cavo tra lettore digitale e preamplificatore: Transparent Music Link Super XLR Preamplificatore: Bryston BP 25 Cavo tra pre e finali: MIT Shotgun S1 XLR Finali: Bryston 7B ST Cavi di potenza: Supra 3.4 Cavi di alimentazione: MIT Shotgun AC 1 ed altri autocostruiti Tavolino: Atacama Equinox Pro Supporti preamplificatore: Gingko Audio Mini-clouds Filtro di rete: Black Noise 2500
CARATTERISTICHE DICHIARATE
Potenza massima applicabile: 75 Watt RMS 150 Watt musicali Impedenza nominale: 8 Ohm, minima 5,5 Ohm Sensibilità: 87 dB Carico acustico: sospensione pneumatica Risposta in frequenza: 40 20.000 Hz Dimensioni: (l x a x p): 25 x 92 x 25 cm Peso: 20 Kg cad.
UN BASSO "PNEUMATICO"
 Lascolto è cominciato con un CD di pianoforte solo, "The Owl Years" di Michel Petrucciani. Lo strumento appare immediatamente equilibrato e di giuste dimensioni in rapporto allambiente dascolto. I rumori di fondo della registrazione sono ben intelligibili e leffetto "live" della riproduzione trasporta virtualmente lascoltatore nello spazio e nel tempo, così come ogni impianto che si definisca "hi-fi" dovrebbe fare. Ottimo inizio. Il SACD live di Battiato "Last summer dance" scivola nel cassettino del lettore e, subito, si evince la buona presenza della voce, lottima profondità del palcoscenico immaginario e la più che discreta larghezza dellimmagine. La timbrica appare giusto un pelo confusa, ma molto meno rispetto a quanto ho avuto occasione di ascoltare in altri impianti nei quali ho fatto suonare questo difficilissimo SACD. Di solito mi sento dire dai proprietari dei vari impianti che è inciso male, ma in effetti il problema è che si tratta di unincisione molto difficile da dipanare, se amplificazione e diffusori non ne sono allaltezza. Risultato delle Emme, per questo parametro, abbondantemente sopra la media di prodotti appartenenti alla stessa fascia di prezzo. La dinamica è nella norma, mentre gli acuti non sono mai metallici né troppo in evidenza. La mia nota idiosincrasia per la stragrande maggioranza dei tweeters a cupola metallica, per questa volta rientra nei ranghi e riesco a godermi lascolto senza fastidio alcuno. La tenuta in potenza risulta molto buona. Quando ascolto questo genere di musica tendo ad alzare oltremisura il volume e queste BETA non hanno fatto una piega fino a pressioni sonore difficilmente raggiungibili in normali ambienti domestici. Comè, come non è, fatto sta che mi ascolto il SACD fino alla fine dimenticando che lidea originaria era quella di recensire i diffusori. Cose che succedono quando il piacere dellascolto fa dimenticare la "routine" della prova. Steve Strauss, "Just like love" (SACD): il basso è molto ben frenato e potente fino ai 50 Hz circa, sotto cala inesorabilmente. Il timbro della voce è corretto così come quello delle chitarre, anche se affiora una leggera grana, ahimè inevitabile con apparecchi di questa categoria. La voce di Strauss non pare mai cupa o gonfia sul mediobasso. Bene anche la restituzione dei transienti in gamma media, le pennate sulle chitarre ed i colpi sulle percussioni sono naturali. Limmagine è ben piazzata contro la parete di fondo, con un leggero effetto di avvicinamento delle chitarre, incise ai lati. E una caratteristica della registrazione e riuscire a riprodurre queste chitarre alla stessa profondità della voce in centro è prerogativa di pochissimi diffusori al mondo. La scena si presenta in ogni modo larga ed alla giusta altezza. Questo è un disco realizzato con pochi strumenti, ma che se non è correttamente riprodotto tende a suonare drammaticamente confuso. Ciò non è mai accaduto nel caso delle BETA e ciò è un grosso merito. Certo, qualche volta i suoni provenienti dai lati rendono identificabili i diffusori, ma devo anche dire di non aver mai ascoltato diffusori da pavimento di questa classe che riescano a fare di meglio. Rispolvero dopo tanto tempo il CD "Minnamoravo di tutto", di De Andrè (e Mina, nella Canzone di Marinella). E un CD che mi accompagnava svariati anni fa durante le mie prove presso gli impianti di amici o nelle fiere. Un certo giorno lessi una recensione su una rivista cartacea che ne faceva cenno e da allora non mi trovo in una fiera nella quale qualche audiofilo non lo stia ascoltando. Dopo questa modesta autocelebrazione posso continuare. Dicevo appunto di "Marinella". Certo, incisione molto indicata per giudicare in un sol colpo le voci dei due sessi, ma ciò che mi ha colpito fin dallinizio è stata la gamma bassa. Il tappeto di basso/grancassa è spesso mal riproposto e la sovrapposizione dei due strumenti fa perdere parte del delicato lavoro sullo strumento di Alfredo Golino, che supera sé stesso nellaccompagnamento di questo brano, per sensibilità musicale. In questo caso invece tutto fila via liscio. Il pathos che Mina dovrebbe trasmettere è assolutamente rispettato dalle Emme (ma perché due lettere - Emme e Beta? Sembra che stiamo parlando di due cose diverse). Il prepotente ingresso del contrabbasso subito dopo lesordio di De Andrè è potente ma pulito, così da lasciare la gamma media libera di esprimersi con la necessaria ariosità. Si apprezza perfettamente il coro vocale sotto la voce di De Andrè, che usualmente risulta oscurato dalle bordate in gamma bassa. La cara, vecchia e mai abbastanza rimpianta sospensione pneumatica colpisce ancora. Anzi, colpisce ed affonda! (gli altri, ovviamente). Perdiamo qualcosa alle frequenze più basse, ma guadagniamo enormemente in intelligibilità, cattiveria e chiarezza di tutto il messaggio sonoro sovrastante, riverberi delle voci compresi. Un buon affare, tutto sommato; comincio davvero a divertirmi come non mi capitava da tempo con componenti di questa fascia di mercato, fascia nella quale spesso i componenti non sono il "miracolo di qualità/prezzo" di alcune realizzazioni economiche, ma si barcamenano in una specie di limbo senza spiccare in nulla.
 Avrete notato che finora non ho fatto cenno alla gamma alta e vi spiego subito il motivo di questomissione, già accennato allinizio: quando ho visto questi diffusori, la prima cosa che ho notato sono stati gli odiati tweeters metallici, che piuttosto raramente ho sentito suonare in modo non fastidioso al mio orecchio e quelle rare volte è successo su diffusori di altissimo posizionamento di mercato, casi diversi da queste Emme. Dopo i primi ascolti mi sono reso conto che avrei potuto ricredermi, almeno in questo caso. Lo spietato esame della gamma acuta inizia con un CD ECM, "Tokio 96" del trio Jarrett/Peacock/DeJohnette, unincisione per il cui mio personale godimento è indispensabile una corretta riproduzione di spazzole e piatti della batteria, che devono suonare naturali e totalmente equilibrati. Non se ne può più di charleston che, invece di suonare come due piatti che sbattono tra loro, sembrano bursts di rumore bianco. Esame superato a pieni voti; non riscontro fastidiose risonanze provenire dalle membrane metalliche, dalla chiusura del charleston fuoriesce la quantità daria prevista, i piatti sono percossi da una bacchetta di legno e non da un bastoncino metallico, le armoniche sono veramente naturali e col giusto tempo di decadimento nellambiente. Il contrabbasso di quel satanasso di Peacock è pulito, secco e preciso, anche se non profondo fino allinfrasuono (si fa per dire, evidentemente, poiché un contrabbasso non ci arriverà mai). La dinamica è ancora una volta molto buona e la gamma media del pianoforte è musicale, priva di apparenti colorazioni e, soprattutto, mai disturbata da bassi sbrodolanti o acuti esagerati. Ogni dettaglio della registrazione è presente in giusta dose. Tutto ciò rende lascolto estremamente piacevole e mai affaticante. L"Officium" di Garbarek con lHilliard Ensemble" è un ottimo test per la ricostruzione dellimmagine e per micro e macro dinamica. Per prima cosa va ascoltato in un ambiente dove regni il silenzio assoluto (per quanto possibile). Provate ad ascoltarlo in auto e perderete tutta la magia delle tremende escursioni di un sax che, dal silenzio assoluto del Monastero nel quale si è tenuta la performance, si staglia alto e forte tra i riverberi delle antiche mura con fare imperioso. E in questi casi che apprezzerete il famoso "nero", lauspicabile silenzio delle vostre elettroniche e la capacità dei diffusori di emettere musica con la massima rapidità e, con altrettanta rapidità, lasciare la dominante per dedicarsi alle armoniche ancora nellaria. Peccato che ECM non contempli la possibilità di pubblicare in SACD le sue più note registrazioni.
TIRIAMO LE SOMME
 Non credo che ci sia molto da aggiungere alla disamina delle qualità di questi diffusori. Spero di essere riuscito a darvi unidea del loro suono preciso, dinamico, mai affaticante, sebbene pieno di fascino. Non ho alcuna difficoltà ad affermare che queste BETA si stagliano orgogliosamente oltre il panorama uniforme dei diffusori da 3.000 Euro, ma anche i concorrenti di fascia superiore potrebbero cominciare a preoccuparsi. Un altro buon prodotto di unazienda nazionale che dovrebbe renderci orgogliosi. La creatività propria dei nostri progettisti, anche in campo audio, è ancora viva. A me questi diffusori sono piaciuti molto e credo che per voi potrebbe essere lo stesso. Li ho fatti suonare con apparecchi dal suono notoriamente piuttosto neutro e quel suono mi hanno restituito. Li vedo molto bene anche con le valvole, purchè di potenza adeguata alla loro sensibilità non altissima. Ascoltateli e mi darete ragione.
INFO:
Prezzo: 3.000 Euro
www.emmespeakers.com info@emmespeakers.com
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