INDICE
NUMERO 20


TRE CD PLAYER DAL POPOLO DEL DRAGONE…. di Francesco Bollorino

Confesso di essere un po' un abitudinario: non ho la frenesia del cambio continuo di apparecchi, mi piace questo sì, se possibile "migliorali", l'ho fatto praticamente con TUTTI i componenti del mio impianto e credo non mi fermerò mai ma quando un apparecchio mi soddisfa lo tengo a lungo, mi abituo al suo suono, che evidentemente appaga le mie esigenze e vivo sereno.

Non è un caso che possieda da quasi 15 anni l'accoppiata DIGIDRIVE — DIGICODE della Lector che costantemente manutesa e adeguatamente tweakerata (valvole NOS, lacca C37, Dynamat Xtreme, ricablatura in argento e RCA di uscita WBT Nexgen AU) mi è compagna fedele e rappresenta il centro nevralgico degli ascolti nel mio impianto principale.

Ma, avendo recentemente venduto il Rotel del secondo impianto di casa, mi sono messo alla ricerca di un degno sostituto e questa è stata l'occasione per iniziare a testare un po' di CDP alla ricerca del candidato a divenire il mio secondo riferimento, unendo l'utlie al dilettevole queste prove sono diventate un articoli per la Rivista e quello che segue è il primo resoconto delle mie prove.

AVVENTURE DI UN CINESE IN CINA….

Credo non sia facile vivere in Cina specialmente se si è scelta la via di gettarsi a capofitto nella corsa all'innovazione e al capitalismo che caratterizza ampie regioni di quel paese sterminato: da un lato è un paese antico radicato alle sue tradizioni e ancora permeato del collettivismo che lo ha caratterizzato negli ultimo 60 anni (la famosa società acquatica del vecchio Marx..), dall'altro è in corsa sfrenata a divenire la prima potenza industriale del globo e ci sono tutte le premesse perché ciò accada prima di quando molti pensano.

Non vi è campo dell'industria in cui i Cinesi non provano ad entrare, ricordano per certi versi il boom dell'industria giapponese degli anni sessanta in una situazione però profondamente diversa e in un mondo globalizzato che corre, sul filo costante del rischio di implodere, come mai nella storia dell'umanità.

Privi "mentalmente" e legislativamente del concetto di copyright i Cinesi imparano in fretta, sono molto autonomi, non hanno "protettorati" americani alle spalle: cominciamo copiando (a volte dai loro stessi connazionali, il concetto di "copia" in Cina è associato al concetto di miglioramento dell'esistente non al "furto" della proprietà intellettuale che per loro non esiste) e, sfruttando il costo irrisorio della loro, per altro spesso molto qualificata, mano d'opera, conquistano fette significative di mercato nelle fasce più basse di prezzo e poi, ovviamente, divengono più ambiziosi e producono "in proprio" aggredendo settori sempre più elitari con prodotti di alta qualità proposti sempre a prezzi competitivi rispetto agli equivalenti occidentali, questo vale ovviamente per i settori più avanzati tecnologicamente, dove sempre più spesso "firme" dell'occidente si trasferiscono in Cina (per fare un esempo da molti anni le mitiche Quad sono costruite dai discendenti del Dragone), creando una situazione estremamente caotica dove, per restare nel campo hifi troviamo: produttori OEM per conto di stranieri che "rimarcano" i prodotti cinesi "occidentalizzandoli", prodotti che però possono viaggiare sul mercato con altro marchio a prezzi più bassi, produttori locali non OEM che realizzano apparecchi disegnati da progettisti stranieri, produttori locali che realizzano apparecchi su progetti "locali" ma che al tempo stesso possono avere più linee di prodotti del tutto uguali con nomi diversi, un po' come accade per certe auto, vedi Dodge e Chrysler negli USA.

Questa premessa è per dire che quando mi sono arrivati in prova tre CPD cinesi, mi sono posto anche il problema di capire con che prodotti si avevo a che fare dal punto di vista industriale.

LEONARDO 2800 MkII

Le elettroniche della LEONARDO sono importate dalla toscana Play World. Si tratta di una serie di amplificatori e CDP caratterizzati da una bella veste estetica e da caratteristiche di targa di alto livello accompagnate da un prezzo di listino a volte piuttosto elevato, è il caso del CDP 9.3 (nella foto sotto), a volte comunque non proprio da entry level, come è il caso del CDP 2800 MK II oggetto di questa prova.

Da quanto ho capito la fabbrica che lo produce, fondata nel 1999 e specializzata in CDP e integrati a valvole, ha anche altri marchi (come il Dusum), paralleli, ed opera anche come OEM per altre ditte e a detta dell'importatore questo modello vuole rappresentare il prodotto di punta per le sue vendite in Italia, più ancora, comprensibilmente del più stilizzato e costoso fratello maggiore con il quale per altro credo condivida parte dell'elettronica (esclusa la meccanica, tradizionale sul 2800 a caricamento dall'alto sul 9.3).

Il CDP si presenta come una struttura di alluminio massiccia e pesante ( che ricorda vagamente le elettroniche dell'inglese Chord), di impatto rassicurante a dimostrazione della qualità raggiunta dai fabbricanti cinesi nella realizzazione delle elettroniche. Dotato di uscite sia bilanciate che sbilanciate il Leonardo ha uscite ottica e elettrica RCA per un eventuale uso come trasporto. L'interno è molto ordinato, spicca la meccanica di origine Philips ma Made in China. La parte di decodifica del segnale digitale usa un chipset della Burr-Brown (PCM-1792 e PCM-1732 per HDCD), particolare attenzione sembra essere stata posta all'alimentazione, due toriodali inscatolati e un circuito separato per il clock.

UTILIZZO

Molto intuitivo l'uso pratico della macchina dotata di un ottimo telecomando, unica annotazione va fatta per la possibilità tramite telecomando di agire sui filtri digitali del CDP con due pendenze SHARP e SLOW: non ho notato in tutta onestà differenze tali tra le due possibilità da farmene preferire una all'altra per la qual cosa la prova è stata effettuata con il selettore di pendenza posto in automatico.

IL CDP è stato ascoltato nei miei due impianti casalinghi in questa occasione (per un tagliando di upgrade ai miei OTL normalmente compagni fissi delle Quad) molto "simili" nel senso che accanto ai Pre SONIC EUPHORIA passivi ho usato come amplificazione sia delle Quad che dei bookshelf che si sono alternati (Gradient Prelude e Lauri Special, Castle Richmond 3i e Almarro M1A) nel secondo impianto, i miei due Thresold S 200.

L'apparecchio si appoggia su 4 grosse punte coniche dotate di sottopunte in metallo per l'appoggio sul piano. Dopo diverse prove utlizzando piedi e piedoni di vario tipo la soluzione migliore l'ho trovata sostituendo le sottopunte di serie con gli appositi "mattoncini" in grafite della Golden Sound gli DH Squares, in prova in questo numero della rivista e con questo setup ho proceduto all'ascolto.

Come riferimento ho sempre usato il duo LECTOR DIGIDRIVE- DIGICODE da me ben conosciuto.

Cominciando dal fondo ovvero dal sommario dell'ascolto si potrebbe dire che questo CDP ha un suono "molto digital", dettagliato, preciso ma terribilmente freddo. I maggiori limiti si ritrovano nella riproduzione delle alte frequenze che mostrano sempre una componente aspra e mettalica che naturalmente si ripercuote anche nella risproduzione della voce che appare sottile e poco ricca di armoniche e molto meno calda della riproduzione del riferimento.

Il sound stage appare meno profondo e pure le microinformazioni di ambienza sembrano penalizzate, più che da una mancanza di dettaglio che invece come detto è notevole, dalla prevalenza delle ottave superiori nella riproduzione che non appare "chiara", alla "francese" per intenderci, ma piuttosto sbilanciata sugli acuti e affaticante.

Il suono che viene restituito, e non vi è genere musicale che non ne risenta, appare povero di "anima", poco coinvolgente ed i vecchi leoni italiani escono dal confronto con margini di distanza siderali: sembra che gli ingegneri della Original abbiano fatto "il compitino" con una realizzazione probabilmente tecnicamente perfetta ma che non ha prodotto una "macchina da musica" ma un semplice riproduttore che alla luce dei risultati ottenuti sembra fortemente deficitario in quell'ambito del rapporto qualità/prezzo (il prezzo di listino dell'apparecchio è di 1300 Euro) che per molti dovrebbe rappresentare l'arma vincente dei prodotti Made in China.

SCHEDA DI VALUTAZIONE RIASSUNTIVA IN COMPARAZIONE CON RIFERIMENTO

Leonardo 2800 MK II


    +5   0 = parità -5
1   Chiarezza/Articolazione/Velocita' Molto dettagliato +1     Molto velato
2   Risposta ai transienti Come dal vivo   -1   Conpressa
3   Spazialità Arioso   -2   Scatolato
4   Messa a fuoco dell'immagine virtuale Puntiforme       Diffusa
5   Dimensione del soundstage Allargata   -2   Stretta
6   Profondita' scena acustica Profonda   -3   Poco profonda
7   Altezza scena acustica Aumentata   -1   Compressa
8   Ambienza Dettagliata   -2   Povera
9   Medio / Voce Definito   -3   Opaco
10   Alte frequenze Morbide   -3   Dure
11   Frequenze Medio-basse Frenate   -2   Poco controllate
12   Basse frequenze Frenate   -2   Poco controllate
13   Riproduzione messaggi complessi Articolata   -1   Confusa
14   Accuratezza / Fedelta' Rivelatore   -1   Eufonico
15   Coinvolgimento emozionale Persi nella musica   -3   Desiderio di spegnere
16   Timbrica Naturale   -3   Artificiale
17   Dinamica Ottima +1     Mediocre
18   Risoluzione a bassi livelli Naturale   -1   Compressa
19   Qualità costruttiva Alta +3     Bassa
20   Rapporto Qualita' / Prezzo Ottimo   -3   Scarso
    +5   0 -5

CONSONANCE DROPLET 5.0

La Opera Audio è una azienda di Pechino che opera nel settore hifi da 12 anni. La sua speciliazzazione da sempre è rappresentata nella produzione di finali a tubi e CDP. E' stata fondata da Mr. Liu Zhaohui che ne è anche il capo progettista.

La ditta si è specializzata nella costruzione di amplificazioni a valvole e in seguito di CDP, sulla falsariga di molti altri costruttori cinesi, conosciuti anche in occidente.

Nel corso degli anni Opera Audio si è distinta per il design raffinatissimo dei suoi prodotti associato a circuitazioni spesso molto raffinate, fino a divenire uno dei marchi più prestigiosi del Made in China nel campo hifi, con una produzione che ora offre anche diffusori e accessori. Dal 2004 per differenti richieste di mercato l'Opera Audio ha differenziato le sue linee di produzione per i prodotti indirizzati all'esportazione e per i prodotti creati per il mercato interno sempre più fiorente, come ben sappiamo.

La linea Consonance è la più prestigiosa e al suo interno i prodotti Droplet rappresentano la punta di diamante di ciò che la casa propone a livello di prodotto senza compromessi sia come tecnologia che come prezzi. Alla linea Droplet appartengono, al momento, un Giradischi e un CDP il 5.0 oggetto del presente test di ascolto.

UTILIZZO

L'apparecchio ha un aspetto bellissimo che ricorda le forme arrotondate del Giradischi della stessa serie Droplet. Molto pesante, siamo oltre i trenta chilogrammi, è un tripudio di legno e alluminio con una finitura ai massimi livelli possibili, ben oltre la fascia di prezzo di appartenenza. Più da appoggiare dentro un rack appare come uno splendido oggetto di design che può far bella mostra di sé nel nostro salotto: sia chiaro, l'estetica "non suona" ma, vivaddio, anche l'occhio vuole la sua parte….

La meccanica è di derivazione Sony a carica dall'alto ed è dotata di un clamp magnetico per l'ancoraggio perfetto dei CD.

Tecnicamente si tratta di CDP oversampling, senza HDCD, la cui caratteristica peculiare è lo stadio di uscita a valvole e anche qui abbiamo una particolarità dal momento che i tecnici di Pechino hanno optato per le meno usuali Sovtek 6H30, variante più "potente" delle 6922, fortemente acclamate dalla americana BAT per i suoi prodotti e inserite da Audio Research nel loro Preamplificatore di Alta Gamma Reference 3, in luogo di tubi più classici tipo le E81CC o le E83CC usate nel DIGICODE della Lector con cui l'ho confrontato e nel Jas Audio presentato più avanti.

L'apprecchio dispone di uscite sia bilanciate che sbilanciate e di un'uscita coassiale per l'uso come trasporto in associazione con un DAC esterno.

L'uscita a valvole comporta la necessità di un adeguato periodo di riscaldamento per il CDP, che dà il meglio di sé non prima di almeno un'ora dalla sua accensione, pena uno scarto di qualità notevole nell'ascolto (mi è capitato per caso di dimenticare una sera il CDP acceso e di riascoltarlo la mattina successiva e ho notato un ulteriore miglioramento del suono tanto che se non fosse per il calore che produce e per l'inevitabile usura delle 6H30 consiglierei di non spegnerlo mai per ottenere le migliori prestazioni possibili).

Come hanno fatto notare altri recensori vi è una cosa che colpisce nell'utlizzo del Droplet: la logica della lettura del TOC. In genere quando si usa un CDP si infila il CD nel platorello si preme il tasto "PLAY" e tutto funziona, non così con il Consonance: piazzato il CD nel suo alloggiamento e premuto il tasto play non accade nulla o meglio il CDP legge il contenuto del dischetto ma attende un nuovo comando per partire nella lettura e conseguentemente nel suono. E' un approccio non intuitivo che pur nulla avendo a che vedere con il risultato all'ascolto mi ha lasciato un po' perplesso così come una certa lentezza nel riconoscimento del TOC nei CDR. Appofondendo la questione con i tecnici della Opera Audio ho scoperto che internamente vi è uno switch che consente di far funzionare in maniera "usuale" il CDP senza la necessità di premere due volte il Play per poter ascoltare la musica, mi sono permesso di caldeggiare questa soluzione rispetto a quella con cui il Droplet mi è stato invaito come setup di default. Questo comportamento infatti, pur non avendo alcuna influenza sul suono, è ulteriormente "strano" se andiamo a vedere ciè che offre l'apparecchio in termini di ascolto: un comportamento di gran classe che rende l'aspetto funzionale ancor più incomprensibile, ma tanto di gran classe da fare alla fine dimenticare certi aspetti non "immediati" del suo utilizzo, almeno nella versione che ho potuto testare.
Un'ulteriore piccola osservazione d'uso, prima di addentrami nelle note di ascolto: il bellissimo telecomando del Consonance "comanda" anche il Lector e il vecchio telecomando italiano attiva il CDP Cinese , la cosa mi ha colpito trattandosi di meccaniche diverse, una Sony l'altra Philips e fatto sorriddere in quanto nell'alternanza degli ascolti tra un lettore e l'altro puntanto un telecomando verso il rack dove erano posti l'uno su un piano l'altro su un altro, i due CDP rispondevano all'unisono....

Ci troviamo di fronte, e qui la differenza con il Leonardo diventa notevole, ad un apparecchio con un "carattere" ben definito: suono potente, molto brillante con una leggera esaltazione, rispetto al riferimento, della regione medio bassa dello spettro audio.

Pur con una ricostruzione della scena acustica meno profonda del riferimento ci troviamo di fronte ad un suono molto coerente nella ricostruzione dell'evento musicale, il Droplet non lascia indifferenti merito probabilmente dell'uscita a valvole che addolcisce il suono senza per altro far perdere analiticità nella riproduzione di interpreti e strumenti.

La resa della voce è molto calda e ricca di armoniche, l'effetto "materico" è tangibile e gli interpreti si stagliano in un fronte sonoro ampio restituito con precisione e ricchezza di dettagli.

Rispetto al Lector non credo si possa parlare di suono "inferiore" ma di suono "differente" e conseguentemente la scelta tra i due CDP risulta molto difficile ed è la prima volta che mi è accaduto confrontando un concorrente con il duo vintage di Romagnoli. Mai mi era successo di avere la voglia di chiedere all'importatore una quotazione per inserire stabilmente il nuovo venuto nel mio impianto di riferimento, eppure stavolta è successo e credo sia il più bel complimento che posso fare a chi ha prodotto questa macchina da musica, questo esercizio di stile maturo e pensato. La decisione finale di tenere ancora i Lector è correlata probabilmente ad una questione di abitudine di ascolto e forse ad una naturalezza ed ariosità maggiori seppur di pochissimo nel duo pavese rispetto al campione made in Bejing. Credo che altri avrebbero fatto una scelta diversa e credo lo avrebbero potuto fare a ragion veduta, per una questione di "gusto" all'interno di una griglia di comportamento musicale diversa ma sostanzialmente di pari classe e non mi pare poco viste le tante macchine anche di prestigio che non hanno al mio orecchio retto il confronto con il suono dei Lector.

Il Droplet ha un suono "grande", per nulla faticoso molto coinvolgente, si potrebbe definire un suono "analogico" lontano anni luce dalla dettagliata asetticità di certi CDP di gran pregio ma per me di poca anima, sembra di ascoltare il vinile riprodotto da un ottimo giradischi, mi viene in mente un Linn o il mio AR per la loro resa generosa e realistica, per fare un paragone.. e non mi pare poco.

L'ottima resa dinamica lo rende una prima scelta per gli amanti della musica orchestrale così come per gli amanti del rock, ciò che concede al riferimento in termini di raffinatezza del fraseggio musicale nella riproduzione di una piccola ensamble barocca, lo riprende quando si tratta di riprodurre i transienti più dinamici e carichi di energia di un basso elettrico o di un pieno orchestrale, resi con un realismo che mi era successo raramente di ascoltare da una fonte digitale, regardless the price.

Ottimamente costruito, bellissimo a vedersi il Droplet è soprattutto un oggetto da musica dal suono personale e raffinato come solo gli apparecchi di razza possono avere.

Non si tratta di un oggetto a buon mercato, siamo sull'ordine dei 2600 Euro di listino, e non potrebbe essere altrimenti vista la qualità costruttiva e la raffinata componentistica utlizzata.

Se la Opera Audio voleva dimostrare ciò che sapeva fare per la realizzazione di un CDP di riferimento nella fascia di prezzo tra i 2000 e i 3000 Euro credo abbia, con questo Droplet 5.0, dimostrato di avere tutte le carte in regola per competere con marchi forse più blasonati ma certamente non meglio suonanti e con macchine anche di categoria economica molto superiore.

Non un compitino ma una tesi di laurea nel campo della riproduzione digitale, altamente raccomandato, per un attento ascolto, a tutti gli amanti del buon suono…..

SCHEDA DI VALUTAZIONE RIASSUNTIVA IN COMPARAZIONE CON RIFERIMENTO

Consonance Droplet 5.0


    +5   0 = parità -5
1   Chiarezza/Articolazione/Velocita' Molto dettagliato       Molto velato
2   Risposta ai transienti Come dal vivo       Conpressa
3   Spazialità Arioso   -1   Scatolato
4   Messa a fuoco dell'immagine virtuale Puntiforme   -1   Diffusa
5   Dimensione del soundstage Allargata   -1   Stretta
6   Profondita' scena acustica Profonda   -1   Poco profonda
7   Altezza scena acustica Aumentata       Compressa
8   Ambienza Dettagliata   -1   Povera
9   Medio / Voce Definito   -1   Opaco
10   Alte frequenze Morbide   -1   Dure
11   Frequenze Medio-basse Frenate +1     Poco controllate
12   Basse frequenze Frenate +1     Poco controllate
13   Riproduzione messaggi complessi Articolata       Confusa
14   Accuratezza / Fedelta' Rivelatore       Eufonico
15   Coinvolgimento emozionale Persi nella musica   -1   Desiderio di spegnere
16   Timbrica Naturale       Artificiale
17   Dinamica Ottima   -1   Mediocre
18   Risoluzione a bassi livelli Naturale       Compressa
19   Qualità costruttiva Alta +5     Bassa
20   Rapporto Qualita' / Prezzo Ottimo   -1   Scarso

Con la collaborazione dell'importatore in versione "mediatore culturale" ho potuto porre alcune domande al proprietario dell'Opera Audio, Liu Zhaohui

DOMANDA: A cosa vi siete ispirati per il design così particolare di questo CDP?

RISPOSTA: E' ispirato da una goccia d'acqua su di una tavolo, naturalmente bella e stabile Così abbiamo disegnato il Droplet sposando perfettamente metallo, legno e pietra in una costruzione a strati, provando a sorprendere le persone nella stessa armoniosa maniera con la quale lo fa la musica. Il risultato non ci pare male.

D: Come si colloca la serie Droplet all'interno dei vostri prodotti?

R: Al top di gamma, è la linea portabandiera e noi pensiamo possa rivelare al massimo lo spirito origianle e artistico della musica.

D: Quale è la vostra filosofia costruttiva?

R: Oltre all'interesse nel risultato e non nella tecnologia Opera Audio sempre cerca la riproduzione sonora semplice e naturale nella massima qualità possibile, con questa idea in mente abbiamo progettato i nostri apparecchi da sempre. L'interesse del pubblico (specie orientale NdR) per i diffusori ad alta efficienza ci ha portati ad accelereare la realizzazione di amplificazioni a valvole che si interfacciano al meglio con tale tipologia di casse.

D: Mi può dire qualcosa a proposito dello "strano" comportamento del CDP rispetto all'avvio del suo funzionamento?

R: Il Droplet nasce con una filosofia dell'ascolto ben lontana dalla frenesia moderna. Come per il preriscaldamento, anche la lettura del TOC rimarca la propria presenza. Il CDP non cerca la praticità e velocità delle prestazioni, anzi esige il suo cerimoniale iniziato con il con una lenta accensione e, cosa ancora più evidente, con il caricamento manuale dall'alto. In questa sequenzialità di passi da seguire, la filosofia costruttiva non ha voluto togliere il passaggio della lettura del TOC. Chiuso il coperchio infatti, la prima pressione del tasto PLAY legge solamente il toc ma non avvia la lettura, soltanto una successiva pressione del tasto avvia la riproduzione sonora. Questa doppia selezione, vista da chi ormai è abituato alle altre elettroniche come una anomala, per me rimane una scelta filosofica che io definirei tipicamente orientale. Questione di abitudini e ritmi occidentali a cui ormai noi siamo abituati che, pur non avendo alcuna influenza sul suono, può effetivamente appare ulteriormente "strana" se andiamo a vedere ciò che offre l'apparecchio in termini di ascolto. Abbiamo voluto sottolineare la filosofia di questo lettore non solo nella forma estetica e nel suono che riproduce, ma anche in questi dettagli anche se in questo caso specifico siamo portati a capirla meno. Tuttavia Opera Audio conferma la presenza di uno switch interno che consente di far funzionare in maniera "usuale" il CDP senza la necessità di premere due volte il Play per poter ascoltare la musica.

D: Progetti futuri?

R: Ci muoviamo su tre fronti:

  1. abbiamo abbracciato la tecnologia del "nessun oversampling" del "nessun filtro digitale", ricercando la qualità attraverso la semplicità, intuitivamente crediamo di aver afferrato cosa sia il suono naturale, senza tralasciare lo stile estetico che rappresenta uno dei tratti più caratterizzanti l'intera nostra gamma di apparecchi.

  2. Cercare di inglobare nei prodotti Consonance una più consistente cultura cinese ed energia artistica così come abbiamo iniziato a fare con la nostra linea FC, finchè la grande visione orientale e la soddisfazione musicale avranno raggiunto una via armoniosa

  3. Siamo anche interessati nella sinergia tra l'adozione della presa usb e amplificatori a singolo tubo a bassa potenza di ridotte dimensioni, per poter lavorare con ipod e sistemi mini hi-fi così come alcuni sistemi all-in-one per meglio condividere l'esperienza della riproduzione musicale coi giovani… speriamo che funzioni!

JAS AUDIO Musik 1.2

La Jas Audio è una società nata qualche anno fa ad Hong Kong che si è fatta conoscere inizialmente per una serie di diffusori piuttosto innovativi tra cui il bookshelf ORSA che ha ricevuto diversi premi in giro per il mondo.

Lunghe chiacchierate via email e MSN Messenger con Ada l'addetta alle vendite mi ha aiutato a chiarirmi ulteriormente le idee sul "sistema Cina": la Jas Audio è formata in tutto da 10 persone ed è essenzialmente una società di engeneering che progetta i propri prodotti anche con l'apporto di consulenti esterni occidentali, i prodotti vengono poi realizzati in Hong Kong da assemblatori locali che relizzano gli apprecchi per conto della Jas Audio, la quale progetta pure apparecchi per altre ditte e produce in regime di OEM essa stessa; come vedete un giro vorticoso ma evidentemente molto efficace visti i risultati delle vendite del "Made in China" che credo sia spesso organizzato in questa maniera.

Accanto ai diffusi ha poi sviluppato l' Array 2.1 un integrato single ended basato su 300B e 805 e un CDP il Musik 1.2, che secondo uno schema che pare abbastanza usuale nella produzione cinese utilizza un chipset della Burr Brown (PCM1732, 24/96 upsampling, con HDCD decoder) ma se ne differenzia per la presenza non solo di una valvola 12AX7 (della Sovtek) come buffer di uscita ma anche per la implementazione di una valvola 6Z4 (di produzione autoctona) quale raddrizzatrice dell'alimentazione della sezione digitale del CDP.

Quando Ada mi ha proposto di provare il CDP non mi sono tirato indietro e tramite il loro Agente in Francia mi sono fatto recapitare una macchian a casa per una prova, visto che al momento la JAS AUDIO non dipsone di un rappresentanza commerciale in Italia.

UTILIZZO

Non particolarmente pesante il lettore presenta un aspetto tradizionale ingentilito nel frontale da una finestrella da cui balugina, in bella mostra di sé dietro un piccolo vetro serigrafato con il logo della ditta, la valvola 6Z4.

Le uscite sono sbilanciate RCA e vi è pure una uscita coassiale per l'uso come meccanica. Va subito notato che le due RCA dell'output, collegate direttamente alla piastra madre del CDP, sono molto ravvicinate tra loro impedendo in pratica l'uso di cavi con terminazioni voluminose e dall'aspetto piuttosto povero; lo stesso non si può dire per l'interno che appare ottimamente ingegnerizzato con la valvola di uscita 12AX7 posta a ridosso dell'output e dotata anche di una molla di fissaggio e antivibrazione. L'insieme appare come una macchina priva di orpelli particolari, essenziale nella costruzione.

Dopo il consueto periodo di rodaggio a cui sottopongo tutti gli apprecchi in prova, utlizzando il CD della Purist Audio Design, ho iniziato le sedute di ascolto.

Di prima acchito il suono del Misik 1.2 mi ha lasciato molto sorpreso: a fronte della sensazione di avere un lettore che offriva una bella riproduzione prospettica dell'evento musicale, a fronte di una resa sulle altissime morbida e priva di asprezze, a fronte di un suono molto naturale, era come se le basse frequenze fossero praticamente assenti, come se fosse inserito un ripidissimo filtro passa alto che le tagliasse in maniera decisa diciamo dai 70 Hz in giù, con la conseguenza di affrire un suono "leggerino" nella sua generale coerenza.

In genere i CDP mediocri hanno problemi più che di completezza della banda audio riprodotta, di modo con cui la ripoducono nel senso che spesso ci si trova di fronte ad apprecchi che suonano "peggio" dei nostri riferimenti ma mai mi era capitato di sentire il lettore suonare in questa maniera, che non era "brutta", era "sbagliata" a tal punto "sbagliata" che ho deciso di investigare sulla possibilità di trovare una eventuale soluzione all'arcano.

Prima di avventurarmi in possibili cambi di valvole e in valutazioni di natura più tecnica visto che contestualmente alla prova del CDP stavo sperimentando i benefici sul suono dell'uso di piedini e piedoni antivibrazione, ho provato a porre sotto lo Jas Audio fino ad allora appoggiato al piano di vetro del mio Rack sui suoi piedi di appoggio i piedini Aerius realizzati da Gregorio Giust dotati di capacità disaccoppianti notevoli….. miracolo!!! Sono comparsi i bassi!!

Rinfrancato da ciò ho posto il CDP sopra la tavoletta di Gregorio la Stab1 aumentando ulteriormente l'effetto disaccopiante ed isolante e… miracolo bis!! Le basse frequenze sono divenute normali, oserei dire perfette.

Prima di addentrami nei risultati sonori ottenuti debbo appunto sottolineare questa anomalia collegata a parer mio da un lato, forse, al posizionalemento della valvola di uscita (a ridosso dell'angolo posteriore destro dell'apparecchio) evidentemente particolarmente sensibile alla microfonicità che in tale punto si genera a causa dell'acoustic feedback ambientale, dall'altro lo scarso a nullo smorzamento delle vibrazioni indotto dai piedi di appoggio di serie evidentemente poco adatti alla bisogna.

E' molto probabile che si tratti di un problema di microfonicità della 12AX7 del buffer di uscita, indotta da una risonanza dello chassis che finisce per divenire una sorta di "passa alto" che attenua le frequenze.

Considero tutto ciò un errore, per altro credo abbastanza facilmente emendabile in fase di costruzione in fabbrica con la sostizione degli attuali piedi di appoggio con altri di miglior efficacia, soprattutto perché in situazioni "normali", leggi classici punti vendita, i CDP specie quelli di fascia medio bassa come questo non vengono particolarmente "curati" nel setup per l'ascolto, vengono posti sul ripiano , accesi e via… e in una situazione del genere, visto "il problema" , questo CDP passerebbe inesorabilmente inosservato o peggio scartato, mentre, con poco sforzo, di cose "da dire" ne avrebbe… eccome….

Come ho sempre fatto in questa prova parto dal fondo: lo Jas Audio suona come un onesto CDP di fascia medio-bassa visto il suo prezzo che si aggira attorno agli 800 Euro per le strade di Hong Kong? Senza un adeguato disaccoppiamento dalla superficie di appoggio no, suona peggio, ma adeguatamente "appoggiato" beh, cari amici, la musica cambia in maniera radicale e il brutto anatroccolo diventa un cigno con un suono di qualità assoluta totalmente deafferentato dal prezzo… una sorta di Dottor Jekill & Mr. Hide…. Soprattutto una scoperta tanto inaspettata quanto piacevole da presentare su queste pagine.

Messo in condizioni di "lavorare" il Musik offre una prestazione sonora superba. Una vera autentica sorpresa, che dato il prezzo di acquisto risultà ulteriormente interessante e per certi versi, per chi scrive esaltante, visto che è bello fare scoperte di tal fatta e poterne poi relazionare a chi ci legge….

Le differenze con l'accoppiata Lector sono di dettaglio, trattandosi di un apparecchio che presenta una impronta sonora molto simile al duo italiano: i Lector offrono una riproduzione del soundstage leggermente più profonda e allargata a parità di altezza della finestra virtuale. Il JAS AUDIO ha dalla sua una straordinaria brillantezza nella riproduzione del messaggio musicale, senza presentare per altro alcuna asprezza o metallicità nelle frequenze più alte.

La riproduzione della voce cavallo di battaglia dei Lector appare simile in una situazione in cui l'accuratezza e la matericità della resa fa il paio con la morbidezza del suono ricco di armoniche e terribilmente "live".

Le basse frequenze, trovato l'antidoto, sono ben presenti e ottimamente smorzate, ancorchè leggermente meno potenti di quelle riprodotte dal gioello vintage dell'Ing. Romagnoli.

Pari al Lector, cioè di prim'ordine la dinamica e la risposta ai transienti.

Ciò che appare migliore è globalmente il coinvolgimento emozionale, il sentirsi "persi nella musica", forse la dote migliore di questo CDP, dote che avevo "intuito" al primo ascolto ma che ora si rivela in tutta la sua potenza evocativa.

Di fronte a prestazioni di tal fatta per la prima volta in vita mia mi sono trovato a desiderare fortemente di tenere un CDP nella mia catena audio in sostituzione dei Lector, soggettivamente credo che miglior giudizio sul suono della JAS AUDIO Musik 1.2 non potrei darlo.

Resta il problema di fondo: senza un adeguato smorzamento delle vibrazioni e dell'acoustic feedback il lettore made in Hong Kong non supera la prova e mostra limiti evidenti. Adegutamente smorzato diventa un fuoriclasse, c'è da augurarsi che i tecnici della Jas Audio recepiscano le mie segnalazioni per un adeguato miglioramento di una macchina che ha in sé tutte le caratteristtiche per divenire un giant killer a livello mondiale.. sarebbe un peccato perdere una così ghiotta occasione.

Due domande, credo, sorgano spontanee a questo punto da parte di chi mi legge: mettiamo che non facciano nulla, vale la pena acquistare l'apparecchio e aggiungere obbligatoriamente un vallido sistema anti vibrazione che ne aumenta il costo globale? E ancora, cosi' come è oggi, lo compereresti?

Come sempre non mi sottraggo ad una risposta chiara: alla prima domanda rispondo sì in quanto ritengo che l'aggiunta diciamo di 100 - 150 Euro per un buon isolamento siano cifra assolutamente accettabile dato il prezzo di partenza per ciò che si ottiene in termini sonori. Arrivo a dire che anche utlizzando la tavoletta Stab1 di Gregorio Giust che di Euro ne costa 360 il rapporto qualità prezzo dell'insieme resta credo difficilmente superabile.

Alla seconda domanda rispondo: forse sì anche se onestamente credo che ad una versione MK2, che Ada mi ha promesso faranno presto, modificata nella ingegnerizzazione per ovviare ai problemi indicati, comprese le uscite RCA, ad un costo anche superiore di un centinaio di euro credo non saprei resistere….. C'è da augurarsi che divenga presto disponibile in Italia senza se e senza ma!!!

SCHEDA DI VALUTAZIONE RIASSUNTIVA IN COMPARAZIONE CON RIFERIMENTO

Jas Audio Music 1.2


    +5   0 = parità -5
1   Chiarezza/Articolazione/Velocita' Molto dettagliato       Molto velato
2   Risposta ai transienti Come dal vivo       Conpressa
3   Spazialità Arioso       Scatolato
4   Messa a fuoco dell'immagine virtuale Puntiforme   -1   Diffusa
5   Dimensione del soundstage Allargata   -1   Stretta
6   Profondita' scena acustica Profonda   -1   Poco profonda
7   Altezza scena acustica Aumentata       Compressa
8   Ambienza Dettagliata   -1   Povera
9   Medio / Voce Definito +1     Opaco
10   Alte frequenze Morbide       Dure
11   Frequenze Medio-basse Frenate       Poco controllate
12   Basse frequenze Frenate   -1   Poco controllate
13   Riproduzione messaggi complessi Articolata       Confusa
14   Accuratezza / Fedelta' Rivelatore +1     Eufonico
15   Coinvolgimento emozionale Persi nella musica +1     Desiderio di spegnere
16   Timbrica Naturale       Artificiale
17   Dinamica Ottima +1     Mediocre
18   Risoluzione a bassi livelli Naturale       Compressa
19   Qualità costruttiva Alta   -3   Bassa
20   Rapporto Qualita' / Prezzo Ottimo +3     Scarso

CONCLUSIONI

Questo viaggio nel Made in China ha messo in evidenza come non si possa fare generalizzazioni quando si parla delle nuove realtà manifatturiere emergenti.

Accanto a prodotti maturi e di alto lignaggio qualitativo sia costruttivo che di design e di suono, perfettamente correlati al prezzo non basso di acquisto, come è il caso del CONSONANCE DROPLET 5.0, troviamo prodotti, come il Leonardo 2800 Mk2, che non coniugano l'ottima estetica e l'alta qualità costruttiva, obiettivamente presenti, con ciò che alla fin fine si chiede ad una macchina da musica: il buon suono.

Un discorso a parte merita il Jas Audio: la sua sensibilità all'acoustic feedback è notevole ma è altrettanto notevole la sua "musicalità" una volta messo in condizioni di suonare come sa e può; c'è solo da augurarsi che da un lato venga importato e che dall'altro venga migliorato (cosa indispensabile) dal produttore per una versione MK II che credo a livello industriale non dovrebbe costare molto di più, trattandosi alla fin fine del semplice cambio dei piedi di appoggio con qualcosa di più efficiente già a livello standard, ma che così modificato darebbe del filo da torcere a moltissimi CDP in circolazione senza alcun riferimento al prezzo.. anzi!!!

Stabilto che il Leonardo non mi è piaciuto e stabilito che invece gli altri due apparecchi mi sono piaciuti un sacco quale dei due sceglierei: la domanda è giusta ma difficile.

Dal punto di vista costruttivo il Droplet 5.0 è una macchina matura, di grande qualità, costruita da una ditta fortemente consolidata sul mercato internazionale, dal punto di vista della resa sonora offre prestazioni di prim'ordine con un suono molto caratterizzato ma al tempo stesso non casuale che potrebbe davvero piacere a molti palati fini.

Insomma una scelta sicura da consigliare con tranquillità, sicuro di ricevere poi feedback positivi da chi mi legge.

Il mio animo da tweaker però mi fa pendere la bilancia verso la macchina prodotta dalla Jas Audio che offre prestazioni di livello simile, diverso ma per certi versi superiore allo stesso Droplet, ad un prezzo inferiore, ma che soprattutto si presta a una serie di interventi, nati dalla necessità sia chiaro, ma che me la rendono particolarmente "simpatica" nell'accezione più profonda del termine cioè vicina al mio sentire in materia di hifi.
Spero francamente che l'ipotizzata versione MK II arrivi presto per una prova.. ho qualche sospetto che non tornerà in Cina.........

I Lector hanno retto a fatica a questo assalto del Dragone Cinese, sia il Droplet che il Musik hanno per la prima volta messo seriamente in crisi i miei vecchi campioni che per ora sono ancora lì ma che abbisognano di una qualche ulteriore rinfrescata per reggere il confronto con oggetti di tal fatta sul piano che a tutti noi interessa: la musica che ci prende il cuore.............................




INFORMAZIONI SUI PRODOTTI RECENSITI
I prodotti Leonardo Audio sono importati e distribuiti da Play World.
I prodotti Opera Audio sono importati e distribuiti da XFAUDIO.
I prodotti Jas Audio non hanno al momento distribuzione in Italia.

 

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