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NUMERO 19
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  • "Al primo posto metterei le riviste.
    Ogni mese in un'orgia multilinguistica, un "vero audiofilo" non può non leggere "anche" Stereophile almeno sul web, ci propinano novità e prove d'ascolto che minano alla radice costantemente e in sempre nuove forme le nostre convinzioni sul buon suono del nostro impianto.
    Il bello è che la carta "non suona" ma "descrive" le costanti meraviglie di costantemente nuove apparecchiature in un continuo spostamento in avanti, in un continuo rimescolamento delle graduatorie di merito.
    L'HIFI è il "trenino Rivarossi" per adulti maschi consenzienti nella ferma volontà d'autoflagellarsi.
    Al secondo posto metterei gli "amici", quelli che ti piombano in casa per sentire la tua ultima "conquista" e rimangono in silenzio ad ascoltare con la bocca un po' storta frenando a malapena disgusto e derisione.
    Al terzo posto metterei le fiere high end: possibile che tutti, dico tutti gli impianti suonino "da Dio" creando voglie e sconforti senza fine.
    Al quarto posto metterei il nostro pusher di fiducia che, passandolo a trovare ci invita nella sala d'ascolto a sentire il nuovo modello di diffusore o di ampli che gli è arrivato e, come il maligno con Sant'Antonio nel deserto, ci tenta con l'offerta di un part exchange allentante quanto necessariamente a tempo limitato.
    Non volendo lasciare nulla d'intentato vorrei che queste colonne rappresentassero per chi legge un'ulteriore "Pulce nell'orecchio" nella catena di Sant'Antonio del masochismo costituzionale di ogni appassionato.".


    FOLLOW-UPS

    Credo che specialmente quando si parla come faccio io di accessori una verifica nel tempo sia quanto mai opportuna nella misura in cui ritornare su un tweaks più che un rinnovo della "suggestione" può rappresentare per chi scrive e per chi legge una eventuale conferma dei rilievi in una prospettiva di uso prolungato che ne rafforza o ne diminuisce il valore di suggerimento.

    SOUND MECHANICS DC1 Dynamic Controller

    Come avevo annunciato nella precedente Pulce nel momento in cui ho effettuato la prova di questo interessante accessorio a cui rimando, mi riservavo di tornare sull'argomento avendo la possibilità di effettuare una prova di inserimento "multiplo" di diversi DC1 all'interno del mio impianto casalingo di riferimento.

    Come forse ricorderete il DC1 è un oggetto che collegato tramite un filo forcellato alla terra di un apparecchio hifi consente di modificarne la fase e con questo modificarne anche "il suono".

    I ragazzi della Sound Mechanics spedendomi un buon numero di DC1 mi avevano annunciato che le loro esperienze con l'uso contemporaneo di più aggeggi era risultato positivo in termini sonici rispetto all'uso singolo ed erano curiosi di conoscere il mio parere.

    La prova e' stata effettuata nel mio impianto principale utilizzando contemporaneamente 7 DC1 collegati a tutto ciò che di collegabile vi era nella catena ovvero: le QUAD, gli OTL, il Pre Sonic Euphoria, la coppia Digicode / Digidrive della Lector.

    La prima risultanza è "generale": il DC1 secondo il costruttore può essere collegato o alla terra dell'alimentazione o allo chassis dell'apparecchio, il follow-up mi ha definitivamente convinto che sia questa seconda la soluzione ottimale per l'uso dell'apparecchio nella misura in cui risulta più incisivo e come tale preferibile.

    La seconda risultanza è che il DC1 non solo ha confermato la sua efficacia ma l'intervento contemporaneo oltre che magnificarne le doti consente un raffinato tuning dell'impianto, nel momento in cui si può per ogni apparecchio individuare non solo la "giusta" polarità ma anche la "giusta" quantità dell'intervento (al limite sarebbe possibile per ogni singolo brano provare i set-up più adatti alla bisogna… mi rendo conto che la cosa è oltremodo complicata ma in termini "ludici" molto divertente ed "istruttiva" sulle potenzialità dell'apparecchio cinese).

    Si tratta di un gioco divertente e un po' complesso dal momento che occorre per ogni elemento della catena trovare la soluzione migliore ma poi tale soluzione va verificata all'interno dell'intera catena "diciunizzata" e non è detto che non si debbano rivedere e riprovare le soluzioni attuate volta per volta ma alla fine il risultato è notevole: i DC1 in batteria confermano l'ottimo giudizio espresso nella precedente prova si tratta di un vero "EQUALIZZATORE VIRTUALE" la cui azione, potenziata come detto in questo caso dall'uso contemporaneo di più apparecchi si concentra principalmente sulla definizione e sulla scena acustica che un micrometrico setup dei vari DC1 consente di migliorare in maniera molto significativa.

    La prova ha confermato la differenza di intervento riscontrata precedentemente agendo sui potenziomentri dell'oggetto: esaltando la polarità "positiva" si ha una maggiore definizione accompagnata a volte da una leggerissima esaltazione delle altissime frequenze, esaltando la polarità "negativa" si ottiene un maggior calore ferme restando le modifiche in positivo alla profondità del sound stage.

    Lavorando ad orecchio si riesce a raggiungere un nuovo equilibrio, con un mix di settaggi variegato per tutti i componenti "trattati", quantitativamente regolato al meglio ogni volta che si sia trovata la giusta polarità, che lungi dal creare un "nuovo suono" rende l'ascolto molto più gradevole coinvolgente e naturale.

    I DC1 hanno superato a pieni voti questa nuova prova anzi si può tranquillamente affermare che il loro uso "dovrebbe" sempre essere multiplo perché solo così si ottengono i migliori risultati e se la fatica per raggiungerli è molta, il "gioco" è molto divertente e foriero di ottimi risultati.

    Se è certamente vero che tutti gli apparecchi risentono "positivamente" dell'uso del DC1, è altrettanto vero che, dopo questa prova multipla. se posso confermare che il DAC è "probabilmente" il componente in cui l'intervento risulta più marcatamente interessante in termini sonici, non posso non dire che l'effetto sommatorio da come risultato un tuning dai riscontri sonori quantitativamente molto superiori a quelli ottenibili con un singolo intervento sulla catena audio e che probabilmente ci troviamo di fronte ad uno di quei rari casi in hifi in cui la somma di 1+1+1+1+1+1+1 non fa 7 ma 10...................

    Va inoltre annotato che il nuovo distributore dei prodotti della Sound Mechanics, Audio Azymuth, ha sottoposto i DC1 ad un controllo di conformità alle norme CE che è stato superato per cui anche questi apparecchi, accanto agli altri oggetti realizzati dalla ditta di Hong Kong, saranno disponibili in Italia senza alcun problema al prezzo di 168 EURO.

    Arrivato alla fine di questa prova non posso non confermare il giudizio positivo su questo strano oggetto made il Hong Kong, resta, come spesso accade per gli upgrade in hifi, il problema della valutazione del costo: "diciunizzare" completamente il mio impianto costa circa 1100 EURO, non è poco ma tutto sommato potrebbe essere una alternativa ad un upgrade di altro tipo a volte molto più costoso e con riscontri sonori meno significativi. Resta per me un accessorio riservato a impianti ben assortiti e con una buona sinergia di base tra i componenti condizione ineludibile per l'uso dei DC1 che come spesso accade per i tweaks non possono cambiare, lavorando essenzialmente sul dettaglio, radicalmente il suono di una catena audio, ma esaltano semmai le caratteristiche o ne smussano i difetti, spostando l'equilibrio verso un sempre migliore "buon suono".

    Da provare!!!

    SEESIDE MKII by NEXT VISION, la conferma

    In questi mesi è continuata in rete e fuori dal net la saga del SEESIDE il liquido per pulire le lenti ottiche che ho scoperto casualmente mesi fa e che, messo a confronto con altri "liquidi speciali" per il trattamento dei CD li ha sbaragliati senza pietà ad una frazione di costo.

    Dentro la rete, sul nostro FORUM, si sono susseguite, graditissime, le testimonianze di tanti audiofili che hanno provato il liquido della NEXTVISION e hanno confermato i rilievi da me fatti a suo tempo creando attorno al prodotto un'area di "magia" che ha superato i confini italiani al punto che i produttori stanno valutando l'opportunità di sbarcare con il SEESIDE negli States.

    Nelle more della trattativa con il potenziale distributore americano è saltato fuori che agli audiofili americani difficilmente sarebbe piaciuto un prodotto per la pulizia dei CD "colorato e profumato" come è il SEESIDE "di serie", così la NEXTVISION ha approntato una nuova versione del prodotto senza colorante e senza l'essenza profumata, che per altro a me personalmente né dispiaceva né dava fastidio, non collegando tali caratteristiche "organolettiche" alla qualità del risultato e me ne ha mandato due confezioni per una prova.

    Non potevo non effettuare un confronto tra i due prodotti e quelle che seguono sono le risultanze per certi versi "singolari" che sono venute fuori.

    I due prodotti, diciamolo subito con buona pace degli audiofili americani e di quanti possiedono soddisfatti la prima versione, sono molto simili nel senso che simili se non identici sono l'effetto di "pulizia" e maggiore informazione trasmessa alla catena dal supporto trattato.

    Ciò che appare cambiata, maniera sia chiaro non sconvolgente, è la timbrica nel senso che, ferma restando la maggior profondità del soundstage più ricco di microinformazione e dannatamente più stabile nella riproduzione virtuale di strumenti ed interpreti, la versione "classica" mostra una leggera maggiore esaltazione delle alte frequenze, mentre la versione MKII, bianca, sembra prediligere il mediobasso con una maggiore rotondità per esempio delle voci che appaiono più ricche di armoniche. Al tempo stesso le frequenze più basse appaiono più presenti ancorché ottimamente frenate e mai invadenti.

    Si può preferire una versione o l'altra?

    Domanda legittima, risposta difficile.

    Tra i due prodotti le differenze sono molto sottili, si potrebbe affermare tirato per i. pochi, capelli, che la versione originale profumata e colorata è più radiografante, mentre la nuova offre un suono più naturale e morbido.

    Più che esprimere a questo punto una scelta a favore dell'uno o dell'altro, credo di poter affermare che oggi, con l'avvento della versione MKII, che mi auguro la ditta produttrice metterà a disposizione presto del mercato, l'audiofilo si ritrova con due soluzioni alternative ambedue valide molto probabilmente ambedue da usare a seconda del software da trattare per un tuning molto raffinato del suono poi risultante.

    Insomma come complicarsi la vita…. Ma siccome so che i miei lettori desiderano un parere definito ebbene non mi sottraggo al mio compito e, sotto tortura, affermo che per i miei gusti musicali, probabilmente, essendo costretto ad una scelta netta, propenderei per la nuova versione che grazie a Dio costa quanto la vecchia e cioè abbastanza poco da liberarmi dalla necessità di scegliere privilegiando il gioco del tuning a buon mercato che mi diverte molto di più.

    E ALTRO..........................

    ISOCLEAN AUDIO GRADE FUSE

    La ditta Isoclean Power di Hong Kong produce condizionatori di rete e cavi di alimentazione di grande qualità commercializzati con un buon successo nel mondo ( tranne che in Italia ad ora). La sua ricerca nel campo del miglioramento della qualità dell'alimentazione degli apparecchi hifi l'ha portata a concentrare la sua attenzione anche su un componente un po' misconosciuto ma a ben vedere di importanza non trascurabile in questo ambito: IL FUSIBILE.

    Proviamo a fare un ragionamento: si spendono a volte vagonate di soldi per la "GIUSTA" messa a punto dell'alimentazione della nostra catena audio: linee dedicate, filtri e condizionatori di rete, cavi specializzati ecc ecc….. i risultati in termini sonici sono a portata di orecchi di tutti… eppure.

    Eppure fino ad oggi un componente era stato trascurato: il fusibile contenuto in ogni apparecchio hifi, componente di notoria scarsissima qualità attraverso il quale però "passa" la corrente stabilizzata, filtrata, condotta da cavi di straordinaria qualità e costo…...

    Da qui l'idea non peregrina, per me, della ISOCLEAN di mettere in commercio una versione super, Audio grade, dei comuni fusibili da usare appunto in sostituzione di quelli di serie, il razionale è ovviamente che questo intervento modifichi in positivo il suono del componente in cui è inserito.

    Come è fatto un fusibile "speciale"? Beh intanto viene venduto in una confezione singola, sottostà alle normative internazionali, è costruito a regola d'arte come qualità, è direzionale, ha i contatti dorati ed è selezionato in fabbrica per una costanza delle prestazioni: ciò si traduce è bene dirlo subito in oggettini che costano la bellezza di 25 dollari cadauno, cifra non elevata in assoluto ma incomparabilmente più cara dei loro equivalenti "normali".

    Ho provato i fusibili ISOCLEAN sulle Quad e sui Lector del mio impianto di riferimento.

    L'inserimento degli Audio Grade nel circuito di alimentazione delle Quad determina una maggiore focalizzazione del messaggio musicale, che appare più "pulito"e con una grana più fine a tutto vantaggio del soundstage che diventa più profondo e più ricco di microinformazioni che sembrano emergere meglio nel contesto della riproduzione. Gli interpreti si stagliano più nettamente su una base che ha nella naturalezza accresciuta il maggior pregio.

    Passando al CDP Digidrive della Lector gli effetti notati con le Quad emergono ma in maniera più marcata: la timbrica non cambia, ma cambia e molto la resa del sound stage molto più profondo largo e alto, la definizione è molto migliore con messa a fuoco notevole dell'evento musicale, è come passare nella ripresa di una stessa scena da una pellicola a 1600 ASA ad una a 25.

    E' sul DAC Digicode che però l'intervento del cambio acquista i contorni più netti e chiari: il messaggio musicale acquista maggior corpo e diventa più ricco, l'impianto "sembra" suonare più forte, merito forse di una drastica diminuzione delle spurie di alimentazione e della distorsione?

    La gamma bassa appare più potente, il medio appare più rotondo e ricco di armoniche, le alte frequenze più radiografanti ma non invasive.

    La scena acustica si fa ulteriormente profonda e su di un tappeto di silenzio le microinformazioni vengono restituite con una precisione mai prima ascoltata al pari dei transienti resi con una vivezza ed un impatto sconosciuti.

    Grande prestazione non c'è che dire!!!

    Prestazione che nella mia catena mi permette di indicare il DAC come il componente in cui i fusibili speciali offrono la migliore prova di sé.

    Tirando le somme si può tranquillamente affermare che i fusibili ISOCLEAN funzionano sempre anche se il loro inserimento non è uguale a seconda dell'elettronica in cui sono usati, il "ritorno" ai fusibili di serie mette in evidenza, ancor di più forse che l'inserimento, la qualità descritta del loro "lavoro" in termini di suono, a conferma e dell'importanza dell'alimentazione nel contesto del suono generale di una catena audio e di quanto il fusibile possa rappresentare un collo di bottiglia che strozza e sminuisce il lavoro fatto a monte, lavoro che in ogni caso "si sente" ma che gli ISOCLEAN in qualche modo "liberano" al massimo delle sue potenzialità.

    La domanda finale è ovvia: valgono i 25 dollari che costano?

    La risposta è necessariamente duplice: il loro valore intrinseco li rende accessori "costosissimi" rispetto a prodotti simili funzionalmente ma "di serie" (per altro credo che questo si possa dire forse per TUTTI gli accessori e complementi hifi di qualità e prezzo conseguente e per "conseguente" non mi riferisco a ciò con cui gli oggetti sono fatti ma alla qualità spesso elevata del loro "suono"), il loro effetto li rende tweaks assolutamente da adottare in catene di pregio di cui, indiscutibilmente, possano evidenziare le doti soniche e che dal loro montaggio possano trarre vantaggio in termini a volte stupefacenti come mi è capitato di sentire durante la mia prova.

    I Fusibili ISOCLEAN meritano l'attenzione degli audiofili per la qualità e serietà della loro costruzione e per le doti sonore che indubbiamente riescono a donare ai componenti in cui sono inseriti.

    Non si tratta di un accessorio "per chi ha già tutto" ma di un add-on che può rivelarsi di grande utilità per audiofili soddisfatti ma in cerca di un meglio che non sia rappresentato da un cambio di apparecchio, ma dal tirare fuori "tutto il possibile" da ciò che si ha e che di base ci convince.

    LA GRANDE BATTAGLIA ALLE VIBRAZIONI, parte prima, dal macro al micro........................

    Il tema della eterna lotta alle vibrazioni è centrale in ogni operazione di messa a punto di un impianto hifi, più l'impianto è esente da vibrazioni meglio in generale esso suona sia esso a valvole o a stato solido, è una conoscenza acquisita e direi indiscutibile. Chiunque sia passato da un posizionamento degli apparecchi "casuale" ad uno volto a limitare al massimo i feedback ambientali in termini vibrazionali sa perfettamente come interventi di tal fatta rappresentino spesso un upgrade ben più significativo di un cambio di elettroniche.

    Alla luce di questo, innumerevoli sono gli interventi che possono essere fatti per attenuare le vibrazioni e da questo numero della rubrica inizio un percorso che passando dalla messa a punto interna degli apparecchi arriverà ad una disamina comparativa di tutta una serie di punte ed affini aggeggi antirisonanza e antivibrazione, che ho in questi mesi provato nelle mie catene.

    Dal macro al micro…..

    La Dynamic Control of North America è una seria ditta americana fondata del 1989 che si occupa di isolamento acustico ambientale.

    La Dynamat è la branca deputata allo sviluppo di prodotti antivibrazione ed è divenuta leader mondiale nel settore Audiocar per la fornitura di pannelli antivibrazione e antirumore, suo prodotto di punta è il Dynamat Xtreme che è commercializzato in Europa dalla Dynamat Europa che ha sede in Italia in quel di Gorizia.

    Dynamat Xtreme e' un insonorizzatore vibrazionale brevettato, leggero, elastometrico a strati di butile ed alluminio.

    Si adatta facilmente per rivestire metallo ed altri substrati duri.

    La performance del materiale e' ottimale per la gamma di temperature tra -10°C a +60°C. Il materiale può sopportare sbalzi di temperatura tra -54°C a +149°C ed e' estremamente resistente all'usura.

    Dynamat Xtreme può essere applicato a pannelli metallici, divisori, condotti, porte, contenitori ecc. nelle vetture usate ferroviarie, autobus, automobili e navi.

    Può essere usato per i condotti di ventilazione, cabine di relais, mobili in acciaio, elettrodomestici, lavandini, computers, attrezzi meccanici e molti altri scopi.

    Ho scoperto il prodotto in rete, mi ha incuriosito e presi contatti con la Dynamat Europa nel giro di pochi giorni mi sono arrivati a casa tre fogli delle dimensioni di 81 cm x 47 cm venduti al prezzo di 48 euro cadauno.

    L'Xtreme si presenta come un foglio spesso pochi milletri con la parte centrale nera a base di butile sovrastata da uno strato di alluminio di circa un 1 mm, un foglio di carta protegge il lato adesivo.

    Viste le caratteristiche di targa ho deciso di procedere dal Macro al Micro facendo prima di tutto una verifica del funzionamento del prodotto applicato alla mia lavastoviglie e alla mia lavatrice, oggetti, non più giovanissimi, dalla rumorosità di un Concorde in fase di accelerazione, quando rispettivamente risciacquano e centrifugano.

    Il prodotto si applica dal lato "nero" ed è autoadesivo e può essere tagliato con le forbici, coltello o stampo su misura e posizionato sulla superficie interessata dopo aver preventivamente pulito la stessa da eventuali macchie di grasso e/o sporco.

    Il foglio deve poi essere premuto con decisione per farlo aderire, preferibilmente con un rullo per pezzi più grandi. Questo riduce il rischio di lasciare bolle d'aria che riducono la capacità di insonorizzazione.

    L'applicazione è stata quanto mai semplice seguendo l'avvertenza, indicatami dai responsabili Dynamat, di piazzare il foglio di dimensioni "minori" della superficie da trattare più o meno al centro della parete di applicazione, in questo caso le due laterali degli elettrodomestici.

    Poi è bastato fare la posta a Suzanne la nostra Colf e aspettare che avviasse un ciclo di lavaggio per restare… letteralmente sbalordito!!!

    I due Concorde casalinghi si sono trasformati in morbidi 8V "Small Block", dove imperavano vibrazioni e sussulti, ora troneggia un borbottio molto educato e dal suono ovattato e grave.

    Mi avevano avvertito ma veramente non credevo fosse possibile ottenere dei risultati di tale portata!!! Credo che da solo questo risultato valga la spesa fatta!!!

    Ragionando in termini macroscopici si potrebbe dire che l'intervento del foglio della Dynamat da un lato attutisce le vibrazioni trasmesse alla struttura metallica, trasformandole a quanto pare in calore, dall'altra "accorda" il rumore su un livello più basso spostandone la frequenza dall'estremo alto verso frequenze più profonde: quel che è certo è che dopo questa esperienza mi sono accinto all'intervento sugli apparecchi hifi con ancor maggiore interesse e curiosità.

    La mia curiosità si è trasformata in sorpresa quando, aprendo il Sonic Euphoria ho scoperto che due fogli di Xtreme era appiccicati al "soffitto" e al "pavimento" del Pre Americano: interrogati sulla scelta Jeff e Dan mi hanno risposto che essi pongono sempre fogli antivibrazione negli apparecchi e che la Dynamat è tra i prodotti, ritenuti efficaci, che usano (come a dire che a seconda della disponibilità il prodotto può cambiare…).

    Ovviamente non mi sono fermato e ho intensivamente tapezzato il Pre con il Dynamat tagliato nei pezzetti adatti a isolare i trafi, le pareti laterali il fronte e il retro. Prima di richiudere ho poi utilizzato la lacca C37 per una verniciata di tutte le superfici compresi i trasformatori ( come ricorderete dalla prova fatta la lacca austriaca è consigliata non solo per il trattamento delle casse acustiche ma pure per quello delle elettroniche in tutte le loro parti tranne i vetri delle valvole, con lo scopo di "accordare" in modo eufonico il suono dei contenitori).

    Sono poi passato al CDP Rotel ripetendo lo stesso trattamento con una particolare attenzione alla meccanica di lettura dove ho inserito ovunque possibile striscette di Xtreme, oltre applicare sul fondo dell'apprecchio un pezzo pià grande in esatta corrispondenza dell'alloggiamento della meccanica, anche con il Rotel ho effettuato la laccatura con la C37 di tutta la meccanica.

    Le stesse operazioni sono state effettuate negli apparecchi del secondo impianto con l'unica differenza che qui oltre che trasformatori e pareti, preso dall'entusiasmo ho trattato con la lacca di Dieter anche i circuiti stampati del DAC e del CDP della Lector, per altro gia' muniti di anelli in teflon per le valvole di uscita e di carbon bloc incollati sui chip, avendo l'avvertenza di NON LACCARE ne' il vetro delle valvole ne' lo zoccolo in porcellana per il loro contatto elettrico.

    Ho anche trattato con i fogli di Xtreme i finali OTL: i tre trasformatori hanno ricevuto la loro razione di foglio argentato, così come i due finali della TBI deputati al pilotaggio dei subwoofer.

    Sono poi passato al trattamento delle QUAD a cui ho applicato gli Xtreme sia sul fondo della base contenente l'elettronica sia lungo le due strette pareti laterali: ricoperte con la loro tela le Quad, lo dico per i possessori di tali casse, non mostravano alcuna alterazione della loro linea dopo tale intervento.

    Il razionale dell'applicazione dei fogli Xtreme sulle apparecchiature hifi è duplice: da un lato rendere meno "rumorose" quelle componenti che intrinsecamente lo possono essere come i trasformatori e le meccaniche dei CDP, dall'altro rendere più "sorde" in generale le apparecchiature nei confronti delle vibrazioni ambientali e/o introdotte dalla propagazione del suono della catena in funzione; il razionale dell'applicazione della lacca C37 è di "cambiare" la frequenza di risonanza dei componenti trattati e "accordarla" al suono in maniera più naturale ed eufonica.

    Per effettuare questi interventi ho utilizzato in tutto due fogli di prodotto ovvero l'intera operazione ha avuto un costo di meno di 100 EURO. La bottiglietta di C37 costa 150 Euro ma per l'uso indicato me ne è servita una quantità pari a circa un ottavo allungata con trementina.

    Dalla teoria alla pratica……..

    Fatti passare i giorni canonici necessari per una completa asciugatura degli apparecchi laccati, ma debbo dire che molte delle osservazioni che seguono si colgono immediatamente e il tempo le conferma e "stabilizza" su livelli più alti qualitativamente, sono passato all'ascolto.

    L'effetto che salta maggiormente all'orecchio e all'occhio virtuale è un significativo aumento della focalizzazione del suono, che appare più definito ma al tempo stesso più ricco in termini di armoniche in gamma media: la voce sembra più "spessa", rotonda ma al tempo stesso come meglio scolpita. Merito probabilmente di una diminuzione sensibile delle distorsioni indotte dalle vibrazioni che se ci sono sembrano essere spostate su frequenze diverse, meno dannose all'ascolto, che lasciano libero il suono di fluire con una naturalezza commovente, presente, ricco di micro-macro informazioni di ambienza fino ad ora nascoste ma che "rivelate" aggiungono piacere al piacere dell'ascolto della nostra musica preferita.

    Il passaggio dal macro al micro mi induce a concludere che il Dynamat Xtreme svolga la sua funzione su due livelli quando usato per la lotta alle vibrazioni in una catena hifi: da un lato sicuramente attenua il rumore dei trasformatori (molto evidente da questo punto di vista il riscontro sugli OTL), dall'altro oltre che intervenire sulle vibrazioni provenienti dall'esterno credo "accordi" gli oggetti trattati su livelli di frequenza più eufonici, in questo trovando un degno e sinergico compare nella lacca C37 che ha confermato la sua magia misteriosa, i cui effetti appiano potenziati e magnificati dall'azione di questi fogli made in USA per nulla magici ma tanto tanto efficaci.

    Non vi è componente che non tragga beneficio dall'uso e della lacca C37 e del Dynamat Xtreme, semmai si puo' affermare che sia il trattamento completo a sortire gli effetti migliori in una sinergia volta ad un reale e udibile miglioramento delle prestazioni globali della catena audio così trattata.

    I risultati ottenuti mettono in rilievo non solo quanto sia inportante la "lotta" alle vibrazioni ma quanto essa sia un "lavoro" non semplice che prima di arrivare, giustamente, ai mobili porta elettroniche e ai piedini di isolamento, passa attraverso possibili e significativi interventi sulla struttura interna degli apparecchi che solo così vengono messi in condizione, per me, di "guadagnare" da un adeguato intervento ulteriore esterno al box.

    Da acquistare senza se e senza ma al pari della lacca C37 che ha trovato un degno compagno di gioco…….

    BYBEE TECHNOLGIES - Slipstream Golden Goddess RCA Interconnect Tails e Bybee Slipstream Power Charger

    Non è la prima volta che mi occupo in questa rubrica di fisica quantistica applicata all'hifi, è capitato quando ho provato il QUANTUM Synphony Pro prodotto da Bill Stierhout a Santa Monica in California, questa volta tocca ad un autentico guru del mondo hi-end americano Jack Bybee che avevamo intervistato qualche numero fa e di cui proponiamo la prova di due add-ons da lui prodotti utilizzando dei principi, come avevo scritto a suo tempo, simili a quelli su cui è basato il funzionamento del Synphony.

    Jack è diventato famoso per i suoi Purifies sorta di "resistenze" (ma lui se ne avrebbe a male se le chiamo così) da apporre in parallelo ai terminali delle casse e alle prese RCA o XLR di un apparecchio.

    I Purifiers, a detta di Jack sviluppati originariamente per scopi militari, operano a livello di meccanica quantistica regolando il flusso di elettroni che vanno a costituire il segnale musicale. Passando attraverso i Purifiers gli elettroni vengono liberati dell'energia del rumore quantistico in essi contenuta, consentendo, come dire, all'informazione audio di scorrere più libera, incontaminata e veloce, apportando un miglioramento al suono superiore a quello ottenibile con l'uso di un cavo molto ben ingegnerizzato.

    Al di là delle parole, credo che la cosa migliore da farsi in questi casi sia una prova pratica che consenta una valutazione dei benefici che tale tecnologia afferma di apportare.

    Stante la mia nota incapacità di utilizzare un saldatore ho preferito che l'importatore dei prodotti Bybee in Italia mi inviasse anziché dei Purifier da aggiungere e saldare, dei prodotti "finiti" facili da usare.

    Mi sono giunti due coppie di Golden Goddess RCA Interconnect Tails, da aggiungere agli ingressi RCA di preamplificatore e finali interponendoli tra l'ingresso appunto e il cavo di segnale normalmente usato e una coppia di Slipstream Power Charger che svolgono una funzione simile, ovvero basata sugli stessi principi fisici e con un posizionamento sempre ad interposizione tra presa (lato elettronica) e cavo normalmente usato, ma per i cavi di alimentazione elettrica.

    I Golden Goddess contengono al loro interno 4 Slipstream purifiers e sono cablati in oro e argento. Costano 750 Euro la coppia.

    Li ho provati nei miei due impianti sia sui finali che sul CDP.

    Ho iniziato con I finali MF XA-50 e con il CDP Rotel: va subito detto che l'effetto dei Bybee non cambia a seconda dell'apparecchio a cui sono collegati e che l'effetto immediato e molto evidente si concentra essenzialmente sulla gamma media, voce in particolare.

    Il suono appare come arrotondato, la voce più corposa e meno metallica, molto naturale e ricca di armoniche nel medio basso.

    I Bybee sembrano inoltre aumentare la definizione del messaggio sonoro, lo "puliscono" lo mettono maggiormente a fuoco: l'aspetto più singolare è che un maggiore "calore analogico", Tubelike se vogliamo provare a dargli una definizione, si associa ad una maggiore focalizzazione del suono spesso invece associata, in altri contesti, ad un incremento magari leggero ma avvertibile in gamma acuta che invece qui non si coglie. Molto interessante…..

    Un altro aspetto significativo è "l'addiction" ovvero più Bybee di usano, maggiore è l'intervento in termini quantitativi, ma dovendo scegliere la collocazione in cui gli effetti sono più marcati e piacevoli credo che opterei in questa catena audio per l'inserimento dei Golden Goddess tra i finali MF e i cavi che li collegano al PRE Sonic Euphoria.

    L'inserimento dei Bybee nel secondo impianto ha prodotto gli stessi effetti rilevati nel primo.

    Una notazione particolare va segnalata: il Pre Sonic Euphoria in questo setup e' collegato agli OTL che alimentano le QUAD 988 con due lunghi cavi YBA Crystal sottotraccia, ebbene l'interposizione delle aggiunte all'ingresso dei due finali ha determinato una leggerissima diminuzione del livello con conseguente necessità di alzare il volume. Va detto che questa situazione è particolarmente "critica" e che con lunghezze "normali" di cablaggio e con l'uso di pre meno sensibili di un pre passivo alla lunghezza del cavo molto probabilmente il fenomeno passerebbe inavvertito come è successo nell'altro mio impianto.

    Sono poi passato ad utilizzare le aggiunte per i cavi di alimentazione Slipstream Power Charger.

    Si tratta di filtri per AC basati sui principi quantistici con cui Jack costruisce i suoi aggeggi. Costano 800 Euro cadauno.

    La Bybee sostiene che i sui Power Charger sono superiori, come effetto "benefico" sulla qualità dell'alimentazione, che abbiamo visto essere di grande importanza nella resa finale di un impianto, ai migliori condizionatori di rete e ai migliori cavi AC in commercio.

    Un Power Charger è costruito usando rame ad alta purezza come filamenti interni mentre nel contenitore in alluminio sono nascosti Quantum Purifiers collegati al polo positivo , al negativo e alla terra; vi è inoltre una schermatura in fibra di carbonio per una efficace protezione nei confronti della radiofrequenza.

    Provati nei due impianti sia sui MF che sulle Quad i Power Charger hanno mostrato una effetto sul suono simile a quello dei Golden Goddess: anche qui si coglie un maggior corpo nella restituzione molto più naturale e ricca della voce. La grana si fa più fina e il soundstage appare maggiormente scolpito e leggermente più profondo, mentre invariate appaiono l'altezza e la larghezza.

    I Power Charger al pari del Golden Goddess danno globalmente al suono un tocco di "analogicità" che lungi dal scivolare in un trucco eufonico dona alla riproduzione una piacevolezza prima sconosciuta.

    Sono poi passato all'ascolto delle catene con tutti i prodotti Bybee inseriti.

    L'effetto è sinergico e contribuisce alla realizzazione del "suono by Bybee": maggiore morbidezza specialmente in gamma media, a tutto vantaggio della voce restituita senza asprezze, su di un tappeto armonico e di soundstage più pulito e ricco di microinformazioni, gli interpreti e gli strumenti presentano una collocazione spaziale più netta e stabile.

    Il suono fluisce in maniera naturale, molto naturale, merito probabilmente della minor distorsione indotta dai Bybee che favoriscono in questo una minor fatica nell'ascolto anche a livelli di pressione sonora notevoli.

    L'effetto è pernicioso: fatta l'abitudine è difficile rinunciarvi, anche se il prezzo in termini monetari da pagare per tali miglioramenti è, come accade quasi sempre in hifi, piuttosto alto da pagare.

    Proprio per questo ho proceduto ad una ulteriore prova, collegando i Bybee non più a supercavi di segnale (i Dual Connect by DACT) e di alimentazione (i Power Cord della Crystal Cable) usati precedentemente ma utilizzando rispettivamente dei cavi RCA dell'americana Element , i Silver Serenade da 120 dollari, ovvero 7 volte meno dei cavi di riferimento e dei normalissimi cavi di alimentazione standard PC, il razionale di questo esperimento era di capire se i Bybee potevano costituire una alternativa ad un super cavo speciale associati a cavetteria di basso costo in una somma algebrica che li rendesse paragonabili come esborso economico all'acquisto di cavi "preziosi" sia economicamente che sonicamente.

    Ho confrontato i Power Cord della Crystal con l'accoppiata Bybee Power Charger / cavo PC dal costo sovrapponibile, per poi tornare all'associazione Crystal / Bybee.

    L'inserimento del Bybee trasforma letteralmente il cavo per PC e all'ascolto si riconfermano le connotazioni soniche rilevate durante la precedente sessione con il risultato di rendere un cavo "comune" un cavo dalle prestazioni audiophile e con precise connotazioni sonore…. grossa sorpresa!

    La scelta tra i Crystal e l'inserimento del Bybee su un collegamento fatto con un cavo comune paragonabile come detto dal punto di vista economico risulta difficile nel senso che se il Crystal guadagna qualcosa in termini di definizione e micro contrasto il cavo comune acquista con l'aggiunta dei Power Charger una piacevolezza e una naturalezza di emissione che rendono la scelta veramente difficile.

    Ovviamente l'accoppiata Crystal / Bybee è inarrivabile, ma il cavo PC "Turbocharged by Bybee" non sfigura affatto nel confronto specialmente sul versante della timbrica mentre perde di più sull'ambito della scena sonora meno profonda e definita.

    Sono poi passato ai Golden Goddess associati agli Element.

    Con l'aggiunta dei Bybee gli Element perdono immediatamente la leggera asprezza sulle alte frequenze che li caratterizzava prima con una resa leggermente metallica degli acuti e una voce più sottile; anche qui il "suono Bybee" ritorna con la sua "eufonia naturale" sul medio, la sua bassa fatica di ascolto, il suo soundstage più profondo e articolato.

    Il confronto con i DUAL CONNECT vede obiettivamente in vantaggio i cavi danesi ma l'accoppiata Bybee / Element risulta molto interessante e se deve concedere molto in termini di analiticità e ricostruzione prospettica della scena virtuale al riferimento, ha nella resa della voce una prestazione che potrebbe farla preferire al cavo in oro zecchino della terra di Amleto.

    Ovviamente senza storia è il confronto con l'accoppiata DUAL CONNECT / Bybee nella quale la sinergia delle caratteristiche dei due componenti hanno come risultato una qualità globale del suono da cui è molto difficile staccarsi.

    Tirando le somme credo si possa affermare che, quale che sia la tecnologia impiegata, questi oggetti della Bybee funzionano egregiamente con una ben precisa connotazione sonora che li rende molto interessanti per una appassionato attento alla naturalezza dell'emissione della sua catena audio.

    Va aggiunto ancora che chi è bravo nelle saldature potrebbe avventurarsi nel fai da te e inserire i Bybee nella sua catena in versione "grezza" non finita con un significativo risparmio in termini economici e con risultati sonori, pare, sovrapponibili.

    I Bybee Power Charger e i Golden Goddess sono accessori piuttosto costosi se visti come add-on in catene già cablate con cavetteria di qualità e conseguente, purtroppo, prezzo, anche se il loro effetto è evidente e tanto maggiore tanto migliore è la qualità del cavo a cui vengono associati; diventano un "affare" almeno in termini sonori se presi in considerazione come alternativa a spesso più costosi cambi di cavi di alto livello: l'associazione di un Bybee con cavi più "correnti" può riservare sorprese agli appassionati che le vogliano sperimentare nelle loro catene audio di qualità, luogo deputato ad accogliere tweaks di tale lignaggio e prezzo.

    CD NIRVANA? Bedini, Nespa e Seeside.........

    La Bedini è una storica ditta americana che opera nel settore hifi da più di trent'anni. Rammento diversi modelli di amplificatori dal solido aspetto professionale che furono commercializzati a partire dalla prima metà degli anni settanta. Oggi la Bedini si è concentrata sulla produzione di amplificatori a valvole in classe A, la Vintage Series e sulla produzione dalla metà degli anni novanta di uno smagnetizzatore per CD il CLARIFIER oggetto della attuale prova.

    Il prodotto mi è arrivato nelle sue due versioni la nuova DUAL BEAM JUNIOR più piccola e maneggevole ma meno potente (due soli magneti) e la classica evoluzione del modello storico la Ultra Clarifier "Quadri Beam", come dice il nome dotata di 4 magneti.

    Smagnetizzare i CD, tecnica mutuata dalla smagnetizzazione delle puntine magnetiche per LP, è sempre stato considerato un "bene" tra i tweakers più radicali e da tempo si trovano in giro proposte di uso di strumenti per la smagnetizzazione, dai smagnetizzatori per nastri magnetici fino ad arrivare alla pistola antistatica passata sulla superficie del CD, quelli della Bedini sono oggetti specificatamente "inventati" alla bisogna, non sono gli unici, esiste per esempio un prodotto apparentemente molto simile prodotto dalla Furutech, ma è quello che ho avuto a disposizione per una prova, che non ha potuto quindi essere comparativa.

    Visto il mio crescente interesse sulle problematiche connesse ad ogni possibile miglioramento "fisico" del supporto digitale non mi sono fatto scappare l'occasione di fare una prova di questi aggeggi, per verificarne sul campo l'efficacia.

    L'utilizzo degli apparecchi e' semplice: si posiziona il CD verticalmente sullo JUNIOR e dentro la scatola per il modello ULTRA si preme il tasto e un po' come per il NESPA #1 un temporizzatore determina la fine del trattamento di smagnetizzazione ottenuto attraverso due raggi nello JUNIOR o 4 nell'ULTRA.

    Va notato che il sistema Bedini prevede i magneti "fissi" e il CD che ruota, mentre per esempio il Furutech, esteticamente molto simile al modello Ultra della Bedini, prevede che a ruotare siano i magneti del loro aggeggio.

    Il trattamento dura meno di un minuto e a differenza del NESPA può anzi "DEVE" essere ripetuto nel tempo visto che i CD si "caricano" e vanno regolarmente smagnetizzati: la Bedini consiglia di trattare ambedue le facce del CD.

    Premetto che le mie osservazioni di ascolto derivano dalle prove fatte, con copie di CD identici, con ambedue le versioni, non ho notato differenze nei risultati tra i due apparecchi tali da giustificare l'acquisto della versione più costosa.

    La Junior costa circa 200 Euro e può funzionare anche a batterie la Ultra giusto il doppio.

    La prima considerazione riguarda il numero dei trattamenti: come base ne occorrono due, fronte — retro, come per altro consigliato dal costruttore.

    Rispetto al NESPA #1 provato nella scorsa puntata della rubrica qui l'intervento è meno "radicale" e "mutativo" si tratta, come dire, di rifiniture: aumenta la messa a fuoco della scena virtuale e la quantità di microinformazioni di ambienza in un soundstage più profondo, la "concretezza" degli strumenti e degli interpreti è maggiore, con un'altrettanto maggiore isolamento dal contesto.

    Trattamenti ripetuti migliorano i risultati che hanno nella "presenza" e nella maggiore "definizione" i cardini attorno a cui ruota il benefico effetto riscontrato.

    Ma avendo a disposizione contemporaneamente SEESIDE, NESPA #1 e BEDINI potevo sottrarmi alla tentazione di valutare l'eventuale sinergia e gli effetti di un trattamento multiplo su un CD?

    Credo che il trattamento seriale di un CD con i tre prodotti rappresenti il NIRVANA, nella misura in cui riesce ad estrarre da un dischetto una quantità di informazioni inimmaginabile se non si sperimenta la cosa ed è per me dall'aumento sinergico di tale informazione che discendono le prestazioni sonore rilevate che fanno veramente pensare a quanto tempo abbiamo forse perso alla ricerca di un lettore "migliore" quando la soluzione era "semplicemente" nel mettere il lettore di lavorare al meglio, cosa che i trattamenti seriati consentono in maniera inequivocabile.

    La prima osservazione che va fatta riguarda il metodo: si deve partire con il NESPA #1 - per la metodologia vedi precedente numero della rubrica - che per quantità e qualità di intervento (ogni giorno che passa sono sempre più stupito di ciò che "fa" ai CD) rappresenta il fondamento della modifica, subito dopo va effettuato il ciclo di smagnetizzazione con il Bedini, per concludere poi con una bella spruzzatina di SEESIDE.

    Il risultato è un "suono nuovo" non un suono "diverso" ma appunto "nuovo": non vi è parametro di ascolto che non sia magnificato dalla sequenza descritta di trattamento.

    Stupisce la ricchezza delle armoniche delle voci, colpisce il basso più profondo ma frenato, coinvolgono le altissime frequenze brillanti , presenti ma mai enfatizzate, gratifica la nostra passione una qualità negli attacchi e la resa dei transienti spettacolare ma garbata. Il suono è caldo, immerso in un soundstage molto più vasto e profondo con un'ambienza che le microinformazioni ora liberate dal velo che le ricopriva rendono palpabile e viva come mai mi era capitato di ascoltare prima.

    Sembra di ascoltare un nuovo impianto, semplicemente abbiamo messo il nostro vecchio impianto di dare il meglio di sé nella riproduzione digitale, facendo emergere qualità nascoste tra i bit che non aspettavano altro che di poter essere ascoltate e non è poco credetemi!!

    E' un ascolto "senza pietà" che non migliora le brutte incisioni, nessun brutto anatroccolo che diventa cigno… le favole non abitano l'hifi anche se a volte vengono raccontate… ma non è questo il caso!!!!

    PS: Una delle cose che amo di più nella rete è l'interattività e la possibilità di contatto immediato: sarò quindi lieto di ricevere i vostri feedback al mio indirizzo di posta elettronica: francesco.bollorino@videohifi.com
    o di discutere con voi sul Forum pubblico della nostra rivista


    NOTA INFORMATIVA SUI PRODOTTI SEGNALATI:

    I prodotti NESPA, BEDINI e BYBEE sono importati da ESTRO ARMONICO.
    I prodotti SOUND MECHANICS sono importati AUDIO AZYMUTH.
    I prodotti SEE SIDE sono prodotti e distribuiti da NEXT VISION
    I prodotti DYNAMAT sono importati da DYNAMAT ITALIA.
    I prodotti ISOCLEAN non sono al momento importati in Italia.
    I prodotti DUAL-CONNECT by DACT sono importati da XFAUDIO.
    La LACCA C 37 e' in vendita on line presso il sito del Produttore.
    I prodotti YBA sono importati da SILCO
    I prodotti ELEMENT CABLE sono in vendita on line presso il sito del Produttore.
    I prodotti CRYSTAL CABLE sono importati da AUDIO NATALI.


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