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NUMERO 19
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  • "Abbiamo chiamato questa rubrica Feng Shui (Vento e Acqua) come la millenaria arte taoista d'origine cinese diffusa in tutto l'estremo Oriente che occupandosi della disposizione delle costruzioni, degli ambienti e degli arredamenti mira a ottenere l'armonia e a migliorare la qualità della vita. Il nostro scopo sarà proprio quello di perfezionare l'ambiente che circonda l'impianto Audiovideo e con il quale esso interagisce inteso come accessori, arredamenti, disposizione, illuminazione per farlo esprimere al massimo e senza forzature."


    La Scatola di Aladino

    La coesistenza fra impianto HT e impianto hi-fi stereo è una delle questioni più interessanti della nobile passione dell’Audiovideo.

    La questione si pone in quanto esiste un’ampia fascia di appassionati che desidera utilizzare due amplificazioni separate perché pur disponendo di un ampli HT non vuole per vari motivi rinunciare a un ampli stereo dedicato alla musica.

    Partiamo dalla constatazione che è quasi la norma che le casse anteriori sinistra e destra dell’impianto audiovideo ricoprano sia il ruolo di frontali dell’HT che quello di diffusori stereo; il problema è che non si possono collegare due diversi amplificatori alla medesima coppia di altoparlanti, neppure accendendoli solo alternativamente: per evitar loro danni, quando uno è connesso l’altro deve essere scollegato.

     

    Metodi più diffusi per gestire la situazione:

    • prelevare il segnale dei canali frontali dal "pre out" dell’ampli HT e affidarlo a un finale dedicato stereo. Sconsigliabile perché in stereo rimane il collo di bottiglia dell’inadeguato pre dell’ampli home cinema e perché, se il finale stereo non è della stessa Casa dell’ampli HT, si perde coerenza sul fronte anteriore;

    • acquistare un integrato stereo provvisto di ingresso "Direct" che permetta di pilotare direttamente la sezione finale e collegarlo al pre out dell’ampli HT. Rimane il problema dell’uniformità del fronte anteriore e della scarsa reperibilità sul mercato di modelli provvisti di tale feature (un esempio: http://www.videohifi.com/11_monriomc207.htm );

    • fare affidamento sulla presunta invulnerabilità di alcuni ampli o sulla presenza nei medesimi di relé o di tasti che disabiliterebbero totalmente il collegamento interno verso le casse. Da evitare, intanto l’attenzione può sempre giocare brutti scherzi e poi nessuno vi scriverà una garanzia sull’efficacia di tali sistemi;

    • installare uno switch più o meno sofisticato. Attenzione perché bisogna evitare di comprarne uno pensato per collegare due coppie di casse a un solo ampli e installarlo al contrario, è invece necessario comprare quelli espressamente previsti per far pilotare la stessa coppia di casse alternativamente da due ampli. Un esempio, anche se non ne conosco la qualità, è l’articolo NA34M a dieci sterline più spese su www.maplin.co.uk (attenzione ad eventuali cambiamenti dell’articolo nel tempo). Affidabilità e prestazioni di tali oggetti sono variabili, ed essi interpongono comunque dei contatti sul percorso del sofisticato segnale stereo "due canali";

    • spostare ogni volta i cavi di potenza da un amplificatore all’altro. Massime prestazioni e massima scomodità; direi che è praticabile solo se i due ampli hanno pannelli posteriori vicini (meglio, uno sopra l’altro), facilmente accessibili (raro) e ben sgombri (utopistico per un ampli HT).

     

    La Scatola di Aladino e il resto del materiale

    Personalmente possiedo una coppia di finali monoblock poggiati liberi in terra su marmette invece d’un finale integrato ingolfato nel mobiletto.

    Avevo quindi potuto usufruire delle prestazioni garantite dall’ultima soluzione elencata qui sopra semplicemente installando una coppia di morsetti da diffusori sul pannello laterale del mobile contenente televisore e ampli HT, collegati alle uscite FL e FR dell’ampli home cinema: eseguire lo swap delle banane fra un’amplificazione e l’altra era lavoro d’un attimo.

    Successivamente, per svolgere un test per Videohifi avevo installato due coppie di morsetti su piccoli pannelli di legno (visibili qui: (http://www.videohifi.com/15_TAMP1.htm ) collegandoli alle uscite del T-Amp che stavo provando, realizzando un montaggio efficace ma… ad elevato rischio di contatti accidentali.

    Venendo da tali esperienze un pomeriggio mi sono imbattuto in un banco di oggettini di legno e guardando alcune scatole in vendita ho avuto un’idea: perché non combinare le due soluzioni qui sopra tirando fuori i morsetti dell’ampli HT dall’affollato pannello posteriore per avvicinarli a quelli dell’ampli stereo posizionato in un punto ben accessibile, velocizzando così lo switch? E perché non farlo sostituendo i pannelli che avevo usato per il T-Amp con una molto più sicura scatola?

    Detto fatto, per cinque Euro ho preso con me un paio di scatoline di legno assortite e tornando verso casa sono passato dal mio solito negozio di elettronica dove ho comprato un paio di metri di ottima piattina audio OFC da 2x2,5 mmq uso car della CIARE che ha anche il pregio di una guaina d’uno splendido color azzurro (2,8 Euro / metro) e quattro morsetti da pannello per diffusori (un Euro l’uno).

    Ho scelto i morsetti che offrivano la miglior protezione da contatti accidentali, li vedete nella foto qui sotto schierati in primo piano mentre quelli al loro fianco si presentano più attraenti ma praticamente privi di protezioni.

    Tenete presente che il dispositivo che state costruendo vivrà nel mai troppo ordinato ambiente del backstage del vostro impianto; la sicurezza da contatti accidentali è quindi essenziale anche perché una distrazione o un caso sfortunato possono sempre capitare.

    Sempre nella stessa foto c’è il resto della ridottissima componentistica necessaria: banane di buona qualità di cui vedete una sola coppia, io le avevo in casa quindi non ne conosco il prezzo, possiamo dire un paio d’Euro l’una. Si trovano senza problemi pure a vite, e così anche chi non sa saldare non ha alibi.

    Ricordate che le varie banane dovranno adattarsi correttamente ai rispettivi morsetti sulla scatola e sugli ampli, pena inserimenti impossibili o ballerini: fate delle prove prima di procedere.

    Inutile dire che i cavi di potenza delle casse frontali / stereo devono essere terminati dal lato ampli con banane.

    E poi il cavo. Un metro circa per canale non è in grado di influire significativamente sul suono, mentre è essenziale che esso sia ben flessibile per utilizzarlo in uno spazio sacrificato.

    Per cortesia per morsetti, banane e cavo non fatevi spennare dalle gioiellerie dell’Audiovideo, il suono non migliora e spendere più del necessario non rientra nello spirito di questa rubrica.

    Realizzazione

    Ho eseguito un montaggio di prova senza fissare nulla (vecchia prassi dei modellisti che lo chiamano "montaggio a secco"), che mi ha convinto a usare la scatola più grande e ad installare i morsetti sul coperchio per permettere un più agevole swap delle banane e per lavorare più comodamente sull’oggetto.

    Ho quindi tracciato con una matita le diagonali sul coperchio e poi col compasso ho segnato un punto equidistante dal centro su ciascuna diagonale, ottenendo quattro posizioni simmetriche per i morsetti; lasciatevi un margine perché le spesse pareti potrebbero essere loro d’impaccio quando chiuderete il coperchio.

    Per praticare su di esso i quattro fori ho utilizzato un trapano con una punta da legno spessa quanto il gambo filettato dei morsetti che dovranno attraversarlo (6 mm nel mio caso, una punta comunissima); se dovesse mancarvi il diametro esatto potete usarne uno inferiore muovendolo in piccoli cerchi nel foro con molta cautela fino a raggiungere l’apertura desiderata. Attenzione in entrambi i casi a evitare di scheggiare il coperchio, al limite usate prima una punta più sottile per aprire un foro guida.

    Con la stessa punta ho aperto su un lato corto della scatola due stretti passaggi per i cavi, poi con una raspa (= lima da legno) a sezione tonda li ho delicatamente allargati fino a che i cavi passassero ma solo con una robusta trazione: i fori funzionano così anche da serra cavi.

    Quindi ho eseguito un montaggio di prova dei morsetti e alla fine ho deciso di installarli con un paio delle loro rondelle all’interno e una all’esterno.

    A questo punto ho carteggiato con carta fine, stuccato leggermente a spatola con uno stucco "muri e legno" (tipo il tradizionale "Modostuc") e infine ho carteggiato di nuovo. Ho poi passato alcune mani di pittura per legno all’acqua (non fa odore e non macchia). A legno ben asciutto ho lucidato la scatola strofinandola con un panno morbido.

    Essa avrebbe potuto benissimo essere utilizzata così com’era ma mi faceva piacere avere una finitura come si deve e poter contare su una notevole resistenza al tempo.

    Ho inserito in sede i morsetti e quindi ho tirato dentro i cavi serrandone ben bene le estremità spellate fra le due rondelle interne dei primi, agendo sul dado. Una saldatura sui contatti li ha resi più sicuri prevenendo anche allentamenti accidentali delle rondelle.

    La foto qui sopra illustra la scatola a montaggio ultimato, subito dopo è stata chiusa e serrata con due piccole viti da legno che dall’alto, attraverso il coperchio, raggiungono il bordo superiore dei fianchetti assicurando tenuta ma anche apribilità in futuro. Meglio praticare due sottili fori guida col trapano per non rischiare di scheggiare il coperchio.

    Prima di chiudere ricordatevi di contrassegnare con un pezzetto di nastro o con una goccia di vernice o di smalto per unghie la scatola dalla parte dei morsetti di un canale, e con lo stesso mezzo il cavo corrispondente (non troppo all’estremità, dovrete spellarne un po’ per montare le banane).

    Terminate i cavi con le banane, date un’ultima lucidata al legno col panno ed ecco bell’e pronta la vostra Scatola di Aladino (l’ho chiamata scherzosamente così).

     

    Installazione e ascolto

    Ho collocato l’ampli integrato stereo in modo che il suo pannello posteriore fosse facilmente raggiungibile e poi ho collocato la Scatola al suolo giusto dietro di esso.

    L’ho anche ancorata al pavimento con dell’UHU-tac, ma quest’ultima precauzione non è indispensabile se le vostre banane non forzano nei morsetti tanto da tirarvela dietro.

    Poi ho connesso i cavi della Scatola alle uscite FL e FR nell’affollatissimo pannello posteriore dell’ampli HT.

    Lo swap dei cavi casse fra l’uscita dell’ampli stereo e i morsetti della Scatola di Aladino, da eseguire sempre con entrambi gli amplificatori spenti, è finalmente velocissimo e comodo essendo tutto concentrato in un punto del mobile facile da raggiungere e venendo esso effettuato fra due pannelli sgombri.

    Eseguire la stessa operazione senza il nostro piccolo dispositivo è praticamente proibitivo dato che normalmente nel mobile porta elettroniche si riesce a creare non più di una collocazione facile da raggiungere e che l’affollato pannello posteriore di un ampli HT rende un impazzimento l’inserire e disinserire le connessioni delle casse frontali.

    Per l’amplificatore stereo non cambia nulla: quando è collegato ha sempre una connessione diretta verso le casse, realizzata con un solo cavo ininterrotto. Anzi, l’operazione di sfilare e infilare le banane tiene puliti i contatti (ma voi già li pulite di tanto in tanto, veroooooo?).

    Per l’amplificazione HT si ha l’interposizione di una tratta di cavo molto probabilmente diverso da quello esistente (ma potete usarlo dello stesso tipo) e di un’ulteriore coppia morsetto più banana; ma bisogna considerare che il cavo è breve (il mio metro scarso è già lungo); che il PCM più o meno compresso dell’audio dei DVD-Video non ha qualità tali da risentire in modo significativo di tali complicazioni della linea se ben realizzate; che nei film il ruolo che richiede maggior definizione spetta al centrale con i dialoghi e che esso non è interessato da questo dispositivo; che nella visione di film l’elemento visione prevale su quello ascolto.

    Per voi cambia in modo drastico la praticità riscontrata nel gestire due amplificazioni totalmente segregate e specializzate nelle due diverse anime del vostro amato hobby.

    La prova d’ascolto ha avuto luogo col mio usuale impianto con set frontale Klipsch ad alta sensibilità (frontali Klipschorn), molto impietoso con quello che gli si trova a monte, amplificazione stereo monotelaio PrimaLuna Prologue Two AB al posto dei miei soliti Galactron monoblocco che non erano idonei per questa specifica applicazione, amplificazione HT Marantz 7000 e sorgente Philips DVP 9000 S.

    Ho iniziato ovviamente con l’ascolto di tracce DVD che conoscevo bene caratterizzate da un importante panning sinistra — centro — destra e di DVD musicali.

    Posso dirvi di stare tranquilli: guardando un film anche musicale la differenza non si sente. Mi è sembrato di percepire alcune lievi alterazioni del timbro, qui e là e solo in DVD a me molto noti.

    Per eseguire una prova più dura possibile ho collegato il lettore all’ampli HT anche in analogico e ho suonato alcuni SACD e CD ben conosciuti, per far amplificare all’ampli home cinema il segnale audio migliore possibile, destinato esclusivamente ai due canali frontali. Ho poi eseguito un raffronto fra la connessione diretta ampli HT - casse e quella ampli HT - Scatola - casse. Qui alla fine è riemerso più chiaro quel sottilissimo cambio di timbro dovuto (credo) all’aggiunta di un diverso tipo di cavo e una leggera opacizzazione di alcuni dettagli ascrivibile (sempre, credo) all’interposizione dei contatti.

    In sostanza, dal punto di vista dell’ampli HT non cambia nulla.

    Già che mi ci trovavo ho voluto dare una mano anche agli amici appassionati che volessero acquistare o realizzare uno switch completo rotativo o a pulsanti che commuti fra le due amplificazioni (come quello reperibile presso la Maplin di cui parlavo sopra).

    Ho quindi svolto anche una prova interponendo la Scatola sulla via del segnale dell’ampli due canali "puro" per simulare la presenza di un commutatore sulla linea "stereo".

    Qui si sono ripresentati più evidenti il cambio di timbro e la perdita di dettaglio però, se devo essere sincero, in misura tollerabile. Diciamo che se fosse necessario potrei convivere anche con un (ottimo) commutatore posto sul cammino del segnale stereo, ma che visto lo scarso impegno richiesto preferirei sicuramente farne a meno e commutare le banane dalla Scatola di Aladino all’ampli stereo.

    Tiriamo le somme.

    • sia con i DVD musicali che con quelli di film normali il degrado del segnale audio dei frontali andrà normalmente dal non udibile all’irrilevante, quindi potete farlo passare tranquillamente per la Scatola purché sia realizzata come si deve;

    • per l’ampli stereo, come detto, non cambia nulla;

    • Voi finalmente potete passare da un impianto tutto HT a uno tutto stereo e viceversa in un istante (sei o sette secondi circa, ho rilevato);

    • potete quindi beneficiare del miglior coordinamento possibile fra amplificazioni separate.

    Io personalmente ritengo che, visto il pochissimo sforzo richiesto per utilizzarla una volta collocata in posizione facilmente accessibile dietro il pannello posteriore dell’ampli stereo, la nostra Scatola di Aladino sia una soluzione ottimale per quasi tutti i casi di utilizzo di due ampli con la stessa coppia di casse (segregazione dei due impianti, come diciamo spesso).

    A ogni buon conto, adesso con un paio d’ore di lavoro (discontinue per via dei tempi d’asciugatura di pittura e stucco) e per meno di venti Euro di spesa avete una soluzione semplice e valida ad un annoso problema, un pratico dispositivo per vivere in maggior armonia con il vostro impianto, come vuole lo spirito del Feng-Shui dell’Audiovideo.


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