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NUMERO 18

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Zap Filter 2

Di Giovanni Aste

 

Introduzione

Lo Zap filter presumo lo conosciate già (ne ha parlato anche il nostro Francesco Bollorino in VHF n. 15). E' in effetti un oggetto in giro da parecchio tempo da quando appunto la LC audio decise, a ragion veduta, che uno dei talloni d'Achille dei CD player era, spesso, lo stadio analogico d'uscita. E avevano ragione; mentre per lo stadio di conversione si cercavano e sbandieravano sempre nuove soluzioni, lo stadio d'uscita, spesso, chissà perchè, anche su macchine di una certa levatura, era un po' la cenerentola del circuito. Ed ecco la soluzione LCaudio, uno stadio d'uscita a componenti discreti, zero feedback, completamente configurabile che può essere connesso a convertitori con uscita in tensione o corrente ed è anche autoalimentato.

L'oggetto in prova appartiene alla seconda generazione che presenta un bel po' di migliorie, ne elenco solo alcune, quelle a mio avviso di maggior entitaà:

  • riduzione del 66% del percorso del segnale con ottimizzazione del circuito
  • filtro con condensatori a mica argentata
  • distorsione ridotta di 1/3
  • Common Mode Rejection migliorato di 50 volte rispetto alla versione precedente
  • alimentazioni shunt lineari da DC fino a 10 MHz

 

Costruzione

Zap

Lo ZapFilter, come potete vedere dalla foto, è molto ben costruito e adotta componenti di buona qualità. I settaggi da fare riguardano solo il tipo di ingresso da selezionare e si realizzano in poco tempo tramite dei ponticelli a saldare. Differente è invece il lavoro da effettuare per inserire l'oggetto nel CD player, tale operazione non può essere quantificata a priori perché fortemente dipendente dalla macchina stessa più che dallo Zap che, date le dimensioni, pone pochi problemi di posizionamento. Nel mio caso addirittura, come potete vedere sempre dalla foto, l'ho lasciato “sospeso” sugli stessi cavetti di collegamento; è perfetto, non si muove ed è pure montato elasticamente J . Sempre nel mio caso (il player è un VRDS10), nelle istruzioni di montaggio c'era un piccolo errore che faceva collegare i due canali in controfase; niente di pericoloso, basta un semplice ascolto con un disco test per verificare e, in caso, porre rimedio.

 

 

Suono

E veniamo al suono. L'introduzione dello zap al posto della circuiteria originale è immediatamente avvertibile anche se non è possibile un confronto diretto in quanto i componenti da eliminare per far posto al nuovo arrivato rendono di fatto inutilizzabile la vecchia uscita analogica. Ma non e' un problema, le differenze sono tali e tante che anche in un confronto “a memoria” lo zap esce vincitore indiscusso.

Il suono dello zap è un suono innanzitutto molto equilibrato, si sente che è un oggetto maturo, che nasce da un'idea ben precisa e che non fa l'occhiolino a mode del momento o enfatizzazioni più o meno ruffiane. E' un suono ricco, come dicevo molto più dell'originale, il dettaglio è elevato ma è porto all'ascoltatore in modo molto naturale rendendo la trama sonora globalmente più fitta e contrastata senza scadere nel radiografante; ciò probabilmente è dovuto anche al miglioramento, notevole, negli attacchi e rilasci che sono palesemente più netti e veloci. Nel mio caso il fenomeno si evidenzia maggiormente nella parte alta dello spettro che acquista in ricchezza, ma anche in spessore e forza. Meno evidente invece il miglioramento nella prima parte dello spettro che acquista in estensione ma non altrettanto in “cattiveria”, anzi in questo caso il carattere da gentleman dello zap risulta forse fin troppo “discreto”. La scena guadagna parecchio in profondità e comunque è tutto il palcoscenico a essere arretrato, gli esecutori non sono più sulla linea dei diffusori ma un bel pò indietro; non so se si capisce da questa mia descrizione alquanto nebulosa J , ma la sensazione è positiva, sembra di stare ad ascoltare in uno spazio più ampio del precedente. Più che buona la dinamica anche se il livello d'uscita non molto elevato in assoluto (e la conseguente necessità di alzare molto la manopola del volume) può trarre in inganno.

Difetti? Be', forse proprio quello che è anche, in parte, il suo pregio, l'equilibrio. Forse troppo. Lo Zap sembra riproporre il messaggio sonoro in modo estremamente rigoroso ma rimanendone un po' distante. Il convertitore che uso abitualmente, un “kusunoki” (il Convertus di TNT-audio) è sicuramente più “grezzotto” dello Zap, specie in alto, inoltre ha un'immagine decisamente proiettata in avanti; però è sicuramente più coinvolgente, più colorato (nel senso buono) proponendo un suono forse più vivace, anche se sicuramente meno “fedele”.

Diciamo che un mix dei due sarebbe, per me, l'optimum, ma non si può avere tutto dalla vita, no?!

Conclusioni

Lo zap filter modifica sostanzialmente le prestazioni del vostro CD, nel mio caso positivamente. Occorre un po' di manualità, quindi no né un oggetto per tutti ma le spiegazioni che AudioNautes fornisce sono comprensibilissime. Se volete divertirvi, con poca spesa, a vedere cosa può veramente darvi il vostro CD, è l'oggetto che fa per voi.

 

Costruttore : LCaudio (www.lcaudio.com)

Importatore : Audionautes (www.audionautes.com)

Email : info@audionautes.com

Costo : 199 euro (Zapfilter2 completo di alimentatore)

 


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