 |
Due visite
di Igor Zamberlan
Nei mesi di ottobre e novembre ho avuto modo di sentire
alcuni interessanti oggetti, in occasione di due visite, una nella mia città e
l’altra a Torino. Comincio dalla visita più recente, quella nella mia città.
Presentazione Artis Sonus Paola
Qualche tempo fa ho recensito su queste pagine le Giorgia di Artis Sonus, progettate da
Claudio Popovich e costruite interamente a mano in
quel di Genova.
Nel primo week-end di novembre, nella sala audio del negozio
genovese Uncini, Artis Sonus ha presentato le Paola, diffusore da piedistallo un po’ più grosso, decisamente
più evoluto e di categoria più alta rispetto alle Giorgia.
L’impianto allestito nella sala audio (ben trattata e
acusticamente sana) di Uncini era di eccellente qualità: lettore Bow Technologies, pre Octave, finale Graaf GM-100TL, cavi Nordost.

A chiudere la catena, ovviamente, le Paola. Era presente una
coppia di Giorgia per confronto, ma nessuno dei partecipanti ha sentito il
bisogno di collegare le piccoline per capire quale fosse la qualità complessiva
del nuovo modello.

Ottima scena acustica, larga e profonda, bella dinamica,
un’insospettabile capacità di scendere in basso (il costruttore dichiara una risposta estesa fino a poco sopra i
30 Hz) le caratteristiche peculiari del nuovo
modello, in un quadro generale che ricorda l’impostazione, civile e corretta,
delle Giorgia:

Con uno dei titolari del negozio ci siamo divertiti ad
esagerare coi cavi, arrivando al Nrdost Valkijria di segnale, illogico sulla carta con diffusori di
questa categoria. Beh, a testimoniare della qualità raggiunta da questo nuovo
progetto di Claudio Popovich, le differenze
continuavano a sentirsi. Fra l’altro, il mobile è molto pesante e sembra poco
soggetto a vibrazioni. Pare ci sia qualche piccolo segreto, qui…

Evento Burmester da DP Trade
Qui l’evento era la prima italiana (salvo smentite) delle Burmester B100, nuova ammiraglia in catalogo del
costruttore tedesco. Ma prima un po’ di altre cose, per chiudere con questo
colosso della riproduzione musicale.
DP Trade è, come sapete, anche un
distributore, oltre che una show room. Ultimamente sulle nostre pagine ha avuto
una certa risonanza l’integrato giapponese Leben CS300x, un amplificatore di modesta potenza e di grande cuore. Dato che già il
direttore ne ha parlato in termini lusinghieri, la curiosità era parecchia.

Collegato alle PenAudio Charisma/Chara (il sub Charm era spento) e con un lettore Meridian G-08 come sorgente, mi ha sorpreso per le capacità di pilotaggio e per
l’impressionante – per la sua potenza e per l’efficienza non certo da primato
dei diffusori PenAudio – capacità di riempire la Sala
2 della show room DP Trade. Un suono, fra l’altro,
fine e gentile, di grande consistenza armonica. Occhio a questo marchio! Erano,
fra l’altro, presenti il pre RS-28C con alimentazione
separata e il finale CS-250, che dovrebbe avere più di qualche parentela con l’integratino/one.
Nella sala 1, un sistema “standing room only”
(niente sedie) faceva bella musica. Era composto da apparecchi distribuiti da
altri, ma proposti da DP Trade nelal sua attività di negozio/showroom: lettore CD SimAudio Moon Eclipse, integrato Bow
Technologies Wazoo XL, diffusori Burmester 022.

Ovviamente non è possibile, in condizioni “standing room”,
farsi un’idea definita del suono di un sistema, ma la qualità degli oggetti è
evidente. Accovacciandosi in terra, anche se l’altezza delle orecchie non è
quella ideale, si coglieva un suono raffinato e definito, estremamente
piacevole. Sarei stato lì lì per chiedere una sedia
se non mi avesse aspettato, dall’altra parte…
la Sala Top, il vero caveau di DP Trade,
con due sistemi a suonare alternativamente, uno composto da oggetti distribuiti
da DP Trade, BAT e Kharma,
e l’altro tutto Burmester.
Andiamo in ordine, comunque, partendo dal sistema BAT/Kharma. Avevo già sentito – e ve ne avevo parlato – l’abbinamento fra i diffusori
olandesi e le elettroniche americane in questa sala, ma era prima della sua
ristrutturazione. Fra l’altro le Kharma erano le
“sorelle grandi” di queste Exquisite Mini 1-A.
L’amplificazione era simile a quella dell’altra volta, pre BAT VK-51SE, finale BAT VK-75SE, sorgente BAT VK-D5SE con Bat-Pak.
Cavi – ovviamente – Shunyata, come il filtro di rete Hydra 8, rack – ovviamente –
Finite Elemente, di cui DP Trade ha da qualche tempo intrapreso la distribuzione.

Ho riconosciuto molte delle caratteristiche che avevo
apprezzato (è un eufemismo) l’altra volta, dinamica e precisione, dolcezza e
correttezza. Evo però dire che questa nuova incarnazione della sala DP Trade presentava, con questo sistema, qualche problema
acustico, come un accentuato eco fluttuante che dava un po’ un’impressione di
dinamica leggermente sedata e una certa qual “vaghezza” dell’immagine, problemi
che l’altra volta non si ponevano minimamente. So che Paolo Brusio, il
titolare, sta lavorando sull’acustica di questa sala. Dato che ha un’ottima
esperienza nel campo, credo che i risultati non si faranno attendere.

Era presente anche il nuovo BAT VK-55, l’amplificatore a
valvole di ingresso del costruttore americano. E’ più contenuto dimensionalmente rispetto al 75 e, mi si dice, un po’
diverso come personalità sonora. Sarà interessante sentirlo.

E ora veniamo alla ragione principale di questa visita (non
che il resto sia poco interessante, anzi!), la possibilità di ascoltare un
sistema full-Burmester, con le B100, il nuovo
diffusore della serie Reference. Per l’occasione era
presente anche Maurizio Pol, che fa parte dello staff
del distributore italiano Adeo Group. Il diffusore è
un (piuttosto imponente) tre vie, costruito in modo impeccabile. Che dico,
impeccabile: costruito in maniera tale da poter essere considerato, come tutti
i prodotti Burmester, l’esempio a cui gli altri
dovrebbero rifarsi, lo stato dell’arte della qualità costruttiva e della
finitura.

Dal punto di vista tecnico, il diffusore è un tre vie, con woofer da 275mm, medio da 135mm e tweeter a nastro AMT/Jet, tutti custom. I crossover sono del primo ordine, i driver accoppiati al computer (la differenza fra i due
diffusori che formano una coppia e’ inferiore agli 0.5 dB).
L’efficienza è di 91 dB, la potenza supportata…
diciamo che non è un problema. Il diffusore è full-range e supera allegramente i 115 dB di pressione indistorta.
I woofer sono posti lateralmente,
i midrange e i tweeter sono
due per canale. Le proporzioni dei diffusori non sono indifferenti (un metro e
sessantacinque, sessanta centimetri di profondità), ma, a parte l’altezza che
nulla può dissimulare, l’oggetto è talmente bello e talmente studiato nelle sue
proporzioni da non sembrare affatto invasivo, almeno in un ambiente come
questo.
Ciò che sicuramente è invasivo è il mostruoso finale 909, il top della Reference Line di Burmester, a
catalogo dal 1990 e ancora “giovane”, soprattutto rispetto al grande classico del
catalogo di questo costruttore, il pre 808, giunto
alla versione Mk 5 e disponibile, in un limitatissimo
– e probabilmente già esaurito – numero di esemplari dorati per celebrarne i 25
anni sul mercato…

Qui il pre era il 011 (pare che di
808 Burmester non riesca a costruirne abbastanza per
stare dietro alle richieste). Il lettore CD era lo 001, l’integrato con
trazione a cinghia (a questo proposito: mi si dice che la produzione di molte
parti sia in comune con quella CEC, ma che Burmester rilavori i pezzi per ridurre le tolleranze a livelli impossibili…). Uno dei
pochi lettori CD che, per quello che ho sentito finora, potrei, da sostenitore
dell’alta risoluzione, pensare di inserire nel mio impianto, se avessi la
disponibilità economica per farlo. E saprei
anche cosa fare del suo ingresso digitale… Fra l’altro, include anche un
eccellente pre linea.


Anche il condizionatore di rete era Burmester,
il 948. I cavi erano Burmester ed, eccezionalmente, Shunyata. C’erano anche i più contenuti 911 (finale) e 032
(integrato) a disposizione come amplificazioni.

Il suono? Straordinario. Forse a causa del fatto che la
distanza di ascolto mi poneva in campo vicino, forse a causa delle proporzioni
dei diffusori, che riempiono la sala, non ho sentito i problemi che mi sono
sembrati palesarsi con le Kharma. Il pensiero che mi
veniva costantemente in testa era quello di sentire il minidiffusore perfetto.
Minidiffusore, per la sua capacità di focalizzare, riprodurre una scena ampia e
credibile, evitare il gigantismo. Perfetto, perché a tali caratteristiche
aggiunge ciò che i minidiffusori non potranno mai avere, l’estensione, la
dinamica, l’impatto, il realismo. Magari qualche problema, alla lunga, esce, ma
in un ascolto breve di questo tipo tendo a lasciarmi affascinare dalle
caratteristiche positive, per stabilire se il prodotto o il sistema meritano
l’attenzione. E qui siamo di fronte a qualcosa che merita tutta l’attenzione
possibile. Peccato che pochi si possano permettere un sistema di questo tipo…

Però andarlo a sentire, qualora ne capitasse l’occasione, è,
secondo me, un obbligo
|
 |