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NUMERO 18

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"Al primo posto metterei le riviste.
Ogni mese in un'orgia multilinguistica, un "vero audiofilo" non può non leggere "anche" Stereophile almeno sul web, ci propinano novità e prove d'ascolto che minano alla radice costantemente e in sempre nuove forme le nostre convinzioni sul buon suono del nostro impianto.
Il bello è che la carta "non suona" ma "descrive" le costanti meraviglie di costantemente nuove apparecchiature in un continuo spostamento in avanti, in un continuo rimescolamento delle graduatorie di merito.
L'HIFI è il "trenino Rivarossi" per adulti maschi consenzienti nella ferma volontà d'autoflagellarsi.
Al secondo posto metterei gli "amici", quelli che ti piombano in casa per sentire la tua ultima "conquista" e rimangono in silenzio ad ascoltare con la bocca un po' storta frenando a malapena disgusto e derisione.
Al terzo posto metterei le fiere high end: possibile che tutti, dico tutti gli impianti suonino "da Dio" creando voglie e sconforti senza fine.
Al quarto posto metterei il nostro pusher di fiducia che, passandolo a trovare ci invita nella sala d'ascolto a sentire il nuovo modello di diffusore o di ampli che gli è arrivato e, come il maligno con Sant'Antonio nel deserto, ci tenta con l'offerta di un part exchange allentante quanto necessariamente a tempo limitato.
Non volendo lasciare nulla d'intentato vorrei che queste colonne rappresentassero per chi legge un'ulteriore "Pulce nell'orecchio" nella catena di Sant'Antonio del masochismo costituzionale di ogni appassionato.".


DALLA CINA CON FURORE….ma anche da altrove

Mr. J.S.Chan, cinese di Hong Kong, ha fondato nel 2004 la JSMR SCIENCE&TECHNOLOGY CO LIMITED per commercializzare prodotti derivanti dai suoi studi ventennali nel campo della meccanica quantistica. Non è l'unico a farlo negli States vi sono almeno due ditte che propongono prodotti basati su studi quantistici la QUANTUM e la BYBEE.

In genere il risultato di tali studi sono add-ons piuttosto strani e misteriosi come natura del funzionamento che fanno la mia felicità di cacciatore indefesso di stranezze, possibilmente utili, in campo hifi, più che tweaking, ovvero "modifiche" ai componenti in senso stretto, si tratta in genere di "oggetti" che apportano o dovrebbero apportare "miglioramenti" al suono di un impianto.

La meccanica quantistica o fisica quantistica è una teoria fisica che descrive il comportamento della materia a livello microscopico, come a scale di lunghezza inferiori a quelle dell'atomo o ad energie nella scala delle interazioni nucleari, dove cadono le ipotesi alla base della fisica newtoniana. Essa spiega e quantifica fenomeni che, nell'opinione della maggior parte dei fisici contemporanei, non possono essere giustificati dalla meccanica classica.

Esistono delle affinità elettive nella vita così come in hifi e quindi non è un caso, lo dico per la chiarezza che da sempre desidero caratterizzi il mio rapporto con chi legge, che molti dei prodotti che provo per VIDEOHIFI arrivino da Antonio Cinti di ESTRO ARMONICO, visto che ha la mia stessa passione per questo genere di cose e, avendo scoperto un recensore che se ne occupa, mi segnala come ogni bravo pusher tutte le novità che scova nel mondo e me le propone… come resistere? Perché resistere? Per altro la mia caccia è sempre aperta sia in ricerche "in solitario" sia per la segnalazione di nuovi marchingegni importati anche da altri che abbiano la stessa dedizione di Antonio per questo genere di oggetti.

Estro Armonico importa da qualche tempo i prodotti di Mr. Chan.

Ho già avuto modo nello scorso numero della rivista di parlarvi del Magic Chip, il controverso "miglioratore" del suono dei CD, oggi è la volta di due prodotti l'ULTRA -TWEETER importato regolarmente e di una sorta di anello - ganascia per cavi di segnale, il PRO C-330 che il Cinese ha inviato APPOSTA per la mia recensione e che non è per ora neppure in catalogo sul sito tanto è nuovo. Grande onore!!!!

Mr. Chan sul suo sito sostiene che le sue ricerche risolvono molti misteri annidati nel settore elettroacustico.

La "soluzione" è la "guida quantistica dell'onda sonora": la digitalizzazione del segnale audio non è mai perfetta al 100% e una parte dell'informazione va persa irrimediabilmente ed è impossibile recuperarla.

Ma accanto a ciò vi è un altro problema: "la risonanza protonica", che il capo dei Gostbusters direbbe "è un male"; con la tecnologia messa a punto da Chan e applicata ai suoi prodotti sarebbe possibile dare ordine ai protoni e con ciò incrementare la qualità della riproduzione sonora.

Mettere in ordine i protoni della materia consentirebbe di diminuire la distorsione la rotazione di fase attraverso una "risonanza" positiva, consentendo al "traffico sonoro" di scorrere meglio lungo le "strade" che lo partano al nostro orecchio rendendolo più dinamico, ampio e stabile.

Vi ha convinto la spiegazione? E' chiara? Direi proprio di no, così ho provato a contattare direttamente la JSMR per avere ulteriori ragguagli: in pratica mi hanno detto che i loro prodotti basati sulle leggi della relatività di Einstein "modificano" la materia. Nelle specifiche applicazioni in campo audio tali teorie intervengono "sull'aria" che è il mezzo attraverso cui avviene la trasmissione delle onde sonore e l'aria e' "fatta" di atomi. Gli oggetti della JSMR intervengono sul movimento dei protoni rendendolo più "ordinato" a livello appunto del mezzo, l'aria, consentendo così un flusso migliore al segnale acustico e migliorandone la fruizione.

Vi è da aggiungere che Mr. Chan mi ha scritto sottolineando, onestamente, la necessità per lui di mantenere riservate le informazioni riguardo alla tecnologia sottostante i suoi prodotti anche perché la crescita dell'economia cinese in campo hifi lo esporrebbe al rischio di vedersi "copiati" i suoi prodotti da concorrenti molto agguerriti e aggressivi.

Ciò è obiettivamente vero visto che non solo la Cina non riconosce i copyrights per legge, come ben sanno molti produttori occidentali, ma "non è" nella cultura di quel popolo considerare ciò un problema: copiare è un costume diffuso, visto come modo per apportare eventuali miglioramenti ad un manufatto, inventato da un altro ma non per questo, per loro, di sua esclusiva "proprietà" come accade da noi.

Tutto chiaro ora?

Sorry, è tutto ciò che posso dire prima di presentarvi i riscontri di ascolto che sono derivati dall'inserimento dei due aggeggi nel mio impianto, aggeggi costruiti seguendo tali presupposti teorici, ca va' sans dir…..

ULTRA —TWEETER

Da tempo immemorabile ovvero da quando Mark Levinson propose il suo sistema di riferimento costituito da 4 pannelli elettrostatici QUAD due sub e due super tweeter è nozione diffusa in campo hifi che i possessori "incontentabili" di diffusori di tal fatta anche nelle loro ulteriori evoluzioni possono trarre "il massimo" aggiungendo alle QUAD dei Subwoofer e dei Supertweeter.

Chi mi legge sa che nel mio sistema di riferimento casalingo ho da tempo aggiunto con grande soddisfazione due "maneggevoli e molto performanti" sub della TBI from Marietta, Geogia USA. Ma la voglia del supertweeter mi è rimasta, ho provato a contattare il produttore inglese Townshend Audio produttore di un "acclamato" prodotto di tal fatta il molto costoso MAXIMUM Super Tweeter (http://www.townshendaudio.com/) per una prova ma non ho ottenuto risposta, così quando ho effettuato la prova del Magic Chip gironzolando per il sito della JSMR ho scoperto l'esistenza di un prodotto apparentemente similare che mi ha incuriosito e quando Antonio Cinti mi ha proposto di provarlo ho accettato volentieri con la speranza di avere a disposizione l'oggetto delle mie brame per un set-up ottimale del mio impianto.

Non vi sto a descrivere la mia "delusione" quando ho "scoperto" che si trattava di "un'altra cosa" rispetto ad un comune supertweeter.

A detta del costruttore, infatti, questo oggettino in legno splendidamente rifinito e contenente "a naso" un trasduttore a nastro NON E' un super tweeter tradizionalmente inteso ovvero un trasduttore deputato ad un "rinforzo" delle frequenze più alte dello spettro audio, che al pari di un sub dovrebbe se ben scelto e ben inserito nel sistema produrre un risultato che va al di là dell'intervento specifico sulle frequenze di competenza.

Si tratta di un oggetto "pensato" in funzione di un intervento "quantistico" che agisce a frequenze "elevatissime" non solo non udibili ma in teoria tagliate almeno con i CD che hanno una limitazione come noto della banda in alto.

Il suo scopo è quindi "diverso": si tratta di un "armonizzatore" di frequenze che dovrebbe intervenire non solo sullo spettro audio ma su tutti i parametri connessi alla riproduzione hifi.

Dal punto di vista dell'inserimento nell'impianto non vi è nulla di più semplice: le due scatolette vanno poste in cima al diffusore e mediante un cavo fornito in dotazione vanno poste in parallelo con il diffusore appunto collegandole al morsetto di entrata del cavo della cassa.

Fatto ciò sono passato alla valutazione del suo apporto, che si è protratta per più sedute alternando con le stesse sorgenti un ascolto con e senza l'Ultratweeter inserito.

La prova è stata effettuata con le QUAD 988 + 2 SUB TBI Magellan VIII, fonte l'accoppiata DIGICODE/DIGIDRIVE della Lector il cui segnale attraverso il Pre Passivo SONIC EUPHORIA PLC andava a 2 OTL e mediante spinotto a "Y" ai due finali per i Sub, consentendo alle Quad di funzionare full range senza alcun intervento di crossover passa alto.

La prima evidenza riguarda il soundstage: l'Ultratweeter ne aumenta la profondità e l'altezza, con una maggiore "presenza" dell'evento musicale riprodotto come se fossero aumentate TUTTE le armoniche, confermando in questo che l'intervento del "coso" non è "limitato" alle alte frequenze che non subiscono particolare esaltazione, ma agisce su tutta la banda audio udibile pur lavorando su frequenze inudibili. Il suono pare meglio armonizzato appunto più naturale ricco. All'interno di una resa timbrica immutata, con un intervento che definirei "gentile" ma evidente in termini di stabilità, di maggiore "pulizia" e di maggiore analiticità della resa globale dell'impianto.

E' interessante notare che i rilievi ottenuti nel mio primo impianto sono confermati anche nell'impianto secondario che usa come diffusori due CELIUS 202 (va notato che per la prova ho dovuto rinunciare alla biamplificazione passiva incompatibile con la messa in parallelo dell'apparato con "tutto il diffusore", indispensabile per l'ottenimento dei migliori risultati) segno che l'azione del prodotto della JSMR svolge positivamente la sua azione con ogni tipo di diffusore sia esso dinamico e dotato di crossover o planare.

L'Ultra Tweeter costa 480 EURO, non è propriamente una bazzecola, ma a parer mio i suoi effetti, lungi dall'essere quelli propri di un "vero supertweeter" sono tali da giustificarne il costo: disco dopo disco, seduta dopo seduta, le risultanze sonore si confermano e si evidenzia come l'aggiunta del Supertweeter ha connotazioni eminentemente musicali, non ha nulla di spettacolare ma una volta tolto se ne sente la mancanza segno di una azione tangibile ancorché misteriosa dal punto di vista tecnico... ma è poi così importante sapere il perché di tutto nella vita come nell'hifi?

PRO C-330

La seconda prova ho riguardato i due anelli inviatimi appositamente in anteprima.

Si chiamano PRO C-330 e sono una versione in miniatura dei MAGIC RING, utilizzati principalmente per cavi di alimentazione e per casse, da tempo in produzione presso la JSMR e sono specificatamente nati per un uso con i cavi di segnale.

Esteticamente i due oggetti si presentano come due tubetti dalle pareti piuttosto spesse di ottima fattura dal punto di vista costruttivo, piuttosto pesanti considerando le piccole dimensioni.

All'interno aprendoli si notano due semitubi in un materiale che a occhio sembrerebbe ferrite, ma chissà se lo è davvero …….

Dal punto di vista dell'uso anche qui ci troviamo di fronte a nulla di complicato: il tubetto va posto attorno al cavo di segnale e chiuso agendo sugli appositi clamp in modo tale che il cavo scorra attraverso l'oggettino: Io l'ho posto a serrare il cavo YPA Crystal che collega il pre ai finali e che si è rivelato perfetto come diametro andando ad occupare tutto lo spazio disponibile e quindi consentendo all'anello di restare bloccato nella posizione scelta vicino ai connettori WBT di uscita lato Pre.

A naso la presenza presunta della ferrite, in mancanza di maggiori dettagli da parte del costruttore, molto "parco" in materia di informazioni riguardo alla tecnologia dei suoi prodotti, mi ha fatto pensare ad un intervento sulle spurie collegate alla radio frequenza, ma in considerazione dei risultati ottenuti con l'Ultratweeter e in considerazione del background della ditta del Signor Chan non posso a priori affermare che questa sia la funzione dell'oggetto inviatomi da Hong Kong.

Mettendo da parte le domande e passando all'ascolto debbo dire che per certi versi l'intervento dell'oggettino made in China è ancora più evidente di quello dell'Ultratweeter e tra il mettere e il levare le differenze soniche si avvertono e in maniera decisa: l'intervento più marcato è in gamma media, sulla voce in particolare che appare più naturale, rotonda, più ricca di armoniche, ma al tempo stesso più morbida mostrando, in ciò, l'oggetto una interessante "parentela" con l'altro aggeggio in prova, frutto di un'idea del "buon suono" da parte del progettista molto in linea con i miei gusti in materia di riproduzione hifi.

Anche il sound stage appare migliorato con un aumento specialmente della profondità della scena e con una conseguente ricostruzione virtuale più spettacolare e realistica.

L'impressione globale è che l'anello, non so se per merito della ferrite o di altre cose, consenta al segnale audio di essere "più isolato", "più pulito" e conseguentemente probabilmente per questo "più ricco" di informazioni che si traducono nella esperienza di ascolto molto positiva che ho riferito: sia quel che sia lo ritengo un oggetto da provare e "da importare" assolutamente, visto che il suo costo annunciato 100 Euro mi pare commisurato a ciò che offre in termini di prestazioni.

Nella fisica quantistica l'orizzonte degli eventi è sostanzialmente una previsione della relatività generale che fenomenologicamente dovrebbe dare luogo ad un "confine" tale che nulla, compresa la luce, lo possa attraversare. Ciò che può succedere in prossimità di un orizzonte degli eventi non è facilmente prevedibile in termini della sola relatività, ma richiederebbe una complessa modellizzazione della materia, che può dare luogo a fenomeni diversi.

L'orizzonte degli eventi è un luogo al ciglio di un buco nero in cui tutto è possibile, il posto dove la materia può "scegliere" in che fenomeno fisico mostrarsi: se Mr Chan abbia usato la meccanica quantistica o no per costruire i suoi congegni non lo so, quello che so è che ambedue hanno apportato dei cambiamenti al suono del mio impianto in termini non trascurabili, non so se tali oggetti abbiano "portato" le onde sonore generate dalla mia catena all'orlo di un buco nero (luogo per altro poco raccomandabile per una villeggiatura…) non so se le onde di probabilità si siano modificate in maniera significativa, quel che è certo è tali oggetti che hanno dato luogo ad un "evento sonoro" migliore di prima e questo come audiofilo empirico mi basta e avanza.

Per molti, ma non per tutti: altamente consigliati a tutti gli sperimentatori coraggiosi dei confini del possibile, a tutti coloro che sanno capire che è attraverso le sfumature che si può migliorare veramente una catena audio ben assortita e sinergica di base, a tutti coloro che abbiano saputo nel tempo costruirsi un impianto rivelatore di ogni modifica ad esso apportata.

 

SOUND MECHANICS DC1 Dynamic Controller

Ad Hong Kong è un florilegio di nuove attività favorite dal Boom dell'economia Cinese, nel campo Hifi non si contano le nuove iniziative tra queste dobbiamo annoverare la Sound Mechanics che produce una interessante serie di oggetti, principalmente supporti antivibrazione e antirisonanza, oltre che supporti per casse e rack, molto interessanti in legno e in metallo, oggetto di una prossima prova poiché giuntimi da pochi giorni a stretto giro di posta assieme ad una nuova realizzazione il Dynamic Controller DC1 oggetto del presente test.

Si tratta di una scatoletta di piccole dimensioni, alimentata a batteria, con due reostati posti sul lato superiore, la fattura e' molto curata: fianchetti in legno struttura metallica, da una delle pareti laterali fuoriesce una presa a vite simile a quelle delle prese di terra delle apparecchiature hifi. Nella confezione oltre a succinte istruzioni in inglese è presente un cavo di terra di buona fattura della lunghezza di in metro e mezzo.

Come indicano le scritte serigrafate i due reostati servono l'uno per selezionare la polarità l'altro per regolare l'intervento dell'oggetto.

Le istruzioni sono abbastanza semplici: occorre collegare attraverso il cavo l'apparecchietto o alla terra del rack se la possiede o alla presa di terra di uno dei nostri apparecchi o direttamente alla scatola di metallo di quelli che non hanno presa di terra o anche alla terra di cavi e prese di corrente.

Sulle modalità di funzionamento so poco: l' aggeggio, a quanto mi è dato di capire, intercetta il filo del componente a cui lo si collega e, invece di farlo andare direttamente alla massa dell'impianto elettrico mette, tra il filo e la massa, una tensione (in parole povere come se si interrompesse il filo nel cordone di alimentazione e ci mettesse in serie una pila, presente infatti all'interno della scatoletta).

Il tutto usando materiali di primissima scelta a partire dalla batteria al platino, passando per il cavo di connessione, per arrivare alla componentistica tutta di altissima qualità made in Japan, simile a quella usata per gli amplificatori di maggior pregio.

Mi è sorto qualche dubbio che questa operazione fosse accettabile dal punto di vista delle norme europee in materia di sicurezza, l'ho quindi segnalato al costruttore che mi ha risposto che il DC1 lavora con differenziale di voltaggio minore di un volt e non forma un circuito chiuso con il percorso della massa a cui è collegato, non creando quindi una interruzione, quella sì pericolosa. A suo dire chiunque può verificare l'effetto che può fare a livello sonoro l'inserimento di una pila sul percorso del segnale di massa in parallelo come essi fanno, la differenza e il vantaggio del DC1 rispetto ad intervento "casalingo" di tal fatta risiederebbe e nella componentistica utilizzata e nella possibilità di regolazione e variazione di fase offerta dal DC1.

Scopo dell'oggetto è, agendo sulla polarità e sul livello di intervento, quello di apportare una modifica si presuppone positiva al suono della nostra catena di ascolto.

Al momento non esiste un distributore dei prodotti della Sound Mechanics in Italia il prezzo del DC1 è di 200 EURO franco Hong Kong.

Ho provato il DC1 nei miei due impianti domestici e ovunque fosse possibile collegarlo e quelle che seguono sono le risultanze di tale prova.

Prova debbo subito dire di estremo interesse e divertimento per le possibilità di tuning che l'aggeggio consente: ci troviamo di fronte a quello che potrei definire il primo EQUALIZZATORE VIRTUALE che mi sia capitato di ascoltare.

Provo a spiegarmi meglio: molti oggetti hifi specie gli add-ons, penso ai cavi ma anche ai supporti, svolgono in buona sostanza una azione equalizzatrice del suono, nel senso che "modificano" il suono, spesso in stretta relazione con il contesto in cui sono inseriti, lo "equalizzano" in maniera fissa che non può essere modificata che può piacere o meno ma che avviene sempre, nel caso del DC1 invece esiste la possibilità di agire sia quantitativamente che qualitativamente modificando il livello e la polarità dell'intervento, fino a trovare, if any, il set-up ottimale.

Ho definito la scatoletta un "EQUALIZZATORE VIRTUALE", in quanto la sua azione si manifesta su vari parametri: timbrica, soundstage, definizione, non è detto come vedremo che tale intervento sia sempre "positivo" ma è innegabile, a orecchio, che avvenga sempre e non nella stessa maniera a seconda del "punto" in cui viene inserito; per certi versi sembra essere l'ultima Thule del tuning da usare secondo me, lo dico subito, in impianti, di per sé, perfettamente a punto poiché solo i tale situazione se ne può pienamente apprezzare l'azione.

Esaminiamo ora l'effetto che ha avuto il CD1 sui miei ascolti domestici, aggiungo che per una prova "seria" occorre essere in due se il punto di ascolto è lontano dall'impianto onde valutare nel corso di una esecuzione le varie modalità di intervento e regolazione, effettuando le commutazioni del caso, con l'ascoltatore che valuta e "l'assistente" che cambia il set-up dell'apparecchietto cinese, ho arruolato, tra sbuffi e proteste, mio figlio Andrej per la bisogna.. per fortuna alla fine si è divertito pure lui…….

Ho cominciato con il mio impianto secondario in cui i "punti di aggancio" erano due: la presa di terra del pre passivo Sonic Euphoria e la terra della spina a muro che conduce l'elettricità al filtro BLACKNOISE a cui sono poi collegati sia il CDP Rotel 971 che i 4 finali Musical Fidelity che alimentano in biamping passivo le mie CELIUS 202.

Philip il mio contatto in Cina mi aveva preannunciato che non sempre il DC1 "funziona" e che il suo intervento poteva notevolmente cambiare a seconda della situazione considerata e per situazione si intende la catena di ascolto, ciò si è puntualmente verificato come vedremo durante le prove a cui ho sottoposto l'apparecchio.

L'uso dell'apparecchio è quanto mai semplice: occorre collegarlo come detto o alla terra del componente su cui provarne gli effetti o alla terra della spina a muro (il connettore centrale per intenderci), poi si agisce sull'interruttore della polarità che ha tre posizioni, centrale neutro, sinistra negativo e destra positivo, l'intensità dell'intervento può essere regolata con il reostato posto a destra del selettore, con scatti progressivi agendo per aumentare il valore in senso orario.

Esaminiamo ora le risultanze della prima parte della prova: collegando in DC1 al Passive Line Stage si nota un apporto minimo ma negativo sia con la polarità negativa che con quella positiva, nel senso che ambedue introducono una certa esaltazione delle altissime frequenze, che nella catena mal si sposa con la nota apertura delle Celius che fa sì che le sibilanti acquistino un accenno indesiderato di asprezza.

Collegando il DC1 alla presa a muro che alimenta attraverso un filtro Blacknoise e ciabatta Blacknoise il CDP Rotel 971 ed i quattro finali Musical Fidelity, la "musica" cambia, se l'inserimento dell'azione "positiva" del "cinese" aggiunge definizione al suono, accompagnata da una leggera esaltazione delle sibilanti, il passaggio alla polarità "negativa" addolcisce positivamente il suono, rendendolo più rotondo e naturale.

Va notato in generale che tanto migliore è l'incisione tanto maggiore è l'effetto percepibile.

Fatto questo primo approccio alle prestazioni del DC1 sono passato al secondo impianto di casa, qui ho avuto modo di provarlo in quattro diverse "posizioni" rispetto alla catena di ascolto, collegandolo a Pre Sonic Euphoria, alla presa a muro che tramite il Blacknoise Extreme alimenta l'accoppiata CDP / DAC Lector, alla presa a muro che tramite Blacknoise 500 alimenta le QUAD 988 e alla presa a muro che tramite Blacknoise 2500 alimenta i due miei OTL.

L'intervento sul Pre e su CDP /DAC è sovrapponibile come effetti sul suono: selezionando la polarità positiva aumenta in maniera tangibile la definizione del messaggio musicale che appare più scolpito, nei contorni di una scena acustica più ricca di microinformazioni di ambienza, l'intervento della polarità negativa è meno valido nel senso che se da un lato ammorbidisce il suono, dall'altro lo rende leggermente più impastato specialmente sulle medie frequenze e soprattutto nella resa delle voci che appaiono meno "staccate" dal contesto della scena.

E' interessante notare come cambiando catena di ascolto l'effetto del DC1 cambi a parità, Sonic Euphoria, di componente "trattato".

Collegato alle QUAD 988, il DC1 mostra un livello di intervento più evidente: selezionando la polarità positiva, si apprezza una maggiore definizione globale della riproduzione dell'evento musicale. Il soundstage appare aumentato in profondità, questi effetti si accompagnano ad una maggiore brillantezza della restituzione di tutta la gamma audio, senza le asprezze sulle altissime notate nell'altro impianto. Il passaggio alla polarità negativa dona al suono una maggiore rotondità, accompagnata però da una minore definizione, con un leggero roll-off delle altissime frequenze. La voce appare più ricca di armoniche e più calda ma come era avvenuto per il Pre sembra più "imprigionata" nel contesto, essendo diminuita l'aria attorno a interpreti e strumenti, in una scena virtuale meno profonda.

Passando agli OTL si fa invece preferire il settaggio a polarità negativa: in questa situazione infatti, ferma restando la maggiore definizione rispetto alla posizione neutra, si apprezza un maggior calore generale della riproduzione musicale, senza quell'esaltazione delle altissime frequenze che invece la polarità positiva introduce, con accenni di asprezza in alcuni passaggi.

La scena virtuale è aumentata in profondità e in solidità.

L'aggettivo migliore per definire l'intervento preferito del DC1 sui finali è "naturale", e agendo sul reostato della potenza dell'intervento si riesce, volendo con ogni singolo brano a donare al suono una rotondità ed un coinvolgimento prima sconosciuti.

Arrivato alla fine di questo percorso mi trovo di fronte a risultati contraddittori, ovvero fermo restando il fatto che il DC1 ha una azione "avvertibile" SEMPRE come abbiamo visto non si tratta SEMPRE di una azione positiva, ciò che però mi ha colpito è che quando funge, funge davvero, anche se la sua messa a punto implica un attento lavoro ad orecchio per individuare il set-up giusto nei vari contesti possibili, al punto che ho chiesto a Philip la possibilità di fare una prova ulteriore inserendo più DC1 in una catena fino a collegarne tanti quanti sono i "punti di collegamento" possibili, per un tuning multiplo credo foriero di interessanti riscontri sonori, ancorché complicato per le variabili in gioco e le interazioni possibili.

Philip mi ha detto che hanno fatto anche loro tale prova nel loro impianto di riferimento con risultati molto più intriganti del semplice inserimento in "solitario", in quanto il DC1 può avere effetti cumulativi su un impianto totalmente trattato e alla luce dei miei riscontri non è possibile utilizzarne uno solo per tutti gli apparecchi visto che le risposte, come abbiamo visto, sono diverse.

Un nuovo pacchetto con 4 DC1 sta viaggiando in questi giorni dalla Cina verso Genova e nel prossimo numero della rubrica mi riservo di relazionarvi su questo follow-up che credo possa incuriosire voi che mi leggete quanto il sottoscritto che si appresta a farlo.

 

Machina Dynamica's Clever Little Clock

L'apparenza non inganni, è quella di una semplice sveglia da comodino, nello specifico una TIMEX dotata del sistema di illuminazione notturna Indiglio.. ma potrebbe essere una qualunque altra sveglia, su un sito dedicato alla hifi israeliano ho trovato la foto di un modello "derivato" da un altro orologio; sul sito del costruttore la foto mostra un altro modello ancora, tutti con un bollino rosso sopra il display a cristalli liquidi.

Dicevo, l'apparenza non inganni non ci troviamo di fronte ad un orologio, infatti tale funzione è preclusa non "potendo" effettuare il reset dell'ora indicata, ma davanti ad un add-on audio, probabilmente il più strano che mi sia capitato tra le mani dopo il Magic Chip provato nello scorso numero della Rivista.

Per altro l'importatore è lo stesso, Estro Armonico che lo vende a 180 EURO.

Intendiamoci, nulla di nuovo sotto il sole: negli anni novanta vi fu negli States la saga dei prodotti Tice e similari che più o meno svolgevano la stessa funzione: nel maggio del 1990 Sam Tellig scriveva su Stereophile: " [ … ] Lars ha ricevuto recentemente un oggetto che ha l'apparenza e lavora come una sveglia digitale da 25 $ ma che si dice migliori sottilmente il suono di un impianto hifi. E' l' ElectroTec EP-C, prodotta da una ditta chiamata Coherence Industries. La si accende e si suppone migliori la conduttività del vostro sistema elettrico casalingo — avendo un effetto " di appianamento" sul movimento degli elettroni cosicché ci sarebbe meno caos… meno anarchia nel flusso della corrente! Concetti difficili da digerire.[ … ] Bene, non ci crederete ma il mio impianto non ha mai suonato meglio.", nel marzo 91 compare sulla rivista una lettera di un lettore inviata a Stereophile per conoscenza : " Vi invio in copia la lettera che ho scritto a George Tice: Caro Mr. Tice, Dopo aver provato il suo R-4 TPT clock nel mio impianto, l'ho rispedito indietro per essere rimborsato. Ho fatto questo poiché il miglioramento delle performance non ha corrisposto all'investimento in dollari fatto per l'acquisto. Ho ottenuto risultati migliori effettuando semplici e meno costosi interventi di tweaking, [ … ] sarei lieto di avere il suo parere al riguardo."la rivista correttamente propone il punto di vista del costruttore: " [ … ] In relazione alla sua domanda su quale tecnologia il Clock offra, rispondo che il TPT è un sistema di trattamento dei materiali che, ove integrato in altri sistemi , come il suo sistema elettrico, elimina il rumore elettronico causato dal movimento casuale e caotico degli elettroni entro un conduttore elettrico. [ … ] Riguardo al suo commento su eventuali circuiti extra, nessun circuito è stato aggiunto al Clock. Esso è semplicemente un vettore della tecnologia TPT. E' difficile da capire per alcuni: il Clock è stato trattato con il processo TPT. E' un concetto simile al trattamento criogenico: oggetti che hanno subito un trattamento di tal fatta non appaiono dopo visivamente modificati o alterati, ma il trattamento li ha modificati a livello molecolare. Lo stesso accade per il processo TPT." , nello stesso numero di marzo 1991 compare un intervento di Thomas J. Norton: " [ … ] Il processo TPT viene detto applicabile ad una larga fetta di prodotti, nel caso presente esso è stato applicato a una comune radiosveglia della Radio Sharck, divenuta così vettore del trattamento che la tecnologia TPT induce negli elettroni, [ … ] Nel momento in cui abbiamo ascoltato il mio impianto, con il Clock Tice collegato alla linea elettrica, abbiamo udito delle differenze, in particolare un miglioramento della presenza del suono e forse un mediobasso leggermente più definito. Io consideravo tali differenze comunque soggettivamente piccole. Quando ho chiesto al mio amico se tali differenze le aveva avvertite anche nel suo impianto in cui aveva inserito un orologio digitale non trattato da Tice, mi ha risposto di sì, che i cambiamenti erano simili.[ … ] Ad essere onesto, mi sento in imbarazzo nel dire che ho sentito delle differenze. L'unica spiegazione logica che mi posso dare è che questi orologi agiscano sugli impianti generando una sorta di interferenza magnetica. Le spiegazioni offerte dal costruttore non mi convincono, nel senso che non ci trovo alcuna base scientifica riconosciuta dietro." , sul tema interviene anche John Atkinson: " [ … ] Avendo letto la documentazione di Tice, io penso che le spiegazioni ufficiali su cosa accade siano del tutto sbagliate. A me pare che se il Clock induce un effetto udibile, le ragioni dovrebbero essere due: a) il Clock ha un effetto sull'impianto; b) Il Clock ha un effetto sull'ascoltatore." . Nel febbraio del 93 Jack English ritorna sull'argomento: " Quando ho effettuato per la prima volta una serie di A/B test con e senza il Clock inserito, non ho udito differenza alcuna. In ogni modo ho lasciato il Clock attaccato per un lungo periodo di tempo. Ovviamente io mi abituai agli effetti del Clock, ma rimasi non consapevole di essi, me ne resi conto solo dopo che il Clock fu tolto. [ … ] Una volta tolto il Clock una leggerissima asprezza è tornata nel suono del mio impianto, rimettendo in funzione il Clock trattato con il processo TPT, tale asprezza è nuovamente scomparsa. [ … ] Ora esso è stabilmente in funzione ", puntualmente arriva il commento del produttore George Tice: " Vi scrivo questa leggera per correggere e chiarire la maggior parte dei rumors attorno al TPT Clock. Sfortunatamente, molti audiofili accettano affermazioni e disinformazioni come fatti senza domande. [ … ] Per capire il TPT Clock occorre distinguere due entità separate: una è la tecnologia chiamata TPT (Tice Pulse Technology) e la seconda è il mezzo di immagazzinamento ovvero il Clock. Il rapporto tra queste due entità è lo stesso che intercorre tra un nastro magnetico e la musica: il Clock senza la tecnologia TPT installata non è null'altro che un simpatico orologio a led.[ … ] La tecnologia TPT è molto versatile, avremmo potuto installarla in altri contenitori, si è scelto l'orologio per ragioni di basso costo. Le macchine trattate con TPT sono estremamente costose da costruire. Noi desideriamo che la tecnologia TPT sia qualcosa acquistabile da chiunque. Onestamente e forse stupidamente crediamo che i nostri prodotti dovrebbero essere apprezzati per le loro prestazioni sonore piuttosto che per la loro estetica, specie se si considera che il TPT Clock costa 350$! Ci è molto dispiaciuto apprendere dalla nostra rete di vendita che l'accettazione da parte degli audiofili sarebbe stata più alta se avessimo istallato la tecnologia TPT in una contenitore di legno o alluminio e lo avessimo venduto ad un prezzo doppio."

La Tice ha da tempo smesso le sue produzioni.

A volte ritornano….

Ecco la spiegazione che il produttore Machina Dynamica offre del suo prodotto: " Il Clever Little Clock è il nuovo prodotto della Machina Dynamica, un unico ed eccezionalmente potente accessorio audio, basato sui concetti e sui prodotti originariamente sviluppati dalla PWB Electronics, UK [ PWB sta per Peter W. Belt, a detta del nostro Direttore un furbacchione venditore di vaporware…. ]. Il Clever Little Clock è una piccola sveglia a batteria, che è stata modificata utilizzando tecniche altamente specializzate. Il Little Clock non si collega alla parete e non ha un influsso diretto sul segnale audio — né sull'impianto elettrico di casa, né sui componenti la catena di ascolto né sulle onde sonore. Ciò non di meno ha una effetto profondo sul suono. Il Clever Little Clock può essere posto ovunque nella stanza di ascolto, nel qual caso il suono dell'impianto diverrà notevolmente più musicale e vivo, con un vero impatto emozionale e un miglioramento in tutti i parametri di ascolto. L'aggiunta di più Clock darà un ulteriore beneficio. Il Clever Little Clock non va resettato né modificato. Il costruttore si riserva il diritto di usare diverse versioni di orologi come base per la modifica ma tutti funzionano alla stessa maniera. La batteria di ricambio non può essere "comune" ma quella, speciale, fornita in dotazione con ogni Clock."

Tutto chiarissimo mi pare…..

Seguendo alla lettera le istruzioni fornitemi dall'importatore, ovvero mettendo la scatola del clock in terrazzo, e ascoltando per un po' il mio impianto, per poi spegnere il CDP, aprire la finestra e porre Clever Little Clock dentro l'ambiente di ascolto e ripetendo più volte l'operazione in senso inverso, con l'atteggiamento che ho da tempo scelto di avere nei confronti degli aggeggi che mi arrivano in prova ovvero massimo scetticismo unito alla massima curiosità nei confronti dei risultati sonici ottenibili, ho iniziato a "ripassare" la lista dei miei CD preferiti per verificare se l'inserimento del TIMEX "taroccato hi-end" avesse o meno degli effetti sul suono riprodotto.

La prima osservazione riguarda il posizionamento dell'oggetto nell'ambiente, benché il produttore non dia particolari indicazioni in merito ho notato una significativa differenza ponendo il Timex vicino a diffusori (Quad) e finali (OTL) rispetto alla soluzione che prevedeva il suo posizionamento nei pressi di sergente (CDP/DAC Lector) e preamplificatore, pur essendo la mansarda in cui l'impianto è posizionato di dimensioni non grandissime, le rilevazioni che seguono sono quindi da riferirsi alla soluzione che ha mostrato di "gradire" di più l'oggetto della Machina Dynamica.

L'azione del Timex modificato sembra concentrasi principalmente in una maggiore pulizia e in una maggiore messa a fuoco del suono e della riproduzione di voci e strumenti. Il soundstage appare aumentato in tutti gli assi con una profondità di campo incrementata a tutto vantaggio del realismo della riproduzione dell'evento.

La "concretezza" del messaggio musicale appare nel suo insieme migliorata, senza che vi siano modificazioni sul piano della timbrica, in un "come se" in cui ambienza e coerenza dei piani sonori acquisissero una pregnanza prima minormente avvertibile.

Nel mondo degli add-ons ad uso hifi esistono fondamentalmente due tipologie di prodotti: quelli "appositivi" e quelli "sottrattivi" ovvero oggetti il cui effetto è, eventualmente, avvertibile nel momento in cui vengono "inseriti" in una determinata catena audio o oggetti il cui effetto si coglie quando vengono "tolti". Il Timex della Machina Dynamica appartiene alla seconda categoria e non posso in tutta onestà affermare che, per quanto strano possa essere non abbia, attraverso appunto ripetute prove di inserimento e sottrazione, un effetto sul suono nei termini che ho descritto sopra che sono sottili e non spettacolari ma ripeto avvertibili.

Per altro mi viene in mente il vecchio psicoanalista Zapparoli che una volta disse che non potevamo essere sicuri che, facendo stare per diversi anni, per 5 volte alla settimana, per 45 minuti, un paziente sotto un lampione anziché sul lettino di uno psicoanalista una qualche modificazione in positivo della sua psicopatologia non potesse essere rilevata e quindi concludo affermando che non sono certo che ciò che ho "sentito" non possa essere frutto della suggestione ma al tempo stesso ciò che ho sentito mi induce a consigliare una prova nel proprio ambiente e poi valutarne la portata.

Si tratta di vaporware?

Non credo, anche se posso comprendere lo scetticismo di chi mi legge.

Vale dunque 180 Euro questa "stranezza del tutto misteriosa come tecnologia sottostante" made in USA via UK?

Li vale, a condizione di poterla acquistare NON a scatola chiusa, con la formula soddisfatti o rimborsati come regola ferrea per una eventuale prova sul campo in casa di chi mi legge.

Nanotec Systems Nespa #1

Il Nespa #1 e' una scatola delle dimensioni all'incirca di un contenitore per un doppio CD (162.5 x 51 x 128 millimetri), del peso di circa 620 grammi.

Aprendo il coperchio l'apparenza è quella di un lettore di CD ma la sua funzione è un'altra: sottoporre un Cd o DVD inserito ad un "bombardamento" molto veloce, tra 100 e 150 cicli in due minuti, della superficie del dischetto con una luce allo XENON da 5500 K di temperatura e 1.000.000 di lux di potenza, posta dove normalmente si trova il pick-up laser nei CDP.

La durata della lampada garantisce il trattamento di circa 800 CD prima di dover essere sostituita.

Lo scopo dichiarato è di migliorare, in termini di accuratezza e chiarezza della lettura delle tracce impresse sul CD, in via definitiva - il "sottotitolo" del prodotto è eloquentemente: "optical disc finalizer" - il suono dei dischetti sottoposti al trattamento, che in pratica consisterebbe nel far aderire "perfettamente", grazie appunto all'azioni di questi flash ripetuti, lo strato metallico riflettente presente nei CD alla superficie di policarbonato sottostante, adesione spesso deficitaria seppure per dimensioni microscopiche a causa di residui del lubrificante usato nel processo di stampa, consentendo, come dire, al supporto di rendere al meglio delle sue potenzialità, a naso facendo intervenire meno l'interpolazione di correzione degli errori di lettura del laser, messo, per così dire, in condizione di cavare tutto il possibile dalla superficie di lettura ottica.

I CD vanno trattati una sola volta in quanto più "trattamenti" potrebbero danneggiarli in via definitiva.

Si tratta, come vedete, di un approccio totalmente differente a quello di apparecchi che smagnetizzano i CD come il Bedini, per altro in mia mano e prossimamente pure esso in prova su queste colonne.

E' prodotto in Giappone dalla società Nanotec Systems, ne avevo sentito parlare in un articolo in rete su 6moons, avevo voglia di provarlo e quando ho saputo che Estro Armonico lo importava non mi sono fatto scappare l'occasione per una prova sul campo.

Ho realizzato due copie di tre dei miei CD preferiti e meglio conosciuti, il Concerto Live in Memoria di Faber (disco bianco) , il Sampler VOL II della Dorian Records e la compilation 30th Anniversary UMBRIA JAZZ (Disco 1), ho trattato una delle due copie con un ciclo di "colpi di sole" e ho poi trattato pure l'originale, procedendo quindi ad ascolti in serie passando dal CD vergine ai due trattati col NESPA #1.

Di primo acchito si potrebbe affermare che l'effetto è simile ad un trattamento con il liquido "speciale" SEE SIDE della Next Vision di cui il NESPA #1 sembra essere il contraltare "luminoso": suono più brillante e ricco su tutta la gamma audio, senza che nessuna delle frequenze appaia in qualche misura esaltata dispetto alle altre.

Confrontando i CD si nota come l'informazione, fatta di bit, passi in realtà in maniera più completa dal supporto al CDP, il suono perde una "velatura" che prima era "evidentemente" presente: in qualche maniera si potrebbe dire che il trattamento metta il CDP in condizione di dare il meglio di sé, scoprendo non solo sfumature sonore prima sconosciute ma anche rivelando prestazioni altrettanto prima nascoste, sembra di sentire un altro apparecchio molto molto migliore in ogni parametro considerato.

E' un cambiamento "spettacolare", di immediata comprensione ed evidenza, ma non artificioso: la scena virtuale si fa più ricca di microinformazioni di ambienza e di armoniche, l'immagine è più solida, più definita, radiografante e presente al tempo stesso; è sempre lo stesso disco, è la solita traccia preferita di sempre solo che TUTTO è "meglio di prima", molto meglio.

Sul piano timbrico non vi è frequenza che non appaia arricchita e più viva, con un dettaglio sonoro prima impensabile perché "non ascoltato mai".

I CD sembrano suonare "più forte", ma credo sia una sensazione "fallace", suonano in realtà semplicemente in maniera più ricca, completa e complessa e conseguentemente in maniera più coinvolgente, non solo negli attacchi e nei transienti che appaiono più veloci e nitidi, ma anche nei passaggi più lievi, anzi, si può dire che sia soprattutto lì che si apprezza il cambiamento, un esempio su tutti: la voce strozzata, incredibile di Chet Baker nel finale della struggente "My funny Valentine" acquista tutte le tinte e le sfumature della tragedia, quando nel disco "normale" appare come un sussurro "di gola" con minor pathos.

Il soundstage appare più profondo, ingrandito in tutti gli assi, ma è l'ambienza ha subire i cambiamenti più radicali grazie all'aumento dell'informazione che passa e si percepisce con chiarezza all'ascolto.

Vi è da notare che i CD originali appaiono quelli che risentono più positivamente dell'intervento dei lampi, rispetto alle copie masterizzate.

Dicevo all'inizio che si potrebbe paragonare l'effetto sul suono del trattamento di un CD con il NESPA #1 alla pulizia di un CD con il SEESIDE, il paragone regge fino ad un certo punto, a parte la definitività nel tempo sul piano prestazionale dell'intervento "luminoso", qui a parer mio siamo su un piano di maggior "sostanza", il NESPA #1 sembra "entrare" nella carne dell'incisione, scoprendone tutte le fibre, le più segrete pulsazioni, consentendo al lettore di evidenziare i più minimi particolari della registrazione. In un'azione che non è di "semplice" pulizia, ma di "scavo" nelle pieghe più intime dell'interpretazione e della ripresa sonora: è ciò che dovrebbe sempre accadere ma i risultati ottenuti mi fanno pensare a quanto io abbia "perso" prima in termini di prestazioni e quanto il supporto ottimizzato incida sul risultato finale dell'ascolto, in una logica per certi versi rovesciata rispetto all'importanza della "componente elettronica e meccanica" nel computo che porta alle risultanze sonore del "sistema" CD-CDP visto come un connubio più "critico" di quanto si potesse prima pensare (per altro non si spiegherebbero, altrimenti, le cosiddette incisioni "speciali" dei CD se ciò non fosse vero e c'è da chiedersi cosa possa fare il NESPA #1 in tali situazioni).

Il NESPA #1 costa 400 EURO, prezzo uniformemente praticato in Europa, il che vuol dire che il "trattamento" di un CD costa esattamente 50 centesimi, prima della sostituzione del bulbo illuminante: sono soldi assolutamente ben spesi visti i risultati ottenibili in via definitiva, soldi che consentono di scoprire nuove dimensioni nell'ascolto dei CD e consentono probabilmente di rinviare a data da destinarsi l'acquisto di un nuovo CDP, date le prestazioni che il trattamento consente di trarre dalla nostra "vecchia" macchina che sembra in questo senso, al pari di tutta la catena audio di cui rappresenta il punto di partenza, finalmente liberata da vincoli, non noti in precedenza ma ora evidenti come poche volte mi è capitato di ascoltare.

Si è trattato di una prova in fondo facile poiché basata sull'evidenza dei risultati: altamente raccomandato, non a caso, nella mia personalissima classifica, in corsa con il SEESIDE per il titolo di TWEAK DELL'ANNO 2005. Mi pare per altro molto significativo che la mia "scelta" sia caduta su due accessori collegati alla "manutenzione" dei supporti, un ambito, a parer mio, troppo trascurato e di un'importanza fondamentale nell'economia del risultato finale dell'ascolto di QUALUNQUE catena audio QUALUNQUE sia la qualità degli oggetti che la compongono.

E' "il regalo" di Natale da farsi o da fare, per la propria ed altrui audiofila felicità!

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