 |
Amplificatore Integrato Bryston B-100 SST
di Bebo Moroni
 Lo so, questa prova arriva con grave ritardo rispetto a quanto annunciato. E sono il primo a dolermene visto che per la mia pignoleria, mi sono perso lanteprima mondiale che avevamo ottenuta. Ma, credo ormai labbiate capito, non siamo qui per far le gare con nessuno, bensì per cercare di fare informazione corretta e ponderata. E raramente come in questo caso, ho sentito la necessità di valutare un apparecchio per un periodo lungo e ragionato, ponendolo alle prese con tutto ciò che, nelle mie disponibilità, potesse pilotare o a cui potesse essere associato.
Si, perché il primo, istintivo, moto, sarebbe stato quello di fare una recensione volante ed entusiastica, basata sulle evidenze
più evidenti: il suono, la capacità di pilotaggio.
Ma questo non è un integrato come tutti gli altri, non è un integrato tanto perché in catalogo mancava un integrato o quello che cera aveva fatto il suo tempo. Questo è un oggetto molto particolare, che incorpora soluzioni innovative, tecnologie allavanguardia e anche tanta, eccellente, sana, tradizione. Dunque un sano approfondimento lo meritava davvero.
A tutta prima il Bryston B-100 SST si presenta come un sobrio e nemmeno ingombrante apparecchio, nella piena tradizione di molta sostanza e poca apparenza della casa canadese. Non che non sia elegante nella sua semplicità di veste, ma non è nemmeno uno di quegli oggetti che ti fanno strappare i capelli per il loro "appeal". Un onesto lavoratore da cui è lecito aspettarsi oneste prestazioni, questo sostanzialmente ti dice la sua estetica minimalista.
E invece, e invece
Poco vestito, tanto, tantissimo contenuto.
Secondo dichiarazione ( solitamente molto attendibile) della casa, il nuovo integrato Bryston è in grado di erogare 100 watt minimi per canale su 8 Ohm e 200 su 4, con potenza che continua a crescere con regolarità al diminuire dellimpedenza. I dispositivi impiegati sono i famosi transistor SST con tanto successo utilizzati sui finali di potenza della casa, che appunto portano questo suffisso.
Il B-100 SST dispone di sette ingressi ad alto livello e della possibilità di montare ( con sovrapprezzo) leccellente modulo Bryston Phono Stage, un pre phono MM "vero". Ci sono ben due uscite tape ed un uscita preamplificata. Lapparecchio è interamente telecomandabile, mediante un bellissimo dispositivo (come quello dei pre BP 26 e dellSP 1.7) in acciaio pieno satinato, pesante e piacevolissimo da maneggiare. Ma le "features" non finiscono certamente qui, perché lintegrato canadese incorpora anche un pregiatissimo convertitore Digitale/Analogico (DAC) con tanto di ingressi coassiali e ottici Tos-Link (due e due), un Dac che impiega eccellenti convertitori Cyrrus a 24 bit con upsampling a 96 KHz. E non è ancora finita: sul pannello frontale ( e già è un mezzo miracolo), cè luscita jack per il collegamento della cuffia. Ma non si tratta della solita uscita "di servizio" per ascoltare di notte senza rompere le scatole agli altri, ma di un vero e proprio amplificatore per cuffie, di notevole qualità.
Tutto è di almeno notevole qualità in questo integrato. A partire dalla manopola del volume, che rinuncia allo storico potenziometro Alps per approdare ad un assai più performante potenziometro a resistenze, preciso e lineare su tutto lintervallo del suo intervento.
Raffinatezza dopo raffinatezza, ecco tre trasformatori toroidali separati, a bassissimo rumore, realizzati in casa, o come è più "professional" definire, "custom", totalmente isolati e indipendenti luno dallaltro, due per i rispettivi canali stereo ed uno per la sezione digitale, in maniera tale che non vi sia alcun crosstalk tra i canali e nessuna interferenza tra le sezioni analogica e digitale. Ma non basta: la sezione digitale segue un percorso di segnale e di massa completamente separato da quello di pertinenza del segnale analogico, secondo un attitudine ( quella del 2 in 1 senza interferenze) già ampiamente dimostrata dagli ingegneri Bryston nellormai celeberrimo preamplificatore stereo/multicanale SP 1.7.
Non sè lesinato davvero in nulla, e ogni canale viene filtrato con una capacità di oltre 30.000 MFD. Inutile pure menzionare la bontà e la selezione della componentistica.
La dissipazione del calore è affidata a due gruppi di alette, elegantemente inserite nei fianchi dellamplificatore.
 Lo dico subito, così evitiamo i classici balletti da recensione: il B-100SST mi è piaciuto immediatamente, da quando lho acceso per la prima volta, ancora intonso e da rodare ed ho sentito il basso delle Martin Logan Aerius i letteralmente esplodere, e quasi miracolosamente ingrandirsi, mentre la gamma medioalta definiva le sonorità con straordinaria coerenza ed omogeneità. Man mano che il tempo passava, questo affarino apparentemente insignificante, continuava a suonare sempre più bene, mostrando oltre a grinta e dinamica davvero ragguardevoli, una delicatezza tonale ed una ricchezza armonica davvero di primissimordine. Da fare invidia a coppie pre-finale molto, molto, blasonate.
Niente giri di parole: ha letteralmente umiliato la coppia Electrocompaniet EC1A/AW 100 che avevo appena preso in permuta con tanta soddisfazione ( e che suona assai bene, sennò la notazione avrebbe poco senso), vecchiotta si, ma non tanto da poter esser considerata fuori efficienza o inattuale. Altre coppie pre-finale a transistor non ne avevo a disposizione, ma essendo gli "elektro" una delle mie acclarate passioni, considero la prova più che mai significativa.
Detto questo, ha continuato a pilotare con facilità e musicalità a tratti stupefacenti qualsiasi diffusore gli venisse offerto in pasto: le Dahlquist DQ10, le piccole ma esigentissime Lema Xen, le vecchie immarcescibili Dyna A 25 ( che sono risorte a nuova vita, costringendomi nuovamente a meditare sulleffettivo avanzamento dei diffusori odierni), consentendosi anche un balletto sbeffeggiante con le Stax ELS 81 del mio fraterno amico e mia vittima predestinata Davide Gioia ( che, in barba allentusiastico cognome, ogni volta che vado a trovarlo con un ampli finisco per lasciarlo tristissimo, in mezzo ai suoi due quintali di vecchi FM Acoustics e allimpianto multicanale "ma io volevo un impiantino di quelli collega-e-suona per vedermi un DVD affittato ogni tanto!"- a cui lho praticamente costretto e che so, non userà sostanzialmente mai
Guai a diventare amico di un ascoltatore cinico come il sottoscritto!). Mha fatto persino venire qualche dubbio sulle mie elettroniche all tubes. Qualche dubbio, rapidamente svanito: al cuor non si comanda!
Velocità, eccellente velocità, straordinario contrasto, eccellente trattamento della micro-dinamica, eccezionale potenza e dimensionamento del basso, ma, soprattutto, unineccepibile correttezza timbrica ( di nuovo ci avviciniamo assai allipotetico punto "0" di neutralità, appena un accenno di eufonica apertura sulle medie frequenze) ed una superba ricchezza armonica. Difficile durante lascolto realizzare che in fondo si tratta di un ampli integrato, poco più grosso e pesante di un Nad di buona potenza.
Eppoi, amici miei che vi scervellate nel cercare i più bizzarri Dac e volete a tutti i costi che suonino bene, riuscendo anche a convincervene
Volete mettere la praticità ( e la convenienza) di un così ottimo convertitore D/A incorporato nel vostro eventuale nuovo amplificatore? Come va il Dac? A me è sembrato benissimo, sia collegandoci il Pioneer DV 575 Labtek "B" che il Micromega DVD Reference. Altre macchine digitali a disposizione non ne ho, sapete che non amo moltissimo loggetto. Anzi una si, quel capolavoro di R-Dat che è (fu) il Pioneer A09 (però, in questultimo caso devo sussurrarvi allorecchio che va percettibilmente meglio con il suo convertitore interno, questione di eccezionale progettazione di un apparecchio per moltissimi versi unico e per forza di cose irripetibile).
Collegate le mie Beyer DT 880, le mie varie AKG, la mia Grado Reference alluscita cuffia, ho completato il quadro: si, certo, ci sono ampli separati per cuffia che vanno meglio, anche molto meglio, ma, come dicevo in apertura, questa è tuttaltro che la classica uscita cuffia di servizio. Questa è unuscita cuffia con i controfiocchi, tra le rare che vi offrono la sicurezza di non mortificare i vostri adorati "private speakers".
Stavolta faccio anche le pagelle:
Estetica 7 _, Facilità dimpiego 10, Flessibilità 9 1/2, Costruzione 9, Finitura 8, qualità musicale 9, dinamica 8 _, affidabilità 10.
Fate un po voi i conti. Non mi sono pronunciato sul rapporto prezzo prestazioni, perché a questi livelli diventa unopinione, ma aggiungete i ventanni di garanzia e tirate da soli le somme.
Io ho detto anche troppo.
I prodotti Bryston sono importati in Italia da AUDIO REFERENCE
|
 |