Royal Device prephono Rubina
di Giovanni Aste e Bebo Moroni
Tecnica e ascolto
di Giovanni Aste
Introduzione
Royal Device è una realtà relativamente giovane,
almeno per quanto riguarda la rete delle reti, se non vado errato
è presente nel Web dal 2000 o giù di lì.
Il suo "cervello", Roberto delle Curti,
ha però le idee ben chiare su ciò che riguarda la
riproduzione musicale in tutti i suoi aspetti. Sul sito infatti
troviamo una linea ormai praticamente completa che va dagli stadi
phono, ai preampli, integrati, finali (SS e tubi) e diffusori. Tutta
una serie di oggetti interessanti a prezzi che definirei "da
beneficenza". Quello che mi attre di più è il
kit Erica a 599 Euro
Per quanto riguarda la filosofia
di Roberto vi rimando, ma tanto lo avrete già fatto......
, alla visita diretta del suo sito www.royaldevice.com dato che riassumere
tanta materia in quello che, per forza di cose, sarebbe uno striminzito
riassunto, mi sembra veramente un peccato, in generale, e comunque
una mancanza di rispetto verso chi ha tanto lavorato.
Questo che mi accingo a provare è il secondo
oggetto di Roberto che ascolto; le prime furono una coppia di Laura
a casa di un comune amico (ora meglio conosciuto come "Black
Noise" J ) e devo dire che
fu amore a prima vista.
Quindi se tanto mi da tanto
.
Costruzione
Il pre phono Rubina è un oggetto FICHISSIMO!
Ce poco da dire.
Le foto che qui trovate non rendono minimamente
lidea di cosa sia in realtà: un lingotto dacciaio
lucidato a specchio pesante come se fosse pieno e che e un
piacere da guardare e da toccare. A parte gli scherzi il pre è
veramente ben realizzato e fornisce unimpressione di solidità
e concretezza. Il circuito è, seguendo la filosofia RD, assolutamente
senza controreazione, neanche locale anche se, ad onor del vero,
dobbiamo dire che in un pre ci saremmo meravigliati del contrario.
E composto da due stadi di guadagno implementati a FET con
in mezzo la rete equalizzatrice RIAA, totalmente passiva e composta
da resistenze di precisione all1% e condensatori in polipropilene
ALIANTE AUDIOCAP.

Il guadagno dichiarato è di 54 dB, diciamo
quindi un 500 volte, piu o meno. Ok per una MM ma una MC come
la mia 103 passerebbe da 0.3 mV a 150mV, un pò troppo poco
per entrare direttamente in un pre, in questo caso occorre uno step
up (poco male).

Suono
Collego il pre nellimpianto e lo lascio cuocere
per una settimana, tanto e ovvio che questo e un oggetto
da lasciare sempre accesso, sempre che non partiate per il Burundi
o dormiate nello stesso locale, in questo caso, col suo occhione
blu non vi lascerebbe dormire J .
Inizialmente, tanto per essere sicuro del contrario,
provo ad utilizzarlo senza step up. Niente da fare, funzionare funziona,
ma dire che lo si sminuisce e fortemente riduttivo.
Avuta conferma di ciò che immaginavo collego
i TI209 e riparto.
Che dire? Suona bene, ma molto bene. E il classico
oggetto che ti invoglia a sentire un disco dopo laltro senza
stare a pensare a coglier questo o quel particolare. Bassi? Li ha,
potenti e rotondi, Alti? Pure, estesi il giusto e ricchi, Medi?
Le voci sono bellissime. La grana? Fine quanto basta, certo si potrebbe
far meglio, ma ad altri prezzi. Scena? Ampia il giusto e molto,
molto profonda. Dinamica? Ottima.
Insomma ce tutto?
No, ce di piu.
Ce, come dicevo, quella naturalezza,
quella facilità di emissione, quella vivacità che
vi invoglia a sentir musica al di là dei soliti, triti,
ritriti e, lasciatemelo dire, anche un po pallosi, nostri
"parametri" dascolto J . E questo, secondo me, è il pregio maggiore
che un oggetto hifi possa avere.
Conclusioni
E uno degli oggetti migliori
che mi sia capitato di provare, in assoluto. Ha molti pregi di cui
vi ho già parlato e ne ha un altro che non ho ancora menzionato,
il prezzo.
Costa lenorme cifra di
249 Euro, 482000 delle vecchie lire. Vi posso assicurare che solo
a vederlo, come è costruito, dovrebbe (badate bene che ho
detto dovrebbe, non potrebbe) costare il doppio. Se lo ascoltate
vi accorgerete che potrebbe costare anche qualcosina di più.
Devo continuare?
Doppio Ascolto
Di Bebo Moroni
Avrei poco da aggiungere all’eccellente
disamina che di questo piccolo splendido pre-phono ha già
fatto Giovanni Aste, se non fosse che per alcuni oggetti –
che si distinguono per un miracoloso equilibrio tra manifattura,
prestazioni pure e prezzo d’acquisto- è bene a mio
avviso sottolineare e ribadire, onde non vadano a finire nell’ormai
immenso calderone dei prodotti che “hum..però suonicchia”.
Forse l’equivoco maggiore di cui tutti, indistintamente, siamo
stati vittime e artefici negli ultimi dieci anni, è stato
quello di considerare, a fronte di un passato in cui gli apparecchi
potevano anche suonare malissimo o non suonare ( quasi) affatto,
con benevolenza tutta quella pletora di apparecchi “suonicchianti”,
che in fondo non rappresentavano una truffa per l’acquirente,
e sembravano, innalzando comunque lo standard qualitativo e portandolo
ad una media accettabile, poter essere di beneficio a questo mercato.
E così è stato per qualche anno: il pubblico, in fondo,
è stato educato ad ascoltare meglio e a pretendere almeno
“quello” standard qualitativo. Il problema è
che poi, nella grande maggioranza dei casi, non si è voluti
andare oltre, molti produttori si sono accontentati del “suonicchiante”
ma non dei guadagni che il “suonicchiante” poteva portare,
e, complice ( a mio parere involontaria, almeno nella sua parte
più sana) gran parte della stampa di settore ( in tutto il
mondo) il “suonicchiante” è assurto al ruolo
di hi-end, insistendo su un equivoco di liberalità: ovvero
che chiunque è ( logicamente) autorizzato a dire la sua,
e anche, grazie alla diffusione massiccia della rete internet, a
dirla in pubblico. Così abbiamo scoperto che le verità
in hi-fi sono molte di più di quelle che liberalmente avevamo
accettato ( trombe no elettrostatici, valvole no transistor, analogico
no digitale e via via tutte le sfumature) sino ad arrivare al paradosso
che un mercato la cui base andava ( per fortuna il trend si sta
invertendo) via via scemando, proponeva continuamente nuovi marchi
e prodotti, compiendo un’iperbole liberista: un prodotto (differente)
per ogni testa, e più o meno tanti marchi per quanti clienti.
La Babele del fordismo!
Ben vengano dunque, e siano accolti da trombe e srotolamenti di
tappeti rossi, quei prodotti che ristabiliscono le giuste proporzioni
ed offrano reale e concreta qualità ad un pubblico il più
ampio possibile. Ed è questo il caso del Rubina Blue Eye.
La scelta semi-minimalista di rinunciare ad alcuni particolari (
le serigrafie per esempio, la cui assenza è peraltro più
che abbondantemente compensata dall’eccellente fattura della
scatola, che ha, se permettete, assai più valore estetico
di una bella ma costosa stampa) mi trova pienamente concorde, ma
ciò che ancor più pienamente mi trova concorde è
la qualità sonora di questo pre-phono, davvero ragguardevole,
e direttamente paragonabile, ma più spesso superiore, a quella
offerta da analoghe realizzazioni di costo sino a cinque volte superiore,
talvolta anche sino a dieci.

Il Blue Eye suona limpido e nitidissimo, ha scarsissimo rumore,
padroneggia tranquillamente i più ampi picchi dinamici, si
dimostra flessibile ( a patto di non usare MC a vera bassa uscita)
sufficientemente da garantire la corretta preamplificazione ad un
gran numero di testine. E soprattutto di far riscoprire il valore
e l’importanza del suono analogico ad una pletora di utenti,
che pur avendo fatto o confermato tale scelta, non potevano sapere
come suonasse davvero il loro sistema di lettura, a causa degli
alti prezzi dei pre-phono “seri” o della mediocre qualità
di quelli incorporati in molte sezioni di preamplificazione.
Un pre phono che abbia un tale equilibrio tra trasparenza e spessore,
è già di per sé un campione. Al prezzo di vendita
previsto è semplicemente un affare che non si può
perdere.
Proprio in virtù di queste considerazioni e dell’ormai
antica vicinanza, per comune frequentazione della rete, per naturale
simpatia, per vicinanza d’obiettivi, tra noi e Roberto Delle
Curti, stiamo cercando di trovare un sistema per consentire ai lettori
più affezionati di videohifi.com, di acquistare questo oggetto
ad un prezzo ancora più conveniente. Prossimamente vi faremo
sapere se e come.
B.M.
Costruttore : Royal Device
Importatore : -
Sito web : www.royaldevice.com
Email : info00@royaldevice.com
Costo : 249 Euro