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INDICE
NUMERO 17

 



Pioneer DV-868Avi
di Marco Caponera

Pioneer è uno di quei marchi hi-fi di cui si pensa di non dover fare presentazioni perché dovrebbe essere azienda nota e apprezzata da tutti gli appassionati dotati di un pochino di esperienza hi-fi e di memoria. Invece mi accorgo con molto rammarico che la gran parte della nuova produzione Pioneer passa spesso in secondo piano anche al cospetto di concorrenti imbarazzanti. Imbarazzanti perché dietro ottime campagne di marketing spesso si celano apparecchi tutto sommato mediocri. Al contrario, il nuovo corso Pioneer è impostato sul rigore e la capacità di realizzare apparecchi dal rapporto qualità/prezzo inarrivabile per la concorrenza. All’estero ben altro trattamento è riservato a questi prodotti nipponici e anche la nostra letteratura specializzata è stata invischiata nel vortice sensazionalistico che sta ostacolando, a mio modo di vedere, un sano approccio all’hi-fi. La teoria del complotto e del prezzo più basso stanno togliendo credibilità a un settore che non naviga in buone acque ma che mai come in questo periodo sta uscendo dal ghetto in cui si trova dalla fine degli anni ’80 per varcare di nuovo non tanto la soglia degli appassionati, troppo pochi e troppo volubili per rilanciare il settore, quanto piuttosto quella di persone che si avvicinano, magari tramite il video, all’alta qualità della riproduzione. Se sapremo dare delle indicazioni serie e tecnicamente fondate a questi neofiti il settore non potrà che risentirne positivamente, se al contrario li convinceremo che bastano pochi euro per avere tutto la noia e il disincanto prenderanno di nuovo il sopravvento, staremo a vedere.
Nel nostro piccolo a videohifi.com abbiamo sempre cercato di “ragionare”, di capire, anche se in ritardo, come spesso ci accade, visto l’esiguo potere politico che vantiamo in ambito editoriale. Cercheremo di darvi conto di uno dei migliori best-buy del momento, non troppo osannato, senza schiere di fanatici pronti a tagliarsi un orecchio per difenderne le doti, ma che all’ascolto e alla visione attente ha dimostrato di essere un grande e finalmente, sul serio, poter sostituire il nostro amato (odiato) lettore CD con uno multistandard. Una prima parte approfondirà la conoscenza dell’apparecchio in generale ed entrerà nello specifico della qualità di riproduzione audio, la seconda ne affronterà approfonditamente la riproduzione video.

Il Pioneer si presenta con una livrea color argento dal frontale mosso da una leggera inclinazione della zona che va dal cassettino al logo Pioneer. La metà inferiore è occupata in maniera elegante e poco vistosa da alcuni controlli. Da sinistra a destra: il tasto d’accensione, la spia di funzionamento i.Link, la spia di funzionamento HDMI, poi il tasto e la relativa spia per il Progressive Scan e per la funzione “Pure Audio” che disattiva le funzioni video per migliorare la qualità di riproduzione di dischi audio. Al centro troviamo il display, piccolo ma efficace, almeno per le informazioni che è chiamato a fornire vista la presenza del menù OSD. Proseguendo ci sono i classici tasti per il funzionamento, il cambio traccia ecc…

Il retro dell’apparecchio è molto completo, probabilmente questo è stato uno dei primi apparecchi in commercio a dotarsi di uscita digitale HDMI per il collegamento video. Poi troviamo le uscite analogiche 5.1, utili soprattutto per l’audio dei formati ad alta risoluzione (SACD e DVD Audio); due connettori per l’iLink audio in standard S400 a quattro poli (il più veloce). Chiudono la parte audio un connettore coassiale e uno per la fibra ottica per le connessioni digitali. La parte video è completa: ci sono due uscite Scart una RGB per il Display e una solo Composito per il videoregistratore; poi due connettori per il Composito, due S-Video e una a Componenti. Completano il set una coppia di connettori per il collegamento delle elettroniche Pioneer tra loro e il connettore per il cavo d’alimentazione, privo del polo della terra.

Il telecomando è completo, non molto intuitivo, ma si familiarizza presto. D’effetto l’illuminazione dei tasti centrali, ma avrei preferito che fosse illuminata anche la parte relativa ai menù che al buio è difficile da individuare al tatto. Interessante e divertente il joystick centrale che attiva la funzione “Multi” utile per “rallentare” la riproduzione o per fare ricerche “veloci”.

Il menù è controllabile soltanto superficialmente dal display dell’apparecchio, anche qui avrei preferito più elasticità, poiché capisco che nell’audio/video un display è sempre connesso all’apparecchio, ma nell’uso con i formati audio MCL questo non è detto che avvenga e rappresenta sicuramente una limitazione. La grafica del menù è molto ben curata, non ha l’aria dimessa e di puro servizio presente su grossa parte degli amplificatori audio/video in commercio.
Si parte dai settaggi iniziali nei quali scegliere la lingua d’interfaccia con il lettore, la presenza o meno del Progressive Scan, le compatibilità con amplificatori A/V e standard multicanale (DTS Dolby Digital. Si possono attivare le uscite digitali e stabilire la frequenza di sovracampionamento in PCM. Le altre sezioni del menù sono abbastanza intuitive, entrerò nel merito soltanto dei sottomenù relativi alle impostazioni audio e video. L’audio prevede la funzione DRC per alzare il livello della gamma bassa in presenza di volumi contenuti, la funzione “Legato Pro” influisce sulle frequenze non udibili e permette di settare l’estremo alto per una differente tipologia di suono (non operante sui SACD). La funzione Hi-Bit alza la dinamica effettiva dei canali anteriori portandola a 24 bit. La funzione “Virtual Surround” genera un surround virtuale in presenza di due soli diffusori la sconsiglio caldamente! Il menù si chiude con la possibilità di settare livello e distanza dei diffusori per le uscite analogiche 5.1. Un po’ limitato il menù delle impostazioni video, non capisco infatti perché in fabbrica non abbiano settato un preset per videoproiettori, quando invece sono presenti quello per i Tv CRT, per i Plasma e per i PC. Avrebbe rappresentato una comodità di cui avrebbero beneficiato in molti. Naturalmente è possibile grazie ai banchi di memoria vuoti realizzare un setting personalizzato. Le voci sono molte e permettono una taratura molto precisa, attenzione però a non voler strafare, e in mancanza di attrezzature di misura dotatevi almeno di un buon disco test, i cofanetti Lucas Film, ad esempio dispongono di un buon set di segnali. L’uscita HDMI dispone di parametri aggiuntivi quali la regolazione generale del colore, su due posizioni, e la nitidezza dei contorni.

 

Prova d’ascolto


Nella valutazione delle performance audio/video della macchina iniziamo dalla componente audio (il video nella seconda puntata), sia stereofonica con materiali su supporto CD che multicanale su supporto SACD DVD-Video e DVD-audio. L’impianto con cui mi sono accinto a provare il lettore Pioneer è costituito da una sorgente digitale Philips DVP 9000S, una sorgente analogica Pro-Ject 2.9 wood, con braccio di serie e testina Clearaudio Aurum Classics wood. L’amplificazione prevedeva un preamplificatore a valvole Sonus Faber Prius, un finale a valvole Shelter 409-2, un amplificatore integrato a stato solido Vincent SV 233; e l’Arcam AVR300 e il Marantz SR5400 OSE, per il multicanale. Un set di diffusori 5.1 Chario Silverette e una coppia di AStri Albireo. Il videoproiettore utilizzato è un Dreamweaver Dreamvision Plus. I cavi: Megaride Audio, HiDiamond, Van Den Hul. Tutte le elettroniche sono state adagiate su un mobile porta elettroniche Solid Steel; trattamenti acustici d’ambiente della Audio Carpet.

Cd
Ho iniziato ad ascoltare il lettore Pioneer con i CD con i quali effettuo le prove, ovviamente compendiate da ulteriori ascolti con materiale di varia natura.
Le prerogative che fanno di questo lettore un best-buy già nella sola riproduzione dei CD sono una scena ampia, ben focalizzata e convincente, con molta aria interno agli esecutori e un dettaglio che non avevo ancora incontrato in apparecchi di medio prezzo. Ho letto molto spesso in quest’ultimo periodo di lettori multistandard che pare offrano una resa dei Cd pari se non superiore a lettori standard di prezzo molto elevato, sicuramente ciò ha una componente di verità ma fino ad ora la sensazione di artificiosità, di mancanza di finezza nel registro alto tipiche delle sorgenti digitali di medio prezzo (fino ai 2000 euro) l’ho trovata presente in tutti i lettori che ho avuto modo di testare. In questo elenco inserisco anche il Philips 9000 testato di recente su videohifi.com e che in questo momento ho modo di testare in parallelo al Pioneer. La differenza audio tra queste due macchine sta proprio nella naturalezza d’emissione, nella correttezza timbrica e nel dettaglio che nel Pioneer è superiore e ricorda molto da vicino i lettori top class. Al Philips mancano proprio quei dettagli che fanno la differenza. In confronto con lettori dal costo anche doppio o triplo impressiona per la capacità di gestire tutti i parametri della buona riproduzione in maniera efficace. Ma questo se rappresenta un traguardo notevole per il formato CD non avvicina molto al gap che comunque rimane rispetto a una qualunque discreta sorgente analogica. Il Pioneer esce vincitore dal confronto proprio per la sua capacità di offrire un suono molto analogico senza per questo peccare in dettaglio e dinamica. Attenzione l’analogico per me ha ancora una serie di caratteristiche che me lo fanno preferire, ma per rendere conto della sensazione che il Pioneer mi ha fornito, vi racconto che nelle mie prove di ascolto digitali mi trovo sempre “costretto” a far seguire qualche bel brano riprodotto dal giradischi per rasserena l’animo, per riposare l’orecchio e per gustare qualche bella emozione in più. Beh! Questo con il Pioneer non è stato necessario, poiché l’ascolto, anche protratto nel tempo, non affatica mai l’ascoltatore che è libero di godersi la musica senza pensare alla sorgente o all’impianto che la riproduce.
Alcuni difetti sono una gamma bassa non estesissima e dal medio basso molto composto che in alcune occasioni è sembrato mancare di quel piglio dinamico che ad esempio ricordo aver ascoltato nell’ottimo Rega Planet Mk3. Ciò fa parte del carattere del Pioneer per nulla disposto ad impressionare ma progettato per dare soddisfazione nel lungo termine; con una timbrica equilibrata e dal dettaglio notevole, specie in relazione al già citato Philips, che perde di netto anche in ampiezza della scena sonora e in correttezza timbrica, avendo un medio alto decisamente più caratterizzato. Anche l’Upsampling del Pioneer lavora meglio di quello del 9000, se ne avverte subito l’intervento che aumenta la profondità della scena e il dettaglio, nonché il controllo del registro alto.

 

SACD, DVD-Audio, DVD-Video
Con materiale multicanale va osservato il corretto equilibrio dei canali, rispettoso del lavoro del tecnico di registrazione. Ascoltando Peter Gabriel e i Pink Floyd, autori in grado di “pensare” in multicanale vengono fuori tutte le frecce all’arco dell’MCL che, benché sostanzialmente inutile in ambito musicale tradizionale, vanta una capacità di coinvolgimento sicuramente superiore alla stereofonia. Quando, come nei casi citati, la composizione e l’arrangiamento lo consentono l’ascoltatore non è più solo osservatore (ascoltatore) dell’evento sonoro, ma è veicolato all’interno di esso, sensazione che conoscono bene i fortunati che hanno potuto ascoltare Gilmour e compagni nelle esibizioni quadrifoniche dei loro concerti. Le tarature “fini” che il lettore consente sono sufficienti per personalizzare a dovere spazi e livelli dei diffusori a patto di non esagerare con il livello dei surround e del subwoofer (di cui si può tranquillamente fare a meno).
La risposta su tutto lo spettro delle frequenze udibili appare, anche qui, piuttosto equilibrata, la gamma media è suadente; il registro acuto è di altissimo livello e offre un interessante saggio delle potenzialità messe in campo dai nuovi formati audio digitali. Non c’è che dire dopo aver ascoltato in SACD è difficile tornare indietro…

L’audio dei DVD-Video
Passando all’ascolto dei DVD Video direi che è possibile confermare in toto pregi e difetti trovati già nell’ascolto stereofonico, ottimo equilibrio timbrico, ottima ricostruzione dello stage ricreato in studio di regia audio e discreta estensione in gamma bassa, qui ottimamente “aiutata” dalla presenza dell’immancabile subwoofer. Le scene più dinamiche vengono gestite con discreta naturalità, qualcosa si perde in precisione quando la pressione sonora aumenta, ma i problemi maggiori li creano ampli e diffusori, il lettore influisce molto poco nella perdita di controllo generale.
Le colonne sonore compresse, si sa, non fosse per le immagini, non genererebbero lo stesso coinvolgimento emotivo di quelle non compresse ma il risultato rimane accettabile, tanto da farlo consigliare anche agli appassionati di DVD-Video musicali. I canali surround espletano molto bene il proprio dovere senza eccessivi protagonismi, le voci del canale centrale sono calde e affatto nasali, i due canali frontali dal canto loro si integrano alla perfezione con il resto dell’impianto generando un campo sonoro tangibile e ottimamente dimensionato. Il subwoofer offre sicuramente quel piglio dinamico che fa appassionare chiunque all’ascolto e quindi alla visione di film attraverso impianti home theater. Se acquistate il Pioneer per vedere soprattutto films vi sarà difficile spegnerlo.

Qui termina la prima parte della prova, per la sezione video, l’analisi dell’interno dell’apparecchio e per le conclusioni generali vi rimando alla seconda puntata…

 

Il Parere di Bebo Moroni

Ho, naturalmente, poco da aggiungere all’eccellente e accuratissima disamina, che proseguirà sul fascicolo successivo, di Marco Caponera.
La mia polemica nei confronti di chi sta sottovalutando, per interessi che non voglio conoscere, questa fase fondamentale di un marchio altrettanto fondamentale per il nostro settore come Pioneer, l’ho già fatta in apertura del mio test del DV 575 modificato Labtek. La proseguo idealmente, ricordando, in estrema sintesi, la grande tradizione di “bon son” e d’innovazione del marchio giapponese, a partire dall’epoca valvolare ( l’integrato SM 83, d’altronde, non manca mai nei miei consigli agli appassionati vintagisti che intendono, oltreché il valore della vetustà, acquisire anche il valore del suono) passando per la mitica serie “21” degli anni ’70, per arrivare ai migliori apparecchi del “premium brand” Elite, più recenti, soffermandoci su un ampli come l’A09 che ancora fa vedere i sorci verdi ai suoi blasonati e assai più costosi colleghi statunitensi ed europei, per arrivare a queste due macchine per molti versi spettacolari, 668 e 868, con la curiosità, a questo punto, di esaminare il resto della produzione corrente.
E’ una polemica che mi posso permettere perché è dalla metà degli anni ’80 che scrivo, senza peritarmi della sacralità del luogo dove queste parole sono state incise, della bontà di certe apparecchiature, anche smaccatamente consumer, del “marchio del diapason” ( ma per carità, recuperate il bel logo, il marchio, i colori di squadra storici !), e qualcuno ricorderà la mia recensione del giradischi digitale PD 8500, me la posso permettere perché questa rivista online non è sponsorizzata e non accetta pubblicità, e ancora perché Pioneer non è inserzionista ( ovviamente spero che prima o poi lo sarà) di Fedeltà Del Suono.
Consideratelo un atto di pura ammirazione per chi sta avendo il coraggio di non arrendersi all’ineluttabilità dei prodotti ultra low-cost che arrivano a tonnellate da altri paesi dell’estremo oriente, e non ha rinunciato alla ricerca in nome di un’omologazione forzosa, ma anche suicida.
L’868 è uno dei migliori multiformato, indipendentemente dal prezzo, che abbia avuto modo di ascoltare e guardare. E certo riferimenti validi non mi mancano. E’ una macchina per molti versi fantastica, e che, oltretutto, può rappresentare, ove non ci si accontenti ancora delle sue prestazioni, od ove in futuro si desideri salir ancor più su di tono, una “base” di upgrading talmente eccellente da non temere alcuna concorrenza. Purché di concorrenza leale si tratti…

 

Dati:

Prezzo di listino: 1670 €
"street price" attuale molto inferiore!

Distribuito da Pioneer Italia
via R Lepetit, 8 20020 Lainate (mi)
tel. 02.93911


 


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