Pioneer
DV-868Avi
di Marco Caponera
Pioneer
è uno di quei marchi hi-fi di cui si pensa di non dover fare
presentazioni perché dovrebbe essere azienda nota e apprezzata
da tutti gli appassionati dotati di un pochino di esperienza hi-fi
e di memoria. Invece mi accorgo con molto rammarico che la gran
parte della nuova produzione Pioneer passa spesso in secondo piano
anche al cospetto di concorrenti imbarazzanti. Imbarazzanti perché
dietro ottime campagne di marketing spesso si celano apparecchi
tutto sommato mediocri. Al contrario, il nuovo corso Pioneer è
impostato sul rigore e la capacità di realizzare apparecchi
dal rapporto qualità/prezzo inarrivabile per la concorrenza.
All’estero ben altro trattamento è riservato a questi
prodotti nipponici e anche la nostra letteratura specializzata è
stata invischiata nel vortice sensazionalistico che sta ostacolando,
a mio modo di vedere, un sano approccio all’hi-fi. La teoria
del complotto e del prezzo più basso stanno togliendo credibilità
a un settore che non naviga in buone acque ma che mai come in questo
periodo sta uscendo dal ghetto in cui si trova dalla fine degli
anni ’80 per varcare di nuovo non tanto la soglia degli appassionati,
troppo pochi e troppo volubili per rilanciare il settore, quanto
piuttosto quella di persone che si avvicinano, magari tramite il
video, all’alta qualità della riproduzione. Se sapremo
dare delle indicazioni serie e tecnicamente fondate a questi neofiti
il settore non potrà che risentirne positivamente, se al
contrario li convinceremo che bastano pochi euro per avere tutto
la noia e il disincanto prenderanno di nuovo il sopravvento, staremo
a vedere.
Nel nostro piccolo a videohifi.com abbiamo sempre cercato di “ragionare”,
di capire, anche se in ritardo, come spesso ci accade, visto l’esiguo
potere politico che vantiamo in ambito editoriale. Cercheremo di
darvi conto di uno dei migliori best-buy del momento, non troppo
osannato, senza schiere di fanatici pronti a tagliarsi un orecchio
per difenderne le doti, ma che all’ascolto e alla visione
attente ha dimostrato di essere un grande e finalmente, sul serio,
poter sostituire il nostro amato (odiato) lettore CD con uno multistandard.
Una prima parte approfondirà la conoscenza dell’apparecchio
in generale ed entrerà nello specifico della qualità
di riproduzione audio, la seconda ne affronterà approfonditamente
la riproduzione video.
Il Pioneer si presenta con una livrea color
argento dal frontale mosso da una leggera inclinazione della zona
che va dal cassettino al logo Pioneer. La metà inferiore
è occupata in maniera elegante e poco vistosa da alcuni controlli.
Da sinistra a destra: il tasto d’accensione, la spia di funzionamento
i.Link, la spia di funzionamento HDMI, poi il tasto e la relativa
spia per il Progressive Scan e per la funzione “Pure Audio”
che disattiva le funzioni video per migliorare la qualità
di riproduzione di dischi audio. Al centro troviamo il display,
piccolo ma efficace, almeno per le informazioni che è chiamato
a fornire vista la presenza del menù OSD. Proseguendo ci
sono i classici tasti per il funzionamento, il cambio traccia ecc…

Il retro dell’apparecchio è
molto completo, probabilmente questo è stato uno dei primi
apparecchi in commercio a dotarsi di uscita digitale HDMI per il
collegamento video. Poi troviamo le uscite analogiche 5.1, utili
soprattutto per l’audio dei formati ad alta risoluzione (SACD
e DVD Audio); due connettori per l’iLink audio in standard
S400 a quattro poli (il più veloce). Chiudono la parte audio
un connettore coassiale e uno per la fibra ottica per le connessioni
digitali. La parte video è completa: ci sono due uscite Scart
una RGB per il Display e una solo Composito per il videoregistratore;
poi due connettori per il Composito, due S-Video e una a Componenti.
Completano il set una coppia di connettori per il collegamento delle
elettroniche Pioneer tra loro e il connettore per il cavo d’alimentazione,
privo del polo della terra.

Il telecomando è completo, non molto
intuitivo, ma si familiarizza presto. D’effetto l’illuminazione
dei tasti centrali, ma avrei preferito che fosse illuminata anche
la parte relativa ai menù che al buio è difficile
da individuare al tatto. Interessante e divertente il joystick centrale
che attiva la funzione “Multi” utile per “rallentare”
la riproduzione o per fare ricerche “veloci”.

Il menù è controllabile soltanto
superficialmente dal display dell’apparecchio, anche qui avrei
preferito più elasticità, poiché capisco che
nell’audio/video un display è sempre connesso all’apparecchio,
ma nell’uso con i formati audio MCL questo non è detto
che avvenga e rappresenta sicuramente una limitazione. La grafica
del menù è molto ben curata, non ha l’aria dimessa
e di puro servizio presente su grossa parte degli amplificatori
audio/video in commercio.
Si parte dai settaggi iniziali nei quali scegliere la lingua d’interfaccia
con il lettore, la presenza o meno del Progressive Scan, le compatibilità
con amplificatori A/V e standard multicanale (DTS Dolby Digital.
Si possono attivare le uscite digitali e stabilire la frequenza
di sovracampionamento in PCM. Le altre sezioni del menù sono
abbastanza intuitive, entrerò nel merito soltanto dei sottomenù
relativi alle impostazioni audio e video. L’audio prevede
la funzione DRC per alzare il livello della gamma bassa in presenza
di volumi contenuti, la funzione “Legato Pro” influisce
sulle frequenze non udibili e permette di settare l’estremo
alto per una differente tipologia di suono (non operante sui SACD).
La funzione Hi-Bit alza la dinamica effettiva dei canali anteriori
portandola a 24 bit. La funzione “Virtual Surround”
genera un surround virtuale in presenza di due soli diffusori la
sconsiglio caldamente! Il menù si chiude con la possibilità
di settare livello e distanza dei diffusori per le uscite analogiche
5.1. Un po’ limitato il menù delle impostazioni video,
non capisco infatti perché in fabbrica non abbiano settato
un preset per videoproiettori, quando invece sono presenti quello
per i Tv CRT, per i Plasma e per i PC. Avrebbe rappresentato una
comodità di cui avrebbero beneficiato in molti. Naturalmente
è possibile grazie ai banchi di memoria vuoti realizzare
un setting personalizzato. Le voci sono molte e permettono una taratura
molto precisa, attenzione però a non voler strafare, e in
mancanza di attrezzature di misura dotatevi almeno di un buon disco
test, i cofanetti Lucas Film, ad esempio dispongono di un buon set
di segnali. L’uscita HDMI dispone di parametri aggiuntivi
quali la regolazione generale del colore, su due posizioni, e la
nitidezza dei contorni.

Prova
d’ascolto
Nella valutazione delle performance audio/video della macchina iniziamo
dalla componente audio (il video nella seconda puntata), sia stereofonica
con materiali su supporto CD che multicanale su supporto SACD DVD-Video
e DVD-audio. L’impianto con cui mi sono accinto a provare
il lettore Pioneer è costituito da una sorgente digitale
Philips DVP 9000S, una sorgente analogica Pro-Ject 2.9 wood, con
braccio di serie e testina Clearaudio Aurum Classics wood. L’amplificazione
prevedeva un preamplificatore a valvole Sonus Faber Prius, un finale
a valvole Shelter 409-2, un amplificatore integrato a stato solido
Vincent SV 233; e l’Arcam AVR300 e il Marantz SR5400 OSE,
per il multicanale. Un set di diffusori 5.1 Chario Silverette e
una coppia di AStri Albireo. Il videoproiettore utilizzato è
un Dreamweaver Dreamvision Plus. I cavi: Megaride Audio, HiDiamond,
Van Den Hul. Tutte le elettroniche sono state adagiate su un mobile
porta elettroniche Solid Steel; trattamenti acustici d’ambiente
della Audio Carpet.
Cd
Ho iniziato ad ascoltare il lettore Pioneer con i CD con i quali
effettuo le prove, ovviamente compendiate da ulteriori ascolti con
materiale di varia natura.
Le prerogative che fanno di questo lettore un best-buy già
nella sola riproduzione dei CD sono una scena ampia, ben focalizzata
e convincente, con molta aria interno agli esecutori e un dettaglio
che non avevo ancora incontrato in apparecchi di medio prezzo. Ho
letto molto spesso in quest’ultimo periodo di lettori multistandard
che pare offrano una resa dei Cd pari se non superiore a lettori
standard di prezzo molto elevato, sicuramente ciò ha una
componente di verità ma fino ad ora la sensazione di artificiosità,
di mancanza di finezza nel registro alto tipiche delle sorgenti
digitali di medio prezzo (fino ai 2000 euro) l’ho trovata
presente in tutti i lettori che ho avuto modo di testare. In questo
elenco inserisco anche il Philips 9000 testato di recente su videohifi.com
e che in questo momento ho modo di testare in parallelo al Pioneer.
La differenza audio tra queste due macchine sta proprio nella naturalezza
d’emissione, nella correttezza timbrica e nel dettaglio che
nel Pioneer è superiore e ricorda molto da vicino i lettori
top class. Al Philips mancano proprio quei dettagli che fanno la
differenza. In confronto con lettori dal costo anche doppio o triplo
impressiona per la capacità di gestire tutti i parametri
della buona riproduzione in maniera efficace. Ma questo se rappresenta
un traguardo notevole per il formato CD non avvicina molto al gap
che comunque rimane rispetto a una qualunque discreta sorgente analogica.
Il Pioneer esce vincitore dal confronto proprio per la sua capacità
di offrire un suono molto analogico senza per questo peccare in
dettaglio e dinamica. Attenzione l’analogico per me ha ancora
una serie di caratteristiche che me lo fanno preferire, ma per rendere
conto della sensazione che il Pioneer mi ha fornito, vi racconto
che nelle mie prove di ascolto digitali mi trovo sempre “costretto”
a far seguire qualche bel brano riprodotto dal giradischi per rasserena
l’animo, per riposare l’orecchio e per gustare qualche
bella emozione in più. Beh! Questo con il Pioneer non è
stato necessario, poiché l’ascolto, anche protratto
nel tempo, non affatica mai l’ascoltatore che è libero
di godersi la musica senza pensare alla sorgente o all’impianto
che la riproduce.
Alcuni difetti sono una gamma bassa non estesissima e dal medio
basso molto composto che in alcune occasioni è sembrato mancare
di quel piglio dinamico che ad esempio ricordo aver ascoltato nell’ottimo
Rega Planet Mk3. Ciò fa parte del carattere del Pioneer per
nulla disposto ad impressionare ma progettato per dare soddisfazione
nel lungo termine; con una timbrica equilibrata e dal dettaglio
notevole, specie in relazione al già citato Philips, che
perde di netto anche in ampiezza della scena sonora e in correttezza
timbrica, avendo un medio alto decisamente più caratterizzato.
Anche l’Upsampling del Pioneer lavora meglio di quello del
9000, se ne avverte subito l’intervento che aumenta la profondità
della scena e il dettaglio, nonché il controllo del registro
alto.
SACD,
DVD-Audio, DVD-Video
Con materiale multicanale va osservato il corretto equilibrio dei
canali, rispettoso del lavoro del tecnico di registrazione. Ascoltando
Peter Gabriel e i Pink Floyd, autori in grado di “pensare”
in multicanale vengono fuori tutte le frecce all’arco dell’MCL
che, benché sostanzialmente inutile in ambito musicale tradizionale,
vanta una capacità di coinvolgimento sicuramente superiore
alla stereofonia. Quando, come nei casi citati, la composizione
e l’arrangiamento lo consentono l’ascoltatore non è
più solo osservatore (ascoltatore) dell’evento sonoro,
ma è veicolato all’interno di esso, sensazione che
conoscono bene i fortunati che hanno potuto ascoltare Gilmour e
compagni nelle esibizioni quadrifoniche dei loro concerti. Le tarature
“fini” che il lettore consente sono sufficienti per
personalizzare a dovere spazi e livelli dei diffusori a patto di
non esagerare con il livello dei surround e del subwoofer (di cui
si può tranquillamente fare a meno).
La risposta su tutto lo spettro delle frequenze udibili appare,
anche qui, piuttosto equilibrata, la gamma media è suadente;
il registro acuto è di altissimo livello e offre un interessante
saggio delle potenzialità messe in campo dai nuovi formati
audio digitali. Non c’è che dire dopo aver ascoltato
in SACD è difficile tornare indietro…
L’audio
dei DVD-Video
Passando all’ascolto dei DVD Video direi che è possibile
confermare in toto pregi e difetti trovati già nell’ascolto
stereofonico, ottimo equilibrio timbrico, ottima ricostruzione dello
stage ricreato in studio di regia audio e discreta estensione in
gamma bassa, qui ottimamente “aiutata” dalla presenza
dell’immancabile subwoofer. Le scene più dinamiche
vengono gestite con discreta naturalità, qualcosa si perde
in precisione quando la pressione sonora aumenta, ma i problemi
maggiori li creano ampli e diffusori, il lettore influisce molto
poco nella perdita di controllo generale.
Le colonne sonore compresse, si sa, non fosse per le immagini, non
genererebbero lo stesso coinvolgimento emotivo di quelle non compresse
ma il risultato rimane accettabile, tanto da farlo consigliare anche
agli appassionati di DVD-Video musicali. I canali surround espletano
molto bene il proprio dovere senza eccessivi protagonismi, le voci
del canale centrale sono calde e affatto nasali, i due canali frontali
dal canto loro si integrano alla perfezione con il resto dell’impianto
generando un campo sonoro tangibile e ottimamente dimensionato.
Il subwoofer offre sicuramente quel piglio dinamico che fa appassionare
chiunque all’ascolto e quindi alla visione di film attraverso
impianti home theater. Se acquistate il Pioneer per vedere soprattutto
films vi sarà difficile spegnerlo.
Qui termina
la prima parte della prova, per la sezione video, l’analisi
dell’interno dell’apparecchio e per le conclusioni generali
vi rimando alla seconda puntata…
Il
Parere di Bebo Moroni
Ho, naturalmente,
poco da aggiungere all’eccellente e accuratissima disamina,
che proseguirà sul fascicolo successivo, di Marco Caponera.
La mia polemica nei confronti di chi sta sottovalutando, per interessi
che non voglio conoscere, questa fase fondamentale di un marchio
altrettanto fondamentale per il nostro settore come Pioneer, l’ho
già fatta in apertura del mio test del DV 575 modificato
Labtek. La proseguo idealmente, ricordando, in estrema sintesi,
la grande tradizione di “bon son” e d’innovazione
del marchio giapponese, a partire dall’epoca valvolare ( l’integrato
SM 83, d’altronde, non manca mai nei miei consigli agli appassionati
vintagisti che intendono, oltreché il valore della vetustà,
acquisire anche il valore del suono) passando per la mitica serie
“21” degli anni ’70, per arrivare ai migliori
apparecchi del “premium brand” Elite, più recenti,
soffermandoci su un ampli come l’A09 che ancora fa vedere
i sorci verdi ai suoi blasonati e assai più costosi colleghi
statunitensi ed europei, per arrivare a queste due macchine per
molti versi spettacolari, 668 e 868, con la curiosità, a
questo punto, di esaminare il resto della produzione corrente.
E’ una polemica che mi posso permettere perché è
dalla metà degli anni ’80 che scrivo, senza peritarmi
della sacralità del luogo dove queste parole sono state incise,
della bontà di certe apparecchiature, anche smaccatamente
consumer, del “marchio del diapason” ( ma per carità,
recuperate il bel logo, il marchio, i colori di squadra storici
!), e qualcuno ricorderà la mia recensione del giradischi
digitale PD 8500, me la posso permettere perché questa rivista
online non è sponsorizzata e non accetta pubblicità,
e ancora perché Pioneer non è inserzionista ( ovviamente
spero che prima o poi lo sarà) di Fedeltà Del Suono.
Consideratelo un atto di pura ammirazione per chi sta avendo il
coraggio di non arrendersi all’ineluttabilità dei prodotti
ultra low-cost che arrivano a tonnellate da altri paesi dell’estremo
oriente, e non ha rinunciato alla ricerca in nome di un’omologazione
forzosa, ma anche suicida.
L’868 è uno dei migliori multiformato, indipendentemente
dal prezzo, che abbia avuto modo di ascoltare e guardare. E certo
riferimenti validi non mi mancano. E’ una macchina per molti
versi fantastica, e che, oltretutto, può rappresentare, ove
non ci si accontenti ancora delle sue prestazioni, od ove in futuro
si desideri salir ancor più su di tono, una “base”
di upgrading talmente eccellente da non temere alcuna concorrenza.
Purché di concorrenza leale si tratti…
Dati:
Prezzo
di listino: 1670 €
"street price" attuale molto inferiore!
Distribuito da Pioneer Italia
via R Lepetit, 8 20020 Lainate (mi)
tel. 02.93911