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NUMERO 17



Monrio Asty Line MKII: Direttore d’orchestra

di Fabio Cottatellucci

 

 

 

La Monrio è una piccola casa italiana che nei diversi anni della sua attività si è guadagnata una reputazione per le sue apparecchiature d’alta qualità e per il loro elevato rapporto qualità / prezzo. I prodotti comprendono attualmente degli integrati stereo, finali a 1, 2, 3 e 5 canali, un pre phono, un DAC e un lettore CD. Altri sono in arrivo. Videohifi ha già provato due integrati di questo marchio: l’Asty da 55+55 W e l’MC-207 da 80+80W (http://www.videohifi.com/monrio_asty.htm e http://www.videohifi.com/11_monriomc207.htm).

 

Proprio dopo quest’ultimo test il "Signor Monrio", Giovanni Gazzola ("Monrio" è solo l’acronimo della sua città natale Monte Rio), mi disse che stava lavorando su un preamplificatore a valvole specialmente pensato per pilotare finali a stato solido.

Di questi tempi le amplificazioni ibride stanno raccogliendo un consistente interesse e io sono fra quelli che ritengono l’accoppiata pre a tubi più finale a stato solido la miglior strada verso un buon risultato, anche se comunque esistono molte realizzazioni integrata di elevata qualità.

E così mi misi subito in lista per un esemplare da provare, ma lo sviluppo del progetto richiese un po’ più del previsto. Ad esempio, la Casa disegnò un telaio dedicato più alto di un centimetro rispetto ai suoi standard per meglio ospitare le valvole 6922 dato che un montaggio orizzontale non avrebbe soddisfatto gli stringenti requisiti di fabbrica.

Ma un giorno ricevetti una chiamata con cui mi si comunicava che un pre Asty Line Mk II era pronto per partire alla volta di casa mia, e ciò che segue è il racconto della mia convivenza con esso.

L’apparecchio e il suo utilizzo

L’Asty Line Mk II mi è arrivato confezionato in un imballo di media qualità ma efficace che comprende il pre stesso, un buon manuale e un cordone d’alimentazione piuttosto economico. E’ compreso senza sovrapprezzo anche un telecomando per il solo volume; il mio era un esemplare di preserie pertanto non ho ritenuto indicativo fotografarlo.

Per quanto riguarda la sicurezza, si può notare che il cabinet non presenta bordi taglienti o punte

E che la griglia d’areazione è fitta abbastanza da resistere a cuccioli e bambini curiosi (sempre che non gli sia permesso infilare chiodi o lame dentro gli apparecchi di papà!). Il cordone d’alimentazione e I cavi si fissano bene e anche dopo aver lavorato sodo questo pre scalda poco. L’apparecchio è certificato CE.

Anche se Monrio esporta in diversi Paesi la knowledge base nei Forum e nei gruppi di discussione Internet non può ovviamente essere pari a quella dei grossi marchi storici. Ma alla casa di Piacenza sono veloci nel rispondere alle e-mail in entrata: quando stavo testando l’ampli MC-207 gli inviai una mail senza qualificarmi come redattore d’una rivista ed ebbi una risposta esaustiva nel giro d’un giorno. Piuttosto completo il sito Internet della Casa.

Questo ampli esibisce una bella estetica passepartout con uno spesso pannello frontale d’alluminio opaco ben rifinito che presenta tre grosse manopole, un LED e il ricevitore infrarossi del telecomando. Nessun bisogno pertanto di nasconderlo, può pavoneggiarsi sul suo scaffale e ottenere un alto WAF (il sempre temuto Wife Acceptance Factor).

Le tre solide manopole tornite dal pieno e fissate con brugole sono i soli comandi sul frontale. Sono rifinite con un finisher trasparente che al tatto sembra gomma e che permette un’ottima manovrabilità. Le due sulla sinistra controllano il selettore d’ingressi e il volume (difficilissimo distinguerne la posizione dal divano); l’interruttore d’accensione è stato realizzato con il terzo di questi pregiati fermacarte (è presente un circuito di inserzione ritardata delle uscite). Un LED d’accensione completa la dotazione di controlli. Abbastanza comprensibilmente, non è presente alcuna presa cuffia.

Il pannello posteriore reca dei connettori di buona qualità per quattro ingressi ad alto livello, entrata e uscita per un registratore, una doppia uscita per amplificatori finali e una vaschetta IEC. Niente stadio fono neppure a richiesta (la Monrio ne commercializza uno stand-alone).

L’uscita sdoppiata per I finali di potenza è una caratteristica poco diffusa ed è davvero notevole in quanto aggiunge alla normale configurazione con un solo finale di potenza l’opportunità di pilotarne una coppia in biamplificazione passiva. In tale configurazione ciascun finale riceve un segnale a gamma intera dal pre e dà potenza alle casse i cui crossover si occupano della filtratura. Oppure, un’uscita può essere usata per un finale singolo e l’altra per un ampli per cuffie.

Interni

Il pre Monrio Asty Line Mk II è un preamplificatore a valvole totalmente privo di controreazione sia generale che locale, il cui cuore è un doppio triodo Sovtek 6922.

Questa valvola è probabilmente la più usata negli stadi linea e fono dai fabbricanti di apparecchi hi-fi; i primi nomi che mi vengono in mente sono Audio Research, Sonic Frontiers, Conrad Johnson, Audible Illusions, Convergent e in Europa Copland e Pathos.

I punti forti della Sovtek 6922 sono il guadagno (più di 30dB), l’elevata tensione di funzionamento e la bassa impedenza. Un’altra caratteristica molto importante, addirittura vitale nei pre e negli stadi fono, è la sua microfonicità eccezionalmente contenuta che la rende praticamente insensibile alle vibrazioni grazie alla robusta struttura interna e all’ottima lavorazione del vetro. Le Sovtek 6922 producono un suono dolce ed equilibrato ma non mancano neppure di trasparenza e di verve.

Il case del preamplificatore è formato da due lastre da 2 mm sagomate a U e serrate assieme (ferro l’inferiore e alluminio la superiore). Lungo le aree di contatto fra le due sono incollate alcune strisce smorzanti di stoffa mentre dodici viti d’acciaio serrano insieme il tutto. Il pannello frontale è formato da un’ulteriore lastra di alluminio da un centimetro fissata contro una faccia verticale del cabinet.

Il risultato è un telaio massiccio, davvero privo di vibrazioni e non risuonante; picchiandoci sopra con le nocche non si ottiene praticamente alcun suono. Un contenitore assolutamente indicato per una valvola. Quattro piedini di metallo arrotondati che accoppiano l’Asty Line Mk II allo scaffale su cui è poggiato completano la lotta alle vibrazioni. Il fabbricante mi ha comunicato che i piedini potrebbero diventare tre soltanto nei prossimi esemplari per rendere l’unità ancora più stabile e refrattaria alle vibrazioni.

Tutta la circuitazione è installata su due schede.

Una reca il selettore d’ingressi ITT-Canon e il potenziometro ALPS Serie Blu RK27 con il suo circuito di controllo a distanza (entrambi comandati con rinvii ad albero metallico dal pannello frontale).

L’altra invece ospita le sezioni d’alimentazione separate, tutta la circuitazione dello stadio linea e, naturalmente, la 6922 sul suo supporto di ceramica.

Questo pre è un esempio di progettazione razionale; i soli cavi presenti che portino segnale sono i quattro piccoli ponti di cavo Kimber Cable da cinque centimetri circa che collegano le due schede.

L’alimentazione è basata su un trasformatore toroidale che potrebbe servire qualsiasi ampli di media taglia e che per maggior efficacia ha un secondario per ciascun voltaggio richiesto.

Per servire più facilmente la valvola (e portar dentro meno rumore), i raddrizzatori sono ponti di diodi invece delle valvole che ci si sarebbe potuti aspettare. Capacità e ponti di diodi sono separati per ciascun ramo della circuitazione (capacità e ponti distribuiti).

La lista componenti è di prima classe: un condensatore Panasonic TSU da 10,000uF con quattro diodi Schottky filtrano la tensione per i filamenti; due Samwha da 100uF e diodi superveloci filtrano la mandata di alta tensione alla valvola. Lo stadio d’ingresso a FET conta su un condensatore Kendeil 2,200uF con ponte di diodi dedicato; anch’esso è completamente stabilizzato a transistor e indipendente per ciascun canale come sopra. Nell’alimentazione dell’anodica, I condensatori elettrolitici sono limitati al primo stadio dopo di che troviamo pezzi in polipropilene come gli MKP Audyn Cap e gli MKP ICEL.

Altri condensatori sono gli elettrolitici ELNA per la stabilizzazione dei filamenti, mentre lo stadio d’uscita vanta dei Mundorf serie Silver Oil.

Tutta la circuitazione di massa è configurata a stella.

Upgrade e ottimizzazione

Valvola: quando la garanzia sarà scaduta, potreste prendere in considerazione il cambio della vostra Sovtek 6922 con qualche altra valvola (non è necessario ri-tarare il bias).

Fra le alternative papabili per questo apparecchio ci sono le JAN Philips e le più economiche E88CC Tesla (JAN sta per "Joint Army and Navy", cioè "fornitura a norma militare").

Probabilmente guadagnerete qualcosa in musicalità e in "magia valvolare" specialmente con la Philips, ma dall’altra parte perderete qualcosa in accuratezza. La JAN Philips è reputata un po’ più rumorosa della Sovtek ed entrambe, specialmente la JAN Philips, tendono a essere più microfoniche.

Pertanto, dato che la Sovtek fa il proprio lavoro alla grande in questo apparecchio e che è pure la prima scelta del produttore, io francamente non la cambierei.

Collocazione e vibrazioni: non ho notato differenze di rilievo poggiando questo Monrio sul pavimento di marmo della mia sala d’ascolto o in cima a un mobiletto. Come dicevo prima molta attenzione è stata prestata per rendere l’Asty Line Mk II un apparecchio praticamente privo di vibrazioni sicché non sono necessari sforzi ulteriori da tale punto di vista.

Piedini e punte: dei piedini morbidi e disaccoppianti non hanno dato grandi risultati e neppure le punte hanno fatto granché. Segno d’un buon lavoro sulle vibrazioni fatto in fabbrica. Potete tranquillamente lasciare il pre poggiato sui suoi piedini metallici di serie (occhio a possibili graffi della superficie d’appoggio se è molto tenera).

Filtri di rete e cordone d’alimentazione: come detto sopra questo Monrio monta ottime sezioni di filtro; né un filtro di rete né un cordone schermato hanno portato differenze significative nel mio impianto (anche se userei un cordone più spesso di quello di serie).

Prestazioni

Come dicevo questo preamplificatore è stato sviluppato per accoppiarsi bene a finali a stato solido, anche se pure quelli a valvole sono ovviamente i benvenuti. E questa è una caratteristica che fa gola a quelli di noi che stanno valutando un’amplificazione ibrida.

Per questi motivi ho messo il Monrio al posto del mio pre Galactron 2016 per permettergli di pilotare i miei due finali monoblocco in Classe A Galactron 2016. Bisogna tener presente che questo trittico è stato specificamente progettato per diffusori ad alta efficienza come le mie Klipschorn e che è tutto connesso in bilanciato con cavi fabbricati dalla stessa Casa. Questo significa che rimpiazzare il preamplificatore di un sistema così ottimizzato è un compito difficile da svolgere.

La mia prima osservazione è che il palcoscenico sonoro è sorprendentemente alto e profondo, e largo a sufficienza. Ma ciò che mi ha davvero sorpreso è stata la capacità di questo pre di individuare ogni differente piano del soundstage lungo tutte le tre dimensioni: ogni strumento è collocato al posto giusto e correttamente proporzionato, con spazi adeguati fra uno e l’altro.

L’immagine rimane assolutamente stabile senza esitazioni in alcuna condizione, meglio del pre di riferimento. Credo proprio che le cure riposte nella pulizia dell’alimentazione e nella prevenzione delle vibrazioni abbiano giocato un ruolo importante in questa performance.

Il pre Monrio ha esibito una notevole profondità del basso e la capacità di controllarlo (meglio del mio riferimento), dote preziosa quando è necessario pilotare finali a stato solido dal basso molto consistente. Le frequenze medie sono un piacere valvolare per presenza, realismo e assenza di distorsione; sia le voci maschili che quelle femminili vengono fuori a tutto tondo. Le frequenze più alte brillano come dovrebbero senza diventare mai taglienti o vetrose. In breve, l’Asty ha mostrato un’ottima impostazione timbrica generale con una leggera preferenza (non prominenza!) in gamma bassa.

Un rumore molto contenuto e un bel microcontrasto aiutano la dinamica generale; quella macro in realtà è un affare di famiglia dei finali di potenza ma per tirarla fuori serve loro comunque un segnale in entrata pulito e veloce, e questo preamplificatore non ha problemi a fornirlo. Buona capacità di descrivere ogni singolo strumento in mezzo a un pieno orchestrale, anche se il mio pre a stato solido riesce a fare di meglio in questo campo.

In questo contesto di generale correttezza timbrica e di capacità dinamica a risaltare è la gran quantità di dettagli che l’ Asty Line Mk II riesce a tirar fuori senza sforzo. In breve esso combina la ricchezza sonora di un pre a tubi con la precisione di uno a stato solido, leggermente a favore del primo (dopotutto è un apparecchio a valvole!). La quantità di dettaglio musicale è davvero alta sebbene questo non comporti eufonicità o colorazioni.

Ho ottenutole le stesse performance di alto livello anche con ampli a tubi: un push-pull di KT-88 si è dimostrato un ottimo compagno per il Monrio ma altre soluzioni sarebbero altresì valide.

Devo dire che mettere in piedi un accoppiamento sfortunato con questo pre è molto difficile. Per azzeccare quello migliore, basta evitare diffusori (e ampli) che mancano di controllo delle frequenze inferiori dato che l’Asty Line Mk II non è certo timido sui bassi; e dall’altro lato, esso può aggiungere quel certo tocco di magia a sistemi rigorosi ma freddi. Niente problemi di interfaccia neppure dal lato sorgente; per ottenere le miglior prestazioni opterei per lettori ritmici e aperti e, ovviamente, per giradischi e testine dalla stessa impostazione.

Tutte queste caratteristiche si fondono insieme nella più significativa delle performance per una macchina hi-fi: ore di ascolto senza fatica e un ampio fluire del ritmo e della musica.

Conclusioni

Quando ho iniziato la mia prova non avevo ancora visto il cartellino con il prezzo di questo apparecchio.

Ho evitato accuratamente di chiederlo per evitare di esserne influenzato ma mi ero fatto l’idea, basandomi su qualità e prestazioni, che costasse intorno ai 3.500 Euro.

Invece ho scoperto che costa 1.500 Euro.

Con il suo livello di costruzione, le possibilità di collegamento, la scelta dei componenti, il progetto e — più di tutto — con le sue prestazioni, questo massiccio preamplificatore può soltanto essere fortemente consigliato. Come scrissi quando provai l’integrato Monrio MC-207, non commettete l’errore di accompagnare questo apparecchio con macchine di classe media basandovi sul suo prezzo: il suono di questo pre a tubi è sicuramente di altissimo livello.

Esso prende il segnale dall’ingresso e lo lavora per consegnare all’amplificatore (amplificatori se in biamping) un segnale ricco, corretto e musicale: esattamente quello che ci si attende un buon Direttore d’Orchestra faccia con i suoi musicisti…

 

 

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fabio.cottatellucci@videohifi.com

Prezzo di listino: 1.500 Euro

Dati forniti dal costruttore:
Guadagno 22 dB
10Hz — 150 kHz +/- 1 dB
Max Output 11 V
THD 0.1% a 1 kHz
Impedenza d’uscita 120 Ohm
Dimensioni mm 430 x 90 x 315 ca.
Peso 8 Kg ca.

Website: www.monrio.com

E-mail: audioteam@tin.it

info@monrio.com

Via Rosselli, 34 - 29100 Piacenza, Italy

Tel. +39 0523 716156 - Fax +39 0523 461455

Il Monrio Asty Mk II è stato provato con:

Lettore Philips DVP 9000S
Preamplificatore Galactron Mk 2016 connesso in bilanciato ai finali
Finali monoblocco Galactron Mk 2151 50W in Classe A ciascuno
Intregrato a valvole (KT-88) PrimaLuna Prologue Two AB
Diffusori Klipsch Klipschorn
Cavi di segnale van den Hul 102 Mk III, Galactron GC-2703 XLR e DIY
Cavi di potenza DIY
Cordoni d’alimentazione BlackWire
Filtro di rete BlackNoise
Linea elettrica dedicata e ottimizzata
Sala d’ascolto Live end / dead end da 35 mq circa
Acustica messa a punto con DaaD

Software più utilizzato:

"Scheherazade", Telarc CD
Freddy Cole, "Rio de Janeiro Blue", Telarc Jazz DSD CD
Rebecca Pidgeon, "Retrospective", Chesky SACD
Takeshi Inomata, "Ex Spiral", New Sonic Dimension XRCD
Arthur Rubinstein, "Chopin 19 Nocturnes", RCA Red Seal CD
Pink Floyd, DSOTM, EMI SACD
Framba, "Musica romantica per organo", SicutSol CD


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