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NUMERO 17



Pioneer DV 575 Modifica Labtek "B"

di Bebo Moroni

 

M’è un po’ oscuro il motivo per cui la stampa ( in generale) si occupi così poco ( e in maniera così distratta) dei lettori multiformato Pioneer ( ma in genere, da qualche anno a questa parte, dei prodotti del grande marchio giapponese) che pure per caratteristiche, innovatività, prestazioni sonore e non ultimo prezzi, dovrebbero eccitare la curiosità e l’attenzione di chi si dice appassionato del nostro settore. Mi piacerebbe pensare che si tratti, appunto, di "distrazione", ma la mia paura reale è che invece, forse senza accorgercene, siamo in pieno oligopolio.

Peccato, peccato davvero, perché il pubblico meriterebbe che questi notevolissimi apparecchi, venissero loro adeguatamente spiegati.

In questo stesso numero troverete un mio intervento a margine della prova di Marco Caponera sul multiformato di punta della casa, il DV868, dove sottolineo proprio questa sproporzione d’interesse, a fronte di un lettore digitale che ha ben pochi paragoni, anche a livelli di prezzo molto ma molto più elevati. Una constatazione che ci ha trovati concordi pur senza esserci mai consultati sull’andamento della prova, così come concordi ci ha trovati il premio che il pubblico di videohifi.com ha voluto assegnare al modello " semi-Top" DV 668, e certamente anche in questo caso noi e il nostro vastissimo pubblico (evidentemente più attento alle cose buone che non certa stampa di settore) non abbiamo avuto modo di consultarci ( la rete è interattiva si, ma fino a un certo punto).

Comunque sia, eccoci qui, ad esaminare, dopo tanto averlo annunciato, questo economicissimo lettore multiformato, il DV 575, nell’interpretazione che ha voluto offrirne la veneta Labtek, piccola ma interessantissima casa che si sta dedicando con soluzioni davvero attraenti, alla modifica "audiophile" di alcuni lettori, tra i quali spiccano i Pioneer, appunto. Del DV 575 la Labtek offre tre livelli di modifica, un livello "0" che si limita alla sostituzione della piccola presa di corrente bipolare di tipo Philips con una seria vaschetta IEC, alla sostituzione dei pin d’uscita stereo con due connettori d’alta qualità, e all’inserimento, sotto il telaio di tre punte coniche, per meglio isolarlo dalle vibrazioni esterne. La modifica "A" prevede la sostanziosa introduzione di uno stadio d’uscita a valvole per le uscite stereo (main), affidato a due tubi Sovtek 6N1P ( ECC88/6922). Al posto della presa Philips troviamo un grosso pulsante d’accensione che permette l’alimentazione delle valvole senza bypassare il tasto originale sul frontale del 575. La modifica "B", quella che ormai da qualche mese stiamo tenendo sotto esame, prevede infine oltre alle suddette modifiche, un più massivo filtraggio della tensione anodica, una maggior stabilizzazione dell’alimentazione dei filamenti delle valvole, cablaggio individuale, con percorsi di massa e di alimentazione separati per i due canali delle uscite stereo, una modifica migliorativa della tensione di alimentazione e un doppio convertitore DAC PCM 1742 in parallelo a quello incorporato nella macchina originale.

E anche scegliendo la modifica più "estrema" ( e più efficace) il prezzo della macchina si mantiene decisamente contenuto, anche se, come abbiamo fatto noi, vogliamo considerare il 575 Labtek come un lettore di CD e SACD stereo, che in più legge anche DVD audio e video e SACD multicanale.

Attenzione perché tra una cosa e l’altra abbiamo fatto passare del tempo, e l’ottimo Gigi dell’Antonia, titolare e progettista della casa di Belluno, mi comunica che nel frattempo la modifica si è ulteriormente evoluta. Lascio parlare lui: " ora al posto delle Sovtek 6N1P abbiamo montato le 6922EHG (il prezzo comunque è invariato, 699 Euro x la versione A e 899 per la B), variato l'impedenza di uscita e trovato un nuovo punto di lavoro per le valvole, tolto una punta di appoggio e resa più stabile la meccanica di lettura. Il risultato è stato un ulteriore miglior controllo sui bassi e una gamma alta più calda e meno metallica, caratteristica che prima gli era sicuramente data in buona parte dalle Sovtek."

Premesso che a mio parere la gamma alta ben poco soffriva di metallicità, sono ben contento che, al medesimo prezzo, venga proposto un lettore ancor migliore di quello che io ho in prova, e non credo comunque che, nella sostanza, ciò tolga significatività a questo test, che io ho trovato interessantissimo e per molti versi appassionante. Appassionante perché, in sostanza, partendo da una piattaforma molto economica, ma con buone caratteristiche di base su cui poter lavorare, la piccola ditta italiana ha creato una macchina in grado di soddisfare le esigenze degli audiofili anche molto critici, mettendola alla portata ( vedendo i prezzi dei lettori CD almeno dignitosi possiamo tranquillamente dirlo) di tutti.

L’impianto in cui è stato inserito il DV 575 Labtek è noto, ma reperita juvant così non mi faccio accusare dagli amici del Forum di voler occultare i termini di prova ( scherzo naturalmente, riferendomi ad una recente polemica sviluppatasi appunto sul nostro Forum e che in realtà non ci riguardava) : Lettori digitali Micromega DVD Reference, Micromega SACD Reference e Philips DVP 9000, preamplificatori Klimo Merlino Plus Gold con alimentazione separata Argo e Bryston SP 1.7, finali di potenza Klimo Kent Gold, Harman Kardon Citation II e Teac AV 15D ( solo sezione finale multicanale), diffusori Dalquist DQ 10i, Martin Logan Aerius i e ProAc Hexa System. Cavi di segnale Shimpy, Monster, Klimo e Toko, cavi di potenza ART FG 3000, e Monster Cable M1 (main), cavi di alimentazione Klimo e Shinpy.

La prima prova è stata eseguita confrontando direttamente il DV 575 Labtek con il Philips 9000 oggetto della estesa prova sul fascicolo scorso (http://www.videohifi.com/16.htm ) della nostra rivista. Un lettore multistandard che ci ha trovati unanimi nel giudizio sostanzialmente positivo, come unanimi nel giudizio ( c’eravamo io, Marco Caponera, Giuliano Nicoletti e Fabio Cottatellucci) ci ha trovati il confronto puramente audio tra i due apparecchi, che ha visto prevalere nettamente il Pioneer/Labtek ( mentre per quanto riguarda gli aspetti video, il 9000 è sicuramente superiore), in virtù di una risposta decisamente più lineare, di una gamma armonica più ricca, di un nettamente superiore spessore del suono. Insomma, il 9000 è per quello che costa un eccellente lettore universale, ma il Pioneer/Labtek, in quanto a musicalità, è un’altra cosa.

E me ne sono accorto sempre di più via via che passava il tempo e in assenza di confronto obbligato: non posso dire che il piccolo lettore "valvolizzato" rompa le ossa ai Micromega, ma a tratti non li fa rimpiangere, e questo è di per sé un risultato strepitoso.

Il Pioneer/Labtek legge magnificamente i CD, stemperandoli di gran parte delle loro asprezze. Lo so, è un discorso che può apparire banale o scontato: ci sono le valvole il suono diventa più caldo. Ma io non lo semplificherei in questa maniera. Indubbiamente lo stadio a valvole ( davvero ben realizzato) contribuisce in maniera notevole al risultato finale, ma da solo probabilmente non basterebbe. No, l’essenza del discorso è evidentemente un'altra, e cioè che Gigi Dell’Antonia ha saputo innanzitutto ben comprendere le caratteristiche e i limiti della macchina originale e ha avuto testa per prevedere cosa sarebbe potuto mutare, in positivo, e come. Quel che mi ha lasciato più favorevolmente impressionato, dal punto di vista tecnico, è stato notare come non si tratti di una modifica, come dire, "standard": si conoscono ormai quali sono i limiti dei lettori digitali, in particolare di quelli economici e s’interviene in automatico, parzializzando dunque i possibili benefici e rendendoli più o meno importanti a seconda della macchina modificata. No, questa è veramente una modifica pensata, ponderata e cucita su misura.

Altrimenti non sarebbe stato in nessuna maniera possibile far sortire da questa pur buona macchina, per quel che costa, un suono tanto lucido, articolato, liquido, un’immagine così ben dimensionata e credibile.

E se questo vale per i CD stereo, inutile che vi dica quanto tali caratteristiche di vera musicalità vengano esaltate dalla lettura dei SACD stereo (ma anche di quelli multicanale, dando per assodato che comunque il contributo essenziale è quello dei canali main frontali).

Il Pioneer 575/Labtek "B" è un’oggettino tanto grazioso ( molto piacevole la soluzione estetica mediante cui sono state inserite le valvole, come da foto) quanto estremamente serio, e rappresenta un’ottima ragione, per chiunque abbia a cuore la sua collezione di CD e la loro corretta riproduzione, per avvicinarsi all’ostico e ingiustamente osteggiato mondo dei lettori multi-standard. E ciò senza calcolare che il DVD e la possibilità dell’ascolto multicanale, sono, come dire…omaggio! Il prezzo alla luce di quanto detto non può che essere considerato come drasticamente competitivo.

Caldissimamente raccomandato.


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